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Al paragone si conosce l'oro
Al ragliare si vedrà che non è un leone
Al villano la zappa in mano
All'assente e al morto non si dee far torto
Anche il giusto cade sette volte al giorno
Bandiera rotta fa onore al capitano
Chi asino è e cervo esser si crede, al saltar della fossa se n'avvede
Chi dà retta al cervello degli altri butta via il suo
Chi fa il Ceppo al sole, fa la Pasqua al fuoco
Chi ha il capo di cera non vada al sole
Chi ha tegoli di vetro non tiri sassi al vicino
Chi serba, serba al gatto
Chi va al mulino s'infarina
Chi è al coperto quando piove è ben matto se si muove
Chi è sfortunato al gioco è fortunato in amore
Credesi il falso al verace, negasi il vero al mendace
Dal detto al fatto c'è un gran tratto
Dal dire al fare c'è di mezzo il mare
Dal fare al dire c'è che ire
Dare un colpo al cerchio e uno alla botte
Date da bere al prete ché il chierico ha sete
Dir pane al pane e vino al vino
Ecco fatto il becco all'oca (e le corna al podestà)
Il giusto pecca sette volte al giorno
L'acqua va al mare
Loda il monte (o il poggio) e tienti al piano
Non tutti i matti stanno al manicomio
Portare acqua al mulino di qualcuno
Tante volte al pozzo va la secchia, ch'ella vi lascia il manico o l'orecchia
Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino
Tirare (o recare) l'acqua al proprio mulino
Tutte le volpi al fine si rivedono in pellicceria
Tutti i nodi vengono al pettine