CHI
A chi duole il dente, se lo cava
A chi sa intendere, poche parole bastano
A chi vuole, non mancan modi
Assai ben balla a chi fortuna suona
C'è chi semina e chi miete
Chi asino è e cervo esser si crede, al saltar della fossa se n'avvede
Chi assai ciarla spesso falla
Chi va con lo zoppo, impara a zoppicare
Chi ben comincia è alla metà dell'opera
Chi ben dorme non sente le pulci
Chi bene istrumenta, ben s'addormenta
Chi biasima vuol comprare
Chi canta a tavola e (fischia) a letto, è matto perfetto
Chi casca nel fango, più ci si dimena e più s'imbratta
Chi cavalca la notte, convien che posi il giorno
Chi cerca trova
Chi del suo vuol esser signore, non entri mallevadore
Chi dell'altrui prende, la sua libertà vende
Chi di gallina nasce convien che razzoli (o raspi)
Chi di spada (o di coltello) ferisce, di spada (o di coltello) perisce
Chi di verde si veste, di sua beltà si fida
Chi disprezza compra
Chi disse donna disse danno
Chi dona tosto dona due volte
Chi dorme non piglia pesci
Chi dà e ritoglie, il diavolo lo raccoglie
Chi dà retta al cervello degli altri butta via il suo
Chi entra mallevadore entra pagatore
Chi erra nelle decine erra nelle migliaia
Chi fa (o chi sbaglia) di testa paga di borsa
Chi fa da sé fa per tre
Chi fa falla e chi non fa sfarfalla
Chi fa il Ceppo al sole, fa la Pasqua al fuoco
Chi fa l'altrui mestiere (o chi esce fuor del suo mestiere) fa la zuppa nel paniere (oppure chi vuol far l'altrui mestiere)
Chi falla in fretta piange adagio
Chi favella erra
Chi fila ha una camicia e chi non fila ne ha due
Chi gode in gioventù spesso soffre in vecchiaia
Chi ha arte ha parte
Chi ha buon cavallo e bella moglie Non istà mai senza doglie
Chi ha denti non ha pane e chi ha pane non ha denti
Chi ha dentro amaro, non può sputare dolce
Chi ha fatto il peccato faccia la penitenza
Chi ha fatto trenta può fare trentuno
Chi ha figlioli ha doglie
Chi ha fortuna in amor non giochi a carte (o anche fortunato in amor ecc.)
Chi ha il capo di cera non vada al sole
Chi ha la farina (o il grano) non ha le sacca, e chi ha il sacco non ha la farina
Chi ha la mestola in mano, si fa la minestra a suo modo
Chi ha la sanità è ricco e non lo sa
Chi ha mangiato i baccelli, spazzi i gusci
Chi ha meno ragione grida più forte
Chi ha orecchie intenda, chi ha denaro spenda
Chi ha orecchie per intendere intenda
Chi ha paura d'ogni figura, spesso inciampa nell'ombra
Chi ha paura delle passere, non semini panìco
Chi ha quattrini (o danar) da buttar via, metta l'opre e non ci stia
Chi ha tegoli di vetro non tiri sassi al vicino
Chi ha tempo non aspetti tempo
Chi ha vigna ha tigna
Chi la dura la vince
Chi la fa l'aspetti
Chi la vuol calda e chi la vuol fredda
Chi la vuole allesso, chi la vuole arrosto
Chi lascia la via vecchia per la nuova, sa quel che lascia e non sa quel che trova (oppure spesse volte ingannato si ritrova)
Chi lava il capo all'asino, perde il ranno e il sapone
Chi mal fa mal pensa
Chi mal semina, mal raccoglie
Chi molto pratica, molto impara
Chi muta paese, muta ventura
Chi nasce mulo bisogna che tiri i calci
Chi non fa le pazzie in gioventù le fa in vecchiaia
Chi non fa non falla
Chi non fa quando può, non fa quando vuole
Chi non ha debiti è ricco
Chi non ha testa abbia gambe
Chi non l'ha all'uscio l'ha alla finestra
Chi non risica, non rosica
Chi non sa fingere, non sa regnare
Chi non sa leggere la sua scrittura è un asino per natura
Chi non semina non miete
Chi non si contenta dell'onesto, perde il manico ed il cesto
Chi non vuol bene alle bestie, non vuol bene neanche ai cristiani
Chi non vuol far quel che puole, gl'intervien quel che non vuole
Chi non vuol piedi sul collo non s'inchini
Chi parla per udita, aspetti la mentita
Chi parla semina, chi tace raccoglie
Chi pecora si fa, il lupo se la mangia
Chi per altri òra, per sé lavora
Chi per la patria muor, vissuto è assai
Chi più fa meno fa
Chi più grida (o urla) ha più ragione (o ottiene di più)
Chi più ne ha più ne metta
Chi più spende meno spende
Chi presto indenta, presto sparenta
Chi ride di venerdì (o di sabato) piange di domenica
Chi ride in gioventù piange in vecchiaia
Chi rompe paga (e i cocci sono suoi)
Chi sa il gioco non l'insegni
Chi scherza col fuoco finisce col bruciarsi le ali
Chi semina vento raccoglie tempesta
Chi serba, serba al gatto
Chi sfugge la mola, scansa la farina
Chi sguazza le feste, stenta il dì di lavoro
Chi si battezza savio s'intitola matto
Chi si contenta gode
Chi si loda s'imbroda
Chi si mette a fabbricare sa dove comincia e non dove finisce
Chi si ripara sotto la frasca, ha quella che piove e quella che casca
Chi si scusa senz'essere accusato, fa chiaro il suo peccato
Chi si vuol bene s'incontra
Chi tace acconsente (e chi non parla non dice niente)
Chi ti loda in presenza ti biasima in assenza
Chi troppo vuole (o abbraccia), nulla stringe
Chi trova un amico trova un tesoro
Chi tutto nega, tutto confessa
Chi tutto vuole, di rabbia muore
Chi va a letto senza cena , tutta notte si dimena
Chi va al mulino s'infarina
Chi va alle nozze e non è invitato, ben gli sta se n'è cacciato (oppure torna a casa sconsolato)
Chi va piano va sano e va lontano
Chi vince la prima, perde il sacco e la farina
Chi vuol bella famiglia cominci dalla figlia
Chi vuol dell'acqua chiara vada alla fonte
Chi vuol la casa monda, non tenga mai colomba
Chi vuol lavor gentile, ordisca grosso e trami sottile
Chi vuol viver sano e lesto, mangi poco e ceni presto
Chi vuol vivere e star bene, prenda il mondo come viene
Chi vuol vivere e star sano, dalle donne (o dai parenti) stia lontano
Chi vuole aver del mosto, zappi le viti d'agosto
Chi vuole vada e chi non vuole mandi
Chi è al coperto quando piove è ben matto se si muove
Chi è bugiardo in una cosa, è bugiardo in tutte
Chi è bugiardo è ladro
Chi è causa del suo mal pianga sé stesso
Chi è sfortunato al gioco è fortunato in amore
Comandi chi può, ubbidisca chi deve
Dimmi con chi vai (o bazzichi o pratichi) e ti dirò chi sei
Fortunato (o chi ha fortuna) in amor non giochi a carte
Guelfo non son, né ghibellin m'appello, A chi mi dà rivolterò il mantello
Il bugiardo conosciuto (o chi per bugiardo è conosciuto), da nessuno è mai creduto
Il mondo è fatto a scale, chi le scende e chi le sale
Il mondo è fatto a scarpette, chi se le leva e chi se le mette
Il morto (o chi muore) giace, il vivo (o chi vive)si dà pace
In terra di ciechi beato chi ha un occhio (o chi ha un occhio è signore)
Natale con i tuoi, (a) Pasqua con chi vuoi
Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire
Non conosce la pace e non la stima chi provato non ha la guerra prima
Rade volte fa roba chi non ruba
Ride bene chi ride ultimo
Tanto ne va a chi tiene, quanto a chi scortica
Tanto è ladro chi ruba che chi tiene il sacco
Trulli, trulli, chi li ha fatti li trastulli
È un gran medico chi conosce il suo male