DI
Altro è parlar di morte, altro è morire
Aria di finestra, colpo di balestra
Bandiera vecchia onor di capitano
Bocca unta non può dir di no
Cenci dice mal di straccio
Chi di gallina nasce convien che razzoli (o raspi)
Chi di spada (o di coltello) ferisce, di spada (o di coltello) perisce
Chi di verde si veste, di sua beltà si fida
Chi fa (o chi sbaglia) di testa paga di borsa
Chi ha il capo di cera non vada al sole
Chi ha tegoli di vetro non tiri sassi al vicino
Chi più grida (o urla) ha più ragione (o ottiene di più)
Chi ride di venerdì (o di sabato) piange di domenica
Chi sguazza le feste, stenta il dì di lavoro
Chi tutto vuole, di rabbia muore
Dal dire al fare c'è di mezzo il mare
Del senno di poi son piene le fosse
Di giugno levati il cuticugno
Di notte (o di sera) tutti i gatti sono bigi
Dio ti salvi da un cattivo vicino, e da un principiante di violino
Fare come gli zufoli (ma più com. i pifferi) di montagna (che andarono per suonare e tornarono suonati)
Fare di un pruno un melarancio
Fare l'arte di Michelaccio: mangiare, bere e andare a spasso
Gioco di mano, gioco di villano
Il buon vino non ha bisogno di frasca (o di frasche)
In terra di ciechi beato chi ha un occhio (o chi ha un occhio è signore)
L'avvenire giace sulle ginocchia di Giove
L'inferno (o la via dell'inferno) è lastricato di buone intenzioni
La bocca gli puzza ancora di latte
La paura è fatta di niente
Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire
Non ti mettere in cammino, se la bocca non sa di vino
Né di venere né di marte non si sposa né si parte (cui si aggiunge, né si dà principio all'arte)
Né donna né tela a lume di candela
O di paglia o di fieno pur che il corpo sia pieno
Portare acqua al mulino di qualcuno
Quando il sole insacca in Giove (= di giovedì), non è sabato che piove
Quando viene la comare, di riffe o di raffe bisogna andare
Rosso di sera buon (bel) tempo si spera
Scherzo di mano scherzo da villano
Se di novembre tuona, l'annata sarà buona
Si prendono più mosche con una goccia di miele che con un barile d'aceto
Tempo rifatto di notte, se dura un giorno dura troppo (anche non val tre pere cotte)
Tutti i mesi non son di trentuno
Uscire di pupillo o dai pupilli
Val più un testimonio di vista, che mille di udita
Val più un'oncia di reputazione che mille libbre d'oro
È la illuminazion di prete Cuio che con di molti lumi facea buio
È meglio essere uccel di bosco che uccel di gabbia