GLI
A can che lecchi cenere non gli fidar farina
Beati gli ultimi, se i primi sono discreti
Chi va alle nozze e non è invitato, ben gli sta se n'è cacciato (oppure torna a casa sconsolato)
Far come gli antichi, che mangiavan le cocce e buttavano i fichi
Fare come gli zufoli (ma più com. i pifferi) di montagna (che andarono per suonare e tornarono suonati)
Finché l'uomo ha dente in bocca non sa mai quel che gli tocca
Gli dai un dito e ti prende la mano
Gli errori dei medici li ricopre la terra, quelli dei ricchi il denaro
Gli estremi si toccano
Gli occhi sono la finestra dell'anima
Gli uomini hanno gli anni che sentono, le donne quelli che dimostrano
Gli uomini non si misurano a canne
La bocca gli puzza ancora di latte
La pazienza è una buon'erba ma non cresce (o nasce) in tutti gli orti
Le montagne stanno ferme, gli uomini camminano
Le parole incitano, gli esempî trascinano
Le parole volano e gli scritti restano (o rimangono)
Solo i cenci (o gli stracci) vanno all'aria
Tal che gli duole il capo, si medica il calcagno