IL

A chi duole il dente, se lo cava
A ogni uccello il suo nido è bello
A quattrino a quattrino si fa il fiorino
A san Martino si veste il grande e il piccino
A tela ordita Dio manda il filo
Anche il giusto cade sette volte al giorno
Anche il sole passa sopra il fango e non s'imbratta
Anche le mucche nere dànno il latte bianco
Bacchettoni e collitorti, che il diavol se li porti
Bisogna battere il ferro finch'è caldo
Bisogna fare il passo secondo la gamba
Chi cavalca la notte, convien che posi il giorno
Chi dà e ritoglie, il diavolo lo raccoglie
Chi dà retta al cervello degli altri butta via il suo
Chi fa il Ceppo al sole, fa la Pasqua al fuoco
Chi ha fatto il peccato faccia la penitenza
Chi ha il capo di cera non vada al sole
Chi ha la farina (o il grano) non ha le sacca, e chi ha il sacco non ha la farina
Chi lava il capo all'asino, perde il ranno e il sapone
Chi non si contenta dell'onesto, perde il manico ed il cesto
Chi pecora si fa, il lupo se la mangia
Chi sa il gioco non l'insegni
Chi sguazza le feste, stenta il dì di lavoro
Chi si scusa senz'essere accusato, fa chiaro il suo peccato
Chi vince la prima, perde il sacco e la farina
Chi vuol vivere e star bene, prenda il mondo come viene
Credesi il falso al verace, negasi il vero al mendace
D'ottobre il vino nelle doghe
Dal dire al fare c'è di mezzo il mare
Dal mattino si conosce il buon giorno
Date da bere al prete ché il chierico ha sete
Di giugno levati il cuticugno
Dio manda il freddo secondo i panni
Dio non paga il sabato
Dire il peccato e non il peccatore
Discernere il pruno dal melarancio
Dopo il lampo viene il tuono
Dove entra (o non entra) il sole non entra (o entra) il medico
Dove non c'è rimedio il pianto è vano
Ecco fatto il becco all'oca (e le corna al podestà)
Gambe mie, non è vergogna camminar (o il fuggir) quando bisogna
Gettare il sasso e nascondere la mano
Gli errori dei medici li ricopre la terra, quelli dei ricchi il denaro
Guelfo non son, né ghibellin m'appello, A chi mi dà rivolterò il mantello
I guai della pentola li sa il coperchio
Il benfare non porta merito
Il bisognino fa trottar la vecchia
Il bugiardo conosciuto (o chi per bugiardo è conosciuto), da nessuno è mai creduto
Il buon vino fa gromma e il cattivo muffa
Il buon vino non ha bisogno di frasca (o di frasche)
Il buondì si vede (o conosce) dal mattino
Il caldo dei lenzuoli non fa bollir la pentola
Il cuore non invecchia (mai)
Il diavolo insegna a far le pentole ma non i coperchi
Il diavolo insegna a rubare ma non a nascondere
Il diavolo non è così brutto come si dice (o come lo si dipinge)
Il domandare è lecito, il rispondere è cortesia
Il filo si rompe dal lato più debole
Il fine giustifica i mezzi
Il giusto paga per il peccatore
Il giusto pecca sette volte al giorno
Il giusto porta la pena per il peccatore
Il lavoro nobilita l'uomo
Il libro del perché è molto grande
Il lupo cambia (o perde) il pelo, ma non il vizio
Il male viene a carrate (o a libbre) e va via a once
Il mattino ha l'oro in bocca
Il medico pietoso fa la piaga verminosa
Il meglio è nemico del bene
Il miglior condimento è l'appetito
Il mondo è fatto a scale, chi le scende e chi le sale
Il mondo è fatto a scarpette, chi se le leva e chi se le mette
Il morso della pulce non dà noia all'elefante (o l'elefante non sente il morso della pulce)
Il morto (o chi muore) giace, il vivo (o chi vive)si dà pace
Il mulino non macina senz'acqua
Il peccare è da uomini, l'ostinarsi è da bestie
Il peggio non è mai morto
Il peggior (fam. il peggio) passo è quello dell'uscio
Il pesce puzza dalla testa
Il più conosce il meno
Il popolo piange quando il tiranno ride
Il povero mantiene il ricco
Il riso abbonda sulla bocca degli stolti
Il riso fa buon sangue
Il sarto fa il mantello secondo il panno
Il soverchio rompe il coperchio
Il tempo risana ogni piaga
Il tempo è galantuomo
Il tempo è moneta (o denaro)
Il tempo è un gran medico
Il troppo e il poco guasta il gioco
Il troppo stroppia
Il vecchio pianta la vigna, e il giovine la vendemmia
Il vecchio rimbambisce e il giovane impazzisce
Il villano nobilitato non conosce suo parentato
Il vino che si pasteggia non imbriaca
Il vino è la poppa (o il latte) dei vecchi
L'abito non fa il monaco
L'assai basta e il troppo guasta
L'occhio del padrone ingrassa il cavallo
L'opera loda il maestro
L'ordine è pane e il disordine è fame
L'ospite è come il pesce: dopo tre giorni puzza
L'ozio è il padre dei vizî
La fame caccia il lupo dal bosco
La fatica promette il premio, e la perseveranza lo porge
La gioventù vuole il suo sfogo
La goccia che fa traboccare il vaso
La lingua batte dove il dente duole
La lingua non ha osso ma fa rompere il dosso
La miglior vendetta è il perdono
La nebbia lascia il tempo che trova
La parola è d'argento, il silenzio è d'oro
La prim'acqua d'agosto, il caldo s'è riposto
Loda il mare e tienti alla terra (o alla riva)
Loda il monte (o il poggio) e tienti al piano
Maggio giardinaio non empie il granaio
Masseria, masseria, viene il diavolo e portala via
Nel facile sta il difficile
Nella coda sta il veleno
Nelle botti piccine sta il vino buono
Non bisogna fare il passo più lungo della gamba
Non nevica e non diaccia che il sol non la disfaccia
Non sapere distinguere il mosto dall'acquerèllo
Non si può avere il miele senza le mosche (o non c'è miele senza mosche)
Non stuzzicare (non svegliare, non destare) il can che dorme
O di paglia o di fieno pur che il corpo sia pieno
Ogni legno ha il suo tarlo
Ogni medaglia (oppure ogni diritto) ha il suo rovescio
Ogni mortaio trova il suo pestello
Ogni pentola ha il suo coperchio
Ogni uccello conosce il grano
Pane finché dura, ma il vino a misura
Per la santa Candelora O che nevichi o che plora, Dell'inverno siamo fuora; S'egli è sole o solicello, Siamo ancora a mezzo il verno
Per sant' Urbano (25 maggio) il frumento è fatto grano (o ha granito)
Perdere il trotto per l'ambiadura
Più pro fa il pane asciutto a casa sua, che l'arrosto a casa d'altri
Prima il dovere poi il piacere
Quand'uno per bugiardo è conosciuto, anche se dice il ver non è creduto
Quando Bacco trionfa, il pensier fugge
Quando Dio dà la farina il diavolo ci leva il sacco
Quando brucia il vicinato, porta l'acqua a casa tua
Quando il gallo canta a pollaio, aspetta l'acqua sotto il grondaio
Quando il padre fa carnevale, ai figlioli tocca far quaresima
Quando il sole insacca in Giove (= di giovedì), non è sabato che piove
Quando la montagna ride, il piano piange
Quando le volpi si consigliano, bisogna chiudere il pollaio
Quando piove e c'è il sole, il diavolo fa all'amore
Rimetterci il mosto e l'acquerèllo
Rispetti, dispetti, sospetti guastano il mondo
Salutare è cortesia, rendere il saluto è obbligo
San Benedetto, la rondine sotto il tetto
Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia
Sbaglia anche il prete sull'altare
Se il giovane sapesse, e se il vecchio potesse, e' non c'è cosa che non sifacesse
Se lodi il tristo diverrà migliore, biasima il tristo, e diverrà peggiore
Tal che gli duole il capo, si medica il calcagno
Tale il padre, tale il figlio
Tante volte al pozzo va la secchia, ch'ella vi lascia il manico o l'orecchia
Tanto beve l'oca quanto il papero
Tanto è il troppo quanto il troppo poco
Tanto è ladro chi ruba che chi tiene il sacco
Tra due litiganti il terzo gode
Tra moglie e marito non mettere il dito
Tutti son bravi quando il nemico fugge
Tutto il mondo è paese
Una mano lava l'altra e tutt'e due lavano il viso
Una volta corre il cane e un'altra la lepre
Vale più la cornice che il quadro
È meglio essere il primo in casa sua che il secondo in casa altrui
È un gran medico chi conosce il suo male