LE
Anche le mucche nere dànno il latte bianco
Anche le pulci hanno la tosse
Chi ben dorme non sente le pulci
Chi ha la farina (o il grano) non ha le sacca, e chi ha il sacco non ha la farina
Chi non fa le pazzie in gioventù le fa in vecchiaia
Chi scherza col fuoco finisce col bruciarsi le ali
Chi sguazza le feste, stenta il dì di lavoro
Chi vuole aver del mosto, zappi le viti d'agosto
Col tempo e con la paglia si maturan le sorbe (o le nespole) e la canaglia
Dalle donne con le basette, Dio ci guardi, le son saette
Del senno di poi son piene le fosse
Dove non servon le parole, le bastonate non giovano
Ecco fatto il becco all'oca (e le corna al podestà)
Far come gli antichi, che mangiavan le cocce e buttavano i fichi
Gli uomini hanno gli anni che sentono, le donne quelli che dimostrano
I fatti sono maschi e le parole sono femmine
I paperi menano a bere le oche
Il diavolo insegna a far le pentole ma non i coperchi
Il mondo è fatto a scale, chi le scende e chi le sale
Il mondo è fatto a scarpette, chi se le leva e chi se le mette
La santa Epifania tutte le feste si porta via
Le bugie hanno le gambe corte
Le bugie sono zoppe
Le chiacchiere non danno farina
Le cose lunghe diventan serpi
Le donne ne sanno una più del diavolo
Le montagne stanno ferme, gli uomini camminano
Le ore del mattino hanno l'oro in bocca
Le parole incitano, gli esempî trascinano
Le parole volano e gli scritti restano (o rimangono)
Le ricadute son peggio delle cadute
Marzo molle, grano per le zolle
Non agitare le acque
Non bisogna ripescare tutte le secchie che cascano
Non si può avere il miele senza le mosche (o non c'è miele senza mosche)
Non tutte le ciambelle riescono col buco
Ogni rosa ha le sue spine
Quando le volpi si consigliano, bisogna chiudere il pollaio
Tutte le dita non son pari
Tutte le strade conducono (o portano) a Roma
Tutte le volpi al fine si rivedono in pellicceria
È meglio consumar le scarpe che le lenzuola