I Programmi per la scuola elementare annessi al Regolamento del 15 settembre 1860
A. Classe Prima Sezione inferiore Religione. Lezioni del Catechismo intorno ai principali misteri della fede date oralmente dal Maestro. Lingua italiana. Esercizi graduati di
sillabazione; spiegazione dei vocaboli letti; formazione di lettere, di sillabe e di parole per imitazione; scrittura di parole dettate per via di sillabe semplici. Aritmetica.
Numerazione, addizione e sottrazione mentale fino a 20; conoscenza e formazione delle cifre arabiche.
Sezione superiore Religione. Lezioni del Catechismo intorno ai principali misteri della fede; brevissimi racconti di Storia sacra corrispondenti alle accennate lezioni di Catechismo.
Lingua italiana. Esercizi graduati di sillabazione e di lettura corrente nel libro di testo; spiegazione dei vocaboli e delle proposizioni in essa contenute; scrittura per imitazione;
esercizi progressivi sotto dettatura; regole pratiche d'ortografia. Aritmetica. Esercizi di calcolo mentale nelle quattro prime operazioni; esercizi un iscritto intorno alla
numerazione, addizione e sottrazione sino a 100. Esercizi di memoria.
B. Classe II Religione. Catechismo della Diocesi; Storia sacra della creazione del mondo fino alla liberazione degli Ebrei dalla schiavitu' di Egitto, narrata per sommi capi; cenni
intorno ai fatti del Nuovo Testamento in relazione con le lezioni del Catechismo. Lettura. Spedita ed a senso nel libro di testo; spiegazione del concetto in essa contenuto. Lingua
italiana. Continuazione degli esercizi di scrittura sotto dettatura; piu' ampia dichiarazione delle regole di ortografia; esercizi graduati di calligrafia. - Cognizione della
proposizione e de' suoi elementi; parti del discorso; coniugazione dei verbi ausiliari e dei verbi regolari, e di alcuni irregolari d'uso piu' comune; esercizi di analisi grammaticale;
brevi e facili componimenti per imitazione. Aritmetica. Continuazione degli esercizi di calcolo mentale; numerazione, addizione, sottrazione e moltiplicazione dei numeri intieri e
decimali; divisione dei numeri intieri nei quali il divisore non ecceda due cifre; nomenclatura delle misure effettive secondo il sistema metrico. Esercizi di memoria.
C. Classe III Religione. Catechismo della Diocesi; Storia sacra dalla liberazione degli Ebrei dalla schiavitu' d'Egitto sino alla divisione del regno di Giuda, narrata per sommi capi;
fatti del Nuovo Testamento in relazione con le lezioni del Catechismo. Lettura. Spiegazione del libro di testo; breve esposizione dei doveri dell'uomo; nomenclatura appartenente alla
geografia fisica. Lingua italiana. Ripetizione delle parti di grammatica studiate nella seconda Classe; coniugazione dei verbi irregolari e dei verbi difettivi; regole e principali
eccezioni nell'uso delle parti del discorso; esercizi correlativi di analisi grammaticale a voce ed in iscritto; analisi del periodo. - Esercizi graduati di composizione con l'aiuto
di una traccia; brevi racconti; facili descrizioni; lettere famigliari con ispeciale riguardo alla ortografia. Esercizi progressivi di calligrafia. Aritmetica. Ripetizione delle
operazioni insegnate nella seconda Classe; insegnamento compiuto della divisione dei numeri intieri e decimali; conversione delle frazioni ordinarie in decimali; nozioni geometriche
necessarie per l'apprendimento del sistema metrico decimale, e breve esposizione del medesimo. Esercizi di memoria.
D. Classe IV Religione. Catechismo della Diocesi; Storia sacra dalla divisione del regno di Giuda sino alla venuta del Redentore; esposizione ordinata dei principali fatti del Nuovo
Testamento. Lettura. Spiegazione del libro di testo; doveri dell'uomo e doveri del cittadino soprattutto in relazione con lo Statuto fondamentale del Regno; fatti piu' notevoli della
Storia nazionale; nozioni elementari di scienze fisiche e naturali applicabili agli usi ordinari della vita; ripetizione della nomenclatura geografica; divisione del globo; Stati
principali dell'Europa, e loro metropoli; breve descrizione dell'Italia. Lingua italiana. Ripetizione della grammatica; compiuta esposizione delle regole grammaticali e delle loro
eccezioni; esercizi pratici correlativi; costruzione regolare ed irregolare; figure grammaticali; norme intorno ai principali generi di componimento; racconti morali e storici
ritratti specialmente dalla Storia patria; descrizioni; favole; lettere, ed altre scritture di piu' comune uso. Esercizi progressivi di calligrafia. Aritmetica. Ripetizione delle
operazioni insegnate nelle Classi precedenti; cenno sulle proporzioni; loro proprieta' fondamentali; regola del tre semplice; modo di tenere i libri dell'azienda domestica. -
Ripetizione del sistema metrico e delle nozioni geometriche relative al medesimo; misura delle aree; disegno delle principali figure geometriche. Esercizi di memoria.
SCUOLA ELEMENTARE UNICA DIVISA IN TRE SEZIONI E. Sezione I e II Religione. Lezioni del Catechismo intorno ai misteri principali della fede ed ai Sacramenti; brevi racconti di Storia
sacra corrispondenti alle lezioni del Catechismo. Lingua italiana. Sillabazione; lettura corrente del libro di testo; spiegazione delle cose lette. Esercizi di scrittura, copiando
sotto dettatura per sillabe. Aritmetica. Numerazione, addizione e sottrazione orali e scritte sino a 100. Esercizi di memoria.
F. Sezione III Religione. Catechismo della Diocesi; brevi racconti in ordine cronologico dell'Antico e del Nuovo Testamento. Lettura. Spiegazione del libro di testo; doveri dell'uomo
e doveri del cittadino in relazione collo Statuto fondamentale del Regno. Lingua italiana. Esercizi di scrittura sotto dettazione; studio della prima parte della grammatica; racconti,
lettere ed altre scritture semplici e di uso pratico aiutate da una traccia. Aritmetica. Le quattro prime operazioni sui numeri intieri e decimali; breve esposizione del sistema
metrico-decimale. Esercizi di memoria.
Istruzione ai maestri delle Scuole primarie sul modo di svolgere i Programmi approvati col Regio Decreto 15 settembre 1860
Classe Prima Sezione inferiore Religione Lezioni del Catechismo sui principali misteri della fede, insegnate oralmente dal Maestro. Trattandosi di fanciulletti non per anco capaci di
leggere, dovra' il maestro procacciare ch'essi apprendano le preghiere del Cristiano per mezzo dello insegnamento a voce e di ripetizioni fatte dagli alunni piu' diligenti e studiosi.
Nei quali esercizi vuolsi soprattutto por mente che sia loro spiegato il senso delle parole, e si schivino le cantilene cui i fanciulli agevolmente si avvezzano, cosicche' la pronunzia
sia chiara e le parole esattamente espresse. Anche l'insegnamento del piccolo catechismo dovra' essere orale intrattenendosi sui principali misteri della nostra fede, che in questa
classe il maestro sara' contento di far imparare tali e quali sono esposti nel catechismo, senza pretendere di entrare in ispiegazioni che mal saprebbero acconciarsi a quelle tenere
menti.
Lingua Italiana. Esercizi graduati di sillabazione; spiegazione dei vocaboli ecc. La regola alla quale il maestro deve attenersi nell'insegnare la lettura, e' quella che viene segnata
dai cartelloni e dal sillabario. Egli comincera' pertanto dal far conoscere le vocali, poi i dittonghi, e per ultimo le consonanti associandole alle vocali colla graduazione indicata
nei cartelloni; vale a dire cominciando dalle sillabe semplici, e passando alle piu' difficili mediante continuati esercizi avvalorati piu' che altro dall'imitazione. Meglio dei
precetti, in questi primi saggi di sillabazione, giova l'imitazione del maestro, il quale pronunziando dapprima egli stesso, e poi facendo ripetere agli alunni ora individualmente ora
simultaneamente le parole distinte in sillabe, insegnera' qual sia il giusto valore da darsi alle lettere, quale il suono degli accenti, quali gli errori da sfuggire e le difficolta' da
superare. Affinche' poi sifatti esercizi di lettura non abbiano a riuscire ad una sterile azione meccanica, e l'attenzione dei fanciulli possa trovarvi qualche allettamento, sara' cura
del maestro di spiegare tutti i vocaboli ch'essi verranno leggendo, fermandosi volentieri su quelli che possono fornire argomento a qualche utile e gradevole dialogo per dichiarare il
nome e l'uso di oggetti domestici o appartenenti a cose che sieno gia' note agli alunni. Formazione delle lettere, di sillabe e di parole per imitazione; scrittura di parole dettate
per sillabe semplici. Una delle prime condizioni per addestrar allo scrivere il fanciullo sta nella conveniente postura della persona e nel modo di tener fra le dita la penna. Ma non
potra' ottenersi la desiderata regolarita' senza grande pazienza ed attenzione del maestro, il quale si adoprera' di formare a' suoi alunni quanto piu' sa, sciolta la mano specialmente
con graduate esercitazioni sopra i quaderni o sulle lavagne. Dalle aste e dalle curve egli si fara' a mostrare l'origine delle lettere piu' semplici, e da queste verra' a quella delle
piu' difficili, passando prima pei vari ordini delle lettere minuscole, indi delle maiuscole, e per ultimo delle cifre numeriche. Siccome poi nella scrittura, meglio che in altra
materia, efficace e' l'imitazione, egli si studiera' di far in guisa che gli esemplari da lui tratteggiati sulla lavagna corrispondano ai modelli proposti agli alunni, e non abbiamo in
verun modo a contraddire alle regole che sono prescritte. Nel dettare le sillabe e le parole fara' sempre in modo che dalla retta e spiccata sua pronunzia i fanciulli possano ben
rilevare le lettere doppie e gli accenti, e non incontri che per vizio della medesima abbiano poi a scrivere monche e scorrette le parole. I quali esercizi dovranno per quanto e'
possibile rispondere di mano in mano a quelli fatti nella lettura, perche' gli uni agli altri servano d'aiuto e di compimento.
Aritmetica Numerazione, addizione e sottrazione mentale sino a 20; conoscenza e formazione delle cifre arabiche. Non fa mestieri lungo discorso per additare qual sia il metodo da
tenere circa le cognizioni di aritmetica che s'insegnano in questa sezione. Il calcolo a mente dovra' farsi sui numeri concreti coll'aiuto anche del cosi' detto pallottoliere o d'altro
arnese meccanico. La numerazione s'insegnera' a voce dall'1 al 10, dal 10 al 20; e gli alunni saranno per gradi avvezzati a far addizioni e sottrazioni mentali col mezzo di facili
quesiti acconci in qualche modo a tener desta la loro curiosita'. In questa sezione parimente il maestro dovra' insegnare la lettura dei numeri almeno fino al 20, facendoli rettamente e
chiaramente pronunziare.
Casse Prima Sezione superiore Religione Lezioni del Catechismo sui principali misteri della fede; brevissimi racconti di Storia sacra rispondenti alle accennate lezioni del
Catechismo. Continuando il maestro ad insegnare le preghiere, fara' studiare a memoria le lezioni del catechismo che trattano della Unita' e Trinita' di Dio, del mistero
dell'Incarnazione, e della venuta di Gesu' Cristo alla fine del mondo. Nel dichiarare agli alunni il significato delle parole imparate, evitera' di entrare in spiegazioni troppo sottili
o prolisse, le quali potrebbero dar luogo a poco esatte interpretazioni; ed invece si adoprera' d'illustrare le verita' della fede colla narrazione dei fatti di storia sacra che a
quelle si riferiscono, e colle considerazioni morali che ne derivano. Percio' sponendo loro, ad esempio, la creazione del mondo, dell'uomo, la caduta d'Adamo, la promessa d'un
Redentore, l'annunziazione di Maria, la nascita di G. C., la sua passione, morte e risurrezione, l'ascensione al Cielo, dopo aver distesamente a voce narrati questi fatti, li dettera'
sotto forma di brevissimi racconti colla maggior semplicita'; quindi li fara' studiare, e se ne servira' come di testo a fine di confermare i dogmi imparati sul catechismo, e trarne
quelle massime che piu' sono confacenti ad ispirare il sentimento del dovere e l'amore del bene nella tenera infanzia.
Lingua Italiana Esercizi graduati di sillabazione e di lettura corrente nel libro prescritto (di testo); spiegazione dei vocaboli e delle proposizioni in esso contenute. Gli esercizi
di sillabazione dovranno alternarsi colla lettura corrente; ossia collo spedito legamento delle sillabe e colla distinta pronunzia delle parole. Ad impedire le viziose cantilene, ed
avvezzare per tempo i fanciulli a dar la conveniente espressione alle frasi, giovera' che il maestro legga dapprima egli stesso un breve periodo, ne spieghi i vocaboli, indichi il
significato di tutte le proposizioni, e di poi faccia ripetere agli alunni le cose spiegate e rileggere l'intero passo. Con tale esercizio egli avra' modo non solo di arricchir la
memoria dei giovinetti d'un certo corredo di voci necessarie a sapere, ma, che e' piu', di svolgere la loro intelligenza, e di abituarli poco per volta a riflettere su quello che odono.
Scrittura per imitazione; esercizi progressivi sul dettato; regole pratiche di ortografia. Dopo di avere per alcuni giorni ripetuto gli esercizi della sezione inferiore, il maestro
addestrera' i fanciulli a scrivere sotto dettatura; e porra' gran diligenza nel correggere gli errori d'ortografia, avvertendo che, piu' delle regole, giova a schivarli l'abitudine che
si sara' fatto egli medesimo di pronunziar rettamente le parole che viene loro dettando.
Aritmetica Esercizi di calcolo mentale sulle quattro prime operazioni; esercizi per iscritto sulla numerazione, addizione e sottrazione sino a 100. Gli esercizi di calcolo mentale
verranno estesi fino al numero 100, il che non sara' difficile quando gli alunni siansi fatto un concetto chiaro del progressivo aumento delle decine dal 20 al 30, al 40, e cosi' di
seguito. Si verranno inoltre proponendo quesiti relativi a cose note e sensibili, i quali si faranno dapprima risolvere sul pallottoliere, indi sulla lavagna e sui quaderni. Ottenuta
la risposta, l'insegnante si studiera' di mostrare quale fosse il naturale procedimento segui'to dalla mente per arrivare alla soluzione del quesito, e dai procedimenti di parecchie
soluzioni parziali di quesiti della stessa natura mostrera' come venga dedotta la regola generale, senza pero' entrare in ragionari troppo analitici e superiori all'eta' della
scolaresca.
Classe Seconda Religione Catechismo della Diocesi; Storia sacra dalla creazione del mondo fino alla liberazione degli Ebrei dalla schiavitu' d'Egitto, narrata per sommi capi; cenni sui
fatti del Nuovo Testamento relativi alle lezioni del Catechismo. Premessa una rapida ripetizione delle materie apprese nella prima classe, si continueranno nella seconda le lezioni di
catechismo che saranno determinate pel Circondario dove e' posta la scuola. Il maestro nello spiegare tali lezioni si varra' di esempi tratti dalla storia del Vecchio e piu' ancora del
Nuovo Testamento, le quali prestino lume ed appoggio alle verita' ed ai precetti contenuti nel catechismo. La storia sacra puo' utilmente insegnarsi per mezzo di succinte biografie dei
principali patriarchi e personaggi piu' insigni per pieta', per virtu' domestiche, per eroiche azioni. Cosi' nelle scuole femminili gli avvenimenti potranno convenientemente raggrupparsi
intorno ai nomi delle donne piu' virtuose ed illustri. Dei fatti del Nuovo Testamento il maestro scegliera' quelli che piu' davvicino si riferiscono alle cose studiate nel catechismo, e
meglio si attagliano alla puerizia, avvertendo di non ometter l'esposizione delle principali parabole evangeliche, tanto acconce ad imprimer efficacemente negli animi giovanili il
sentimento del dovere e della virtu'. In quei Comuni ove l'istruzione finisce colla seconda classe elementare, il maestro dovendo mostrare i doveri che ha l'uomo verso la famiglia e la
societa', ne togliera' l'occasione soprattutto dall'istruzione religiosa, e da quei capitoli dei libri di lettura che si riferiscono a soggetti morali, affine d'esporre ai fanciulli i
doveri che li legano a Dio, ai loro genitori, ai fratelli, alla patria. Un tale insegnamento dev'essere piuttosto una ordinata ricapitolazione di quanto il maestro avra' gia' inculcato
agli alunni nelle varie occasioni, che un'arida enumerazione di precetti. Ove gli animali dei fanciulli sieno stati nel corso delle due classi convenientemente preparati, sara' facile
a chi insegna il dar forma succosa ed efficace alle morali dottrine, in guisa che riescano chiare, e restino scolpite quali norme future al ben comportarsi in famiglia ed in societa'.
Lettura spedita ed a senso nel libro di testo; spiegazione delle materie in esso contenute Il maestro in questa classe cerchera' di perfezionare il metodo di lettura degli allievi di
maniera che si avvezzino a dar espressione alle cose che leggono, ma senza affettazione o tuono declamatorio. Continuera' a spiegar loro i vocaboli e i modi di dire, facendoli ripetere
per avverare se essi ne abbiano colto il vero significato. Per addestrarli poi all'ortografia, scrivera' sulla lavagna alcuni periodi senza punteggiatura, e chiamera' gli scolari ad
apporvi da per se stessi i punti e le virgole.
Lingua Italiana Continuazione degli esercizi di scrittura sotto dettato; maggior dichiarazione delle regole di ortografia; esercizi graduati di calligrafia. Riguardo alla calligrafia,
esercitera' specialmente gli alunni nella scrittura fina e spedita, curando soprattutto la forma chiara ed uguale delle parole, in che consiste il pregio principale di qualsiasi
scrittura. Conoscenza della proposizione e de' suoi elementi; parti del discorso; coniugazione dei verbi ausiliari e dei verbi regolari; esercizi di analisi grammaticale; brevi e
facili componimenti per imitazione. L'insegnamento grammaticale dovra' pigliar le mosse dall'analisi di proposizioni semplici contenute nel libro di lettura, facendo il maestro in esse
notare il soggetto, l'attributo ed il verbo, spiegando l'uffizio del nome, dell'aggettivo e del verbo, ed addestrando gli alunni a formar simili proposizioni da se'. Fara' il
somigliante per le proposizioni complesse e composte, avvertendo intorno a queste ultime di restringersi alla dichiarazione del complemento diretto e indiretto, senza entrare in piu'
minute suddivisioni e in definizioni astratte e sottili, le quali sarebbero affatto fuor di luogo, e tornerebbero soltanto a dannoso ingombro della mente dei fanciulli. Le regole
grammaticali in questa classe vogliono esser semplici e poche, e sempre illustrate da pratici esercizi. Di mano in mano che gli alunni sapranno distinguere le varie parti del
discorso, il maestro li mettera' alla prova col propor loro a voce e per iscritto alcuni esempi d'analisi grammaticale. Ma anche in cio' gli si raccomanda di non insistere soverchio,
giacche' senza punto fare della nuda analisi grammaticale un esercizio isolato, egli potra' cogliere il destro di mostrarne le utili applicazioni in tutto il corso del suo insegnamento.
Il piu' utile e importante esercizio grammaticale in questa classe e' la coniugazione orale e talvolta anche scritta, per proposizioni, di verbi regolari e di molti irregolari al
passato remoto, l'uso dei quali e' frequentissimo. Per avviare gli alunni a comporre da se', bisogna anzitutto avvezzarli ad esprimer a voce in modo conveniente e corretto i propri
pensieri. Per questo giovera' che il maestro dialogando con loro, non in dialetto ma in lingua italiana, si faccia ripetere i fatti di storia sacra mandati a mente, e poscia li faccia
stendere da loro per iscritto; medesimamente li addestri a dettar brevi descrizioni di oggetti altre volte analizzati, e raccontini morali da lui prima narrati. In codesti primi saggi
di composizione, anziche' obbligare i fanciulli a scrivere frasi staccate, cui manchi ogni logico nesso nella mente dei giovinetti, o a compire proposizioni quasi per artifizio
meccanico, chi insegna deve porre ogni suo studio perche' tutto quanto essi verranno esprimendo per iscritto serva o a somministrar loro qualche utile cognizione, o a risvegliare ed
imprimere qualche buon sentimento nel loro cuore. Siccome poi la correzione di tutti quanti i componimenti in una scuola numerosa si farebbe quasi impossibile, il maestro sara'
contento di fermar l'attenzione degli alunni su qualche passo dei loro scritti, di richiamare alla loro memoria le regole dalle quali si fossero discostati, per avvezzarli in tal
guisa a riflettere, a trovar da se' medesimi gli errori, e a correggerli. La qual pratica pero' non sara' da seguire in tutti i casi indistintamente, giacche' talvolta gli errori sono di
tale ordine che a rilevarli debitamente richieggono una speciale spiegazione del maestro.
Aritmetica Continuazione degli esercizi di calcolo mentale; numerazione, addizione, sottrazione e moltiplicazione dei numeri intieri e decimali; divisione dei numeri intieri in cui il
divisore non ecceda due cifre; nomenclatura delle misure effettive del sistema metrico. Si cominceranno le lezioni d'aritmetica dalla ripetizione degli esercizi di calcolo mentale e
dell'addizione e sottrazione per iscritto. Questo fatto, il maestro verra' alla numerazione dei decimali, e quando gli alunni l'abbiano bene appresa, si fara' a propor loro problemi di
addizione e sottrazione coi numeri decimali, passando poi alla moltiplicazione e divisione. Anche nella qualita' dei problemi potra' egli dar prova del suo zelo educativo, procurando
che questi si aggirino non su quantita' astratte o su dati immaginari, ma sovra oggetti che sono d'uso comune nella vita, e tali da metter in luce o i benefizi del lavoro, o le norme
di una saggia economia, o i pregi della beneficenza, od altri cosifatti argomenti. Ed avvertira' che le cifre degli interi non oltrepassino il milione, e quelle dei decimali i
millesimi, affine di non causar nella mente dei fanciulli confusione, la quale sarebbe generata dall'espressione di quantita' onde sono incapaci di farsi preciso concetto. Parimente la
divisione si effettuera' in questa classe soltanto sovra numeri interi, e con un divisore che non ecceda due cifre. Nel dare poi le definizioni e le regole delle operazioni il maestro
vorra' esser preciso e chiaro, ed avverare con ripetute interrogazioni se venne ben compreso dagli scolari, affinche' questi, posti in grado di risolvere i quesiti non per semplice
azione meccanica o per atto di memoria, ma per riflessione, rendano ragione di cio' che fanno, e sappiano applicar le regole imparate a qualsiasi specie di casi. Nei luoghi dove
l'istruzione finisce colla seconda classe, il maestro chiudera' l'insegnamento dell'aritmetica collo spiegare quelle facili e prime nozioni geometriche che sono di tutta necessita' per
apprendere il sistema metrico decimale, all'esposizione pratica del quale consacrera' pure un conveniente numero di lezioni. La' dove gli allievi si preparano alla promozione della
terza classe, l'insegnamento del sistema metrico puo' restringersi alla semplice nomenclatura delle misure effettive, cioe' del metro, del litro, del grammo, e delle monete legali, co'
loro multipli e sottomultipli.
Classe Terza Religione Catechismo della Diocesi; Storia sacra dalla liberazione degli Ebrei dalla schiavitu' d'Egitto sino alla divisione del regno di Giuda, narrata per sommi capi;
fatti del Nuovo Testamento corrispondenti alle lezioni del Catechismo. Dopoche' il maestro avra' fatto ripetere le lezioni del catechismo studiate nella seconda classe, spieghera' quelle
che saranno prescritte per la terza. E nello svolgere i fatti di storia sacra indicati nel Programma non dimentichera', come piu' sopra e' detto, di ricavare dai medesimi quei documenti
morali che possono giovare ad illustrazione di cosi' importante argomento. Lettura e spiegazione del libro approvato; breve esposizione dei doveri dell'uomo; nomenclatura della
geografia fisica. Il maestro procacciera' di far ben conoscere e valutare i diversi obblighi che ha l'uomo, e i mezzi piu' efficaci per adempirli. Mostrera' come i primi doveri
riguardino Dio signore e padre benefico di tutti gli uomini, e richiamando a mente le cose per questo insegnate nel catechismo, inculchera' agli alunni la necessita' del culto interiore
ed esteriore. Quanto ai doveri verso la famiglia, spieghera' come questi sieno fondati sull'amor figliale e fraterno; fara' ben intendere ai giovani la santita' della patria potesta', la
gratitudine, l'amore e il rispetto che deggiono i figli ai genitori, e lo strettissimo obbligo che hanno non solo di obbedirli in cio' che loro impongono, ma di nulla intraprendere
senza il loro consenso. Notera' come l'amore scambievole e la concordia tra fratelli e congiunti siano essenziali condizioni della domestica pace, e guarentigia d'ogni altra amichevole
relazione. Mostrera' la bruttezza e i danni dell'egoismo, la necessita' della indulgenza per gli altrui mancamenti, la bellezza della generosita' e del sacrifizio. Ammaestrati gli alunni
intorno ai doveri domestici, non sara' disagevole, partendo dal concetto del buon governo della famiglia, d'istruirli intorno a quelli che alla vita sociale si riferiscono.
Imperciocche' come nella famiglia il figlio debba obbedire ai genitori, ed onorare, amare e coadiuvare i fratelli e congiunti, e rispettare cio' che loro appartiene, cosi' nella societa'
l'uomo ha doveri verso il governo dello Stato, e verso gli altri cittadini. Al primo deve obbedienza e rispetto. L'obbedienza esige che si osservino le leggi, si prestino
volonterosamente i servigi richiesti dal Governo a pro della societa', e con esso si concorra al mantenimento dell'ordine pubblico e al bene comune. Il rispetto vuole che il cittadino
si astenga da ogni atto di disprezzo e d'inobbedienza verso le Podesta' costituite, non gia' per timore de' castighi, ma per ossequio a quei principii di pubblico interesse che esse
rappresentano e tutelano. Il maestro si dimorera' particolarmente sui doveri di giustizia, e soprattutto sul rispetto alla proprieta' ed ai diritti altrui. Finalmente parlando del
dovere che tutti gli altri sociali abbraccia, vale a dire dell'obbligo di amare e servire la patria, quella civile societa' alla quale ci stringono l'origine e la lingua, le comuni
leggi e gli interessi, le memorie e le speranze, mostrera' il maestro come l'amor di patria non debba consistere in vuote aspirazioni o in calde parole, e molto meno nelle vanterie o
nel disprezzo delle altre nazioni, ma si' in atti di operosa virtu' e di abnegazione; e come per esser fruttuoso esso debba avere il suo fondamento nei sentimenti piu' nobili dell'animo
e nella osservanza delle leggi morali e civili. L'insegnamento della geografia in questa classe, potra' restringersi alla nomenclatura, della geografia fisica, cioe': forma ed
estensione della terra; nomi delle principali divisioni della terra e del mare; continenti, isole, penisole, monti, catene di monti, caverne, valli, pianure, vulcani, lande, deserti;
mari, laghi, lagune, paludi, fonti, fiumi, ecc. con opportune e semplici dichiarazioni.
Lingua Italiana Ripetizione delle parti di grammatica studiate nella seconda Classe; coniugazione dei verbi irregolari e dei verbi difettivi; regole e principali eccezioni sull'uso
delle parti del discorso; esercizi relativi di analisi grammaticale a voce e per iscritto; analisi del periodo; esercizi graduati di composizione per imitazione sopra un abbozzo o per
amplificazione; brevi racconti; facili descrizioni; lettere famigliari con ispeciale coltura dell'ortografia. Seguendo le norme precedentemente indicate circa il modo di addestrare
gli alunni nell'analisi grammaticale, il maestro procedera' in questa classe ad esercitazioni sui verbi irregolari e difettivi, e sulle principali eccezioni che occorrono nelle varie
parti del discorso. Avvezzi gli scolari a fare annotazioni ad applicare quando loro vien bene una regola, o ad avvertire un'eccezione; mostri loro praticamente le varie specie di
nomi, quando e come si debba impiegar l'articolo determinativo o indeterminativo; riduca a classi gli aggettivi secondo il loro grado e le varie qualita' che segnano; faccia conoscere
tutte le specie di pronomi, e moltiplichi gli esempi si' che ei possano dedur le regole del retto loro uso. Insista in particolar modo sui pronomi che hanno piu' vario l'uffizio nella
proposizione, e sui quali piu' frequenti sogliono commettersi errori da coloro che cominciano a scrivere. Nella coniugazione dei verbi irregolari d'ogni ragione faccia notare i verbi
riflessi, gli impersonali e i difettivi, la maniera di dar la forma passiva ad un verbo, e quindi la natura e l'uso del gerundio e del participio. Rispetto alle altre pari del
discorso, preposizione, congiunzione, avverbio ed interiezione, si fermi a mostrarne gli uffizi e gli usi principali, evitando le sminuzzate classificazioni e le astruse dichiarazioni
da riservare alle scuole superiori. Nell'analisi del periodo, al maestro bastera' che gli alunni arrivino a saper bene distinguere la proposizione principale dalle coordinate e
complementari, le proposizioni semplici, complesse e composte, le esclamative, le interrogative; valendosi di cosifatte distinzioni per insegnare anche a punteggiar il periodo,
secondo e' richiesto dal senso. Quanto al comporre, dopo che gli alunni avranno dato saggio di brevi scritture per imitazione, potra' il maestro avviarli, con chiari precetti adatti
alla loro intelligenza, a comporre dapprima coll'aiuto d'un abbozzo ben ordinato e copioso, di poi con una traccia piu' concisa, finche' sieno in grado di svolgere di per se' e colle
proprie idee i proposti temi, i quali dovranno dapprima aver per oggetto brevi narrazioni di fatti, o descrizioni di cose note, e per ultimo lettere famigliari. Nei modelli tratti da
buoni autori che il maestro leggera' o fara' leggere agli alunni, avra' cura di notare i piu' semplici e chiari modi di dire, l'applicazione delle regole grammaticali, la ben ordinata
disposizione delle parole, tuttoche' insomma puo' contribuire ad esprimere con precisione e naturalezza i propri pensieri, cessando ogni genere di ricercatezza e d'affettazione si' nella
scelta di vocaboli come nella costruzione del periodo.
Aritmetica Ripetizione delle operazioni insegnate nella seconda Classe; insegnamento compiuto della divisione sui numeri interi e decimali; conversione delle frazioni ordinarie in
decimali; nozioni geometriche necessarie per l'apprendimento del sistema metrico-decimale, e breve esposizione del medesimo. Il Programma d'aritmetica prescritto per questa classe non
ha bisogno di veruna dichiarazione, e soltanto bastera' che il maestro si faccia una giusta idea di cio' che intendesi per nozioni geometriche preparative allo studio del sistema
metrico, affine di non eccedere i limiti del suo insegnamento con pericolo di non essere inteso. Si restringera' egli pertanto a dire che cosa sia volume, superficie, linea, punto; ad
indicare le principali specie di linee, di angoli e di poligoni; e a dare la nomenclatura del circolo, senza pretendere di mostrare matematicamente alcuno de' teoremi che li
riguardano. A queste nozioni il maestro aggiungera' una breve esposizione del sistema metrico, insegnando i nomi delle nuove misure, spiegando bene che cosa s'intenda per metro, come
da questo derivino tutte le altre misure, e qual sia il valore di ciascheduna.
Classe Quarta Religione Catechismo della Diocesi; Storia sacra dalla divisione del regno di Giuda alla venuta del Redentore; esposizione ordinata dei principali fatti del Nuovo
Testamento. Le lezioni del catechismo in questa classe vogliono essere considerate come il compimento dell'istruzione religiosa, che i giovanetti ricevono nelle scuole elementari. Non
basta percio' che loro si facciano studiare le parole del libro, ma e' necessario ancora che queste siano con diligenza spiegate, di maniera che facciano negli animi giovanili
quell'impressione che dura talvolta e produce mirabili effetti per tutta la vita. La parte a studiare dell'Antico Testamento e' abbastanza determinata. L'esposizione ordinata dei fatti
principali del Testamento Nuovo sara' agevolata dallo studio che gli allievi ne hanno gia' fatto nelle classi precedenti. Lettura e spiegazione del libro approvato; doveri dell'uomo e
doveri del cittadino in relazione collo Statuto fondamentale del Regno; fatti piu' rilevanti della storia nazionale; nozioni elementari di scienze fisiche e naturali applicabili agli
usi ordinari della vita; ripetizione della nomenclatura geografica; divisione del globo; Stati principali dell'Europa, e capitali di essa; breve descrizione dell'Italia. Tutte queste
nozioni furono comprese nel titolo di lettura, affinche' s'intenda che nelle scuole elementari non si vuol insegnare ne' l'etica, ne' il diritto costituzionale, ne' la storia d'Italia, ne'
la fisica, ne' la geografia, ma darne solamente quelle nozioni piu' elementari di che i fanciulli sono capaci, e che possono riuscir loro di grande giovamento sia che vogliano
proseguire negli studi, sia che debbano abbandonare le scuole. Nel resto molte nozioni intorno ai doveri dell'uomo furono gia' date nella seconda e nella terza classe; molti fatti di
storia patria saranno gia' stati proposti o come esercizi di memoria o come argomenti di composizione; alcune notizie intorno a cose naturali o ai fenomeni piu' comuni della natura di
porgono in tutto il corso elementare; la nomenclatura della geografia fisica fu gia' insegnata nella terza classe. Il maestro della quarta deve ordinare e schiarare alcun poco tutte le
cognizioni gia' acquistate intorno a questi argomenti, aggiungervi una breve descrizione dell'Italia, e quelle altre nozioni che i giovanetti non avranno potuto apprendere negli anni
precedenti. A dare una prima idea della storia nazionale potra' giovare lo esporre l'origine della R. Casa di Savoia; la lega Lombarda; le geste principali di Amedeo V, VI, VII, VIII,
di Emanuele Filiberto, di Carlo Emanuele I, di Vittorio Amedeo II, del principe Eugenio, di Carlo Emanuele III; di Carlo Alberto e di Vittorio Emanuele II. A queste si possono
aggiungere alcune altre corte biografie di scrittori ed artisti che onorano il nome italiano, o meritano di essere in particolar modo ricordati in ciascuna citta' e provincia d'Italia.
Finalmente per cio' che riguarda lo studio della geografia, i maestri, senza perdere gran tempo intorno a nozioni generali, si studieranno di far conoscere le varie provincie onde si
compone l'Italia, i fiumi e le principali citta' di ciascuna provincia, e di metter in luce quei fatti e monumenti che resero illustri nella storia molte citta' italiane.
Lingua Italiana Ripetizione della grammatica; compiuto svolgimento delle regole grammaticali e delle loro eccezioni; figure grammaticali, norme intorno ai principali generi di
componimento; racconti morali e storici ricavati principalmente dalla Storia patria; descrizioni; favole; lettere ed altre scritture di uso piu' comune nella vita. Come nella seconda
classe gli allievi hanno ripetuto le nozioni grammaticali studiate nella prima, cosi' nella quarta si faranno dal ripetere cio' che hanno gia' apparato nelle due precedenti. Intanto ad
ogni capo e quasi ad ogni paragrafo i maestri aggiungeranno quelle piu' minute avvertenze ed osservazioni che sono necessarie sia allo esatto adempimento delle leggi della grammatica
italiana, sia perche' i giovanetti conoscano e schivino poi quegli errori in che da molti si suole ordinariamente cadere. Si parlera' in questa classe in particolar modo della
costruzione e delle figure grammaticali; e si dira' dell'analisi logica quel tanto che basti a distinguere in un periodo di diverse maniere di proposizioni, e saper indicare gli
elementi di esse. Fra gli altri esercizi grammaticali a cui i maestri potranno addestrare i loro allievi, non sara' inutile il dettare a quando a quando alcuni periodi in cui siano
errori di costruzione o di ortografia o di punteggiatura o di lingua; non solo perche' si correggano, ma ancora perche' siano esattamente esposti i motivi delle correzioni. Per cio' che
riguarda il comporre, fu gia' detto di sopra in qual modo i fanciulli vi debbano essere incamminati. Le composizioni da proporre in questa classe potranno nel corso dell'anno andar via
via crescendo in lunghezza e difficolta', finche' i giovani guidati da una bozza chiara e abbastanza determinata, siano capaci di scrivere da se' una lettera, una narrazione, una
descrizione. Sara' pure utile che si avvezzino a sviluppare qualche sentenza, a voltare in prosa qualche semplice poesia, e quando l'argomento si presti, amplificarla. A coloro poi che
dopo la quarta classe stanno per abbandonare le scuole, oppure aspirano al Corso speciale, sara' pure vantaggioso che si propongano esercizi intorno alle scritture di piu' frequente uso
nella vita, come dire conti, quietanze, obbligazioni, ecc. Le norme intorno ai principali generi di componimento, di cui e' fatto cenno nel Programma, vogliono essere semplicissime e
date a tempi opportuni. Ai maestri si presentera' spesso l'occasione di dichiarare che faccia mestieri per ben comporre, le qualita' che debbano avere le parole, l'uso degli omonomi e
dei sinonimi, il senso proprio e traslato dei vocaboli, quali voci siano da usare in prosa, e quali meglio alla poesia si convengano. Dettando poi a tema di composizione lettere,
narrazioni od altre maniere di scritture, potra' indicare le regole speciali d'ogni componimento, e negli esempi ricavati da buoni autori far notare come queste regole siano state loro
osservate. Siffatte nozioni che i maestri avranno dato nel corso dell'anno, potranno essere richiamate alla mente, raccolte ed ordinate negli ultimi mesi, sicche' gli allievi sappiano
render ragione delle composizioni che eseguiscono, delle varie loro specie, e del modo con cui vogliono esser condotte.
Aritmetica Ripetizione delle nozioni insegnate nelle Classi precedenti; cenno sulle proporzioni; loro proprieta' fondamentali; regola dei tre semplice; tenuta dei libri riguardanti
alla economia domestica; ripetizione del sistema metrico e delle nozioni geometriche relative al medesimo; misura delle aree; disegno delle principali figure geometriche. Alle nozioni
di aritmetica gia' acquistate dagli allievi nella terza classe si aggiungera' un cenno sulle proporzioni, affinche' coll'aiuto della regola del tre essi possano sciogliere molti problemi
che occorrono frequentissimi nelle contingenze della vita. La tenuta dei libri relativi all'economia puo' restringersi ai conti che riguardano l'entrata e l'uscita giornaliera,
mensuale ed annua in una famiglia. Quest'esercizio puo' anche servire ad applicare alle cose domestiche i nomi appresi negli anni precedenti. Le figure di cui i giovanetti dovranno
imparare a misurar le aree e tracciare il disegno, sono i triangoli, i quadrilateri ed il circolo. Ricordino i maestri di quarta e quelli delle classi anteriori che le materie piu'
importanti dell'insegnamento elementare sono il catechismo e la storia sacra, la grammatica e la composizione italiana, l'aritmetica e il sistema metrico-decimale. A queste pertanto
volgano principalmente le loro cure, e consacrino la maggior parte del tempo di cui possono disporre nella scuola. Le altre vogliono piuttosto considerarsi come argomento di utili
letture e di esercizi mnemonici, e come preparazione a piu' gravi studi con i giovanetti applicheranno nelle classi superiori.
SCUOLE FEMMINILI Quantunque la Legge non abbia fatto distinzione fra i Programmi delle scuole femminili e maschili, e percio' la qualita' e la distribuzione delle materie da insegnare
sia la medesima, si vuole tuttavia aver riguardo alla direzione particolare di che abbisognano le fanciulle, accio' che l'istruzione riesca in tutto appropriata alla loro condizione.
Infatti le nozioni che si porgono nelle scuole elementari ai fanciulli sono destinate ad essere o fondamento agli studi classici, o preparazione alle diverse professioni sociali,
essendo essi chiamati ad una vita di molteplice operosita' nel civile consorzio. Ma per il maggior numero delle donne la cultura intellettuale deve aver quasi unico fine la vita
domestica, e l'acquisto di quelle cognizioni che si richiedono al buon governo della famiglia, della quale esse formar deggiono l'aiuto e l'ornamento. Quantunque lo studio delle
diverse materie indicate nei Programmi sia di ugual importanza cosi' alle fanciulle come ai giovinetti, facilmente comprenderanno le maestre come l'insegnamento debba essere modificato
secondo il fine diverso. Sapranno esse pertanto, fin dalle prime lezioni intorno alla lingua, tener conto e del minor tempo che si concede alle fanciulle pel semplice studio, e dello
intendimento differente di queste. Quindi, con molta parsimonia di regole, si adopreranno a fare che le alunne si esercitino di buon'ora a parlare e a scrivere con naturalezza e
correttamente i loro pensieri. Nella scelta dei temi non si scosteranno mai da quella cerchia modesta entro cui deggiono aggirarsi i pensieri e gli affetti del maggior numero delle
donne. La storia sacra e profana offrono a dovizia modelli di religiosa e figliale pieta', di rassegnazione, di beneficenza, da potere dai medesimi ricavare feconda materia
d'insegnamento tanto letterario quanto morale, senza aver ricorso agli argomenti troppo lontani dalla vita femminile. Similmente nell'aritmetica ad esempi affatto estranei alle
occupazioni femminili si preferiranno quelli che si riferiscono a casi di domestica economia, a spese, a lavori consueti, ed attinenti a cose famigliari. Per cio' stesso non converra'
dimorarsi molto nelle nozioni di geometria, ma star contenti a definizioni chiare e di facile apprendimento, ed alle piu' semplici applicazioni dei principii della scienza ad oggetti
noti, e soprattutto al disegno. Somiglianti avvertenze si avranno per tutti gli altri rami d'insegnamento, le quali piu' presto vengono suggerite dalla esperienza dei singoli casi e
dallo accorgimento delle maestre amorevoli e diligenti, che non possano essere particolareggiate in un'istruzione generale. Ma una cosa non si saprebbe raccomandare abbastanza, cio' e'
la cura colla quale le maestre deggiono vegliare perche' nessuna parola, nessun atto occorra di tal natura che possa recar la menoma offesa a quel senso di vereconda modestia che e' ad
un tempo il piu' bel pregio d'una giovinetta, e la piu' sicura guarentigia del suo portamento a venire. Quindi sara' da porre particolare studio anche nello sfuggire qualsivoglia maniera
di pubblicita' romorosa sia nelle esercitazioni delle alunne, sia negli esami. Un certo apparato di scolastica solennita' puo' tornare utilissimo ad eccitar nei fanciulli l'emulazione e
il desiderio della lode, perche' ad essi e' aperto qualsiasi pubblico arringo; ma non sarebbe senza pericolo per le giovinette, alle quali spettano piu' tranquilli uffizi da compiere, e
che dall'avvezzarsi a sostenere gli sguardi ed il giudizio del pubblico ritrarrebbero assai piu' di danno che di vantaggio. Brevemente la maestra non dimentichi mai ch'ella tien luogo
di madre alle sue alunne, e che ogni cosa nella scuola dev'essere stromento che svolga in esse i sentimenti che solo convengono a sagge e riserbate fanciulle, accio' piu' tardi riescano
virtuose mogli e madri di onesti cittadini. Anche i lavori domestici sieno tali che si acconcino ai bisogni della classe piu' numerosa; e percio' la maestra insista soprattutto sui piu'
necessari ed usuali, serbando quelli di semplice lusso a scuole e condizioni speciali.
SCUOLE UNICHE Nei programmi delle scuole uniche si compresero quelle parti d'insegnamento che vennero riconosciute indispensabili pel compimento dell'istruzione ed educazione dei
fanciulli dei villaggi, ed anche alcuna delle materie appartenenti alle classi elementari superiori. Laonde gli insegnanti di dette scuole, per mettere in atto il loro programma,
seguiranno le norme indicate per tali materie. Quanto al maggiore o minore svolgimento da dare alle medesime il Governo si affida al criterio ed all'operosita' de' maestri e delle
maestre, poiche' questo dipende dalle molteplici locali circostanze, e particolarmente dalla condizione in che gli alunni si trovano. Si raccomanda tuttavia agli insegnanti di queste
scuole di non tralasciare le cose essenziali in grazia delle accessorie. La religione, i doveri verso la famiglia e la patria, il pratico insegnamento della lingua, l'aritmetica e il
sistema metrico sono per queste scuole di tutta necessita'.
AVVERTIMENTI GENERALI Se dalle istruzioni sin qui date possono i maestri aver lume sufficiente sul modo di svolgere i Programmi delle classi elementari, non s'indurranno certamente a
credere che coll'esecuzione delle medesime restino adempiti tutti gli obblighi del loro uffizio. Nessun regolamento, nessuna istruzione sarebbe valevole a render veramente utile e
fruttuosa una scuola, ove il Maestro non apportasse dal canto suo quel corredo di sapere e di qualita' morali che fanno efficace ed educativo l'insegnamento. Quindi il Ministero
anzitutto fa assegnamento sulla capacita' e sopra lo zelo degli Insegnanti, e spera che ciascuno di loro vorra' adoprarsi e collo studio e coll'esemplare portamento a migliorare e
perfezionar l'opera lunga e difficile dell'educazione popolare. E quanto allo studio, ognuno vede come non basti che il Maestro conosca teoricamente i vari metodi, o sappia ripeterne
le formole; che' l'opera piu' ardua consiste nel contemperare i diversi sistemi, e scegliere il piu' adatto alla natura delle materie da insegnare e alla capacita' degli alunni. Non v'ha
Maestro il quale, avendo famigliari i fondamentali principii della nobile arte sua, non riconosca la necessita' di cominciar da cose note, di procedere gradatamente per la via piu'
diritta e naturale, di promuovere l'operosita' degli alunni, e cosi' dicasi di altri eccellenti precetti della metodica e pedagogia. Ora questi non valgono di per se' soli ad ispirare a'
suoi alunni l'amor dello studio, senza del quale ogni fatica di colui che insegna rimarrebbe sterile e vana. Primamente dee il Maestro dar prova d'avere quest'amore egli stesso, col
mostrar di tenere in pregio le cose che insegna, coll'incuorare nei fanciulli lo studio mediante una esposizione variata e ben appropriata ai soggetti, con esercizi pratici che
richiamino l'attenzione per la loro evidente utilita', con racconti che allettino, con dialoghi opportuni ed istruttivi. E qui giova richiamare alla mente che l'insegnamento elementare
debba avere per fine l'educazione, e giovar col tempo nelle varie bisogne della vita. Percio' anche dalle cognizioni piu' semplici puo' il Maestro trarre argomento per dichiarare e
raffermare qualche ottimo precetto morale, qualche notizia utile all'igiene, qualche regola opportuna al viver civile, ed ispirare cosi' a' suoi alunni il sentimento del dovere,
l'amore alla patria, l'urbanita' de' modi senza l'apparato di una severa e studiata lezione, ma come per naturale ed ovvia applicazione di cio' che egli stesso viene esponendo. Nel
conversare poi co' suoi alunni egli abbia sempre davanti al pensiero che le sue parole hanno un'autorevole influenza sull'animo loro. Quindi, oltre al vegliare sulla convenienza
d'ogni sua espressione, egli si abitui, nelle classi superiori particolarmente, a far uso della lingua italiana, a fine non solo di agevolarne lo studio, ma di somministrare man mano
ai giovinetti copia di voci e di modi di dire tanto necessaria alla composizione. Cosifatta abitudine di parlare la buona lingua contribuira' eziandio non poco ad ingentilire l'animo
de' giovinetti, divezzandoli, per quanto e' fattibile, dalle frasi triviali che troppo spesso sogliono deturpare i dialetti. Quanto e' alla maniera di ben ordinare la scuola, i Maestri
sanno dover essere questo uno de' principali oggetti delle loro cure. Sin dal principio dell'anno pongano la massima diligenza nel collocare per ordine i loro alunni, tanto piu' quando
la scuola e' assai frequentata, e gli scolari mostrano ineguale istruzione. Tale ripartizione in due o tre gruppi o sezioni sara' utilissima, e fara' che nessuno rimanga privo della
istruzione proporzionata alla propria capacita': ma perche' cio' si ottenga senza scapito della disciplina, e' necessario che il Maestro ordini le cose di modo, che tutte le sezioni della
classe rimangano ad un tempo occupate. Quindi nella distribuzione delle materie d'insegnamento il Maestro procacciera' di appigliarsi ad un metodo che risponda a tal fine, ne' si
scostera' dal medesimo senza gravi ragioni, perche' gli scolari si accostumino a regolare fin dalla prima eta' le proprie occupazioni con ordine, e non nasca mai pericolo di confusione
nella scuola. I giornali scolastici, le decurie e gli altri registri siano costantemente mantenuti con esattezza; e cio' non solo per l'obbedienza che il Maestro deve alle superiori
prescrizioni, ma perche' i giovani sappiano come ogni loro portamento sia notato, e i genitori abbiano autentico documento della condotta dei loro figliuoli nella scuola. I premii e i
castighi, i quali vogliono essere considerati siccome mezzi di eccettuazione per mantenere l'emulazione e la disciplina, dovranno venire parcamente e saggiamente adoperati, affinche'
non abbia a menomarsi la loro efficacia. Fra i premii, oltre le annotazioni onorevoli e gli attestati di distinzione, si annoverano le cariche di decurione e di monitore, le quali
saranno da serbarsi unicamente per quei fanciulli che abbiano fatto buona prova di capacita' e morigeratezza. Dalla serie poi dei castighi debbono essere sbandite non solo le punizioni
corporali, che sono in tutto vietate, ma eziandio qualsiasi troppo duro rimprovero atto ad invilire i giovanetti e a toglier loro il sentimento della personale dignita'. Nel conferire
i premii il Maestro procedera' sempre in maniera che non abbia ad ingenerare il piu' lieve sospetto di parzialita', come nel dar i castighi quello d'impetuoso risentimento. Ma ne' la
dottrina del Maestro, ne' le sue cure per ben ordinare la scuola saranno mai veramente coronate da ottimo successo ove manchi a chi presiede alla educazione dei fanciulli l'autorita'
dell'esempio. Per quantunque modesto parer possa l'uffizio del Maestro, specialmente d'un piccolo villaggio, certa cosa e' tuttavia che l'influenza da lui esercitata si fa continua e
generale. Molti tra i fanciulli, soprattutto delle classi povere, negletti dalle loro famiglie, altro sussidio morale non hanno che la chiesa e la scuola; e spesso nei piccoli
villaggi la medesima persona riunisce le qualita' di pastore e d'insegnante; quindi essa rimane l'unico modello autorevole, da cui quei giovinetti possano prender norma alle proprie
azioni. Di qui la necessita' che il Maestro sia, e cosi' dire, animato da sentimenti di padre verso i suoi allievi. Affabile senza debolezza, fermo senza asprezza, egli deve saper
ispirare loro riverenza ed affetto colla bonta' onde li tratta, colla regolarita' del portamento, e colla gentilezza dei modi. La prima infanzia si arrende piu' presto alle esteriori
espressioni che ai ragionamenti, si lascia guidare piu' ai fatti che alle parole, od obbedisce di buon grado a chi sa cattivarsene la confidenza e la stima. Percio' e' dovere del Maestro
di andare ben cauto nella scelta delle societa' da lui frequentate, di condurre una vita lontana dalle dissipazioni, di non mai immischiarsi - in brighe da parti, di vivere in buon
accordo coi colleghi e nella debita dipendenza dalle Autorita', di mostrarsi di carattere uguale e coi doviziosi e coi poveri, di metter in pratica tutte le regole d'incorrotta morale
e di civilta' cui egli e' chiamato a mostrare agli alunni; giacche' poco gioverebbero queste ove avessero a scorgere esser egli primo a trasgredirle. L'uffizio de' Maestri, giova
ripeterlo, e' modesto e pieno di sacrifizi, e spesso anche male rimunerato; ma sta in poter loro il rialzarlo nella stima del pubblico, e renderlo sempre piu' degno degli altrui
riguardi.Soli pochi anni dacche' l'istruzione elementare piglio' presso di noi maggior incremento, gia' bastarono a migliorare la condizione degli insegnanti: quindi non e' a dubitare
che, quanto piu' essi si mostreranno istrutti e solleciti nell'adempimento de' loro doveri, amanti del bene degli alunni, anche la riconoscenza delle famiglie, dei Comuni e dello Stato
si manifestera' in modo sempre piu' soddisfacente, e le loro onorate fatiche conseguiranno adeguato compenso.