I programmi del 1934
PREMESSA "La Scuola italiana in tutti i suoi gradi e i suoi insegnamenti si ispiri alle idealita' del Fascismo, educhi la gioventu' italiana a comprendere il Fascismo, a nobilitarsi nel
Fascismo e a vivere nel clima storico creato dalla Rivoluzione Fascista". I programmi di studio, che qui si descrivono, vogliono avere, piu' che altro, un carattere indicativo. Si
addita al maestro il risultato che lo Stato si attende dal suo lavoro, in ciascun anno di scuola, pur lasciando libero di usare, per ottenerlo, i mezzi opportuni. I quali, per molte
ragioni, sono sempre varii e mutevoli, in rapporto alla situazione concreta nella quale il maestro si trova, in un dato ambiente scolastico, ed in rapporto con la personale cultura
del maestro e con la particolare tempra che egli sara' riuscito a dare, attraverso una vigile esperienza, al proprio spirito di educatore. I programmi che seguono sono delineati in
guisa da fare per se stessi, obbligo al maestro di rinnovare continuamente la propria cultura, attingendo non a manualetti in cui si raccolgono le briciole del sapere, ma alle vive
fonti della vera cultura del popolo. Queste fonti sono: la tradizione popolare, cosi' come essa vive, perenne educatrice, nel popolo, e la grande letteratura che ha dato, in ogni
tempo, mirabili opere di poesia, di fede, di scienza, accessibili, appunto perche' grandi, agli umili. Vietano i nuovi programmi le trite nozioni che hanno per tanto tempo aduggiato la
Scuola dei fanciulli, e richiedono la schietta poesia, la ingenua ricerca del vero, l'agile indagare dello spirito popolare, irrequieto e mai sazio di "perche'"; il rapimento nella
contemplazione dei quadri luminosi dell'arte e della vita; la comunicazione con le grandi anime, fatte vive e quasi presenti attraverso la parola del maestro; soprattutto la
partecipazione consapevole alle celebrazioni piu' suggestive della Nazione e la viva conversazione sulle opere del Regime Fascista. Ecco l'indole del lavoro che i programmi
suggeriscono, non soltanto in quella parte che prescrive i limiti delle trattazioni e degli esercizi che costituiscono lo studio; ma anche nell'altra, in cui si danno suggerimenti per
le occupazioni ricreative, con le quali il maestro opportunamente interrompera' le vere e proprie lezioni. Il maestro vedra', forse, come sia difficile, con tali programmi prepararsi al
suo quotidiano lavoro, ma sperimentera' altresi' come sia divinamente facile l'eseguirlo, quando la preparazione sia stata fatta con amore. Invece se egli si limitera' agli schematici
interrogatorii, alle schelettriche nozioncine, alla triturata lettura inespressiva, insomma alle solite arti piu' o meno meccaniche, per le quali tanto spesso la Scuola elementare e'
schernita come "scoletta", e quello del maestro considerato quasi un ufficio sociale inferiore; se, in una parola, sara' pedante ripetitore, la vita spirituale rifuggira' da lui e si
manifestera' in quelle forme inconsapevolmente ma irreprimibilmente difensive, proprie del fanciullo, che sono l'irrequietezza e la turbolenza. Le istruzioni metodiche, ciascun maestro
deve scoprirle, come una viva norma, in se stessa, aiutato dallo studio degli autori che hanno meditato sull'educazione o narrato le loro esperienze spirituali, o creato per fanciulli
opere suggestive; nelle quali le norme, non mai enunciate, sono tuttavia implicite. Soprattutto il maestro perfezionera' il proprio lavoro didattico, vivendo, con animo partecipe, la
vita della Nazione e ravvivando costantemente in se' la voce dei Grandi. Cosi' riuscira' a farsi e a sentirsi migliore, e portera' nella Scuola la vibrante eco del suo studio. I maggiori
autori sono sempre i piu' semplici. E quando essi si affaticano in ascensioni aspre verso vette di pensiero, che danno come un senso di sgomento e di vertigine a chi le contempli dal
basso, fanno acquistare piu' chiara coscienza delle difficolta' che un fanciullo puo' incontrare nei primi suoi passi e inducono percio' a piu' affettuosa pazienza. Essi ti lasciano sempre
nel cuore l'aspirazione all'alto, cosicche' anche la semplice lezione di una scuola elementare e' come primo avviamento verso le altezze. E solo chi passa alla compagnia dei piu' umili e
dei piu' piccoli, avendo prima gioito della compagnia spirituale delle migliori anime umane, sente di non essersi abbassato; ed e' capace di parlare con religioso animo, qualunque sia
l'oggetto del suo insegnamento e l'eta' dei suoi discenti.
I. RELIGIONE Classe Prima Breve canto religioso all'inizio della giornata scolastica, subito dopo la rivista per la pulizia personale degli scolari e per la pulizia dell'aula
scolastica. Conversazioni di religione. Apprendimento delle preghiere fondamentali. Brevi e chiare sentenze ed episodi di immediata significazione, ricavati dalle Scritture e
segnatamente dai Vangeli.
Classe Seconda Breve canto religioso all'inizio della giornata scolastica, subito dopo la rivista per la pulizia personale degli scolari e per la pulizia dell'aula scolastica. Brevi
lezioni apprese in prima classe. Apprendimento delle preghiere fondamentali. Episodi del Vecchio Testamento.
Classe Terza Breve canto religioso all'inizio della giornata scolastica, subito dopo la rivista per la pulizia personale degli scolari e per la pulizia dell'aula scolastica. Brevi
lezioni apprese in seconda classe. Ciclo di brevi lezioni sul Pater. La vita di Gesu'.
Classe Quarta Preghiera quotidiana. - Richiami al programma svolto nelle classi precedenti. Letture storiche di religione cattolica, con riguardo alla tradizione agiografica locale.
Lezioni sui comandamenti. Poesie religiose che valgano a illuminare lo studio della religione quale si svolge durante l'anno. Qualche canto gregoriano, scelto fra i piu' tradizionali,
di facile esecuzione.
Classe Quinta Preghiera quotidiana. - Richiami al programma svolto nella classe precedente. I grandi Santi italiani. Principi della vita religiosa e del culto. Sacramenti e rito
secondo la prassi cattolica. - Poesie religiose. Qualche canto gregoriano, scelto fra i piu' tradizionali, di facile esecuzione.
Avvertenze L'insegnamento di religione si informi, dalla prima all'ultima classe, allo spirito che anima l'opera religiosa di Alessandro Manzoni. Amore e timore filiale, non servile
terrore; il senso del divino e della Provvidenza sia acceso nei cuori soprattutto colla contemplazione della armonia delle cose e della vita morale, non tanto definita per aforismi e
per regole, quanto rappresentata in grandi o umili figure di credenti. (Si pensi al Cardinal Federico e a Lucia). Quando l'insegnamento in discorso non sia affidato, per date classi,
ai rispettivi maestri, le ore di religione siano distribuite in modo che l'incaricato di esso insegnamento possa occuparsi delle singole classi con opportuni intervalli, evitando cosi'
lo affollarsi delle lezioni in giorni consecutivi. Nelle Scuole isolate a classi riunite, o monoclassi, sara' incaricato dell'insegnamento religioso, qualora ne esprima il desiderio e
sia riconosciuto idoneo, il maestro. Nelle Scuole a tre classi sara' incaricato, qualora ne esprima il desiderio e sia riconosciuto idoneo, un maestro per tutte e tre le classi. Nelle
Scuole con piu' di tre classi sara' incaricato, qualora ne esprima il desiderio e sia riconosciuto idoneo, un maestro per ogni gruppo di classi parallele o dello stesso grado (per
esempio tre prime classi ovvero 1a, 2a e 3a classe, o anche 4a e 5a classe). Il direttore didattico provvedera' affinche' alla stessa persona - tranne casi di forza maggiore - non sia
affidato l'insegnamento di religione in piu' di tre classi. Nelle ore in cui un maestro sara' impegnato nell'insegnamento religioso in una classe diversa dalla sua, il maestro di questa
intratterra' gli scolari del maestro che insegna religione con ginnastica o giochi, ovvero con le occupazioni ricreative indicate al paragrafo VIII dei presenti programmi. Quando i
maestri riconosciuti idonei, che richiedono l'incarico di insegnare religione, siano in numero superiore a quello occorrente a norma delle prescrizioni di cui sopra, si preferira' il
piu' giovane.
II. INSEGNAMENTI ARTISTICI A) CANTO Classi Prima e Seconda Brevi e facili canti religiosi, patriottici e popolari per imitazione. Esercizi di ritmica pari e dispari con battute delle
mani (tempo ordinario, 2/4 - 3/4). Intonazione, usando il corista, della scala diafonica di do maggiore (da do sotto il rigo a do in terzo spazio, chiave di violino). Emissione dei
suoni con crescendo e diminuendo. Esercizi di respirazione (posizione del corpo: in seconda, testa alta, busto eretto), di ispirazione col naso e di espirazione col soffio della
bocca. Canti eseguiti all'aperto, marciando.
Classe Terza Canti per imitazione all'unisono: preghiere, canti patriottici, stornellate popolari locali. Facili canti d'autore (Paisiello, Cimarosa, Donizetti, ecc.; raccolta del
Tosti e del Favara, ecc.) oltre quelli del "Canzoniere". Canti eseguiti all'aperto, marciando. Esercizi di emissione della voce sulla scala diatonica ascendente e discendente. Note
tenute aumentate e diminuite nella intensita' dei suoni. Nozioni scritte dell'intero (semibreve), della meta' (minima), e del quarto (semiminima). Battuta empirica con le mani dei
valori suddetti e delle misure binarie e ternarie offerte dai canti insegnati. Nomi delle note nel rigo musicale (pentagramma). Spazi e linee. Segni addizionali sotto il rigo (Si,
Do). Lettura collettiva o individuale delle note. Intonazione della scala e degli intervalli di seconda e di terza sul Meloplasto, che potra' essere raffigurato anche alla lavagna.
Classe Quarta Canti per imitazione come nella classe precedente, da una voce, a canone (stessa melodia attaccata in tempi diversi da due gruppi di alunni), a due voci. Croma. Pause di
semibreve, minima, semiminima e croma. Esercizi scritti. Esercizi di lettura e di ritmica nelle misure pari e dispari insegnate. Esercizi di emissione naturale della voce e di
interpunzione artistica.
Classe Quinta Canti per imitazione: religiosi, patriottici, popolari, ecc. Note scritte oltre l'ottava. Solfeggio senza e con intonazione, nelle misure pari e dispari sul Meloplasto e
sulla lavagna. Emissione e appoggio della voce con le cinque vocali (i - u - e' - e' - o' - a). Suoni legati e staccati. Aumento e diminuzione d'intensita'. Mezza voce e voce spiegata.
Accidenti musicali: diesis, bemolle, bequadro. Punto e suo valore. Legature di valore e di portamento. Semicroma e pausa relativa. Terzina. Intervalli di quarta, quinta, sesta,
settima ed ottava, eseguiti praticamente sul Meloplasto. Scala minore ascendente e discendente. Nozione pratica dei due modi: maggiore e minore (sentimento di letizia e di tristezza).
Numerosi esercizi di ricapitolazione sul Meloplasto, sulla lavagna ed anche su appositi quaderni di carta da musica. Lettura sulla lavagna e sulla carta di facilissime melopee e canti
diversi, nelle misure pari e dispari insegnate.
Avvertenze L'insegnamento del canto di preferenza va affidato al maestro dotato di particolare attitudine, preparazione e senso artistico. La maggiore preoccupazione del maestro dovra'
essere quella di ottenere dagli alunni la dolcezza del canto e di mantenere alle voci infantili la morbidezza ed il timbro soave tutto proprio delle voci bianche. Grave difficolta' da
superare, codesta, giacche' gli alunni, per natura, sono portati alle grida, che solo un senso artistico modera e disciplina nella emissione e nel colorito della voce. Gli alunni, per
natura stonati o refrattari all'insegnamento del canto, dapprima si tengano in disparte per ascoltare i compagni, poscia si uniscano ad essi per cantare sommessamente. Altro punto
basilare dell'insegnamento del canto e' quello di curare la dizione o la sillabazione delle parole cantate. E' indispensabile la massima cura della sillabazione, anche perche' questa
costituisce valido aiuto per la respirazione e per la emissione e impostazione della voce. La quale ultima non dovra' risiedere nella gola - sgradita risonanza gutturale - ne' nelle
fosse nasali; ma dovra' essere dolcemente e naturalmente appoggiata nella retrobocca, mentre la bocca, inarcandosi, si apre come ad un sorriso. Sara' utile valersi degli alunni piu'
intonati ed esperti per i canti a canone e a due voci, quali sostegni (capigruppo, ecc.) dei compagni meno abili. I canti religiosi, patriottici, popolari e d'indole diversa devono
essere facili, di buon gusto e divertenti; miranti sempre a educare ed ingentilire gli alunni, e ad affezionarli all'arte musicale. Non sara' consentito di cantare agli alunni che si
trovino in periodo di cambiamento della voce. Le nozioni siano sempre impartite gradualmente e si raccordino, di preferenza, con i canti insegnati e con gli esempi da questi desunti.
Un senso di delicatezza e di dolce alternativa tra i "piani" e i "forti" e l'interpretazione artistica (giusta respirazione, filatura di note, smorzature, attacchi di mezza voce,
ritmo perfetto, sillabazione, cessazione simultanea, positura del corpo, ecc.) devono in ogni momento, governare l'insegnamento del canto.
B) DISEGNO Classi Prima e Seconda Accertamenti del maestro nei primi mesi di scuola della prima classe, per scoprire il grado di capacita' d'intuizione e osservazione dei bambini.
Esercizi per la distinzione dei tre colori principali: giallo, rosso, turchino (scelta dei colori, ordinamento per gradazione come nel metodo Montessori, osservazione dei colori negli
oggetti circostanti, rappresentazione del cielo mediante coloritura di pezzi di carta con varie gradazioni di azzurro, e col disegno delle nuvole a pastello bianco o gessetto, ecc.).
Gli esercizi di cui al n. 2 con i colori verde, arancio, violetto, insistendo nella correzione dello scambio fra arancio e rosso e fra verde e blu; ordinamento dei colori secondo la
somiglianza. Formazione della scala colorata e disposizione dei colori in settori colorati di un cerchio o in altro modo a piacere del maestro. Lavori di ritaglio con le forbici per
ottenere piccoli disegni di carta bianca o colorata. Esercizi vari per l'addestramento al disegno a memoria: a) un oggetto conosciuto dagli scolari viene descritto con parole, dopo di
che gli scolari provano a disegnarlo a memoria; b) un dato fatto, noto a tutti gli alunni, viene rappresentato dal maestro mediante disegni; c) un dato fatto, narrato dal maestro con
l'intervento degli scolari, e' dagli scolari medesimi rappresentato, mediante disegni; d) un oggetto semplice e interessante la curiosita' dell'alunno viene presentato dal maestro per
uno o due minuti poi tolto dalla vista e fatto disegnare agli scolari; e) un oggetto raccolto, durante una gita, viene attentamente osservato e illustrato dal maestro e, dopo alcun
tempo, disegnato dagli scolari; f) un disegno eseguito una volta e sul quale il maestro abbia esercitato accuratamente lo spirito di osservazione degli scolari, mostrandone le
mancanze e i difetti, vien fatto rifare dopo alcune settimane.
Classi Terza e Quarta Accertamenti del maestro sul possesso del senso del rapporto, della forma, della posizione e del colore degli oggetti da riprodurre. Esperimenti di composizione
dei colori con provini di acqua colorata (blu e giallo in parti uguali per il verde; tre quarti di giallo e un quarto di blu per il giallo-verde; altre mescolanze: verde e blu, rosso
e blu, giallo e rosso, aranciato e violetto, ecc.). Disegni, a grandi linee, fatti dal maestro sulla lavagna e riprodotti a mano libera dall'alunno, con esercizi di autocorrezione
dell'alunno medesimo (i disegni saranno eseguiti con matita o con matite colorate). Semplici composizioni a base geometrica, suggerite dal maestro, o ideate dagli alunni per motivi
decorativi. (Per tali composizioni giudichera' il maestro se gli alunni debbano far uso o no degli strumenti di disegno e adoperare o no matite colorate o colori ad acquarello).
Disegni dal vero, col sussidio di modelli interessanti, ma semplicissimi. Prime riflessioni sulle operazioni del disegnare (come si calcolano i rapporti traguardando, a braccio teso,
con uno stecco, e riportando sulla carta i rapporti; osservazioni sulla posizione dell'oggetto e delle sue linee, osservazioni sulla forma fondamentale dell'abbozzo). Piccoli schizzi
a mano libera (piante di case e ambiente vari, cartine geografiche) sull'esempio del disegno fatto dal maestro alla lavagna; riscontro rudimentale della scala e delle distanze fra gli
enti geografici annotati sulla cartina. Esercizi di memoria visiva su oggetti presentati e, dopo brevissimo tempo, sottratti alla vista. Visione di opere d'arte, seguita da facili
esercizi di composizione scritta sulla traccia di domande dell'insegnante; componimenti descrittivi di quadri luminosi o di altri quadri. NB. Per le classi femminili l'insegnamento va
integrato con esercizi di ornati semplicissimi, su motivi dati dalla maestra o spontaneamente scelti dalle scolare. Per quelle maschili, si cerchera', quando le attitudini dell'alunno
lo consentano, di accentuare il carattere individuale dell'insegnamento, permettendo all'alunno di scegliersi qualche volta da se' il modello, che puo' essere anche un oggettino di suo
gusto, portato da lui stesso a scuola, ovvero osservato a casa o altrove.
Classe Quinta Per questa classe e' data ampia liberta' all'insegnante, ma si lascera' sempre all'esercizio del disegno il suo carattere individuale, facendo intervenire la scelta dello
scolaro. Per le classi femminili l'insegnamento va integrato con esercizi di ornati semplici, su motivi dati dalla maestra o spontaneamente scelti dalle scolare.
Avvertenze Quasi ogni bambino ha disegnato prima di venire a scuola, spontaneamente. La Scuola deve rispettare i primi tentativi che sono pur sempre il massimo che il bambino possa
dare in quel momento del suo sviluppo. Ora, arrestare o non tener conto della spontanea espressione grafica, o non eccitarne la manifestazione, equivale a danneggiare l'integrale
sviluppo spirituale del bambino. La necessita' principale e' che il bambino si esprima con disegni da solo, come puo'. La correzione verra' via via, con lo sviluppo. La si aiuti, senza
sforzarla. Correggere prematuramente in questo caso, come in tutti gli altri, equivale a disturbare, anzi devastare, le prime intuizioni. Si corregga il piu' possibile una descrizione
orale imprecisa del bambino con uno schizzo alla lavagna; si corregga un lavoro del piccolo disegnatore con una descrizione orale: si corregga cioe', la parola con il disegno, il
disegno con la parola; altrimenti la correzione non sara' che molesta interruzione, che intimidera' e scoraggera' l'alunno. Il bambino non disegna un oggetto, ma quello che sa di un
oggetto, o meglio quel tanto che ha osservato di preciso. Percio' i suoi primi disegni sono ideogrammi e quasi scrittura inventata da lui stesso piuttosto che veri e propri disegni;
ovvero sono intuizioni visive imperfettamente espresse, non tanto per difficolta' manuale e mancanza di esercizio, quanto per insufficiente osservazione. Per il disegno, pur
assoggettando tutti gli alunni o un gruppo di alunni allo stesso esercizio, non si dimentichi che l'insegnamento, in sostanza, e' del tutto individuale, e come tale va sorvegliato con
ogni cura per poter scoprire o sviluppare eventualmente tendenze artistiche. Durante il corso di studio, ma specialmente nelle prime classi, occorre assicurarsi che gli alunni seguano
le prescrizioni sul modo di contenersi nel disegnare (positura del corpo, maneggio della matita, trattamento del quaderno, movimento della mano, prime regole per tracciare le linee,
ecc.). Il programma che precede distingue tre gradi di insegnamento del disegno nella scuola elementare: 1) accertamenti del maestro e primi esercizi spontanei dello scolaro; 2)
disegno a memoria e primo controllo del senso della proporzione, della forma, del colore; 3) disegno spontaneo del vero e acquisto della prima consapevolezza tecnica del disegnare. Al
primo grado corrispondono le classi prima e seconda elementare; al secondo grado le classi terza e quarta; al terzo, per quanto e' possibile, la classe quinta. In ognuno dei tre gradi
suddetti, il disegno deve essere messo in rapporto con tutti gli insegnamenti. E' lasciata facolta' di valersi dell'esercizio cosi' detto del "Calendario della Montesca".
C) BELLA SCRITTURA Esercizi sistematici di bella scrittura. Nelle prime tre classi elementari gli esercizi saranno diretti a rendere sicuro il possesso della forma delle lettere, sia
isolate che unite in parole. Nelle altre debbono avere maggiore estensione gli esercizi di scrittura corsiva e non debbono mancare esercizi di bella scrittura applicata
all'intestazione di fogli di quaderni. Resta bene inteso che, indipendentemente dagli esercizi sistematici di bella scrittura, questa deve dagli alunni essere usata in ogni momento.
Negli scolari non deve formarsi il convincimento che esista distinzione tra la scrittura normalmente usata e un'altra particolarmente curata.
D) RECITAZIONE Classe Prima Recitazione per imitazione di facili poesie, specialmente di quelle che sono cantate nella Scuola. Recitazione di brevissimi dialoghi, con lo scopo
precipuo di far acquistare ai bambini gentilezza di maniere.
Classi Seconda e Terza Recitazione di piccoli brani di prosa (particolarmente di brani dialogati). Recitazione di poesie.
Classi Quarta e Quinta Recitazione a memoria di brani di prosa. Recitazioni di poesie.
III. LETTURE ED ESERCIZI SCRITTI DI LINGUA ITALIANA Classe Prima Avviamento alla lettura. Almeno il primo mese di Scuola deve essere dedicato ad esercizi preparatori, per avviare il
bambino alla pronunzia chiara e franca e ad esercizi di scomposizione fonetica di parole. Avviamento alla scrittura. Almeno il primo mese deve essere dedicato ad esercizi preparatori,
consistenti in facili disegni, con la piu' grande varieta' di espedienti, affinche' il bambino acquisti il piu' disinvolto maneggio del gessetto, della matita ed infine della penna. (E'
data liberta' di utilizzare i vari espedienti Montessori, per la preparazione della lettura e della scrittura). Per gli esercizi preparatori e' desiderabile che l'aula sia dotata di una
larga striscia di lavagna, che consenta contemporaneamente a molti bambini lo svago del disegnare. Il sillabario non sara' adoperato prima del secondo mese di scuola. Anche dopo
iniziato l'uso del sillabario, le sue pagine dovranno via via servire esclusivamente per il riepilogo, dopo un gruppo di svariati esercizi alla lavagna. Il maestro, piu' ingegnoso, puo'
addirittura fare a meno del sillabario, anche molto oltre il primo mese di scuola. Per il primo insegnamento del leggere e scrivere, e' vietato di fare assegnamento sul lavoro
domestico dei bambini; tutto deve essere appreso esclusivamente a scuola. Nelle scuole di citta' prima dell'ultimo bimestre e in quelle rurali prima dell'ultimo mese, l'apprendimento
delle lettere dell'alfabeto dev'essere completo e, quanto a lettura, si deve aggiungere la pratica disinvolta di ogni specie di carattere tipografico e dei caratteri manoscritti, a
grande scrittura diritta. La scrittura diritta e' sempre da preferirsi per i bambini. Nell'ultimo mese di scuola la lettura di facili brani dovra' diventare sicura e sara' segui'ta da
piccoli esercizi di memoria.
Classe Seconda Ripetizione degli esercizi di scrittura e lettura, dettatura e copiatura, fatti nell'ultimo bimestre della classe precedente. (Particolarmente esercizi sulle lettere c
e g dolci; sulle sillabe complesse e composte e sui digrammi). Esercizi metodici e graduati di dettatura, rivolti specialmente a combattere gli errori di ortografia, piu' frequenti
perche' favoriti dal dialetto; uso della iniziale maiuscola; segni di interpunzione. Lettura con accurata osservanza dell'accento tonico, dei raddoppiamenti, dell'interpunzione, a
grado a grado piu' spedita ed espressiva. Esercizi di riflessione sulle cose lette; risposte a domande del maestro; riepiloghi. Autodettatura: formazione di proposizioni concernenti
bisogni, desideri, sentimenti vari spontaneamente manifestati dallo scolaro, o suscitati dal maestro a proposito di osservazioni fatte dallo scolaro medesimo. Descrizione, mediante
proposizioni scritte, con la guida continua dell'insegnante, di oggetti o quadri osservati a lungo, durante le conversazioni sulle nozioni varie prescritte dai presenti programmi.
Composizione in comune, orale e scritta, su argomenti tratti dall'insegnamento, dall'osservazione diretta, da episodi della vita scolastica.
Classe Terza Lettura spedita ed espressiva. Esercizi di grammatica limitati alle parti variabili del discorso e alla coniugazione dei verbi regolari nei tempi fondamentali. Esercizi
graduali di dettatura. Riassunto orale di narrazioni fatte dall'insegnante. Riassunto per iscritto di brevi lezioni occasionali. Compilazioni di corrispondenza, su argomenti di
pratica utilita' (brevi lettere, telegrammi). Composizione in comune, orale e scritta, su argomenti tratti dall'insegnamento, dall'osservazione diretta, da episodi della vita
scolastica. Componimento illustrato, consistente in osservazioni, registrate piu' volte entro un congruo numero di giorni, tutte sullo stesso tema. Ciascun gruppo di osservazioni sara'
illustrato dallo scolaro con disegni eseguiti senza alcun suggerimento o intervento del maestro, a scuola e in casa. Diario della vita dello scolaro, consistente nell'accenno a
episodi della vita scolastica e della sua vita in seno all'Opera Balilla, accompagnati da commento spontaneo, redatto in pochissime linee.
Classe Quarta Letture e riassunti orali di narrazioni. Principali nozioni ed esercizi di grammatica, relativi alle parti variabili del discorso, alla coniugazione dei verbi regolari e
degli irregolari piu' comuni, agli elementi essenziali della proposizione. Esercizi graduali sulle varie difficolta' ortografiche e sull'uso dei segni d'interpunzione. Componimento
illustrato. Relazione scritta sopra fatti di cui lo scolaro abbia esperienza. Diario della vita dello scolaro. Uso del vocabolario. Piccoli studi lessicali; famiglie di parole nella
lingua italiana.
Classe Quinta Lettura e riassunti orali di narrazioni. Lettura a scuola di passi opportunamente scelti da libri della bibliotechina scolastica. Estensione delle nozioni e degli
esercizi di grammatica alle parti invariabili del discorso e alla sintassi della proposizione. Resoconto per iscritto delle lezioni di nozioni di scienze fisiche e naturali, con
illustrazione grafica delle osservazioni e delle esperienze. Relazione scritta sopra fatti di cui lo scolaro abbia esperienza, anche nella forma epistolare. Diario della vita dello
scolaro. Uso del vocabolario. Piccoli esercizi lessicali.
IV. GEOGRAFIA Classe Terza Punti cardinali. Orientamento. Cognizioni elementarissime per la rappresentazione topografica. Pianta schematica della scuola e dei dintorni. Apposizione
sulla carta topografica del Comune dove ha sede la scuola - disegnata dal maestro sulla lavagna e contemporaneamente dagli alunni - del nome delle principali vie e piazze, degli
edifici principali, ecc. Nozioni di geografia fisica, derivate possibilmente dalle osservazioni fatte sul terreno durante le passeggiate scolastiche. Nozioni particolari sul Comune e
suoi dintorni. Sguardo sommario alla carta d'Italia. Nozioni elementarissime sull'ordinamento amministrativo italiano (lo Stato, le divisioni amministrative, gli uffici e i servizi
pubblici, le principali istituzioni cittadine). NB. Per questa classe la geografia sara' trattata nelle ore dedicate alle nozioni varie.
Classe Quarta Integrazione delle nozioni di geografia fisica insegnate nella terza classe con particolare riguardo alla lettura della carta geografica. Esercizi di orientamento e di
lettura di carte topografiche e di carte geografiche. Geografia fisica e politica dell'Italia: quadro vivo delle principali caratteristiche fisiche, etnografiche, artistiche,
industriali e folcloristiche. Descrizione sommaria delle nostre Colonie, in rapporto anche ai fenomeni demografici, agricoli, industriali.
Classe Quinta Nozioni elementari di geografia fisica e politica dell'Europa. Cenni generali sugli altri continenti per cio' che si riferisce alle caratteristiche del paesaggio, della
fauna, della flora e della vita dei popoli che li abitano (qualche opportuna lettura). Gli italiani all'estero. La terra nel sistema solare (cenni elementarissimi). NB. Si avra' cura
tutte le volte che si presenti l'occasione, di mettere in rilievo i segni del genio e del lavoro italiano visibile in tanta parte del mondo.
V. STORIA Classe Terza Gli eroi della storia d'Italia, dal 1848 ai giorni nostri. Lettura di proclami, lettere e ricordi di condottieri e di maturi.
Classe Quarta Le figure piu' rappresentative della storia romana, dalla fondazione di Roma alla caduta dell'Impero. Letture e visioni dei ricordi e monumenti di Roma. Guerrieri, Santi,
scienziati e artisti italiani nel medioevo e nell'inizio dell'eta' moderna (attraenti presentazioni).
Classe Quinta Grandi scoperte scientifiche di italiani. Figure eminenti della storia italiana nel periodo delle dominazioni straniere. Storia del Risorgimento, della Grande Guerra e
della Rivoluzione Fascista. Letture riflettenti le figure e gli episodi piu' gloriosi, di azione collettiva e individuale. Le grandi opere pubbliche compiute in Regime fascista. Le
forze armate.
VI. ARITMETICA Classe Prima Con lentissima gradualita' si deve raggiungere sicurezza e speditezza nelle quattro operazioni con i numeri interi dall'1 al 20. Piu' di un bimestre dovra'
impiegarsi, specie nelle Scuole rurali, affinche' l'alunno impari a conoscere i numeri dall'1 al 5 e a servirsene in esercizi orali e scritti, valendosi in un primo tempo del sussidio
di oggetti e in un secondo tempo di piccoli disegni geometrici (semplici combinazioni figurative di segni), e cio' allo scopo che l'intuizione geometrica soccorra, fin dove sia
possibile, l'apprendimento delle nozioni aritmetiche. Successivamente si passera' - ma sempre con i sussidi sopra indicati - al calcolo dei numeri entro il 10. Solo verso il quarto
mese di scuola, quando - attraverso gli esercizi scritti, ma soprattutto attraverso vari ed appropriati e frequentissimi esercizi di calcolo mentale - gli alunni avranno acquistato
sufficiente pratica dei numeri da 1 a 10 e delle quattro operazioni su di essi, si potra' passare al calcolo dei numeri dall'1 al 15 e poi a quello dei numeri dall'1 al 20. Per le
operazioni si eviti nei primi mesi ogni vocabolo o frase che possa riuscire difficile agli alunni. Cio' che si apprende nella prima classe costituisce, a cosi' dire, la materia grezza
da elaborare nelle classi successive. A misura che si procedera' verso la fine dell'anno, la terminologia potra' via via fissarsi con le parole che saranno adoperate negli anni
successivi. A tal uopo - ma solo per una facile comprensione delle operazioni in rapporto ai particolari problemini che l'insegnante non manchera' certo di porre continuamente alla
classe per rendere l'insegnamento piu' interessante, piu' aderente alla vita del bambino - i segni delle varie operazioni si potranno qualche volta far leggere in modi diversi, senza
peraltro adoperare mai espressioni che possono generare confusione nella mente del bambino. Gli esercizi di numerazione progressiva e regressiva debbono essere fatti sempre per gradi,
non procedendosi ad un gruppo di numeri, se nel precedente gruppo, non siasi acquistata - senza sussidi - sufficiente pratica delle operazioni. Le operazioni di moltiplicazione e di
divisione debbono avere sempre il moltiplicatore e il divisore di una sola cifra. Pur nei limiti modesti di un insegnamento di aritmetica per la prima classe elementare, si puo'
suscitare nei piccoli discenti il massimo interesse e procurare loro anche la gioia di conseguire con forze proprie qualche risultato. Se le condizioni della classe lo permettano, si
potra' estendere la numerazione sino al 50, ma senza far obbligo agli alunni di eseguire operazioni con numeri superiori al 20.
Classe Seconda Esercizi, orali e scritti, sul programma della prima classe. Scrittura e lettura dei numeri interi fino a 100, e graduali esercizi orali e scritti sulle quattro
operazioni con essi, con particolare riguardo alla risoluzione di facili interessanti problemini. (Anche in questa classe le operazioni di moltiplicazione e di divisione devono avere
il moltiplicatore e il divisore di una sola cifra). Monete di uso piu' comune ed esercizi relativi. Unita' di lunghezza, di capacita' e di peso, limitatamente al metro, al litro e al
chilogrammo. Disegno a mano libera e nomenclatura di semplici figure geometriche piane (linee, angoli, triangoli, quadrangoli, cerchi), traendo profitto da oggetti conosciuti dagli
alunni o posseduti dalla scuola. Lo scolaro deve acquistare sicurezza e prontezza nella conoscenza della tavola pitagorica, preparato a cio' da continui esercizi di numerazione
progressiva e regressiva dei numeri, di due in due, di tre in tre, di quattro in quattro e via dicendo. Lo scolaro deve anche, grado a grado, acquistare sicurezza nel calcolo mentale
e scritto. Se le condizioni della classe lo permettano, si potra' estendere la numerazione sino a 1000, ma senza far obbligo agli alunni di eseguire operazioni con numeri superiori al
100.
Classe Terza Esercizi e facili problemi, orali e scritti, sul programma della seconda classe. Scrittura e lettura dei numeri interi fino a 1000, e graduali esercizi orali e scritti
sulle quattro operazioni con essi (moltiplicatore e divisore con non piu' di due cifre). Esercizi per la composizione e ricomposizione dei numeri. Prime nozioni e primi esercizi sui
numeri decimali con non piu' di tre cifre decimali. Facili problemi, a voce o per iscritto, per la cui risoluzione si richieggano non piu' di due operazioni, con particolare riguardo a
quelli diretti a chiarire i concetti di guadagno, perdita, ripartizione (nei problemi scritti a ciascuna operazione deve corrispondere una domanda). Monete. Misure lineari, di
capacita' e di peso. Primi esercizi di misurazione diretta. Disegno a mano libera e nomenclatura di semplici figure geometriche (varie specie di triangoli e quadrangoli, circonferenza
e cerchio, facili combinazioni di semplici figure geometriche). Cubo e parallelepipedo rettangolo; sfera, cilindro e cono; presentazione e riconoscimento. Si avra' cura di servirsi di
oggetti di forma geometrica conosciuti dagli alunni per fissare meglio le figure. Consentendolo le condizioni della classe, si puo' estendere il periodo della numerazione sino a 10.000
e far eseguire, ma in via del tutto eccezionale, qualche operazione delle piu' semplici con numeri di quattro cifre.
Classe Quarta Esercizi e problemi orali e scritti sul programma della terza classe con particolare riguardo alle nozioni di sistema metrico decimale. Lettura e scrittura dei numeri
interi sino al milione e graduali esercizi, orali e scritti, sulle quattro operazioni. Lettura e scrittura di numeri in cifre romane. Le quattro operazioni con numeri decimali di non
piu' di tre cifre decimali. Problemi orali e scritti, con particolare riguardo a quelli che servono a fissare i concetti di costo, guadagno e perdita, ripartizione di spese e guadagno,
peso lordo e netto, tara. Misure di superficie. Regole pratiche del calcolo della lunghezza della circonferenza e dell'area dei principali poligoni e del cerchio; applicazioni a
facili questioni nelle quali i dati siano possibilmente ricavati da misurazioni eseguite direttamente dagli alunni. Disegno geometrico a mano libera e con gli strumenti, e
applicazione a qualche semplicissima composizione di carattere decorativo. Costruzione e ritaglio di figure piane per il migliore apprendimento delle regole relative al calcolo di
aree. Prisma, piramide, cilindro, cono, sfera: presentazione di modelli e richiami a oggetti della stessa forma conosciuti dagli scolari. Se le condizioni della classe lo permettano,
si potra' anticipare qualche nozione sui numeri frazionari, limitandola pero' al solo concetto di frazione, che dovra' essere dato attraverso numerosi ed appropriati esempi che
interessino gli scolari.
Classe Quinta Esercizi e problemi, orali e scritti, sul programma della classe quarta, con particolare riguardo alle nozioni sul sistema metrico decimale. Lettura e scrittura dei
numeri interi sino al miliardo. Regole pratiche per il calcolo mentale rapido e per la verifica delle operazioni; esercizi relativi. Misure di volume. Concetto di frazione.
Trasformazione di una frazione in numero decimale con una data approssimazione; numerosi esempi ed esercizi. Esempi di grandezze direttamente o inversamente proporzionali. Facili
problemi sulla regola del tre semplice tolti dalla vita pratica, da risolversi col metodo di riduzione all'unita', e il piu' che sia possibile mentalmente. Percentuali, interesse
semplice. Disegno a mano libera, o con gli strumenti, di figure geometriche piane, isolatamente prese o combinate in modo semplice per motivi decorativi. Volume del prisma, della
piramide, del cilindro, del cono, della sfera. Semplici scritture contabili: nota delle entrate e delle spese domestiche, note di lavoro e note di vendita; ricevuta e quietanza.
Presentazione e conoscenza dei moduli piu' usati per le spedizioni di valori e di merci per mezzo della posta. Il risparmio e le Casse postali di risparmio.
VII. NOZIONI VARIE - NOZIONI DI IGIENE NOZIONI DI CHIMICA, FISICA E SCIENZE NATURALI NOZIONI DI DIRITTO E DI ECONOMIA. Classe Prima Indicazioni personali dello scolaro (cognome, nome,
paternita' ecc.). La casa, la Scuola e l'aula scolastica. Contegno dello scolaro dentro e fuori la Scuola; rapporti con i genitori, il direttore, i maestri, i condiscepoli. Descrizione
vivace e accurata delle occupazioni quotidiane del bambino che vuol crescere sano e forte: la pulizia del corpo e dei denti; i pasti, le passeggiate; i giuochi ecc. Le vesti. Il mondo
del bambino: animali, piante, e cose che piu' richiamano la sua attenzione.
Classe Seconda Primi elementi di nomenclatura delle varie parti del corpo umano. Eta' dell'uomo. Difesa e conquista della salute; benefici della pulizia; la vita all'aperto e gli
sports. Colonie marine e montane, ecc. L'esercizio fisico e lo studio. La vita del balilla e della piccola italiana, come la scuola di virtu', di disciplina, di coraggio. (Racconti,
segnalazioni dell'Albo d'oro dell'Opera Nazionale Balilla). Racconti o letture sulla vita degli animali e delle piante. Le principali divisioni del tempo.
Classe Terza Brevi nozioni sugli organi e le funzioni del corpo umano. Gli alimenti; igiene dell'alimentazione. L'acqua: potabilita' e uso. Il sapone. Il bagno: cautele. Il campo, la
vigna, l'uliveto, il bosco. L'igiene della casa e dei suoi vari ambienti. Case di campagna e case di citta'; superiorita' igienica della vita rurale. La stanza del malato; norme
igieniche e avvertimenti sul contegno da tenere verso il malato. I contagi: nozioni sulle malattie piu' diffuse. Le mani come disseminatrici di contagio. Divisioni del tempo:
l'orologio e il calendario.
Classe Quarta Nozioni elementari sul corpo umano (ripetizione ed integrazione delle notizie date in 2a e in 3a classe). Educazione fisica ed Opera Nazionale Balilla. La vita del
soldato, come scuola di forza, di disciplina, di coraggio (racconti). Il pronto soccorso. Pregiudizi popolari contrari all'igiene. Armadietto farmaceutico. Principali animali
vertebrati; animali utili all'uomo, con particolare riguardo ai bisogni locali e alle industrie. Esempi di animali invertebrati, in particolare di insetti utili o dannosi. Letture
sulla vita degli animali. Le piante piu' comuni con particolare riguardo a quelle delle localita' in cui ha sede la scuola. Cenni sulla coltivazione delle piante, sulla battaglia del
grano, sulle bonifiche. La festa degli alberi. La protezione delle bellezze naturali e i Parchi nazionali. La previdenza e il risparmio.
Classe Quinta Qualche semplice esempio che valga a dare il concetto di miscuglio e di combinazione chimica, di corpo semplice e di corpo composto; aria, acqua. Indicazione delle piu'
importanti ricchezze del sottosuolo italiano con particolare riguardo a quelle locali, e cenno sulla loro estrazione (zolfo, minerali metallici, combustibili fossili, petrolio ecc.).
Qualche esempio che valga a dare il concetto di movimento e di forza, di lavoro; esempi di meccanismi. Corpi galleggianti; navi e sommergibili; cenno sullo sviluppo della marina
mercantile italiana. La pressione dell'aria e il barometro. Palloni aerostatici, dirigibili, aeroplani. L'aviazione italiana e le sue imprese. Qualche nozione sul calore, sulla luce,
sul suono, sul magnetismo, sull'elettricita', in relazione ai fenomeni e agli apparecchi piu' conosciuti dai ragazzi, illustrata possibilmente da esperimenti. (Si abbia cura di mettere
in evidenza ogni volta che se ne presenti l'occasione, l'importanza delle mutue trasformazioni delle varie energie fisiche: calore in lavoro e viceversa, elettricita' in calore o in
movimento, ecc.). Malattie sociali e del lavoro; infortuni. Assicurazione contro le malattie e gli infortuni. Cenno sui mezzi di propagazione dei contagi e sulle leggi difensive della
salute (specie quelle emanate in Regime fascista), e sulle istituzioni che ne sono derivate. La lotta contro la tubercolosi. Forme di attivita' assistenziali. Opera Nazionale per la
maternita' e l'infanzia. Doveri e diritti del cittadino. Nozioni elementari sulle istituzioni politiche e amministrative. Nozioni elementari sulla amministrazione della giustizia.
Avvertenze Per l'insegnamento delle nozioni varie il maestro si servira' soprattutto di quei mezzi che valgano a richiamare maggiormente l'attenzione dei ragazzi e svilupparne lo
spirito di osservazione, quali gli esperimenti, gli oggetti, le fotografie, le proiezioni, ecc. Tale insegnamento sara' sussidiato da quello delle occupazioni intellettuali ricreative
ed anche da altre e piacevoli letture. L'insegnamento delle nozioni di scienze fisiche, naturali, e di igiene dev'essere essenzialmente oggettivo e contenuto in limiti modestissimi,
proporzionati all'eta' dei discenti. Deve tendere a richiamare l'attenzione di questi sulla forma degli oggetti e su alcuni fatti e fenomeni, soprattutto al fine di sviluppare
gradatamente il senso dell'osservazione e della riflessione, e di suscitare l'intelligente ammirazione per tutte le forme della vita. Non, quindi, trattazione sistematica, non filze
di nomi o di norme o di leggi, ma piana e piacevole conversazione - anche occasionale, e pertanto piu' gradita e proficua - tra docente e discenti su tutto cio' che puo' interessare
questi ultimi. La stessa ripetizione da parte dell'alunno delle nozioni apprese dev'essere una conversazione, una nuova ed integrativa conversazione e non un inutile sforzo mnemonico.
Anche se e' necessario che si espongano le nozioni con un certo ordine e con un certo nesso, non si deve a tale necessita' sacrificare l'esposizione chiara, semplice, sobria, e
soprattutto dilettevole. Ogni volta che si presenti l'occasione sara' richiamata l'attenzione degli scolari sul grande contributo portato dal genio italiano. Quanto alla igiene il
maestro controlli rigorosamente la nettezza personale degli scolari ed eventualmente faccia eseguire nella scuola le principali operazioni relative.
VIII. OCCUPAZIONI INTELLETTUALI RICREATIVE Classe Prima a) Racconti del maestro: Favolette esopiche. Novelline popolari, scelte fra le piu' serene e gioconde e fra le piu' educative.
Episodi di gentilezza e di nobilta' morale (motivo fondamentale: la madre). b) Giuochi dell'intelligenza: Scioglilingua - filastrocche - indovinelli - giuochi popolari.
Classe Seconda a) Racconti del maestro: Novelline adatte per la propaganda dei principi d'igiene. Novelline e leggende popolari, o di schietto gusto popolare. Episodi di valore
civile, religioso e militare, narrati con semplicita' da buoni scrittori italiani (motivi: sacrifici per la famiglia; slanci generosi per soccorrere pericolanti; assistenza al popolo
in pubbliche calamita'; fedelta' alla consegna; assertori di un'altra fede che hanno rifiutato eroicamente di sconfessarla; sacrifici per la Patria). b) Giuochi dell'intelligenza: Chi
racconta la novella piu' bella? Giuochi d'aritmetica.
Classe Terza a) Letture e racconti del maestro a carattere morale, storico, nazionale e scientifico. b) Giuochi dell'intelligenza: Indovinelli, sciarade, quesiti di geografia
consistenti in impreviste domande che incitino gli alunni a passar mentalmente in rivista gli elementi geografici gia' studiati ecc.
Classi Quarta e Quinta a) Letture a racconti del maestro agli scolari: Leggende eroiche e cavalleresche. Letture che valgano a dar coscienza ai ragazzi del contributo dato dalla
regione alla vita nazionale, nel periodo della formazione dell'Unita' Italiana alla Grande Guerra e alla Rivoluzione Fascista. b) Giuochi dell'intelligenza: Fabbricazione di piccoli
oggetti utili ed esperienze scientifiche, mediante ingegnosi e semplici mezzi. Costruzione di solidi in cartoncino o fil di ferro. Arguti quesiti d'aritmetica. Curiosita' scientifiche.
IX. LAVORI DONNESCHI Classe Prima Primi punti su tessuti a fili radi - Filza con filo colorato - Filze parallele a distanza di due, tre, quattro fili - Filze parallele a punti
scambiati - Facilissime applicazioni.
Classe Seconda Cucito: orlo e sottopunto. Maglia: primi esercizi di maglia a ferri, con filo grosso e con lana, servendosi di bacchette di legno - Facili applicazioni.
Classe Terza Cucito: impuntura e ribattitura - Applicazione su camicia da bambina. Maglia: soletta e calzina da bambina - Lavori con l'uncinetto: catenella; maglia bassa e alta;
esecuzione di facili merlettini. Ricamo: punto in croce e punto erba: facili applicazioni.
Classe Quarta Taglio: modello di camicia da donna. Cucito: orlo a giorno. Rappezzo e rammendo: giunta a punto nascosto su tessuti a righe e su tessuto a quadri; Ricamo: punto inglese
e facilissime applicazioni per decorazione dei capi di biancheria eseguiti dalle alunne.
Classe Quinta Taglio: camicia da notte e sottoveste. Cucito: occhielli; filze per crespe; strisciatura delle crespe. Ricamo: monogrammi a punto in croce e a punto erba. Rammendo: su
tela, su seta, su panno - Rappezzo su panno.
NORME PER DISCIPLINARE GLI ESPERIMENTI DI DIFFERENZIAZIONI DIDATTICHE Il Ministero, pur dando, con i presenti programmi prescrizioni a tutte le Scuole d'Italia, per ottenere quella
uniformita' di indirizzo ch'e' necessaria a costituire una tradizione didattica nazionale, non esclude, anzi desidera, che siano tentati, ovunque e' possibile, esperimenti di riforma.
Tali esperimenti saranno autorizzati dal Ministero, a seguito di proposte delle Autorita' scolastiche locali. Le Scuole in cui sia in esperimento una riforma di programma di iniziativa
locale, potranno essere visitate da qualunque autorita' scolastica che vi abbia interesse indipendentemente dalla giurisdizione, e terranno a disposizione un registro riservato alle
osservazioni dei visitatori. Tali visite non avranno, pero', valore giuridico, perche' il riconoscimento dei risultati sara' di competenza di una Commissione di visita nominata dal
Provveditore, della quale faranno parte un ispettore, un professore di pedagogia della regione ed un competente a seconda dell'indirizzo speciale che e' rappresentato dall'esperimento
pedagogico da esaminare.
PROGRAMMI DI STUDIO NELLE SCUOLE ELEMENTARI RURALI Il Ministero vuole agevolare il compito dell'insegnante di Scuola unica, modificando qualche parte del programma e suggerendo
adattamenti di orario, pur senza fargli obbligo di tenersi rigidamente a cio' che in questi programmi e' indicato. Percio' verra' pubblicato un quadro di orientamento delle ore di
lezione, riferendolo alla durata normale dell'anno scolastico che sara' sempre composto di 180 lezioni e si svolgera' o in dieci mesi, come nelle scuole urbane o in circa otto mesi,
come puo' essere talvolta piu' consono alle esigenze di centri rurali, che richiedano, in determinate epoche dell'anno, la disponibilita' anche della mano d'opera infantile, o nei quali
il clima rende difficile se non impossibile l'assiduita' degli alunni alla Scuola, in qualche periodo dell'anno. Se i mesi di scuola saranno dieci, i giorni di lezione settimanali
saranno al solito cinque, con sei ore di studio giornaliero, complessivamente per le tre classi (30 ore settimanali); se i mesi di scuola saranno invece otto, i gironi di scuola
saranno sei, sempre con sei ore di studio giornaliere, complessivamente per le tre classi (36 ore settimanali). La prima classe e' desiderabile che sia tenuta a se'; le classi seconda e
terza potranno piu' utilmente abbinarsi. Le classi abbinate avranno in comune lo svolgimento di alcune materie, e per le altre, mentre una classe partecipa alla lezione vera e propria,
l'altra attende ad opportune esercitazioni, che l'insegnante avra' con la massima cura predisposto, in applicazione di lezioni antecedentemente tenute. Sulla scorta dei quadri di
orientamento, l'insegnante compilera' il suo orario giornaliero che verra' esaminato ed approvato dal direttore didattico al quale l'insegnante lo inviera' non oltre un mese dall'inizio
delle lezioni.