I programmi del 1945

Programmi di studio per le Scuole Elementari

PREMESSA I programmi che seguono sono sorti dalla necessita', vivamente sentita, di mettere la scuola elementare italiana nelle condizioni piu' favorevoli perche' possa contribuire alla
rinascita della vita nazionale, assumendo la sua parte di responsabilita' nell'educazione della fanciullezza. Condizione essenziale di tale rinascita e' la formazione di una coscienza
operante, che associ finalmente le forze della cultura a quelle del lavoro in modo che la cultura non si risolva in sterile apprendimento di nozioni e il lavoro non sia soltanto
inconsapevole espressione di forza fisica. Questo principio, d'altra parte, si ricollega alla tradizione del nostro primo Risorgimento, quando pensiero e azione, fusi insieme,
divennero simbolo e mezzo di educazione nazionale. La scuola elementare, pertanto, non dovra' limitarsi a combattere solo l'analfabetismo strumentale, mentre assai piu' pernicioso e'
l'analfabetismo spirituale che si manifesta come immaturita' civile, impreparazione alla vita politica, empirismo nel campo del lavoro, insensibilita' verso i problemi sociali in
genere. Essa ha il compito di combattere anche questa grave forma d'ignoranza, educando nel fanciullo l'uomo e il cittadino. Nella nuova scuola elementare italiana dovranno dominare
un vivo sentimento di fraternita' umana che superi l'angusto limite dei nazionalismi, una serena volonta' di lavorare e di servire il Paese con onesta' di propositi. A cio' tendono i
nuovi programmi con una chiara visione dei problemi etici, che trova sviluppo in ciascuna delle materie di studio, ma specialmente nella religione, nell'educazione morale, civile e
fisica, nel lavoro, nella storia e geografia. E' da rilevare che con l'educazione morale e civile si mira, piu' che a una precettistica di vecchia maniera, alla formazione del
carattere, con un avveduto esercizio della liberta' nella pratica dell'autogoverno. A tale fine e' premessa indispensabile l'unita' d'insegnamento. La stessa costituzione delle singole
materie e' sorta da questa esigenza unitaria e dalla critica all'indirizzo dispersivo delle precedenti partizioni, che favorivano un insegnamento frammentario e slegato. Cosi'
l'educazione morale e civile, ricostituita come disciplina vera e propria, attira nella sua orbita, non senza significato, la educazione fisica; il lavoro assume valore di attivita'
sociale; l'insegnamento della lingua italiana si ricostituisce in logica unita'; la storia e la geografia si svolgono su di un piano di piu' concreti rapporti tra l'ambiente e l'uomo;
le scienze richiamano nel loro preciso ambito i capitoli dispersi qua e la' nelle nozioni varie, che erano l'espressione piu' patente della trita cultura elementare. Queste materie non
debbono essere considerate distinte l'una dall'altra; esse costituiscono un tutto unitario e armonico che si fonde nella coscienza dell'alunno. Per l'attuazione di questo piano
educativo, che mira soprattutto a preparare il fanciullo alla vita civile, non e' quindi sufficiente all'insegnante la sola cultura umanistica, su cui si e' fatto finora quasi esclusivo
insegnamento per la sua preparazione professionale. Necessita' all'educatore un alto senso di responsabilita' sociale che l'induca, nella scuola e fuori, ad essere maestro di vita,
esempio di probita' in ogni sua manifestazione. Solo cosi' egli potra' intendere l'invito, che gli viene da questi programmi, di considerare l'insegnamento come una missione di civilta'.
Avra' pure bisogno - sia detto ben chiaro - di una tecnica educativa, cioe' di un metodo didattico che dovra' sempre perfezionare, sia meditando sul proprio insegnamento e sui risultati
ottenuti, sia partecipando con attivo interesse al movimento pedagogico italiano e straniero. Diversi motivi di riflessione e di studio possono derivare agli insegnanti dall'esame e
dall'applicazione di questi programmi. Si considerino, ad esempio, la nuova ripartizione delle materie, l'insistente richiamo alla spontanea collaborazione sulla quale deve fondarsi
ogni attivita' di studio dello scolaro, l'indicazione qua e la' di un programma per cicli (che dovrebbe consentire piu' approfonditi ritorni su tutte le materie svolte precedentemente),
il nuovo concetto di autogoverno al quale deve inspirarsi l'ordinamento disciplinare e didattico della scuola, la determinazione dei vari tipi di lavoro, l'introduzione della storia e
della geografia e delle scienze nelle prime due classi, la soppressione del voto di condotta implicito in quello di educazione morale e civile e fisica, e cosi' via. E' anche da tenere
presente la superata distinzione tra scuola urbana e scuola rurale, determinata dal fatto che i problemi educativi e sociali non possono sostanzialmente distinguersi in relazione
all'ambiente in cui l'alunno vive. Ogni scuola deve trarre dal suo ambiente i motivi culturali e pratici di cui si alimenta. Le avvertenze che precedono ciascuna delle materie
d'insegnamento offrono libero campo di studio perche' non vi si consigliano metodi particolari, ne' vi si danno minute prescrizioni. L'insegnante potra' seguire vie diverse da quelle
indicate, purche' riesca a dare quei risultati che si attendono dalla sua azione educativa. Non fallira' lo scopo se, considerando obiettivamente le vitali necessita' del popolo nostro,
sapra' intendere la intima connessione esistente tra i problemi della cultura e quelli del lavoro, e sapra' trarre vigore d'ispirazione a contatto dei grandi spiriti dell'umanita'.

ORARIO DELLE LEZIONI MATERIE D'INSEGNAMENTO - VOTAZIONI L'unita' d'insegnamento, che sta alla base di questi programmi, e la necessita', da parte dell'insegnante, di svolgere la sua
opera in rapporto alle reali condizioni della scolaresca e alle esigenze locali, non hanno consigliato la formulazione di un orario ufficiale delle lezioni. Cio' non toglie che
l'insegnante debba seguire un piano di lavoro e formulare un orario settimanale e giornaliero delle lezioni stesse. Nella preparazione di tale piano, e soprattutto nelle inevitabili
varianti suggerite dalle circostanze, gli alunni potranno esercitare il diritto d'iniziativa, che consiste nella liberta' di proporre al maestro lo svolgimento di particolari argomenti
o attivita' in rapporto a loro reali e sentite esigenze. Cosi' ad esempio un gruppo di alunni potra' prospettare il desiderio di svolgere una determinata attivita' manuale o di
organizzare una data ricerca, provocando in tal modo la revisione del piano di lavoro. Nella formulazione dell'orario delle lezioni e di ogni altra attivita' scolastica, l'insegnante
dovra' considerare le seguenti discipline o materie: 1) Religione; 2) Educazione morale, civile e fisica; 3) Lavoro; 4) Lingua italiana; 5) Storia e geografia; 6) Aritmetica e
geometria; 7) Scienze e igiene; 8) Disegno e bella scrittura; 9) Canto. Per quanto concerne le votazioni, l'Educazione morale, civile e fisica comprende anche la condotta. Non si
assegnano voti di Lavoro, Storia e geografia, Scienze e igiene, Canto nelle prime due classi.

RELIGIONE Avvertenze L'educazione religiosa s'ispiri, dalla prima all'ultima classe, alla dolce figura di Gesu', quale risulta dai Vangeli. Dalla predicazione del divino Maestro
l'insegnante tragga l'esempio di tanta semplicita' e potente comunicativa, da suscitare nei fanciulli l'amore verso Dio e verso il prossimo. Specialmente nelle prime due classi non si
presuma d'impartire delle vere e proprie lezioni. La religione deve essere coltivata nell'animo infantile con dolcezza materna. Come la madre insegna al bimbo la preghiera, pregando
con lui, cosi' faccia l'insegnante con l'alunno. Dagli episodi del Vecchio Testamento il fanciullo intuisca i rapporti tra l'uomo e Dio. Si dia particolare importanza alla vita di
Gesu'; si espongano con efficacia le parabole evangeliche, illustrando gl'insegnamenti morali e sociali che ne scaturiscono: si narri la vita dei Santi, particolarmente di quelli che
si prodigarono per il bene dell'umanita'. Nulla di pesante turbi la spiegazione delle parti dogmatiche del programma. La norma religiosa derivi da una spontanea adesione dello spirito
ai principi del Vangelo e dall'evidenza dei rapporti fra tali principi e la legge morale e civile. L'insegnante puo' trarre argomento di educazione religiosa anche dalle altre materie
del programma. Apposite figurazioni e soprattutto riproduzioni di capolavori d'arte sacra, possono giovare all'efficacia di questo insegnamento.

PROGRAMMA Classe Prima Preghiera quotidiana e breve canto religioso. Segno della Croce, Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre. Preghiera all'Angelo Custode. Episodi del Vecchio
Testamento. La vita di Gesu'.

Classe Seconda Preghiera quotidiana e breve canto religioso. Facili conversazioni sulle preghiere fondamentali studiate nella prima classe. Preghiere per i defunti. Episodi del
Vecchio Testamento e della vita di Gesu'.

Classe Terza Preghiera quotidiana e breve canto religioso. Salve Regina, Credo. Spiegazione del Padre nostro. Episodi del Vecchio Testamento. La vita di Gesu'.

Classe Quarta Preghiera quotidiana. I Comandamenti. Le sette opere di misericordia corporale. (Dar da mangiare agli affamati; dar da bere agli assetati, ecc.). Letture tratte dal
Vangelo. Conversazioni. Il Santo patrono. Tradizioni agiografiche locali. Canti religiosi.

Classe Quinta Preghiera quotidiana. I Sacramenti e il loro rito secondo la prassi cattolica. Le sette opere di misericordia spirituale (Consigliare i dubbiosi, insegnare
agl'ignoranti, ecc.). I Vangeli: letture e conversazioni. L'anno ecclesiastico. Cenni di liturgia romana. Biografie di Santi. Canti religiosi.

EDUCAZIONE MORALE, CIVILE E FISICA

Avvertenze La scuola elementare, considerata come comunita' sociale, ha il compito di formare, in collaborazione con la famiglia, la base del carattere, presupposto essenziale per
preparare, in clima di giustizia e di liberta', i cittadini della nuova Italia. E' noto che i soli precetti, le conversazioni e le letture non bastano a formare la volonta' morale,
perche' se possono indicare la via migliore da seguire, restano pur sempre nel campo dell'astrazione. Ha somma importanza, invece, l'esercizio costante e illuminato dall'azione guidata
dall'esempio vivente del maestro. La scuola ordinata secondo il sistema razionale della liberta' disciplinata, deve svegliare nei fanciulli il senso individuale della responsabilita' e
destare in essi il bisogno dell'ordine, del rispetto, dell'aiuto reciproco: in breve, delle virtu' civili, sociali e morali. Sara' per questo utilissimo promuovere la spontanea e
diretta collaborazione degli scolari nel governo della classe, affidando a gruppi, scelti preferibilmente dagli stessi discepoli, incarichi speciali di pulizia, di ordine e di
organizzazione, e lasciando la scolaresca libera di prendere decisioni in merito, anche attraverso le forme del referendum e della vera e propria iniziativa (per es.: proporre
l'attuazione di un particolare lavoro scolastico). L'insegnante dovra' incoraggiare la discussione e orientarla. Si prepari il fanciullo a tali forme elementari di autogoverno,
addestrandolo alla comprensione dei propri doveri e diritti, in rapporto alle finalita' del gruppo a cui appartiene. Sara' cosi' possibile indurlo ad agire non in base a ordini, ma in
forza di un convincimento di natura sociale. Solo cosi' i concetti di bene e di male, di giusto e di ingiusto avranno rilievo e importanza e la sua condotta assumera' un significato
etico. Reso sensibile al valore delle proprie azioni, viste nel quadro degli interessi generali del suo gruppo, l'alunno potra' esercitare il diritto di proteggersi dagli elementi
perturbatori, che ostacolano cio' che la maggioranza vuol fare. Si determineranno in tal modo le norme di disciplina e di condotta nella scuola e fuori. L'idea sempre piu' chiara dei
doveri e dei diritti che derivano dalla vita associata potra' anche formarsi osservando l'organizzazione e le manifestazioni della vita civile del luogo in cui il fanciullo vive. Cosi'
pure il rispetto della cosa pubblica dovra' scaturire non tanto da divieti e da minacce, quanto dalla riflessione sui vantaggi che derivano dal vivere in comune. Nelle classi superiori
gli alunni devono considerare la scuola come una associazione alla quale essi partecipano liberamente per la formazione della propria personalita'. E' quanto mai opportuno, quindi,
concedere loro fiducia, impegnandoli in larga misura in una forma di autonomia e di responsabile collaborazione. Questo avviamento alla conquista di se', in cui consiste l'autonomia
del carattere, potra' ottenersi solo con l'esercizio costante e progressivo che mira alla educazione della volonta', al quale e' utile rivolgere la riflessione del fanciullo.
All'esercizio personale dell'azione responsabile si accompagni quello non meno importante dell'inibizione volontaria, che frena sul nascere tendenze malsane e rende possibile la vita
associata. Dalla sua esperienza diretta, rafforzata da quelle semplici forme di autogoverno e di collaborazione, a cui si accenna nel programma, e dalle letture di storia, il
fanciullo desuma la necessita' delle leggi e delle istituzioni che nello Stato tutelano la liberta' di ciascuno e di tutti rendendo cosi' possibile la civile convivenza.
Dall'osservazione delle forme di vita amministrativa locale egli salira' gradatamente, per analogia a quelle provinciali e nazionali di piu' vasto raggio e sara' indotto a considerare i
rapporti di solidarieta' e di collaborazione tra i popoli, valicando con animo sempre piu' ampio, sereno e scevro di preconcetti di gretto nazionalismo, i confini del proprio Paese.
L'educazione del carattere trovi il suo coronamento e il significato piu' alto nell'applicazione dei principi e dei precedenti religiosi, i quali costituiscono il contenuto essenziale
e universale della coscienza umana. L'educazione fisica e' stata considerata uno degli aspetti e modi di educazione morale e quindi compresa in questo insegnamento. Il corpo che noi
vogliamo irrobustire, rendere agile e pronto, e' sempre uno strumento dell'animo. La forza fisica deve essere posta a servizio di una volonta' diretta ad operare secondo le leggi
morali. All'insegnante e agli stessi alunni e' lasciata ampia liberta' nella scelta degli esercizi, dei giochi e degli sports, che dovranno solo essere proporzionati alle forze fisiche
degli scolari e relativi alle possibilita' locali. L'insegnante dovra' valersi degli esercizi fisici collettivi per sviluppare quelle forme di socialita' che costituiscono, come s'e'
detto, uno degli scopi dell'educazione morale; soprattutto abbandoni ogni forma di quel caporalismo che tanto ha mortificato lo spirito della giovinezza del recente passato. Esercizi
e giochi dovranno suscitare l'amore della vita all'aperto e il desiderio saggio di moto. I giochi sportivi di piu' facile esecuzione dovranno concorrere a destare i sentimenti dei
rapporti di cortesia e di lealta' tra i gruppi di contrasto, attenuando invece quello agonistico, che puo' determinare turbamenti morali. Le passeggiate e le escursioni serviranno anche
ad affiatare sempre piu' insegnanti e alunni, abitueranno questi all'osservazione diretta della natura e del mondo circostante, alla raccolta di notizie, d'informazioni e di altri
elementi di studio da ordinare e sviluppare in classe. Le lezioni, sempre che sia possibile, si svolgono all'aperto.

PROGRAMMA I, II, III Classe Le buone abitudini di vita morale del fanciullo. Come comportarsi nella famiglia, nella scuola, nella societa'. Esercizi di autogoverno (accordo per gruppi,
al fine di organizzare, senza provocare disordine e disturbo, movimento nella classe, nei corridoi, ecc.; incarichi di fiducia affidati dall'insegnante o per designazione della
scolaresca; esercizio del diritto di referendum in casi di facile soluzione, come scelta d'una gita o di un gioco a preferenza di un altro, lettura di un libro piuttosto che un altro,
ecc.). Il Comune. I principali servizi pubblici. Rispetto della cosa pubblica. Facili giochi ed esercizi diretti a sveltire e correggere i movimenti. L'ordine nella scuola: entrare e
uscire isolatamente e in gruppo dall'aula; mettersi sull'attenti e in riposo, in fila per uno, per due, ecc. Esercizi degli arti e di respirazione ritmica. Marcia, corsa, salto.
Marciare cantando. Passeggiate ricreative. Lezioni all'aperto.

IV e V Classe Giudizi degli scolari su casi della vita morale e sociale. Esercizio del diritto di referendum (ad esempio sulla scelta dei libri della bibliotechina) e del diritto di
iniziativa in casi reali della vita scolastica. Autogoverno (Commissioni per la pulizia, la disciplina, la biblioteca, l'organizzazione sportiva, ecc., col sistema elettivo.
Cooperative scolastiche). Doveri e diritti del fanciullo, dell'uomo, del cittadino. Le leggi e la loro osservanza. Forme di lavoro diviso in serie, per realizzare i vantaggi del
cooperativismo. Il lavoro e la tutela del lavoratore. Le principali istituzioni civili, politiche, amministrative e giudiziarie dello Stato italiano. Missione della donna nella
famiglia e nella societa'. Giochi piu' complessi di quelli praticati nelle classi precedenti, diretti a dare agilita' e prontezza di movimento. Giochi sportivi. Esercizi elementari
ordinativi di respirazione, di movimento e ritmici da eseguirsi anche collettivamente. Passeggiate ed escursioni. Lezioni all'aperto. Formazione di gruppi di scolari (canterini,
collezionisti, filodrammatici, ecc.) per favorire l'estrinsecazione delle capacita' e tendenze personali e l'agire libero collettivo.

LAVORO Avvertenze Il lavoro e' fonte di vita morale e di benessere economico e deve avere nell'insegnamento un'adeguata importanza. E' necessario che le nuove generazioni riconoscano
nel lavoro la principale risorsa della nostra economia e il mezzo piu' efficace per la rinascita nazionale. Solo col lavoro si possono stabilire saldi e pacifici rapporti di
collaborazione tra i popoli. Le esercitazioni di lavoro sono affidate all'iniziativa dell'insegnante, ma piu' ancora a quella degli alunni. Per evitare che si risolvano in un vacuo e
disordinato dilettantismo, se ne e' fissata una pratica ripartizione in tre tipi: a) lavoro artigiano; b) lavoro agricolo; c) lavoro femminile. Nelle prime classi, tanto per i bambini
che per le bambine, si partira' da un lavoro spontaneo ricco di suggestioni ricreative, per giungere gradualmente, nel corso elementare superiore, ad un'autentica attivita' lavorativa,
sempre tenendo presente le limitate possibilita' realizzative dell'alunno, in rapporto all'eta' e ai mezzi materiali a sua disposizione. Comunque, si cerchera' di conseguire in ogni
lavoro un risultato di pratica utilita'. Il lavoro pertanto abbia sempre nella scuola valore educativo; educhi cioe' l'occhio, la mano, il gusto e la immaginazione, dando nello stesso
tempo un razionale sfogo a quell'amore del fare, del costruire da se', del congegnare con pochi mezzi, che e' proprio del fanciullo, e faccia sentire la dignita' dell'umana fatica anche
nelle sue piu' modeste manifestazioni. Nel lavoro, a bene intenderne la sfera d'azione, confluiscono tutti gli insegnamenti, ma specialmente quello del disegno, senza del quale non si
giungera' mai ad ottenere lavori apprezzabili e precisi. Quando la natura del lavoro e la sua organizzazione lo consentano, si costituiscano delle piccole cooperative e si attuino le
piu' elementari forme di lavoro collettivo o per squadre e per serie progressive. Le esercitazioni di lavoro artigiano, che sara' attuato, ov'e' possibile, in relazione all'artigianato
locale, offriranno pratici sussidi agli insegnanti, con la costruzione, la raccolta e la conservazione di materiale didattico vario. Sara' questa un'efficace difesa contro il facile
rischio di cadere in esercitazioni vuote e formalistiche, quando non si riesca a concretare altri tipi di lavoro. E' opportuno, a questo proposito, aggiungere che l'insegnante potra'
fare eseguire lavori artigiani veri e propri soltanto se dotato di una sufficiente preparazione tecnica, in modo da non dover ricorrere all'aiuto di altre persone, il che menomerebbe
la sua autorita' e il suo prestigio. L'insegnante, infine, non ha obbligo di applicare il programma che si suggerisce; l'essenziale e' che ne colga lo spirito animatore per realizzare
quelle forme di lavoro che riterra' piu' idonee e possibili in rapporto ai mezzi di cui puo' disporre e alla libera scelta degli stessi scolari. Per il lavoro agricolo, si tenga presente
che l'Italia e' un paese essenzialmente rurale. Si deve percio' alimentare in tutti gli alunni, ma particolarmente in quelli dei centri rurali, l'amore per la sana e proficua fatica dei
campi. Il lavoro nel terreno posto a disposizione della scuola deve tendere al raggiungimento di tale scopo. Non deve essere pesante e uggioso, ne' ridursi a semplice fatica manuale;
deve divenire, invece, mezzo di ricerca e di osservazione di quei fenomeni naturali ai quali, in genere, i contadini assistono senza sentire la necessita' di spiegarseli. Possono
essere effettuati anche utili esperimenti agricoli contenuti entro modesti limiti. Cosi' facendo, la scuola dei piccoli centri rurali contribuira' efficacemente a rendere piu' cosciente
della sua fatica il futuro lavoratore della terra e porre la nostra agricoltura, in progresso di tempo, sopra un piano tecnico piu' razionale. La scuola urbana, sempre che possa
disporre di un terreno coltivabile, dara' agli alunni, per mezzo delle esercitazioni agricole, una piu' diretta e concreta conoscenza del mondo naturale e del lavoro dei campi, affinche'
essi imparino ad apprezzare questo mondo e questo lavoro e a sentirne la bellezza a sollievo della troppo arida citta'. Vaste possibilita' educative, in tal senso, si offrono alle
scuole all'aperto. Per le altre si supplira', nei limiti del possibile, con visite a campi e ad aziende agricole situate alla periferia della citta'. Nella stagione propizia si svolga,
con l'attiva partecipazione degli alunni e delle loro famiglie, la tradizionale festa degli alberi. Si consideri il lavoro femminile come mezzo per la formazione spirituale
dell'alunna, non solo per quell'intimo senso di utilita' della vita domestica che esso conferisce, ma anche per la sua funzione eminentemente rasserenatrice. Infatti i lavori di
cucito, di maglieria, di ricamo e le faccende di economia domestica richiedono attenzione, cura e inducono alla calma. La maestra non disdegni le forme di lavoro femminile piu'
modeste, quali il rattoppo e il rammendo, perche' sono di grande utilita' nella vita familiare. Tenga inoltre presente che principalmente alle donne e' affidata l'economia della casa,
che ha sempre grandissima importanza. Si evitino le mostre; i lavori eseguiti siano poi destinati per il loro uso pratico a scopi di assistenza sociale.

PROGRAMMA I, II, III Classe a) Lavori attinenti alla decorazione dell'aula e a quanto puo' contribuire alla sistemazione materiale ed estetica dell'ambiente scolastico in genere.
Foderatura dei libri e quaderni. Preparazione di bastoncini, dischi, ecc., per il calcolo orale e di alfabetieri mobili. Costruzione di modesti giocattoli e di semplici oggetti di
pratica utilita' scolastica e domestica, facendo uso di materiale facilmente disponibile. Uso di casse, tavoli, assi, bastoni, ecc., per esercizi liberi di costruzione provvisoria e
sommaria di case, recinti, veicoli, scale, tavoli, altalene, ecc., di notevoli dimensioni, in maniera che l'alunno, cosi' giocando, compia moto e impieghi una certa energia muscolare.
b) Piccoli lavori di giardinaggio e di orticoltura. Ricerca di animaletti dannosi alle piante (bruchi, larve di maggiolino, lumache, ecc.). Raccolta, cernita, conteggio di piantine,
fiori, frutta. Preparazione di sostegni per le piante. Costruzione del recinto delle aiuole con cannucciate, rami di salice, pietre, ecc. Targhette per il nome delle piante e relativo
sostegno da porre nei vasi e nelle aiuole. c) Uso dell'ago, del filo, del ditale, delle forbici. Primi punti. Filze su tessuti a trame molto rade e applicazioni pratiche. Imbastitura.
Orlo e sottopunto. Impuntura e ribattitura. Applicazioni. Il corredo della bambola. Primi esercizi di maglia dritta e rovescia. Uncinetto: catenella, maglia bassa e alta. Facili
applicazioni. Piccoli rammendi e rattoppi su capi di vestiario. Facili esercitazioni di economia domestica. Le piu' semplici smacchiature. Spazzolatura degli abiti. Spazzare per terra,
spolverare, pulire i vetri, ordinare un armadio, lavare un grembiule, lucidare le proprie scarpe, ecc.

IV e V Classe a) Costruzione e riparazione di giocattoli. Intrecci con paglia, vimini, corda, per la fabbricazione di semplici e utili oggetti. Costruzione di solidi geometrici e di
elementarissimi apparecchi in relazione all'insegnamento delle scienze. Costruzione e riparazione di oggetti d'uso domestico e scolastico in rapporto all'artigianato locale.
Tinteggiatura degli oggetti costruiti. Preparazione di cartelli infortunistici. Lavori di cartonaggio per la confezione di cartelle, scatole, portacarte, cornici, albi per l'erbario,
ecc. Legatoria e riparazioni di libri dell'alunno e della biblioteca della scuola. Preparazione delle schede bibliografiche e delle scatole per contenerle. Le piu' semplici
applicazioni domestiche dell'elettricita'. Visite a botteghe artigiane e ad officine locali. b) Giardinaggio e orticoltura. Preparazione del terreno per la semina di cereali e di
ortaggi; spargimento di fertilizzanti; semina e trapianti; irrigazione, zappatura, sarchiatura, sterpatura, diradamenti, ecc. Raccolta ed eventuale conservazione ed essiccamento di
legumi, ortaggi, frutta, piante aromatiche e medicinali. Assistenza, dov'e' possibile, al collocamento a dimora di piante legnose, alla lavorazione dell'uva e delle olive, alla
trebbiatura del grano e alla pressatura del fieno. Assistenza a solforature, gessature, ramature, spargimento d'insetticidi e operazioni di difesa da insetti, da crittogame, da
roditori, ecc. Rotazione agraria. Margotte e propaggini. Primi esercizi di potatura e di legatura di arbusti. Visite a fattorie, a campi vicini, a stazioni sperimentali. Piccoli
allevamenti domestici: gallinaio, colombaia, conigliera, apiario. Bachicoltura. Artigianato rurale: riparazione di utensili e oggetti vari d'uso agricolo. c) Lavori di maglieria. La
calza. Rattoppo e rammendo di calze, di vestiario e di biancheria. Taglio di fazzoletti, tovaglioli, canovacci. Orlo a giorno. Taglio e cucitura di federe, colletti per grembiulini,
bavaglini, camicine per neonati. Occhielli. Disegno a taglio e cucitura d'una camicia per bambino, d'una sottoveste, d'una gonna, ecc. Lavori pratici di ricamo. Pratici avvenimenti
all'economia domestica con particolare riguardo per tutti gli accorgimenti atti alla conservazione e alla migliore utilizzazione dei prodotti agricoli ed alimentari in genere.
Collaborazione alla refezione scolastica.

LINGUA ITALIANA Avvertenze Per educare all'uso della parola, quale espressione del sentimento e del pensiero, occorre fornire al fanciullo i mezzi piu' idonei al graduale possesso del
linguaggio. Osservare attentamente e giudicare le cose e i fatti osservati, discuterne tra condiscepoli e con l'aiuto del maestro, significa anche imparare la lingua materna, che pero'
riceve impulso veramente poderoso dalla pratica della lettura e della scrittura. Per il primo apprendimento del leggere e dello scrivere il maestro e' libero di adottare il metodo che
preferisce e potra' valersi dei piu' svariati e facili sussidi didattici. Importa solo che, alla fine dell'anno, gli scolari siano pervenuti, con procedimento razionale, a leggere senza
compitare, a capire quello che hanno letto e a scrivere semplici proposizioni senza errori. Il fanciullo deve pero' essere incoraggiato sin dai primi giorni ad un lavoro personale e
spontaneo, perche' qualunque imposizione potrebbe avere effetti contrari a quelli voluti. L'esperienza conferma l'utilita' di formare gruppi omogenei di scolari ai quali riuscira' cosi'
piu' facile superare le prime difficolta'. L'insegnante dovra' dedicare ad ogni gruppo le cure particolari che esso richiede, sempre pero' rispettando e valorizzando al massimo la
personalita' d'ogni alunno e senza pretendere di livellare la classe. E' necessario che le prime settimane di scuola siano dedicate a un periodo preparatorio, la cui durata puo' essere
varia da alunno ad alunno e che non deve risolversi nei fastidiosi, inconclusioni e noiosi esercizi meccanici di sillabazione. Durante tale periodo i fanciulli verranno abituati alla
vita di scuola, affinche' vi si trovino a loro agio, vi parlino con spigliatezza. E poiche' essi ambiscono al fare, la scuola, in queste prime settimane, consentira' occupazioni che
giovino al processo di autodisciplina mentale e motoria (dare incarichi, organizzare i primi giochi, iniziare i primi semplici esercizi ginnici individuali e d'insieme, addestrare a
facili canti, iniziare al disegno libero e spontaneo, ecc.). Specialmente il disegno su carta o alla lavagna, se non costretto entro motivi obbligati, potra' offrire possibilita' di
osservazione e di conversazione e costituira' la preparazione diretta all'insegnamento della lettura e della scrittura. Gli esercizi d'analisi delle parole in sillabe e di queste in
lettere siano brevi e assumano sempre l'aspetto di gioco individuale, allo scopo di promuovere in ogni scolaro il desiderio di apprendere, nel momento piu' adatto. Si devono quindi
evitare quelle lezioni e quegli esercizi, eguali per tutta la classe, che non impegnano l'intera scolaresca. Non e' poi necessario che le singole lettere alfabetiche siano fatte
conoscere isolatamente e con lenta successione. La loro presentazione puo' anche aver luogo in blocco, con l'esposizione, alle pareti dell'aula, di un adatto alfabetiere illustrato,
affinche' gli alunni possano addestrarsi spontaneamente a distinguere la forma e il suono delle varie lettere. Il primo libro di lettura si usi soltanto dopo il periodo preparatorio.
Sia bandita la noiosa e mortificante lettura corale. Si preferiscano testi che presentino, sin dall'inizio, letture che abbiano sempre un significato e siano adeguatamente illustrati,
affinche' interessino il fanciullo. Non si preoccupi il maestro di far superare le difficolta' ortografiche con appositi esercizi. Quando il fanciullo si e' reso conto del rapporto
esistente tra segni grafici e suoni corrispondenti, potra' facilmente apprendere le sillabe complesse e le composte, le dirette come le inverse, imparera' a distinguere le maiuscole
dalle minuscole, i vari caratteri tipografici, ecc. Ma a questo risultato egli deve giungere spontaneamente con le proprie forze e al momento in cui sara' maturo. Fin dalla prima
classe s'invitino gli alunni a scegliere liberamente le parole e le frasi che voglino scrivere, iniziandoli in tal modo all'autodettatura che precede il comporre libero. Non si
consiglia il cosiddetto dettato ortografico, ne' sono utili le correzioni collettive; sono espedienti che fanno perdere tempo, tediano gli scolari e non conseguono buoni risultati. Il
brano da scrivere, possibilmente scelto dall'alunno, deve avere sempre un compiuto significato logico. La correzione poi sara' utile solo se rappresentera' uno sforzo del fanciullo a
scoprire l'errore e a correggerlo. Non si abbandonino mai, in prima classe, i ritardatari; di essi si faccia un gruppo a parte, che deve essere curato con ogni mezzo. Anche nelle
classi successive si favorisca l'uso del conversare ordinato e corretto, perche' il fanciullo dia forma chiara alle proprie idee. Il tempo dedicato alle conversazioni e' sempre
utilmente impiegato. Si procuri che tutta la scolaresca vi prenda viva parte, evitando che parlino sempre coloro che hanno maggiore facilita' di espressione. Nel passaggio dalla
conversazione (comporre orale) all'autodettatura (comporre scritto) non si ricorra al sistema meccanico delle domande e risposte, ne' si prescrivano schemi per le esercitazioni di
composizione, ma si dia la maggiore liberta' agli scolari. Non e' consigliabile, nelle prime tre classi, di assegnare compiti di lingua per casa. Si inducano, invece, i fanciulli a
osservare quanto li circonda per riferirne poi a scuola, e si esortino molto a leggere. Sara' anche utile abituarli a gustare in classe facili e belle poesie, da mandare a memoria a
casa, per poi farne esercizio di recitazione. Questa sia scuola di naturalezza e riveli nel fanciullo l'aver egli compreso e gustato cio' che recita. La conoscenza intuitiva degli
elementi grammaticali, nel vivo della loro funzione logica, e' prescritta per la terza classe. Il fanciullo dovra' sapere distinguer il nome, l'articolo, il pronome, il verbo e
l'aggettivo. Sono distinzioni alle quali si arriva quasi senza accorgersene, parlando, leggendo, scrivendo. Si eviti costantemente di dare regole e definizioni in astratto. Lo studio
dei verbi non dovra' risolversi in un monotono meccanismo, ma scaturire dalla lingua articolata e viva. La lettura non sia limitata al solo testo scolastico: s'incoraggi molto quella
dei libri della biblioteca e di buoni giornalini per ragazzi. Il maestro dia l'esempio della buona lettura, evitando principalmente le inflessioni dialettali. Nelle classi quarta e
quinta continui l'attento osservare, il giudicare le cose e i fatti osservati, lo scambio delle impressioni fra condiscepoli con l'attiva partecipazione dell'insegnante. L'esposizione
e la ripetizione orale e talvolta scritta delle lezioni contribuiscono a favorire sempre piu' l'educazione del linguaggio. Anche l'esercizio accurato della lettura da' sicurezza e
naturalezza all'espressione. Si correggano le false cadenze, la sciatteria, la monotonia, l'enfasi; si esigano le giuste pause, indicate dai segni d'interpunzione; s'insegni come si
deve modulare la voce. Il maestro dia il giusto tono perche' il suo esempio vale di piu' d'ogni esortazione; se egli legge bene i suoi scolari lo imiteranno. Si stabiliscano gare di
lettura espressiva, intendo, oltre che nella lettura dell'intero brano nell'esercizio di un solo periodo che', come e' ovvio, non si tratta di leggere molto in classe, ma di leggere
bene, per capire il testo anche nelle piu' tenui sfumature e farne materia di vita. E poiche', specie nelle classi numerose, non si dispone di tempo sufficiente, sara' opportuno
assegnare per casa la lettura di qualche brano da rileggere l'indomani in classe. Si esorti a compiere la lettura domestica a voce alta. I difetti della cantilena e dell'enfasi sono
da evitare anche negli esercizi di recitazione, che devono abituare all'espressione intelligente e garbata. Di tali esercizi non si abusi ed il maestro si valga per essi di poesie e
prose di buoni autori. A tal proposito si consiglino al fanciullo i modi migliori di studiare a memoria. Ogni classe abbia la sua piccola biblioteca. Ai buoni libri di produzione
nazionale (lettura amena, viaggi, divulgazioni scientifiche, ecc.) si aggiungano i migliori libri stranieri di letteratura per l'infanzia perche' anche nella lettura occorre, per un
piu' ampio respiro, rompere le barriere che ci dividono dagli altri popoli. I libri e i giornali raccolti nelle biblioteche di classe devono subire, da parte del maestro, un esame
rigoroso. Egli dara' l'ostracismo a quelli scritti male e banali, malsani o inadatti all'eta' o all'indole degli scolari. Un libro male scelto fa sorgere l'avversione per lo studio in
genere, mentre uno degli scopi dell'azione educativa, e' quello di ispirare amore per la lettura. Si conceda il prestito a domicilio senza eccessive preoccupazioni: meglio vedere libri
che per l'uso si sono sgualciti, piuttosto che una bella collana di volumetti immacolati ed intonsi. La lingua, come e' stato detto, s'impara parlando, leggendo, scrivendo. Ma chi
parla, legge e scrive senza conoscere la grammatica e' come colui che suona uno strumento ad orecchio. Non si mortifichino gli scolari con le noiosissime analisi grammaticali e
logiche, coi paradigmi, le definizioni, le suddivisioni, ecc.: ma nemmeno, cadendo nell'eccesso opposto, si metta al bando la conoscenza della grammatica che da' consapevolezza
nell'uso della lingua. Il maestro colga via via le occasioni per impartire le piu' comuni cognizioni grammaticali, per salire a poco a poco all'insegnamento della materia. Si
stabiliscano gradatamente, in modo intuitivo, desumendoli dalla lingua parlata, i rapporti fra gli elementi della morfologia e quelli fondamentali della sintasi. L'uso vivo della
lingua stia a base degli esercizi, che cosi' riusciranno graditi e proficui. La nostra sia una grammatica di idee e non di parole. Il contenuto di ogni esercizio abbia un significato
logico che scaturisca dallo sviluppo naturale del pensiero e non sia un noioso tormento artificioso e meccanico, come avviene comunemente, specie nell'arida coniugazione dei verbi.
Gli scolari prendano confidenza col vocabolario, dove lo stesso ordine alfabetico indica sovente le radici e le famiglie delle parole. Assai utile puo' riuscire la compilazione in
classe di un vocabolarietto. Il lavoro offre al fanciullo la possibilita' di apprendere moltissime voci. La composizione sia il coronamento degli esercizi linguistici. Lo scopo pratico
del comporre, nella scuola elementare, e' modestissimo: saper scrivere correttamente e in modo chiaro una letterina familiare e di affari, stendere una domanda d'impiego, fare la
relazione di un fatto accaduto, redigere un fonogramma, un telegramma, senza far sorgere dubbi sul loro contenuto. Chiarezza, precisione, correttezza, ecco quanto si deve richiedere.
Per parlare e scrivere con chiarezza e con proprieta' occorre pensare in modo chiaro e proprio; cio' si ottiene promovendo lo spirito d'osservazione. Si tratta dell'accurato sviluppo
della personalita', a costituir la quale molto contribuisce anche il comporre orale collettivo. Il tema da svolgere riguardi da vicino la vita degli scolari e sia, possibilmente,
scelto da loro. Nei primi esercizi si proceda secondo lo spontaneo svolgersi del pensiero, che deve pero' essere disciplinato dall'esame critico della scolaresca guidata dal maestro.
Ma alla fine del lavoro si facciano rilevare i punti fondamentali d'insieme, i quali ne costituiscono l'ossatura e lo schema. A poco a poco si ammaestrino gli alunni a fissare in
anticipo tali punti per disciplinare la mente al lavoro ordinato e si stimolino a svolgere il tema, correggendo e scegliendo le migliori espressioni. Per educare lo spirito di
osservazione e lo sviluppo organico del pensiero, sara' utile seguire nel tempo, ma senza pedanteria, lo svolgersi di fenomeni naturali fino a fissarne volta per volta le diverse fasi.
Non dimentichi il maestro che l'insegnamento della lingua non e' fine a se stesso, ma deve contribuire alla formazione del carattere. Anche il comporre non deve essere un piu' o meno
abile congegno di parole, ma un avveduto sviluppo di pensiero e di sentimenti, propriamente espressi attorno ad un motivo centrale, perche' si consegua sincerita', organicita' nelle
parti, unita' nell'insieme. Sia, in altri termini, espressione della mente e del cuore. Cosi' condotti, il comporre collettivo e quello individuale debbono essere integrati, nelle prime
classi, con l'autodettatura; questo pero' non esclude gli esercizi di dettatura eseguiti per superare difficolta' ortografiche, ma tali esercizi devono essere brevi ed avere sempre un
senso totale logico, riferendosi possibilmente a lezioni della giornata. Dal punto di vista dell'educazione sociale sara' utile incoraggiare gli alunni a curare da soli la
pubblicazione di un giornalino, che raccolga le loro prime e genuine espressioni personali.

PROGRAMMA I Classe Vivaci e facili conversazioni per abituare il fanciullo a parlare di se' e a riferire le sue osservazioni. Apprendimento simultaneo della lettura e della scrittura.
Brevissimi esercizi individuali di lettura, di autodettatura e di dettatura. Facilissimi esercizi di memoria (poesie) e di recitazione. Racconti del maestro (fiabe, leggende).

II Classe Conversazioni frequenti e varie sugli argomenti che interessano il fanciullo e sulle sue osservazioni ed esperienze. Esercizi di lettura e di scrittura. Esercizi di
autodettatura e di dettatura. Avviamento alla composizione. Apprendimento e garbata recitazione di brevi e facili poesie. Favole e racconti narrati dagli scolari. Racconti del maestro
(novelline popolari, favolette esopiche, ecc.).

III Classe Lettura spedita ed espressiva sul libro di testo e su altri libri della biblioteca. Narrazioni spontanee dei singoli allievi. Brevi esposizioni, orali e scritte, su
argomenti della vita, su osservazioni fatte, su cognizioni apprese dagli scolari. Lettere occasionali a parenti, amici, superiori, ecc. Dettatura di facili prose e poesie anche per
conseguire l'uso corretto dei segni d'interpunzione e superare difficolta' ortografiche. Esercizi di memoria e di recitazione. Intuizione e distinzione grammaticale di parti del
discorso desunte dalla lingua viva. Letture e racconti del maestro. Indovinelli.

IV Classe Lettura spedita ed espressiva. Breve riassunto del brano letto, mettendone in evidenza i punti essenziali. Letture e narrazioni del maestro. Dettato con difficolta'
ortografiche, e con periodi legati logicamente tra loro. Esercizi di composizione orale e scritta su argomenti riflettenti la vita dello scolaro, scelti dalla stessa scolaresca.
Riassunti di letture fatte. Compilazione di un giornalino della classe. Corrispondenza con alunni di altre scuole per lo scambio di notizie geografiche, storiche, economiche, ecc.
Compilazione di moduli vari (telegrammi, bollettini di conto corrente, ecc.). Elementari cognizioni grammaticali sempre ricavate dall'uso della lingua viva. Coniugazione dei verbi
ausiliari e regolari. Lettura del vocabolario ed esercitazioni relative. Famiglie di parole. Frasi idiomatiche. I proverbi piu' comuni. Esercizi di memoria e di recitazione. Lettura di
libri della biblioteca. Facili sciarade.

V Classe Gare di lettura espressiva. Riassunto orale di racconti letti. Lettura individuale di libri della biblioteca e riferimento del contenuto ai compagni. Relazioni orali e
scritte su escursioni, gite, partite di gioco, su lavori eseguiti, su visite a stabilimenti e a monumenti, su osservazioni di fenomeni naturali e su facili esperimenti scientifici, su
letture storiche e geografiche. Componimento orale e scritto su argomenti scelti in collaborazione con gli scolari. Scambio di corrispondenza con alunni di altre localita', come nella
classe precedente. Compilazione di un giornalino della classe. Studio a memoria e recitazione di brevi prose e poesie. Nozioni di grammatica largamente corredate di esempi, sulle
parti variabili e invariabili del discorso e sui verbi irregolari piu' comuni. Elementi ed esercizi di analisi logica. Uso del vocabolario. Esercizi lessicali. Famiglie di parole.
Elementarissime etimologie. Frasi idiomatiche. Proverbi.

STORIA E GEOGRAFIA Avvertenze La necessita' di un'intima connessione tra l'insegnamento della storia e quello della geografia deriva, piu' che da un semplice e ormai riconosciuto legame
di interdipendenza delle due discipline, da una loro profonda concomitanza di fini in rapporto alla vita civile e sociale. Infatti sia la storia che la geografia - quando la prima non
si risolva in una cronologia di guerra e di vicende dinastiche, e la seconda in un'arida nomenclatura - mirano a seguire e a spiegare il cammino della civilta', considerando la terra
come la sede dell'uomo. Ne consegue che il maestro dovra' costantemente esaminare i fatti storici nella loro intima connessione con quelli geografici, illustrando al fanciullo, sia
pure in forma intuitiva elementarissima, i rapporti del mondo umano con quello naturale. Riuscira' tuttavia vano ogni sforzo per liberare l'insegnamento della storia dal suo groviglio
di guerre e di tirannie, di rivalita' dinastiche e di sterili combinazioni politiche, se non supereremo, una volta per sempre, la passione nazionalistica che nel recente passato riusci'
a sviare anche la geografia dall'obiettiva valutazione delle forze economiche mondiali con la concezione delle utopie autarchiche. L'insegnamento della storia e della geografia dovra'
finalmente diventare un insegnamento morale dopo la tragica esperienza sofferta dall'umanita'. Si esalti l'eroismo di coloro che nel corso dei secoli lottarono per la liberta'; si
illustri la vita dei santi e missionari che fecero opera di civilta' e alleviarono sofferenze, dolori, miserie; si narrino suggestivamente le vicende degli esploratori e degli
scienziati che piu' contribuirono al progresso umano; si descriva l'opera di quanti spesero la vita per conquistare la terra alle forze del lavoro; si susciti l'ammirazione per gli
artisti che dettero al lavoro il crisma della bellezza; si riviva, in una parola, la vera, autentica storia della civilta' per giungere a una visione chiara delle attuali condizioni
dell'Italia e del mondo. Solo cosi' l'insegnante potra' per tempo instillare nelle anime giovinette un senso di equilibrio nella valutazione dei fatti storici, un profondo rispetto per
l'opera degli altri popoli e un vivo desiderio di lavorare onestamente in patria per avere il diritto di godere i vantaggi dell'umana convivenza. Senta in fanciullo costantemente
attraverso l'insegnamento della storia e della geografia, che accanto al millenario primato di civilta' dell'Italia esiste un limite entro cui le costruttive forze nazionali debbono
agire in armonia sempre con quelle politiche ed economiche mondiali. Egli porra' in tal modo ascoltare la narrazione delle piu' recenti sciagure patrie, sorretto dalla certezza che un
popolo di antica civilta', quale e' il nostro, non puo' non rinascere, quando sappia rifarsi alle fonti della sua spirituale grandezza. E' evidente che i motivi programmatici indicati
vogliono anche essere un invito rivolto al maestro di rinnovare la propria preparazione storico-geografica nel senso sopra esposto, condizione necessaria questa perche' l'insegnamento
risulti attraente, vivo e veramente efficace per l'educazione morale e civile. Il maestro intelligente sapra', inoltre, fare uso di tutti quei sussidi che contribuiscono alla
concretezza di tale insegnamento, come cartine storiche, carte geografiche e topografiche, plastici, illustrazioni e letture scelte, poesie di contenuto storico, visite a monumenti e
musei, escursioni d'interesse storico-geografico, osservazione di oggetti caratteristici del passato, corrispondenza interscolastica, esame e valutazione dei fenomeni naturali in
rapporto all'economia locale, ecc. Per la geografia, in particolare, si raccomanda l'uso costante della carta geografica, che l'alunno dovra' saper leggere con sicurezza. Ed e' inutile
aggiungere che anche per questi insegnamenti occorre far leva sull'iniziativa, la spontanea volonta' di ricerca e di studio degli scolari. Il programma di storia delle prime tre classi
richiede una speciale interpretazione. Preso alla lettera potrebbe apparire difficoltoso e vasto, ma in effetti cosi' non e' se si tiene ben presente che con esso non si mira a dare
minute informazioni storiche, non adatte del resto a bambini di sei o sette anni, ma a vivificare con appropriate immagini, ritratte principalmente da illustrazioni, narrazioni,
letture e conversazioni, alcune tra le piu' importanti tappe della civilta' umana dai piu' remoti tempi ai giorni nostri. In tal modo gli alunni saranno intrattenuti a osservare e
confrontare forme vecchie e nuove di abitazione, di utensili, strumenti di lavoro, mezzi di trasporto, indumenti, ecc. e gioiranno alla narrazione viva e spigliata, quasi fiabesca, di
visioni, miti, leggende dei popoli della piu' lontana antichita', dell'Egitto, di Grecia, di Roma. Per la quarta classe, il cui programma comprende il Cristianesimo, il Medio Evo e il
Rinascimento, l'insegnante dovra' limitarsi ad alcuni motivi essenziali, quali le origini e la diffusione del Cristianesimo, le dominazioni barbariche, il monachesimo, la vita e i
costumi feudali, le Crociate, i Comuni, le repubbliche marinare, ecc. senza pretendere una vera e propria concatenazione degli avvenimenti politici di quei travagliatissimi secoli. Lo
stesso criterio si seguira' nella quinta classe per la storia dell'eta' moderna dopo il Rinascimento, mentre per la storia del Risorgimento italiano potra' essere offerta una narrazione
piu' continuativa e piu' determinata, di cui i grandi animatori dell'unita' nazionale costituiranno il nucleo essenziale.

PROGRAMMA I e II Classe Il passato e il presente. Osservazione delle piu' vecchie abitazioni del luogo. Confronto con case di costruzione moderna. Utensili, strumenti di lavoro, mezzi
di trasporto moderni. Conversazioni e disegni. Osservazione di indumenti del passato, specialmente tradizionali (costumi popolari locali). Indumenti moderni. Qualche usanza
tradizionale del luogo. Eta' dei genitori e dei nonni. Conversazioni. Vivaci conversazioni sulle piu' vitali necessita' dell'uomo: gli alimenti, gli indumenti, il fuoco, la casa. Brevi
gite. Saper ritrovare la vita del ritorno. Valutazione del tempo impiegato. Divisione del tempo. Orologi. Il calendario. Conversazioni occasionali sui piu' comuni fenomeni atmosferici
e sulle stagioni.

III Classe Miti e leggende dell'antico Egitto, della Grecia, di Roma. Narrazioni, conversazioni, letture. Visite a localita', monumenti, edifici d'interesse storico. Itinerario dalla
scuola alla me'ta della gita. Orientamento. Topografia dei luoghi rispetto alla scuola, alla casa, ecc. Elementarissimi schizzi topografici. Primi elementi di geografia fisica.
Escursioni e osservazioni sul terreno. Osservazioni meteorologiche. Il proprio Comune e la sua posizione. Notizie storico-geografiche elementarissime. Uomini illustri e benefattori.
Osservazione della carta fisico-politica della provincia, della regione, dell'Italia. La geografia fisica dell'Italia in rapporto a episodi storici studiati. Viaggi e itinerari sulla
carta geografica, avendo sempre presenti le caratteristiche fisiche che s'incontrano (passaggio di fiumi e di monti, navigazione fluviale e marittima, ecc.). Osservazione di
interessanti illustrazioni sulla vita sociale ed economica dei popoli dei principali Stati del mondo: ad esempio: Inghilterra, Russia, Francia, Germania per l'Europa; Stati Uniti e
Brasile per l'America; India, Cina, Giappone per l'Asia; Confederazione australiana; Africa settentrionale in genere (il mondo arabo), Egitto e Unione sud africana per l'Africa.
Conversazioni relative e contemporanea osservazione del planisfero. Facili giochi geografici.

IV Classe Le origini e la diffusione del Cristianesimo. Avvenimenti fondamentali e aspetti caratteristici del Medioevo e del Rinascimento. Uomini sommi e benefattori dell'umanita'
italiani e stranieri. Grandi viaggi di esplorazione. Invenzioni e scoperte. Cognizioni fondamentali di geografia fisica. Escursioni e osservazioni sul terreno. Osservazioni
meterologiche. Geografia fisica, politica ed economica dell'Italia. Le regioni italiane. Caratteristiche fisiche ed economiche regionali. Rapporti fra l'Italia e le altre nazioni.
Corrispondenza con alunni d'oltre confine per avere notizie storiche e geografiche, fotografiche di ambiente, campioni di prodotti, ecc. Facili e interessanti letture
storico-geografiche sui modi di vita dei vari popoli. Giochi geografici, per una migliore conoscenza della carta fisico-politica dell'Italia. Aneddoti storici.

V Classe Fatti principali dell'Eta' moderna dopo il Rinascimento in rapporto alla storia d'Italia. Narrazione dei principali avvenimenti del Rinascimento fino ai nostri giorni, con
riferimento alle condizioni economiche e sociali del popolo italiano. Uomini sommi e benefattori dell'umanita' dell'eta' moderna e contemporanea. Idea sommaria dei continenti ricavata
dall'osservazione del planisfero. Confronti con l'Italia. Gli Stati confinanti con l'Italia. I principali Stati europei ed extra europei. Rapporti con l'Italia. Primi elementi di
geografia astronomica e di meteorologia. Escursioni e osservazioni sul terreno. Rapporti tra l'ambiente geografico, l'uomo e il lavoro umano. Letture storico-geografiche sullo
sviluppo sociale ed economico e sulle condizioni attuali di vita dei principali Stati del mondo. Nota. Quando nella localita' in cui sorge la scuola non esistano la IV o la V classe,
il programma di storia per la III classe o per la IV sara' integrato da opportune conversazioni sui piu' importanti episodi e le figure piu' rappresentative del nostro Risorgimento.

ARITMETICA E GEOMETRIA Avvertenze L'insegnamento dell'aritmetica e della geometria, principalmente nelle prime classi, deve tener nel dovuto conto le immagini e le intuizioni di
grandezza, di numero, di forma e di distanza che animano e arricchiscono il mondo in cui il bambino si va formando. Contare le cose a giudicarle quantitativamente, rilevare linee e
figure e' per il bambino esercizio gradito, dal quale deve partire e a cui deve continuamente riferirsi il lavoro di scoperta che egli compie in collaborazione con il maestro e i
condiscepoli, in forma libera e autonoma, nuova, varia, attuale, piu' conversando che scrivendo. Negli esercizi di calcolo, nello studio del sistema metrico, delle frazioni, della
geometria, nell'acquisto delle cognizioni di computisteria, nella formazione e risoluzione dei problemi, e' necessario che il maestro valorizzi al massimo le possibilita' intuitive
degli alunni. Cio' porta ad un piu' cauto uso della numerazione, che non deve superare il limite delle concrete possibilita' e necessita' reali dell'alunno. Verra' naturalmente un momento
in cui le esercitazioni, pur rimanendo nel campo della realta' del fanciullo, potranno spaziare in maniera piu' libera rispetto al concreto. Per l'esigenza strettamente logica
dell'aritmetica, e' necessario che gl'insegnanti, piu' che sull'abbondanza numerica degli esercizi, puntino sulla qualita' degli esercizi stessi. Si tratta di chiarire sempre e di
precisare, seguendo procedimenti logici e persuasivi, quei concetti fondamentali su cui poggia ogni ulteriore progresso nel calcolo e nella risoluzione dei problemi. Cosi', ad esempio,
le idee di spesa, ricavato, guadagno e dei rapporti relativi a quelle riguardanti l'entita' di un lavoro, il numero delle persone ad esso adibite, il tempo necessario all'esecuzione e
i rapporti tra tali dati, ben determinate che siano, costituiranno il mezzo sicuro per la risoluzione di ogni questione affine. Nella formulazione di problemi ed esercizi, lavoro da
farsi anche questo possibilmente dagli scolari, giovera' utilizzare, correggendole se del caso, le conoscenze che i fanciulli hanno sui prezzi delle cose, sulle tariffe di trasporto,
sui salari, sugli stipendi, sui compensi della mano d'opera, ecc., perche' possa, anche cosi', stabilirsi una piena aderenza tra la scuola e la vita. Cio' che piu' importa, nella pratica
dell'aritmetica, e' di farne intuire il valore sociale, mettendo l'alunno in condizione di vivere reali situazioni di carattere economico, affinche' possa padroneggiarle.
Particolarmente indicate, per questo, sono le forme di cooperativismo scolastico. Si avra' cura che l'enunciato dei problemi e degli esercizi sia chiaro, per evitare deviazioni ed
errori nella risoluzione. Ogni problema venga prima risolto per intero mediante un processo atto a rivelare e formare le possibilita' ragionative dello scolaro, il quale soltanto in un
secondo momento passera' all'esecuzione delle operazioni. In ogni caso gli alunni saranno condotti a controllare le loro risposte, mediante tipi di domande logiche e progressive, che
li inducano alla riflessione sulle soluzioni proposte. Solo cosi' essi riusciranno a costruirsi un sistema coerente, a raggiungere cioe' una tecnica aritmetica personale, nei limiti
della loro esperienza. Per gli esercizi di numerazione e di calcolo intuitivo nelle prime classi, il buon senso ha ormai condannato il vecchio pallottoliere, come tipica espressione
dei sussidi didattici preformati e usati fino alla noia, con scadimento di qualsiasi interesse. Il vario, il nuovo, l'occasionale e tutti i mezzi sussidiari che rispondono a questi
requisiti saranno meglio indicati per i predetti esercizi, che possono pure giovarsi dei giochi, del disegno e del lavoro. Anche l'insegnamento del sistema metrico deve essere
liberato dai formalismi del passato e dal peso degli interminabili esercizi scritti di riduzione. Oralmente, e sempre per le vie delle misurazioni pratiche, del giudizio e del
ragionamento, si riuscira' meglio e piu' presto a chiarire i concetti di valore ed entita' di ciascuna misura e dei rapporti corrispondenti. In quinta classe si potra' accennare a monete
e misure di altri Stati che non seguono il sistema metrico decimale. L'insegnamento delle frazioni s'iniziera' con esercizi intuitivi e pratici, facendo sempre riferimento a numeri
decimali. Per l'insegnamento della geometria, concetti e figure saranno rilevati dal mondo delle cose e ad essa dovranno essere riferiti, cosi' come sara' fatto per gli esercizi, le
misurazioni e i calcoli relativi. Le nozioni sui solidi troveranno sempre riferimento a cose esistenti nella realta', cosi' pure le figure piane e ogni elemento geometrico. Come appare
ovvio, il disegno e il lavoro dovranno largamente sussidiare l'insegnamento della geometria e della computisteria. Cosi' ancora taluni motivi morali e sociali, insiti nella
computisteria (previdenza, risparmio, assicurazione, onesta' negli affari, benessere economico, ecc.) si collocheranno per importanza al di sopra della conoscenza stessa delle
scritture contabili, pur dovendo anche ad essa la loro formazione e il loro consolidamento.

PROGRAMMA I Classe Procedimenti intuitivi per la conoscenza, scrittura e lettura dei numeri da 1 a 20. Numerazione progressiva e regressiva. Esercizi di calcolo orale. Composizione e
scomposizione dei numeri. Esercizi graduati. Concetto intuitivo della decina e incolonnamento dei numeri. Pratici esercizi sulle quattro operazioni entro il 20 (addizioni senza
riporto e sottrazioni senza prestito). Rilievo intuitivo, fatto su cose, di forme geometriche. Disegno di tali forme. Facili giochi aritmetici.

II Classe Scrittura, lettura e incolonnamento dei numeri entro il 100. Esercizi di numerazione orali e scritti, in senso crescente e decrescente (di 2 in 2, da 3 in 3, ecc.). Esercizi
orali sulle intuizioni di doppio, triplo, quadruplo, meta', terza parte, quarta parte, ecc.; paio, decina, dozzina. Rapporto tra unita', decine, centinaia. Preparazione e apprendimento
della tavola pitagorica. Esercizi di calcolo orale entro il 50. Le quattro operazioni. Prestito e riporto. Moltiplicatore e divisore di una sola cifra. Problemi pratici, orali e
scritti, che richiedono una sola operazione. Rilievo intuitivo delle principali figure geometriche piane (quadrato, rettangolo, triangolo, circolo) e dei solidi geometrici piu' comuni
(cubo, cilindro, sfera). Esercizi di disegno relativi. Facili giochi aritmetici.

III Classe Scrittura e lettura dei numeri non oltre il 1000. Esercizi di composizione e scomposizione dei numeri. Tavola pitagorica. Calcolo orale intuitivo su quantita' frazionarie.
Numeri interi e decimali (non oltre i centesimi). Moltiplicazione e divisione per 10 e per 100. Operazioni sugli interi e sui decimali (moltiplicatore di due cifre, divisore di una
sola cifra). Spesa, ricavato, guadagno, perdita e loro rapporti. Problemi pratici, orali e scritti, che richiedano non piu' di due operazioni. Sistema metrico decimale. Unita' di
misura, multipli e sottomultipli. Monete. Uso pratico delle misure. Problemi di applicazione di pratica utilita'. Cifre romane fino a dodici. Rilievo e disegno di misure piane e di
solidi geometrici. Nomenclatura. Calcolo dei perimetri del quadrato e del rettangolo. Giochi aritmetici intenzionalmente formulati per facilitare calcoli e soluzioni di quesiti.

IV Classe Numerazione entro il 100.000. Esercizi di lettura, scrittura, composizione e scomposizione dei numeri. Esercizi rapidi di calcolo orale. Operazioni orali e scritte sui
numeri interi e decimali (divisione col divisore di 2 cifre). Frazioni proprie e improprie. Frazioni decimali. Esercitazioni pratiche. Il sistema metrico decimale nella sua formazione
organica. Misure agrarie. Idea pratica delle equivalenze. Problemi pratici. Figure piane regolari. Aree. Solidi geometrici. Disegno geometrico. Costruzione di solidi geometrici
rappresentanti oggetti d'uso comune. Lettura e scrittura dei numeri romani fino a cento. Trascrizione di numeri romani in cifre arabiche e viceversa. Peso lordo, peso netto, tara,
ecc. Problemi orali e scritti anche con piu' di due operazioni. Listini di prezzi, orari, tariffe, ecc. Esercitazioni elementari di contabilita' (conti della cooperativa scolastica,
della bibliotechina, del giornalino della classe, ecc.). Curiosita' e giochi aritmetici e geometrici.

V Classe Numerazione entro il milione e oltre. Calcolo orale e operazioni scritte con numeri interi e decimali. Pratici esercizi per la riduzione delle frazioni ordinarie in decimali
e viceversa. Le quattro operazioni sulle frazioni nei casi pratici piu' semplici. Esercizi di lettura, scrittura e trascrizione in cifre arabiche di cifre romane e viceversa. Uso dei
numeri romani oltre il mille. Richiamo delle conoscenze organiche sul sistema metrico, con particolare riguardo alle misure cubiche. I solidi geometrici regolari. Superfici e volumi.
Esercizi di disegno e di lavoro coordinati allo studio dei solidi geometrici. Problemi pratici, orali e scritti. Pratici esercizi di contabilita' e scritturazioni varie. Compilazione
di un modulo di vaglia, di conto corrente, di una distinta di versamento bancario, di una ricevuta commerciale. Lettera di commissione, nota delle spese, fattura, quietanza, ecc.
Bilancio domestico. Scritturazioni contabili varie in relazione al cooperativismo scolastico. Curiosita' e giochi aritmetici e geometrici.

SCIENZE ED IGIENE Avvertenze Il fanciullo sente istintivo il bisogno di conoscere il mondo reale in cui vive. La sua stessa curiosita' irrequieta riflette questo atteggiamento
spirituale e suggerisce al maestro accorto la via migliore per lo studio delle fondamentali cognizioni scientifiche. L'esercizio continuato all'osservazione attenta e alla
riflessione, alle prove e agli esperimenti, induce ad essere cauti nelle ipotesi, prudenti nelle affermazioni, equilibrati nel giudizio, a ricercare con pazienza le cause dei
fenomeni, a dedurre gli effetti, eliminando quelle forme di superficialita', leggerezza e faciloneria proprie non soltanto dell'eta' infantile. Occorre quindi che questo insegnamento
non si riduca alle consuete classificazioni, alla enunciazione di leggi e di definizioni proprie di altre eta' e di gradi superiori di studio. Non ha importanza che il fanciullo sappia
ripetere meccanicamente determinate nozioni; l'essenziale e' che egli vi pervenga attraverso uno sforzo e un contributo personale di ricerca, stimolato da un desiderio di sapere e di
ordinare meglio e chiarire le proprie intuizioni. Nelle classi inferiori l'insegnamento delle scienze sia prevalentemente occasionale e intuitivo; spetta all'insegnante indirizzarlo
nel senso voluto, destando l'interesse e la collaborazione spontanea della scolaresca all'osservazione diretta del mondo naturale. Nelle classi superiori si potra' integrare
l'insegnamento con la ricerca e lo studio volontario: si raccogliera' il materiale opportuno; si eseguiranno semplici esperimenti; si chiederanno se sara' necessario, informazioni fuori
della scuola; si ricercheranno dati e notizie in libri scientifici e in enciclopedie; si visiteranno fabbriche, stabilimenti, ecc. Durante le ore dedicate all'insegnamento delle
scienze, gli alunni individualmente o per gruppi, potranno avere determinati incarichi, sui quali riferiranno ai compagni e al maestro. Questo sistema di studio potra' appagare in un
secondo tempo anche il bisogno di sistemazione e di ordine che e' il momento conclusivo di ogni vero lavoro scientifico. Di grande sussidio saranno le passeggiate e le escursioni, da
organizzare secondo fini prestabiliti. Particolare importanza dovra' avere nelle scuole rurali l'insegnamento agrario, per il quale il maestro potra' formulare uno speciale programma in
relazione alle possibilita' della scuola e al carattere dell'economia agraria locale. A fondamento di questo programma e' necessario porre, fin dalle prime classi, la conoscenza sempre
piu' approfondita degli elementi essenziali di botanica; di zoologia e dei sistemi di lavoro agricolo piu' razionali e moderni, anche se non diffusi nel luogo. L'insegnamento
dell'agraria trovera' alimento e applicazione concreta nel campicello della scuola e in altre iniziative coordinate alla pratica del lavoro. L'insegnamento dell'igiene, pur osservando
un carattere pratico, si riferisca alle fondamentali cognizioni scientifiche. Il ragazzo dovra' uscire dalla scuola elementare con un sufficiente corredo di norme e di abitudini di
vita sana. Il senso della pulizia dovra' essere effetto di consapevolezza ed espressione di dignita' nella vita sociale. Nelle classi femminili non sara' mai abbastanza curato, con
apposite esercitazioni, il desiderio della casa ordinata e pulita, anche se modesta e semplice nell'arredamento. Occorre destare nei futuri professionisti, impiegati, operai,
contadini, un vivo interesse per i problemi dell'igiene del lavoro, giovandosi anche di opportune esercitazioni scolastiche. E' cosi' consigliabile organizzare uno speciale movimento
scolastico per la prevenzione degli infortuni in genere, promuovendo la discussione sui casi che sono cosi' frequenti tanto nelle manifestazioni ricreative e sportive, come in quelle
della vita domestica e del lavoro. Per quanto concerne l'igiene, la salute e l'integrita' fisica degli alunni e' consigliabile fra l'altro l'introduzione di un quaderno della salute. In
tale quaderno l'insegnante proporra' vari questionari, a seconda dell'eta' degli alunni e dell'ambiente in cui vivono, per rilevare errori, deficienze, imprudenze, lacune nel complesso
della loro attivita' fisica e igienica. Tali questionari saranno divisi per argomenti, come igiene della persona (es.: Quando fai il bagno? come? Quando ti lavi i denti? Quante ore
dormi? ecc.), prevenzione degli infortuni (es.: Hai l'abitudine di attaccarti ai veicoli in moto? Ti diverti col fuoco? Sai nuotare? ecc.), igiene del lavoro (es.: Quali strumenti
usi? Come? Dove e quanto lavori? ecc.) e cosi' via. E' superfluo raccomandare che queste forme di indagine non devono assumere un carattere scolastico e costrittivo, ma devono
rappresentare una forma di libera collaborazione degli alunni al problema dell'igiene e della salute. Sara' infine opportuno che i medici condotti e scolastici tengano periodicamente,
agli alunni delle classi superiori, conversazioni di igiene, con particolare riferimento alla prevenzione e cura della tubercolosi e della malaria. Per queste conversazioni,
possibilmente illustrate con proiezioni, gli insegnanti prenderanno opportuni accordi con l'ufficiale sanitario del luogo. Si ricordi che una prescrizione igienica sicura e' quella di
vivere quanto e' piu' possibile all'aperto. Nei programmi si e' dato posto, in tutte le classi, alle cognizioni relative all'uomo e alla storia naturale e, nelle classi superiori, a
quelle di fisica, di chimica e alle loro applicazioni piu' comuni. Le cognizioni di storia naturale saranno richiamate e ampliate di anno in anno con maggiore rigore scientifico,
movendo sempre dal vivo dell'osservazione diretta e della sperimentazione. Dalle constatazioni empiriche ed oggettive delle prime due classi, si passera' a sempre piu' coordinati
accertamenti scientifici, anche in rapporto alle conoscenze storiche e geografiche. Questa progressione condurra' ad una piu' chiara conoscenza delle difficolta' superate dall'uomo per
conquistare il sapere e vincere le forze brute della natura. Sara' opportuno a tal fine seguire il metodo, che piu' appaga la fantasia e lo spirito di curiosita' del fanciullo. Cosi', ad
esempio, piu' che fargli apprendere senz'altro come funzioni una lampadina elettrica, giovera' avviarlo a ricercare con quali tentativi e dopo quante esperienze l'uomo sia passato
lentamente dalla fiaccola primitiva alla scoperta di Volta e a quella di Edison, oppure come dal faticoso trasporto a spalla sia pervenuto all'automobile e all'aereo. L'insegnamento
scientifico, condotto in tal modo, contribuira' anche a destare nel fanciullo sentimenti di ammirazione per le conquiste umane e di gratitudine per coloro che le realizzano.

PROGRAMMA I e II Classe Racconti sulla vita degli animali e delle piante piu' comuni per rilevarne le principali caratteristiche naturali, le abitudini, gl'istinti. Osservazioni dal
vero. Letture del maestro. Raccolte d'insetti, foglie, fiori, conchiglie, ecc. Disegni relativi. Facili conversazioni sul corpo umano. Igiene della nutrizione, del moto, dei sensi. La
giornata igienica del bambino. Esercitazioni pratiche.

III Classe Animali e piante della zona. Disegni relativi. Minerali piu' comuni e loro uso. Piccole collezioni di storia naturale. Letture del maestro su interessanti fenomeni di storia
naturale. Conversazioni e osservazioni sui principali organi del corpo umano e loro funzioni. Norme igieniche sulla nutrizione (gli alimenti piu' comuni e il loro uso migliore; l'acqua
e le bevande alcooliche, ecc.), la respirazione (amore per l'aria pura; ginnastica della respirazione, ecc.), la pulizia della persona. Igiene dei sensi. I piu' semplici e pratici
soccorsi d'urgenza. Costituzione di gruppi di pronto soccorso. Pulizia della casa e della scuola. Le buone abitudini d'igiene e pulizia urbana. Igiene della vita rurale. Consigli
pratici di profilassi sulle principali malattie infettive. IV Classe Animali e piante utili all'uomo. Minerali piu' importanti e loro uso. Letture sulla vita degli animali e delle
piante e sulle industrie estrattive. Facili esperimenti sulle proprieta' generali dei corpi solidi e fluidi. Pratiche applicazioni. Elementi di agraria sperimentale (per le scuole
rurali). Ulteriore sviluppo del programma d'igiene della classe precedente. Cognizioni sul corpo umano. Circolazione, respirazione, digestione e norme igieniche relative. Le piu'
comuni malattie. Soccorsi d'urgenza. Igiene della vita sportiva. Costituzione di gruppi di scolari per la prevenzione delle malattie e degli infortuni, mediante lo studio attento dei
casi che si verificano. Registrazioni relative fatte dagli alunni.

V Classe Pratiche nozioni e facili esperimenti di fisica e di chimica. Le applicazioni piu' comuni. Racconti e letture sulle principali scoperte e invenzioni scientifiche. Le materie
prime piu' importanti e il loro uso. Nozioni di agraria e di zootecnica in rapporto ai bisogni dell'agricoltura locale (per le scuole rurali). Ulteriore sviluppo del programma d'igiene
delle classi precedenti. Norme d'igiene in relazione alle piu' comuni malattie del lavoro. Provvidenze sociali contro le malattie e gli infortuni. Ospedali; case di cura. Assicurazioni
sociali. La Croce Rossa Internazionale. Esercitazioni di pronto soccorso. Pratica della vita sportiva. Norme igieniche. Costituzione di gruppi come nella classe precedente per la
prevenzione degli infortuni. Preparazione e collocamento di cartelli antifortunistici nella zona per cura degli alunni.

DISEGNO E BELLA SCRITTURA Avvertenze Il maestro deve apprezzare e disciplinare gradatamente la spiccata tendenza a disegnare che, fin dalla prima eta', il fanciullo mostra, tracciando
sui muri, su carte, sulle foderine dei libri e dei quaderni quei segni coi quali si diverte a riprodurre figure, specialmente di oggetti in movimento. Con questa irresistibile forma
di espressione grafica il fanciullo manifesta alcuni tratti della sua natura e facilita all'insegnante la scelta del modo piu' opportuno per educarlo. Tale tendenza va tuttavia
disciplinata, perche' il disegno e' indispensabile a tutti, specialmente se considerato come preparazione ad ogni lavoro costruttivo. Dapprima il maestro lasci liberi gli scolari di
disegnare cio' che loro piu' aggrada, soprattutto alla lavagna e su grandi fogli di carta. Incoraggi e lodi i loro tentativi piu' o meno informi, nei quali si possono talvolta scoprire
delle vere e proprie espressioni di pensiero. A poco a poco integri tali forme di disegno (il cosiddetto disegno spontaneo) con esercizi dal vero, scelti liberamente dallo scolaro o
suggeriti dalle lezioni, modi tutti dello spontaneo disegnare. In ogni caso desti lo spirito di osservazione e se ne valga anche per far modificare le storture piu' gravi dei primi
abbozzi. Un piu' efficace controllo nelle proporzioni, nella forma e nel colore, si consegue col mostrare all'alunno, praticamente, come si ottiene uno scorcio, una gamma di colori, un
oggetto in movimento, ecc. La tecnica del disegnare non dovra' peraltro scaturire da una serie di esemplificazioni escogitate della'insegnante, ma dal vivo delle aspirazioni espressive
dell'alunno. In altri termini, la tecnica deve essere un mezzo per la migliore realizzazione di quanto l'alunno desidera disegnare. Cosi', per stabilire le proporzioni del disegno
(altezza e larghezza dell'insieme e dei principali particolari) lo si abitui a far uso del braccio teso e della matita in posizione a questo normale a guisa di naturale pantografo.
Fissati, poi, i punti principali del modello, si faccia tracciare l'abbozzo d'insieme con linee schematiche e leggere. Quanto al colore, dopo gli indispensabili esercizi preparatori,
si educhi il fanciullo a vedere nella massa il colore fondamentale, perche' egli e' piuttosto portato a rivolgere la sua attenzione sui particolari cromatici. Lo stesso oggetto puo'
essere disegnato successivamente in posizioni diverse; cio', oltre ad affinare il senso della proporzione e a sviluppare lo spirito di osservazione, da' sicurezza al tratto. Si faccia
copiare dal vero, sullo stesso foglio, due o piu' oggetti di differenti dimensioni, per lo studio delle proporzioni relative. Il disegno geometrico, sempre tratto dalla viva realta', e'
utilissimo sia per le applicazioni alle lezioni di geometria, sia per le esercitazioni di lavoro. Nelle lezioni all'aperto, specialmente nelle classi superiori alla terza, si possono
far disegnare con diletto paesaggi dal vero. Il componimento, l'aritmetica e la geometria, la storia e la geografia, le scienze fisiche e naturali possono, anzi devono servirsi del
disegno quale prezioso sussidio didattico. E' superfluo aggiungere che il disegno trova varie applicazioni anche nei lavori femminili. La contemplazione, nell'originale o in buone
riproduzioni, di opera d'arte di riconosciuto valore, se nulla aggiunge all'utilita' pratica del disegnatore, contribuisce pero' a formare il gusto degli scolari. La bella scrittura,
che e' pure un disegno regolato da norme fisse, deve essere curata nella scuola elementare per ragioni di urbanita' e come elemento d'ordine e di accuratezza. Tutti sanno quanto e'
fastidioso doversi lambiccare il cervello per decifrare uno scritto illegibile; come pure quanto si guardino mal volentieri quaderni disordinati e scritti male. Il valore degli
esercizi di calligrafia consiste anche nel fatto di dovere osservare norme che richiedono attenzione sostenuta e buona volonta'. Non si tema che l'esercizio della bella scrittura
faccia perdere le caratteristiche personali. Risulta invece che tali caratteristiche si conservano e si affinano, pur col dare alle singole lettere dell'alfabeto la forma loro
attribuita dalla convenzione calligrafica. Il maestro usi e faccia usare molto la lavagna, stimolando l'emulazione degli scolari, che devono essere chiamati a correggersi a vicenda.
Si curi anche la scrittura delle cifre arabiche. Per mezzo della scrittura si educhi il gusto, facendo eseguire intestazioni di libri, quaderni e registri. Per ragioni igieniche si
prescrive l'uso della scrittura diritta.

PROGRAMMA Disegno I, II e III Classe Disegno spontaneo (di fantasia e dal vero) a matita, a penna, a pastelli, acquerelli, gessi colorati. Disegno dal vero per la distinzione dei
colori e delle dimensioni principali (altezza e larghezza) degli oggetti. In terza: disegni di facili piante topografiche (le vie d'un quartiere, le stanze d'un appartamento, le
aiuole d'un giardino, ecc.).

IV e V Classe Perfezionamento dell'abilita' raggiunta nelle classi precedenti, mediante l'impasto dei colori e la spontanea ricerca di motivi suggeriti dall'osservazione della natura e
dalle altre materie di insegnamento (es. disegno di oggetti da costruire e loro parti nelle esercitazioni di lavoro; disegno di paesaggi per sussidio della geografia; disegno di
natura morta e di animali per sussidio delle scienze, ecc.). Disegno dal vero di uno stesso oggetto posto in posizioni diverse e con semplice chiaroscuro, per uno studio
elementarissimo della prospettiva.

BELLA SCRITTURA I, II e III Classe Alfabeto minuscolo e maiuscolo. Scrittura corrente. Cifre arabiche. Esercizi alla lavagna. Composizione di manifesti per uso della classe
(programmi, avvisi, ecc.).

IV e V Classe Alfabeto maiuscolo e minuscolo. Cifre romane. Intestazione di libri, quaderni, registri, ecc. Scritture di massime in stampatello romano. Composizione di manifesti come
nelle classi precedenti. Cartelli di segnalazione antinfortunistica da disporre nell'ambiente scolastico e nei dintorni.

CANTO Avvertenze Cantando liberamente il fanciullo esprime se stesso. Perche' il canto si riveli ad un tempo come potente mezzo di educazione dell'animo, deve essere disciplinato e
condotto da espressione d'arte. I ragazzi sono portati naturalmente al canto; pero' tendono a gridare e a rendere, in tal modo, sgradita una forma di espressione che per natura e'
sinonimo di gentilezza. Si esiga, pertanto, che cantino a fior di labbra e si insista nella giusta impostazione della voce, che non deve essere nasale ne' di gola, ma deve poggiare
naturalmente nel retrobocca non si trascuri d'insegnare il modo di riprender fiato a tempo debito. Si dia molta importanza al canto corale perche' educa il sentimento sociale,
affratellando gli animi attraverso una forma collettiva d'espressione artistica. Ispirati canti religiosi, patriottici, popolari, di evidente valore artistico, non mancano certamente
in Italia. Bellissimi cori all'unisono, a due e anche a tre voci, si possono trarre delle opere dei nostri grandi musicisti. Non si trascuri il canto all'aperto, da fermi e marciando.
Per insegnare nelle classi quarta e quinta i primi elementi del solfeggio si parta da un semplice canto appreso per imitazione. Si dia possibilmente l'intonazione col corista. Si
favorisca la costituzione di gruppi corali disposti a rallegrare la comunita' nelle gite e nei momenti di riposo.

PROGRAMMA I, II e III Classe Artistici canti religiosi, patriottici, popolari, all'unisono, per imitazione. Canti all'aperto, da fermi e marciando. Cura dell'emissione della voce.
Crescendo e diminuendo. Esercizi di battute delle mani nei tempi pari e dispari, valendosi dei canti imparati.

IV e V Classe Artistici canti all'unisono, a due o tre voci, per imitazione. Cori celebri di facile esecuzione. Elementari esercizi di solfeggio cantato.

APPENDICE PROGRAMMI MINISTERIALI DELL'ESAME DI AMMISSIONE ALLE SCUOLE MEDIE L'esame di ammissione agli Istituti medi inferiori ha lo scopo di accertare la preparazione e le attitudini
indispensabili al candidato per proseguire gli studi. Gli esaminatori, quindi, piu' che alla quantita' delle nozioni apprese, che possono talvolta scaturire da cognizioni meccaniche e
mnemoniche, dovranno badare al modo con cui il candidato si esprime e interpreta il pensiero altrui, mettendo in rilievo il suo naturale spirito di osservazione e di riflessione.
Principale importanza, percio', hanno le prove scritte di italiano, nelle quali il candidato dovra' dimostrare di aver raggiunto una sufficiente correttezza di espressione, una relativa
maturita' mentale per cui gli sia agevole riferire le prime impressioni del suo intimo e le prime luci del suo pensiero. Non sara' inopportuno, a tal proposito, raccomandare alle
commissioni esaminatrici la formulazione e la scelta dei temi che, eliminando ogni forma di imparaticci e pigri e modesti adattamenti a formule vuote o sciatte, colgano un particolare
momento della vita e dello spirito del fanciullo. Le prove orali consisteranno in una facile e breve conversazione che avra' il carattere precipuo di valutare le capacita' del
candidato, il modo come ha studiato e quanto questo studio sia stato utile per la conoscenza delle principali cognizioni di vita e di civilta'. Questo esame, pertanto, ridotto nel
numero delle materie e nei programmi, acquistera' maggior valore e importanza se, piu' che del voto assegnato per ogni materia, si terra' conto del giudizio complessivo da cui apparira'
la personalita', appena in formazione, dell'uomo e del cittadino di domani.

ITALIANO Prove scritte: 1) Scrittura sotto dettato di un brano di prosatore moderno, avente senso compiuto, di circa dieci righe a stampa. 2) Saggio di composizione su un argomento
che si riferisca alla diretta esperienza del candidato. (Le due prove scritte avranno luogo nello stesso giorno. Per il dettato sara' concessa mezz'ora. La lettura del brano ad alta
voce e la dettatura saranno fatte preferibilmente dal maestro elementare. La durata della prova di composizione sara' di tre ore).

Prove orali: 1) Recitazione e spiegazione di una poesia o di un breve brano di prosa scelti fra quelli studiati dal candidato (complessivamente non meno di dieci); 2) lettura ad alta
voce di un passo di prosa, scelto dalla commissione, ed esposizione orale nel brano letto; 3) nel brano letto, di cui al n. 2, pratico riconoscimento delle parti variabili e
invariabili del discorso (con particolare riguardo ai verbi regolari e irregolari piu' comuni) e degli elementi principali della proposizione.

ARITMETICA E GEOMETRIA Prova scritta: Risoluzione di un facile problema di aritmetica che non richieda piu' di tre operazioni e non esuli dalla viva esperienza del candidato. (Durata
della prova: due ore).

Prova orale: Pratici esercizi sulle quattro operazioni con i numeri interi (fino al milione) e decimali (fino al millesimo) e sul sistema metrico decimale; pratici esercizi per la
misura del perimetro delle principali figure piane e dell'area dei principali poligoni e del cerchio.

STORIA Grandi Italiani della storia del Risorgimento e della guerra 1915-18. Sommi artisti, letterati, scienziati e benefattori dell'umanita' dei tempi moderni.

GEOGRAFIA Elementari cognizioni di geografia fisica. L'Italia: principali caratteristiche fisiche, politiche ed economiche. Elementi di geografia dell'Europa e degli altri continenti.
(La prova dovra' essere fatta col sussidio della carta geografica).