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Arte e devozione popolare in Piemonte

Arte e devozione popolare in Piemonte nell’autunno del Medioevo è il titolo della nuova grande opera che Marco Valerio Edizioni si appresta a pubblicare e che vedrà la luce entro novembre 2011.

Arte gotica in Piemonte

Dopo Il Maestro di Cercenasco, scritto da Viviana Moretti, pubblicato nel 2010, prosegue l’impegno della nostra casa editrice per la diffusione della conoscenza del patrimonio artistico piemontese e in particolare dell’area pinerolese, attraverso una serie di pubblicazioni che uniscano rigore scientifico e piacere della lettura, ricerche originali e documentate e soprattutto una ricchissima e inedita iconografia.

Elva (Cn) Parrocchiale: “Dormizione della Vergine” Hans Clemer, 1503

Arte e devozione popolare in Piemonte nell’autunno del Medioevo è un viaggio attraverso il gotico piemontese, vissuto e gustato con una serie mai pubblicata fino ad oggi di immagini a colori, che testimoniano la ricchezza culturale del Piemonte medievale.

La monumentale raccolta di immagini e l’affascinante percorso  artistico e storico porta una firma prestigiosa, quella di Aldo Rosa, giornalista e noto studioso e appassionato d’arte, che ancora una volta ha voluto onorare la nostra casa editrice con i propri scritti. Ecco come anticipa la presentazione dell’opera l’autore stesso:

Ciascuno di noi sarà stato affascinato, almeno una volta nella vita, dall’ineffabile magia delle chiese campestri, dove pittori itineranti hanno affrescato la medievale Bibbia dei poveri: gli angeli volano,le Madonne assurgono al cielo, i Cristi in mandorla trionfano, i santi esibiscono i loro strumenti di martirio come insegne cavalleresche. Ovunque incontri vibranti annunciazione, tenere Natività, sadiche Stragi degli Innocenti, concitate Fughe in Egitto, vertiginose Salite al Calvario, sanguinose Crocifissioni, commoventi Pietà, trionfali Resurrezioni, laide Cavalcate dei Vizi, orripilanti Danze Macabre, spaventosi inferni danteschi, luminosi Paradisi abitati da Santi, Giusti, beati; Apostoli, Dottori della chiesa, avvincenti paesaggi con gustose scenette di vita quotidiana…

E’ la Sacra Commedia che i frescanti, nell’autunno del medioevo, hanno messo in scena sulle pareti delle cappelle campestri che costellano le terre piemontesi. In questo periodo storico (attorno al secolo XV) le pitture murali s’accendono di colori vividissimi e non vi è concetto teologico, per quanto sottile, che non possa essere incarnato nella pittura. La Trinità, l’Escatologia, il Memento Mori, la Buona e Cattiva Preghiera, Le Virtù teologali: tutto assume sembianze umane per divenire immediatamente comprensibile ai semplici, agli illetterati.

Colpisce, in queste raffigurazioni, la varietà dei tipi umani: dai volti serafici degli angeli, ai ghigni terrificanti dei diavoli infernali; dall’arresa, composta sofferenza del Cristo, allo scomposto agitarsi dei suoi persecutori; dagli sguardi distaccati dei Santi (presaghi del Paradiso che li aspetta) alle smorfie disgustose dei loro carnefici.

Gli artisti, prendendo ispirazione dal milieu locale, non hanno risparmiato allo “spettatore” la rappresentazione delle umane miserie: arti storpiati, gobbe, colli con doppie tripli gozzi, mammelle cascanti, pance ripugnanti, piedi deformati dalla gotta, membra rose dalla lebbra, inguini imbubboniti dalla peste, bocche sdentate, labbri leporini, nasi bitorzoluti…

Sono convinto che proprio quest’infinita varietà di tipi umani costituisca il fascino sottile di questi affreschi. Tra l’arte paludata dei grandi centri (Firenze,Roma, Venezia) e quella delle chiesette periferiche, vi è la stessa differenza che passa tra l’umanità omologata delle metropoli, rispetto a quella individualizzata delle campagne.

Villanova di Mondovì (Cn), Chiesa S.Caterina: "Paesaggio con appestati” M° Storie di S.Sebastiano, 1469

Villanova di Mondovì (Cn), Chiesa S.Caterina: "Paesaggio con appestati” M° Storie di S.Sebastiano, 1469

 

RASSEGNA STAMPA

Aldo-Rosa-recensione

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