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Da Ajisai Press anche i modellari antichi e rari

Alex Paganino, Il Burato. Libro de Recami

Ajisai

Dopo la collezione Vintage Cross Stitch, dedicata agli schemi di ricamo punto croce d’epoca, della quale sono già disponibili i primi due preziosi album a colori in grande formato, Alphabets e Borders, e presto arriverà anche il terzo, dedicato al ricamo vittoriano, un’altra ricca sorpresa del catalogo AJISAI, distribuito dalla nostra casa editrice.

Avevamo anticipato il progetto della Biblioteca del ricamo, dedicato alle riproduzioni anastatiche pregiate di modellari antichi e rari, disegni di ornato e ricamo dal Cinquecento al Novecento. Una serie di riproduzioni uniche nel proprio genere, per ridare vita a opere spettacolari realizzate fin dall’antichità da artisti che hanno segnato le rispettive epoche nel campo delle arti decorative. Pittori, incisori e grandi artisti che hanno realizzato modelli di ornato per il ricamo, l’arazzo, l’incisione, l’intaglio per l’arte sacra e profana, utilizzati e tramandati attraverso i secoli dalle dame di corte come dagli artigiani.

Ogni volume è stampato in grande formato, cm 20 x 28, su carta avoriata opaca, per una corretta riproduzione, con copertina e sovraccoperta con alette in cartoncino Woodstock delle cartiere Fedrigoni. Ciascun libro è riprodotto rigorosamente in tiratura limitata a 900 copie, non ulteriormente riproducibili. Altre cento copie per titolo saranno rilegate a mano in cartonato con copertina in tela stampata, numerate da 1 a 100, e sovraccoperta in cartoncino delle cartiere Fedrigoni, risguardie con ex libris. Una biblioteca preziosa dall’inestimabile valore storico e collezionistico, destanata a rivalutarsi nel tempo, realizzata con la massima cura filologica e un’attenta opera di restauro delle immagini originali, attraverso la rimasterizzazione digitale degli originali, tutti provenienti da collezioni private.

Ora annunciamo la prima opera di questo nuovo interessante filone.

Alex Paganino

Burato

Libro de Recami

ISBN 9788875473310 . pagine 104, grande formato cm 20×28, illustrato bn, euro 24,00

Alex Paganino, Il Burato. Libro de Recami

I quattro libri di una delle più note e antiche raccolte rinascimentali italiane di modelli per ricami a fili contati (punto scritto e punto croce), da eseguire sul “burato” o canovaccio, e disegni di ricamo e ornato, per le vesti delle gentildonne e dei gentiluomini dell’epoca.

ALESSANDRO PAGANINO

Figlio dello stampatore bresciano Paganino Paganini, proseguì l’attività di famiglia fra Toscolano (in provincia di Brescia) e Venezia.

Il libro sarà presentato in anteprima nazionale giovedì 10 maggio a Pinerolo (TO), in occasione della mostra sul ricamo antico organizzata in collaborazione con il Circolo Sociale 1806, insieme a tutta la produzione Ajisai. In quell’occasione sarà possibile incontrare personalmente la curatrice delle pubblicazioni Ajisai, Valentina Sardu.

Invito alla serata sul ricamo di Valentina Sardu

Il Premio Ceppo Natura 2012 a Homo Radix

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Homo Radix, appunti per un cercatore di alberi, il volume in grande formato dedicato ai monumenti della natura nel mondo, realizzato nel 2010 da Marco Valerio Edizioni, ha ricevuto il Premio speciale Ceppo Natura 2012, promosso dall’Accademia Pistoiese del CeppoLa cerimonia si è svolta domenica 18 marzo 2012 presso l’Azienda Agricola Piante Mati di Pistoia, alla presenza del direttore del Premio Paolo Fabrizio Iacuzzi.

 

Marsaglia 2013

La battaglia della Marsaglia

Ha preso il via da qualche giorno il progetto Marsaglia 2013, voluto e promosso dall’amministrazione comunale di Volvera, in provincia di Torino, in vista delle celebrazioni del 320mo anniversario di una delle più sanguinose e cruente battaglie dell’epoca.

Marco Valerio edizioni parteciperà al progetto e alle iniziative con la coproduzione di un volume evento, una gigantesca ricostruzione storica e iconografica che coinvolgerà artisti, fotografi, storici. Al volume, in grande formato, cm 20×28, riccamente illustrato con documenti d’epoca, un eccezionale impianto di computer grafica che, grazie al materiale raccolto per decenni, permetterà al lettore di rivivere la battaglia come se fosse calato all’interno dell’evento, rimuovendo gli elementi anacronistici.

Al libro si affiancherà un dvd con centinaia di immagini, filmati, interviste, ricostruzioni storico, tattiche, riproduzioni di documenti d’epoca. Il tutto sotto la guida di Attilio Beltramino, storico e sindaco di Volvera, con la collaborazione di docenti universitari, giornalisti, artisti, appassionati.

La battaglia della Marsaglia

La battaglia della Marsaglia - 4 ottobre 1693

L’area in cui si svolse la battaglia della Marsaglia fu pressoché sconvolta dagli eventi bellici: tutti i paesi della zona furono saccheggiati ed incendiati dalle truppe del Catinat, numerosi castelli e centri abitati rasi al suoloAnmc. Le violenze furono sistematiche non solo da parte dei francesi ma anche fra le truppe alleate, specie quelle germaniche. Quando più tardi si arriverà al Trattato di Torino, per convincere le milizie tedesche a rientrare entro i propri confini si dovette giungere al pagamento di ben più di trecentomila dobloni, da suddividersi tra tutti i Principi d’Italia, ed anche il Papa Innocenzo XII fu ben lieto di sborsare la sua rata per accelerare l’abbandono dell’Italia da parte delle ingombranti truppe imperiali.

Le conseguenze dirette del combattimento si fecero sentire a lungo nella zona teatro degli eventi: tutto in quei luoghi fu rovinato, le vigne bruciate, i raccolti perduti. Gli oltre diecimila caduti di entrambe le parti restarono insepolti per circa quattro mesi, provocando l’inquinamento dell’aria e dell’acqua. I paesi vicini, esasperati dal fetore che arrivava dal campo di battaglia, chiesero aiuti per poter interrare quei corpi e tornare alle proprie case senza il timore di epidemie. Solo nel gennaio del 1694 il “magistrato di sanità” fece obbligo di seppellire i cadaveri, ed allo scopo furono arruolati volontari ed inviati alcuni battaglioni di fanteria. I terreni restarono però gerbidi ed incolti per anni, anche per il fiorire di paurose leggende legate a quegli eventi. Ai nostri giorni la “Croce Barone”, collocata nella piana al centro degli scontri, ricorda la storia di una battaglia tanto tragicamente cruenta quanto inutile.

 

Il sito ufficiale del progetto Marsaglia 2013 è il punto di riferimento per i cittadini appassionati di questo appuntamento annuale, per i gruppi volontari, le associazioni che intendono unirsi al lavoro preparatorio della grande manifestazione del 2013. Vi invitiamo a visitarlo periodicamente per seguire gli aggiornamenti.

Anche la produzione del libro dedicato alla Battaglia sarà pubblica. Tutti potranno proporre materiali, contenuti, discutere insieme alla redazione e al gruppo di lavoro le idee e le proposte. Una vera edizione open, che prende forma attraverso un’area dedicata del nostro sito.

Bende invisibili

Emmanuele Macaluso

Bende invisibili

Bende Invisibili è più di un saggio sul marketing. In una società che ha posto i consumi al centro della vita, questo libro è una guida alla consapevolezza.
Il modello di sviluppo basato sulla rincorsa ai fatturati si è rivelato fallimentare, tanto per l’economia quanto per la qualità della vita delle persone.

“Uno stratega ha l’obbligo morale di generare benessere, nel pieno rispetto del mercato, e quindi delle persone”.

Attraverso esempi concreti, con un linguaggio puntuale dal punto di vista scientifico e tuttavia chiaro per i profani, Il Manifesto del Marketing Etico rivoluziona la visione delle strategie aziendali: è tempo di incrementare gli utili prima del fatturato; è tempo di guardare alla persona prima che al consumatore.
Più utili significa più benessere e la possibilità di poter investire in prodotti migliori, e con prodotti migliori non occorre “giocare sporco”. Vuoi continuare semplicemente a guardare o vuoi iniziare a vedere?

L’autore

Emmanuele Macaluso nasce in Francia nel 1977 da genitori italiani. Esperto in marketing e strategie di contro-marketing con particolare riguardo al settore turistico. Si è occupato in particolare di tecniche di comunicazione non verbale, applicando, fra i primi in Italia, le teorie scientifiche del celebre Prof. Paul Ekman sul riconoscimento della menzogna, che i lettori nostrani hanno conosciuto attraverso i telefilm della serie televisiva “Lie To Me”. Autore di saggi, articoli specialistici, materiale didattico e pubblicazioni di settore, è formatore professionista.

Bende invisibili planBende Invisibili è in realtà più di un libro. È un ampio progetto che ha come scopo quello di condividere consapevolezza con il grande pubblico circa i temi dell’etica applicata al marketing e la creazione dei bisogni immessi quotidianamente nel mercato.

Il progetto si suddivide in due parti: gli incontri divulgativi attraverso i quali vengono mostrati case history per imparare a difendersi, e il libro, che rappresenta un fondamentale canale di diffusione del messaggio.

Bende Invisibili sarà portato in tour per l’Italia con conferenze, rivolte a un pubblico professionale, e uno spettacolo, già presentato con successo l’11 novembre 2011 al Teatro Cardinal Massaia di Torino.

Per saperne di più visita le sezioni del sito dedicato, bendeinvisibili.net e contribuisci anche tu a condividere consapevolezza!

 

Guarda il booktrailer e le videointerviste già pubblicate:

Anche Natalino Balasso ha affrontato, dal punto di vista comico, il tema della pubblicità. Nel libro di Emmanuele Macaluso troverai molt altri casi eclatanti su cui meditare.

Acquista il libro

Bende invisibili, il libro

A Pinerolo arrivano gli Indiani…

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Apre i battenti ufficialmente sabato 3 dicembre 2011 la grande mostra realizzata dal Cesmap, il Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica di Pinerolo (TO), sugli Indiani d’America.

L’universo degli Indiani d’America
Cosmologia, vita quotidiana e sopravvivenza dei popoli delle grandi pianure

L'universo degli Indiani d'America

è il titolo dell’iniziativa, curata e realizzata da Dario Seglie, direttore del Cesmap, ed Enrico Comba, professore di Antropologia cultuale all’Università di Torino, che fino al mese di settembre 2012 sarà ospitata nella città piemontese.

Danze indiane

Guerrieri dalle lunghe trecce, dai costumi sgargianti di colori e ornati di penne su cavalli lanciati al galoppo: queste immagini si affollano inevitabilmente nella nostra mente quando pensiamo agli “indiani” americani. I popoli nativi delle Americhe, e in particolare quelli del Nord, hanno stimolato in misura considerevole l’immaginario europeo determinando il sorgere di storie, e di fantasie, che fin dai tempi della colonizzazione si sono accumulate nelle relazioni di viaggio e nelle opere scientifiche per diventare poi parte della cultura popolare.

Dai “selvaggi” americani che costituirono un elemento ricorrente nella letteratura del Sei e Settecento, ai “primitivi” che sembravano costituire il campo di studio ideale per la nascente scienza antropologica, fino alle idealizzazioni del saggio “uomo in armonia con la natura” che compare nelle pubblicazioni contemporanee ispirate alla New Age, il Nativo Americano continua a rimanere celato dietro la maschera creata dalla cultura occidentale. Questa tende a evidenziare e contrastare soltanto alcuni tratti, mentre altri rimangono nascosti e indefiniti.

Il libro intende documentare la cultura dei popoli delle Grandi Pianure, l’enorme area erbosa che attraversa, da Nord a Sud, tutto il continente e costituisce il cuore dell’America settentrionale: i Mandan, Hidatsa, Lakota, Crow, Blackfoot, Arapaho e Cheyenne. Per queste popolazioni, l’introduzione del cavallo, giunto in America con i primi colonizzatori spagnoli e diffusosi rapidamente e, più tardi, delle armi da fuoco, consentì il pieno fiorire di quella “Cultura delle Pianure” così come ci è stata trasmessa dalle informazioni raccolte nel corso del XIX secolo.

 

Il CeSMAP di Pinerolo, Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica, è stato fondato nel 1964 per proseguire gli studi archeologici nel territorio delle Alpi Occidentali e nel Pinerolese che erano iniziati fin dal secolo precedente ad opera di studiosi dell’Accademia Reale delle Scienze di Torino.
Le direttive generali e di studio del CeSMAP furono impresse dall’insigne archeologo Piero Barocelli, Direttore del Museo Nazionale Preistorico di Roma, da Carlo Carducci, Soprintendente Archeologico del Piemonte e da Diego De Castro, decano dell’Università di Torino e Direttore dell’Istituto Statistico Nazionale di Roma.
Da allora ad oggi, la competenza ed il campo d’azione del Centro pinerolese sono stati in continua espansione, sia sul territorio delle Alpi Occidentali sia nei quattro angoli del mondo; nel 1988 a Darwin in Australia ha partecipato alla fondazione della Federazione Internazionale delle Organizzazioni di Arte Rupestre, l’IFRAO, che è ora il più alto ed autorevole forum mondiale per l’ Arte Rupestre e l’Archeologia Cognitiva, di cui è Italian Representative. 
Nel 1995 il CeSMAP ha organizzato, sotto l’alto patronato della Presidenza della Repubblica Italiana e con gli auspici della Federazione, il primo Congresso Mondiale di Arte Rupestre IFRAO in Europa, a Torino. Il CeSMAP, a riconoscimento del suo grande impegno internazionale, è stato insignito dall’UE del Premio Europa della Cultura e designato quale Ufficio di Rappresentanza IFRAO-UNESCO e IFRAO-ICOM, presso la Direzione Generale di Parigi. 
Il Museo di Arte Preistorica di Pinerolo possiede la più vasta collezione internazionale di Arte Rupestre, oggi visibile solo in piccola parte in attesa della sua definitiva sistemazione nel Palazzo Vittone, prossima sede del Museo dell’Arte Rupestre Mondiale sotto l’egida dell’IFRAO e dell’UNESCO, con la Sezione Sahariana sotto l’egida del Ministero per gli Affari Esteri e del Museo Archeologico e Antropologico del territorio Pinerolese, sotto l’egida della Soprintendenza Archeologica del Piemonte. 

 

Dal 2002 ad oggi, il CeSMAP — sotto l’egida del Ministero degli Esteri italiano, della Regione Piemonte e del Ministero per la Cultura del Marocco — attua missioni internazionali in Africa per la costituzione del Parco Nazionale di Jbel Sarhro, posto tra l’Atlante ed il deserto del Sahara, nel Sud–Est marocchino. 

AA.VV.
L’universo degli Indiani d’America
Cosmologia, vita quotidiana e sopravvivenza dei popoli delle grandi pianure

A cura di Dario Seglie ed Enrico Comba
ISBN 978887547239735,00 EURO


Volume in grande formato, riccamente illustrato con foto d’epoca

 LA MOSTRA

La mostra “L’Universo degli Indiani d’America”, realizzata dal Cesmap, resterà aperta al pubblico a Pinerolo fino a tutto il mese di settembre 2012. L’allestimento è particolarmente curato dal punto di vista didattico. Gli enti interessati a ospitare, successivamente al 2012, la mostra, sono invitati a contattare il Cesmap e il direttore del Centro, prof. Dario Seglie.

Parte dell'allestimento della mostra nella Chiesa di Sant'Agostino a Pinerolo

Parte dell'allestimento della mostra nella Chiesa di Sant'Agostino a Pinerolo

 

La mostra, articolata in tre diverse sedi espositive, è visitabile gratuitamente con i seguenti orari di apertura:

  • Chiesa di S. Agostino, Via Principi d’Acaja, Sabato e Domenica orario 15,30-18,30
  • Museo Storico dell’Arma di Cavalleria, Viale Giolitti 5, Martedì e Giovedì orario 9,00-11,30 e 14-16 -Domenica orario 10-12 e 15-18
  • Biblioteca Civica “Alliaudi”, Via C.Battisti 11, dal Lunedì al Venerdì orario 9-19 – 2° e 4° Sabato del mese orario 9-12

Informazioni :

CENTRO STUDI E MUSEO D’ARTE PREISTORICA
CeSMAP – Museo Civico di Archeologia e Antropologia
Viale Giolitti, 1 – 10064 PINEROLO
Tel. + 39 0121 794382 – Fax +39 0121 75 547
www.cesmap.it

Allestimento mostra Indiani d'America


 UNA RASSEGNA STAMPA PARZIALE

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APPUNTAMENTI

Per il ciclo legato alla mostra e al libro “L’Universo degli Indiani d’America” di Dario Seglie e Enrico Comba.

Giovedì 22 marzo 2012, ore 21,15 – Circolo sociale 1806, Pinerolo – Conferenza del prof. Enrico Comba: “La strada che porta a Little Bighorn: la guerra nelle Grandi Pianure americane

Lunedì 7 maggio 2012,ore 21 – Biblioteca Alliaudi, Pinerolo – Presentazione del libro ”L’Universo degli Indiani d’America” di Dario Seglie e Enrico Comba. Saranno presenti gli autori.

Giovedì 17 maggio 2012 – ore 21,15 – Conferenza del dr Daniele Ormezzano: “Andata… e ritorno de cavallo nell’America Settentrionale”

The Irreality Show, inizia lo spettacolo.

The Irreality Show

The Irreality Show

The IrrealityShow è iniziato. Sei pronto a metterti in gioco, concorrente?

Una mattina ti svegli e hai la capacità di distruggere in una frazione di secondo ventimila anni di conoscenza a tuo vantaggio. Bene arrivato nella periferia della realtà, accomodati nel salotto buono dove fisica teorica e filosofia estrema si incontrano a prendere un tè, dove la scienza e la conoscenza perdono il loro significato. Allaccia le cinture di sicurezza, stai per entrare nel crash-test della tua mente. Benvenuto in ‘The Irreality Show’ dove tu stesso crei la tua realtà come più ti piace.

Come trasformare la tua attuale realtà in una molto più piacevole e in modo totalmente autonomo usando, elaborando, cannibalizzando e inventando delle semplici tecniche di ‘Auto-Guerriglia’ per domare il tuo subconscio e vivere in modo eclettico e creativo.

DI CHE COSA TRATTA

The Irreality Show è un curioso manuale di auto-aiuto e auto-istruzione dedicato a te che vivi la tua vita che molto assomiglia ad un Reality-Show. Con i suoi eventi improvvisi tali e quali a delle “Prove Leader” mirate a testare la tua determinazione e sangue freddo.
Con le sue “Nomination” fatte segretamente dai tuoi affetti più cari o con quelle “Candid- Camera” seminate qua e là da una regia a volte sadica che in testa un solo scopo. Quello di ostacolarti.

Vorresti dare una svolta a questa realtà insoddisfacente cercando di passare dal ruolo di comparsa a quello di protagonista ma spesso non sai neppure da dove iniziare.

Ti servirebbe un “manuale d’istruzione” che ti suggerisse come portare avanti da solo questa tua rivoluzione personale. Avresti bisogno forse anche di un Personal-Trainer che ti indicasse passo dopo passo come dissolvere questa tua realtà limitata e limitante. Sicuramente ti sarebbero d’aiuto anche decine di esperimenti che ti facessero capire che tu sei l’unica persona in grado di modificare la tua vita come desideri.

The Irreality Show ti permette di fare tutto questo. Da solo, ovunque, in qualsiasi momento della tua vita ed in ogni situazione.

È la scintilla che provoca l’esplosione. È quel pulsante che attiva quel rugginoso e polveroso campanello nascosto da sempre dentro di te che aspetta solo di essere suonato.  ”Perché se c’è qualcosa che ti spetta quello sei unicamente TU.”

The Irreality Show è …
SEMPLICE DA USARE
È un manuale. Devi solo seguire le sue istruzioni passo dopo passo.
VELOCE
È dilagante. Coinvolgente. Riempie il tuo pensiero, ti trasporta e ti tiene per mano.
INTIMO
Sei tu a lavorare su di lui e non il contrario.
-MIRATO
È un dialogo e parla a te direttamente.
FACILMENTE RICONOSCIBILE
Non puoi più nasconderti tra la folla. Ci sei in prima persona. Ti rappresenti da solo.
CENTRALE
Sei tu il solo protagonista della tua vita.

  • È una missione, una meta.
  • È un viaggio al di là dello specchio.
  • È una specie di gioco da fare da soli. Quando nessuno vede o quando tutti ti osservano.
  • È il tuo cane che ti indica la preda.
  • È misterioso e affascinante. Non si svela e si dichiara senza inganno.
  • È facile perché è lui che viene verso di te. Lo devi solo prendere.
  • È intrigante, incuriosisce, vuole farsi provare.
  • È affidabile, non vende niente perché tu hai già tutto quello che ti serve.
  • È ”cool’ perché ha un format univoco e riconoscibile, plastico, adattabile e non riadattabile.
  • É camaleontico. Il suo messaggio può essere applicato a qualsiasi media e a qualsiasi categoria di prodotto.
  • É unico nel suo genere. Per la sua dimensione, il suo look e per il modo diverso con cui affronta gli argomenti.

INOLTRE …

  • Contiene decine di moduli da riempire per auto-analizzarti o definire scopi e raggiungimenti.
  • Fumetti per assimilare in modo chiaro e sintetico i concetti che dovrai poi applicare nella tua realtà.
  • Esperimenti e test ripetibili da effettuare per sgretolare e ricomporre la tua realtà secondo delle tue regole.
  • Assolutamente “Non per intellettuali”. La sua forma colloquiale, diretta e divertente lo rende adatto sia ad un pubblico giovane che adulto (18/55+) senza alcuna infarinatura di scienza o filosofia.

È un libro per tutti.
- Si espande sul web attraverso contenuti accessibili online unici e dinamici.
- È una tribù. Una community sul web e sui maggiori maggiori Social-Network che partecipa attivamente apportando nuovi contenuti , nuovi esperimenti e nuove tecniche di “Guerriglia Anti-Realtà”.

Grazie per l’attenzione concorrente e tieniti pronto The Irreality Show sta per andare in onda. Prossimamente nella tua realtà.

 

“Se avessero messo 5 scimmie cieche e drogate
al buio a battere dei tasti alla rinfusa
il risultato sarebbe stato nettamente migliore
ma The Irreality Show è un libro unico nel suo genere.
L’ho letto tutto d’un fiato …”
(Bertrand Russell)
 

Puoi seguire The Irreality Show su Twitter, su Facebook, sul sito ufficiale. Però sarebbe sicuramente meglio se lo seguissi tranquillamente a casa tua, con il libro tra la mani. Quindi vedi di andare ad acquistarlo subito sulla libreria online

Arte e devozione popolare in Piemonte

Arte gotica in Piemonte

Arte e devozione popolare in Piemonte nell’autunno del Medioevo è il titolo della nuova grande opera che Marco Valerio Edizioni si appresta a pubblicare e che vedrà la luce entro novembre 2011.

Arte gotica in Piemonte

Dopo Il Maestro di Cercenasco, scritto da Viviana Moretti, pubblicato nel 2010, prosegue l’impegno della nostra casa editrice per la diffusione della conoscenza del patrimonio artistico piemontese e in particolare dell’area pinerolese, attraverso una serie di pubblicazioni che uniscano rigore scientifico e piacere della lettura, ricerche originali e documentate e soprattutto una ricchissima e inedita iconografia.

Elva (Cn) Parrocchiale: “Dormizione della Vergine” Hans Clemer, 1503

Arte e devozione popolare in Piemonte nell’autunno del Medioevo è un viaggio attraverso il gotico piemontese, vissuto e gustato con una serie mai pubblicata fino ad oggi di immagini a colori, che testimoniano la ricchezza culturale del Piemonte medievale.

La monumentale raccolta di immagini e l’affascinante percorso  artistico e storico porta una firma prestigiosa, quella di Aldo Rosa, giornalista e noto studioso e appassionato d’arte, che ancora una volta ha voluto onorare la nostra casa editrice con i propri scritti. Ecco come anticipa la presentazione dell’opera l’autore stesso:

Ciascuno di noi sarà stato affascinato, almeno una volta nella vita, dall’ineffabile magia delle chiese campestri, dove pittori itineranti hanno affrescato la medievale Bibbia dei poveri: gli angeli volano,le Madonne assurgono al cielo, i Cristi in mandorla trionfano, i santi esibiscono i loro strumenti di martirio come insegne cavalleresche. Ovunque incontri vibranti annunciazione, tenere Natività, sadiche Stragi degli Innocenti, concitate Fughe in Egitto, vertiginose Salite al Calvario, sanguinose Crocifissioni, commoventi Pietà, trionfali Resurrezioni, laide Cavalcate dei Vizi, orripilanti Danze Macabre, spaventosi inferni danteschi, luminosi Paradisi abitati da Santi, Giusti, beati; Apostoli, Dottori della chiesa, avvincenti paesaggi con gustose scenette di vita quotidiana…

E’ la Sacra Commedia che i frescanti, nell’autunno del medioevo, hanno messo in scena sulle pareti delle cappelle campestri che costellano le terre piemontesi. In questo periodo storico (attorno al secolo XV) le pitture murali s’accendono di colori vividissimi e non vi è concetto teologico, per quanto sottile, che non possa essere incarnato nella pittura. La Trinità, l’Escatologia, il Memento Mori, la Buona e Cattiva Preghiera, Le Virtù teologali: tutto assume sembianze umane per divenire immediatamente comprensibile ai semplici, agli illetterati.

Colpisce, in queste raffigurazioni, la varietà dei tipi umani: dai volti serafici degli angeli, ai ghigni terrificanti dei diavoli infernali; dall’arresa, composta sofferenza del Cristo, allo scomposto agitarsi dei suoi persecutori; dagli sguardi distaccati dei Santi (presaghi del Paradiso che li aspetta) alle smorfie disgustose dei loro carnefici.

Gli artisti, prendendo ispirazione dal milieu locale, non hanno risparmiato allo “spettatore” la rappresentazione delle umane miserie: arti storpiati, gobbe, colli con doppie tripli gozzi, mammelle cascanti, pance ripugnanti, piedi deformati dalla gotta, membra rose dalla lebbra, inguini imbubboniti dalla peste, bocche sdentate, labbri leporini, nasi bitorzoluti…

Sono convinto che proprio quest’infinita varietà di tipi umani costituisca il fascino sottile di questi affreschi. Tra l’arte paludata dei grandi centri (Firenze,Roma, Venezia) e quella delle chiesette periferiche, vi è la stessa differenza che passa tra l’umanità omologata delle metropoli, rispetto a quella individualizzata delle campagne.

Villanova di Mondovì (Cn), Chiesa S.Caterina: "Paesaggio con appestati” M° Storie di S.Sebastiano, 1469

Villanova di Mondovì (Cn), Chiesa S.Caterina: "Paesaggio con appestati” M° Storie di S.Sebastiano, 1469

 

RASSEGNA STAMPA

Aldo-Rosa-recensione

La cessione di Nizza e Savoia alla Francia, una recensione di Aldo A. Mola

Il Giornale del Piemonte

150° DEL REGNO D’ITALIA

IL REFERENDUM SU NIZZA FRANCESE UN IMMENSO SBAGLIO

di Aldo A. Mola

Il Giornale del PiemonteIl diavolo si nasconde nei dettagli. In politica il diavolo è la babele delle lingue, l’uso improprio di termini ambigui. È il caso di plebiscito e referendum, usati erroneamente quali sinonimi di genuina volontà e sovranità popolare, di vera democrazia. La verità è un’altra. Plebiscito significa decreto della plebe. Plebe significa… plebe. Nell’antica Roma, sempre rimpianta, la sovranità non spettava solo ai comizi della plebe convocati dai tribuni. Essa era esercitata dal Senato e dal Popolo, abbreviato in SPQR (Senatus Populusque Romanus, una formula che è stata riletta in vari modi, più o meno simpatici).

Tribuno e tribunizio, plebe e plebiscito suonano male. Nell’Ottocento il termine plebiscito è stato usato in Italia per indicare il voto sull’appartenenza a uno o a un altro Stato. Fu il caso dei plebisciti che il 15-16 e il 22- 23 aprile 1860 decisero l’appartenenza della contea di Nizza e della Savoia. È una storia lunga e dolente, elusa nel 150°del regno d’Italia ma ora documentata nell’appassionato studio di Gustavo Mola di Nomaglio in Nazionalità, identità e ragion di Stato (Torino, ed. Marco Valerio), pubblicato dall’UniTre del Piemonte, che si conferma associazione culturale benemerita. Nizzardi e savoiardi non furono affatto liberi di scegliere: vennero chiamati a ratificare gli accordi segreti stipulati il 12-14 marzo1860 tra il governo di Torino e quello di Parigi, a loro volta derivanti dalla convenzione del gennaio 1859 (altrettanto segreta) tra Vittorio Emanuele II re di Sardegna e Napoleone III, che perfezionò i preliminari di Plombières ove il 21 luglio 1858 Cavour e l’imperatore si incontrarono di nascosto e concordarono che la Francia avrebbe aiutato il «Piemonte » a estorcere il Lombardo-Veneto all’Austria e sarebbe stata compensata con la cessione della Savoia e di Nizza. Per di più la primogenita di Vittorio Emanuele II, Clotilde, avrebbe spostato il cugino di Napoleone III, Gerolamo Napoleone Bonaparte. Napoleone non stette ai patti e con la pace di Zurigo ottenne per il Piemonte solo la Lombardia (per di più senza Mantova).

Ma anche il governo di Torino andò per la propria strada. Attizzando la cacciata del granduca dalla Toscana (un Asburgo-Lorena), dei duchi da Parma (un Asburgo) e da Modena (un Borbone) e dei cardinali di Pio IX da Bologna e dalle Romagne, favorì l’insediamento di assemblee sedicenti sovrane e l’indizione di plebisciti che il marzo 1860 chiesero l’annessione di quelle terre alla corona di Vittorio Emanuele II re costituzionale.

Nella marcia di avvicinamento a questo risultato, fondamentale per l’avvento dell’unità d’Italia, Napoleone III presentò il conto:Torino doveva «consegnare la merce ». Perciò il re indisse i plebisciti confermativi e Cavour usò la macchina del governo per ottenere la ratifica popolare: un pannolino sulla piaga. La Savoia era francofona, ma non era francese, cioè non si riconosceva affatto nella visione dello Stato da un secolo prevalente in Francia. Geograficamente italiana e popolata da liguro-piemontesi, Nizza era sabauda dal 1387 e aveva condiviso le sorti di Casa Savoia nella buona e nella cattiva sorte. Cavour lo sapeva. Cinicamente per alcuni, saggiamente per altri decise di sacrificare anche Nizza in nome dell’espansione verso l’Italia padana e centrale.

Ebbe ragione,ma non solo per merito suo; anzi Mola di Nomaglio pubblica l’imponente elenco dei savoiardi e dei nizzardi che optarono per la cittadinanza sarda (e poi italiana). Solo francofili sprovveduti ancora inneggiano a una vicenda che mostra come anche Cavour accettasse i metodi politici di Luigi XIV: non la nazione ma la ragion di Stato,che spesso è capriccio.

Nazionalità, identità e ragion di StatoIl 6 aprile 1860 Garibaldi interpellò il governo per immediate spiegazioni, ma Cavour fece slittare al 12 un dibattito che si annunciò rovente e si concluse solo il 29 maggio con 229 sì, 33 no, 23 astensioni e 69 assenze. Uno dei deputati assenti, il nizzardo Giuseppe Garibaldi, da due giorni era entrato in Palermo a capo dei Mille, sottratta a Francesco II di Borbone. Per l’Italia stava facendo più di quanto avessero osato sperare anche i patrioti più ottimisti. Che cosa volevano savoini e nizzardi quando votarono? Volevano per sovrano Napoleone III perché tutelava Pio IX o volevano la Francia di Robespierre e di Victor Hugo? Vescovi e clero fecero votare per l’annessione alla Francia, che poi nel 1905 varò leggi anticlericali così dure che la Santa Sede ruppe le relazioni diplomatiche con Parigi. La storia era dominata dall’ambiguità delle parole: Vittorio Emanuele II definì «cessione » il trasferimento dei suoi domini a Napoleone III.

La Francia parlò invece di «riunione» della Savoia e di Nizza a una Francia, di cui non avevano mai fatto parte. Quello del 1860 fu uno dei tanti referendum (in latino significa riferire: i francesi lo usano come «decisione popolare ») quesiti oscuri, discussioni accese, spesso per ratificare quello che è già stato deciso in altre sede. La tormentata vicenda di Nizza fa ricordare che l’annessione di Trento e Trieste non fu sottoposta a plebiscito, ma neppure lo furono le mutilazioni imposte all’Italia dal trattato di pace del 10 febbraio1947. La Jugoslavia annetté territori italiani con la forza, ma poi deflagrò. Chi di spada ferisce…

Il «referendum» è l’illusione di Jean-Jacques Rousseau secondo il quale solo il voto popolare ratifica le leggi: è la «democrazia diretta», che va bene per approvare la municipalizzazione dei servizi di un piccolo comune ma non funziona per scelte grandi e lungimiranti, che non possono essere lasciate alla piazza, che è oclocrazia, non democrazia. Come scrisse la contessa Maria Martini Giovio Della Torre, la svendita di Nizza e della Savoia fu un «immenso fallo»: i plebisciti e i referendum coprono le vergogne, ma non risolvono.

È la politica a dover governare, tramite il Parlamento: a continuazione del genere misto di Stato che fece grande l’antica Roma.  I plebisciti dettero il risultato che si attendeva, persino con eccessi. In alcuni casi i voti favorevoli superarono il numero degli aventi diritto. Il plebiscito fu genuino?

 

L’ultima brigantessa, la vera storia di “Ciccilla”

Maria Oliverio
Maria Oliverio

Ciccilla, al secolo Maria Oliverio

Aveva soltanto 38 anni, Maria Oliverio, detta “Ciccilla“, quando morì nella prigionia del Forte di Fenestrelle. Era il 1879. L’ultima brigantessa, condannata a morte quindici anni prima, avrebbe scontato la prigionia, unica donna nel celebre forte di San Carlo, punto di partenza del sistema di fortificazioni di Fenestrelle, in quel tempo caserma di bersaglieri ed ex carcere prima napoleonico e poi savoiardo.

L’abbaiare insistente di un cane mi svegliò bruscamente. Imbracciai il fucile e mi portai, senza fare alcun rumore, fuori dal capanno. L’aria era gelida e la luna indifferente gettava ombre sotto i rami intrecciati degli alberi. Feci un veloce giro d’ispezione, ma tutto risultò tranquillo.Rientrai infreddolita, attizzai il fuoco che si stava spegnendo e le fiamme diedero ben presto luce e calore al piccolo rifugio. La mezzanotte sembrava passata da poco. Avevo dormito sì e no un’ora scarsa. L’uomo che stava con me, rannicchiato sotto il pesante mantello di lana, non si mosse, dormiva profondamente.L’abbaiare di un cane nella notte è una cosa normale. Ma nulla è normale per chi è costretto a vivere alla macchia.

 

 

 

A giugno 2011, per la collana I FAGGI,

il nuovo romanzo di

Rocco Giuseppe Greco

L’ultima brigantessa
La vera storia di “Ciccilla”

L'ultima brigantessa

Meditazione e autoipnosi. Le vie suggestive della fede

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Meditazione e autoipnosi

Meditazione e autoipnosi contemplativa, il recente volume scritto da Gian Carlo Manzoni e pubblicato da Marco Valerio Edizioni, rappresenta un approccio decisamente insolito sia per una collana dedicata alla Gnosi, ambito nel quale la casa editrice torinese ha già pubblicato autori italiani di elevato interesse per il pubblico specialistico, sia, in senso più ampio, per una pubblicazione dichiaramente improntata alla fede cristiana nella sua accezione più tradizionale. Una sorta di incrocio di tradizioni, che unisce l’esperienza mistica del Cristianesimo delle origini all’approccio della psicologia, attingendo contemporaneamente alla tradizione orientale.

Un percorso che poteva trasformarsi in un labirinto intricato e che invece Gian Carlo Manzoni affronta con linearità e chiarezza. come sintetizzato in questa breve intervista all’autore.

Gian Carlo Manzoni perché un libro su questo tema così suggestivo?

I motivi sono diversi: il primo è che questo libro nasce da un idea che avevo sviluppato anni fa, dopo aver frequentato un Master biennale sull’ipnosi, anche lato clinico  Questo libro ne è il naturale ampliamento e conclusione.

Il secondo motivo è molto personale: essendo nel Terz’Ordine Francescano ed avendo quindi una sensibilità ed attenzione specifica nei confronti della preghiera e della spiritualità, anche per percorsi precedenti, questo libro mi ha dato l’opportunità di riflettere meglio sull’orazione e su chi l’ha praticata, anzi mi ha permesso di meditare di più, forse contemplare meglio. E’stato un
momento di crescita ed attenzione interiore, una rinnovata adesione alla mia fede.

Infine ve ne anche un terzo forse più olistico e forse “tecnico”. Da un lato questo libro è una possibile porta verso la cura, cura di Sé e dell’Altro attraverso la meditazione e quindi è una modalità sempre nuova di contatto con ciò che è nel profondo.

L’autoipnosi contemplativa può aiutare. Le tecniche comunicative possono aiutare. Dall’altro mi spinge ad una ricerca maggiore nella mistica francescana e ad una ricerca delle modalità di orazione associate ai temperamenti. Alla semiotica di alcuni santi e alle possibilità da loro scoperte. L’obiettivo è la cura. Cura dell’anima.

Ma associare l’auto-ipnosi alla preghiera non è troppo forte?

Partiamo da un presupposto..stiamo parlando di mistica. Una mistica ben motivata e ben condotta. La domanda è come questa può essere ben motivata e ben condotta? Alcune modalità utilizzate sono vicine alle tecniche di auto-ipnosi. In questo libro andiamo anche ben oltre.
Se oltre ad essere ben condotta (tecnicamente) la mistica è anche bene motivata dalla propria fede ed aiutata dall’Alto, si arriva inevitabilmente ad un azione creativa e benefica nel mondo esterno, tale da produrre buoni frutti, di esempio e di amore, con la caratteristica dell’azione e dell’attività. Ed è una cosa bellissima, perché è un modo di riequilibrare e riattivare la vitalità e l’amore.

Quindi ribadisce l’importanza della preghiera?

Certo. La potenza della preghiera è qualcosa di meraviglioso che si scopre solo pregando. E se non si prega bene o non si prega abbastanza è perché la preghiera non ha un obiettivo concreto da raggiungere e/o non è guidata.
Ricordando poi che ciò che fa la vera differenza è che il tempo della preghiera, quello vero, è gratuito. Perché la preghiera è amore e l’amore non cerca un proprio interesse. Quindi, prega chi ama.

Per un Ingegnere come lei occuparsi anche di meditazione e di auto-ipnosi può risultare strano?

E’ importante coniugare tanti interessi e attività..ed avere il giusto filo conduttore. Alcuni vorrebbero avere la ricetta… 
Sono fortunato perché seguo forse più di altri il mio cuore, ed occupandomi di formazione e facilitazione, counseling e coaching degli adulti, ho la possibilità di utilizzare anche alcune forme di ipnosi comunicazionale legandole anche ad aspetti di crescita ed evoluzione personale. E direi è solo l’inizio.

Ma andando sul libro lei parla di linguaggio, di autoipnosi, di autosuggestione e di meccanismi di visualizzazione come processi facilitanti ed abilitanti un determinato stato di coscienza. Come si collegano con la meditazione?

La meditazione è ciò che guarisce lo spirito. E lo spirito si cura con la parola e anche con precise parole e/o immagini. Pensiamo ai Salmi ad esempio. Alle immagini che contengono e proprio per queste immagini possono essere considerati, in una ipotetica gerarchia d’importanza, la preghiera più efficace. Un particolare linguaggio e particolari immagini  abilitano un nuovo stato di coscienza.
Quando questo stato di coscienza si trasforma in preghiera, qualcosa cambia.
Si aprono porte alla nostra interiorità, al nostro intimo e quindi si va al di là dei confini abituali esperienziali.

Sta parlando forse di yoga mentali?

Si possono avvicinare come alcune tecniche di San Giovanni della Croce e San Teresa, ma si va ben oltre. Ripeto che in questo libro stiamo balbettando, ma lo stiamo facendo intelligentemente per ricordarci che dentro di noi esiste un mondo interiore, che è una sosta nella fatica, un ristoro per ritrovare energie e fare il punto della situazione.

Lei parla chiaramente di Dio…

Parlo di esperienza profonda di Dio, un’esperienza frutto di una‘esperienza meditativa e contemplativa che ha livelli differenti, ma basi
fondamentalmente naturali, fisiologiche e comunicazionali

E parla anche della mente…

Certo parlo anche della mente, con la sua capacità di elaborazione simbolica in forme linguistiche ed extra-linguistiche, che può essere anche considerata come uno strumento di codificazione, elaborazione e trasmissione dell’informazione tanto all’interno dell’individuo quanto tra individui diversi. Fa da agente facilitante alla preghiera.
La capacità della mente di prestare attenzione a nuove configurazioni di stimoli e informazioni, anche auto-prodotti, la mette in grado di
concentrare la propria attività su nuovi apprendimenti e fatti creativi e di coglierne nuovi, inaspettati, ma presenti…la voce di Dio. Direi però che il punto è il cuore.

Il cuore perché?

Perché è da lì che nasce tutto e occorre una conversione del cuore per meditare bene. Padre Bernard Haring, nella preghiera del cuore, suggeriva ad esempio di accogliere con un respiro i doni di Dio, e mentre si espira, ridonarsi a Dio. E’ questo che bisogna fare. E il libro lo riafferma e conferma.

Ma perché “autoipnosi contemplativa”

Parlare di “autoipnosi contemplativa”, non è certo un ossimoro, ma piuttosto richiama la definizione che già gli antichi davano all’orazione interiore, quella cioè di “oratio dormitionis et somnii”, orazione dell’addormentamento e del sonno.

Lei sa che il cristiano vive una pratica spirituale forse differente da quella descritta nel libro, vero?

E’ chiaro che l’orante cristiano vive la pratica spirituale come incontro d’amore e quindi è portato a relativizzare gli aspetti che si possono
definire “tecnici”  dell’esperienza mistica; ma prenderne atto significa rendersi conto che essa ha un carattere globale coinvolgendo corpo, cuore, mente, anima.
D’altro canto sappiamo che la preghiera non è unicamente estasi beatificante, ma anche lotta per ottenere le benedizioni divine. San Paolo ne parla nelle sue lettere ed anche di San Francesco si ricorda “in oratione luctamen”,  ossia lotta nell’orazione

Alcuni aspetti dell’autoipnosi descritti?

Un concetto molto importante nell’autoipnosi è il “senso del tempo”. Raramente la persona che è in trance comprende chiaramente quanto tempo è passato. Questo avviene sulla base di un meccanismo chiamato “distorsione temporale”.
Si è così dentro la preghiera, la meditazione e la contemplazione che non ci si accorge che il tempo passa e/o è passato e si ritorna “allo stato di veglia” quasi come se nulla fosse successo. Il cosiddetto stato di “trance” ha raggiunto così livelli alti di profondità e di approfondimento. Inoltre l’immaginazione può favorire.

Nella sua ricerca cosa ha trovato più interessante?

Le distrazioni come barriera alla vera preghiera. E come se esistesse  anche dentro di noi una forma di barriera di distrazioni, che cerca di annullare gli sforzi creativi della volontà superiore.
Tutti i mistici sono d’accordo nel dire che solo chi uccide il vecchio Adamo dentro di sé ed chi conforma la propria volontà con quella di Dio, può allora conoscere le realtà ultime., ossia ..“Non mea voluntas sed tua fiat”.
In sintesi abbandonarsi a Dio.

E dal punto di vista tecnico?

La validazione di alcuni principi teorico-metodologici, ossia che la teoria dell’informazione, la programmazione neurolinguistica, sono capaci di unificare i fenomeni psicologici, biologici e fisici in un unico quadro concettuale che può spiegare lo sviluppo della personalità, l’evoluzione della coscienza umana e la stessa guarigione psicofisica.
Si può ipotizzare che i Santi utilizzassero percorsi metaforici molto forti per entrare in stati contemplativi, e nello stesso tempo seguissero dei percorsi intimi che potevano portare facilmente a delle profezie autoavveranti. Poi naturalmente c’è altro.

Cosa esattamente?

Esiste un inconscio creativo come direbbe lo psicologo transpersonale Roberto Assagioli, anzi superiore. Si entra in contatto con Dio, con entità superiori positive. E’ necessario però creare il silenzio, non solo della realtà esterna, ma soprattutto della realtà interna.Ed è un processo lungo

Lei ha provato quello che ha scritto e che ha riportato?

Ci provo ogni giorno. Vivere la vita meditando è un obiettivo. Fra l’altro il cd allegato al libro mostra una parte di questa esperienza:
sono meditazioni guidate, alcune delle quali o parti delle quali utilizzo spesso. I percorsi di autoipnosi contemplativa, come i mezzi della terapia e della psicologia possono aiutare nella preparazione a ricevere Dio, ma solo poi la fede e quindi l’amore possono creare un abbandono autentico e radicale. E’il vero abbandono non può realizzarsi se non attraverso un iniziativa divina assolutamente gratuita.

Aiutati che Dio ti aiuta… intende questo?

Sì. Ti aiuta perché ti ama, nella realtà di tutti i giorni. Occorre poi essere concreti perché la vera meditazione la fai vivendo il presente,
riportando nel presente, quello che hai sentito, provato e visto meditando e contemplando.

E’ come se fosse una terapia allora?

Diverse tecniche (Yoga, Zen, Meditazione Trascendentale, Training Autogeno), già da molti anni sperimentate e utilizzate, offrono la possibilità di controllare la propria mente ed alcuni processi fisiologici involontari come il metabolismo basale, il ritmo cardiaco e respiratorio, la pressione arteriosa, rilassamento dei muscoli scheletrici e vasodilatazione con aumento di flusso ematico.
Il limite di queste tecniche  risiede nella loro azione piuttosto superficiale e nel fatto che possono richiedere un continuo e costante
intervento terapeutico se si parla ad esempio di patologie come quelle cardiovascolari. La preghiera e l’autoipnosi contemplativa rappresentano valide terapia coadiuvanti.

Altre cose da aggiungere?

Direi leggere il libro ed ascoltare il CD. E poi praticare con la vita e con le opere. Pace e bene.

Biblioteca teosofica, 30 titoli specialistici nel catalogo Marco Valerio

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Le lettere dei Mahatma

Novità significative, per ricchezza dei contenuti e rarità dei testi pubblicati, nella collana GNOSI di Marco Valerio Edizioni, che da settembre 2010 si arricchisce di nuovi titoli nel settore della teosofia. La biblioteca teosofica di Marco Valerio Edizioni è di fatto la più ricca e articolata oggi disponibile in Italia.

Tutti i testi della tradizione, a partire dalle Stanze di Dzyan, all’introvabile Scienza dei sacramenti di Charles Webster Leadbeater, fino al recente Le lettere dei Mahatma di Alfred Percy Sinnett, di cui la nostra casa editrice ha già pubblicato in precedenza Il buddhismo esoterico o positivismo indiano, sono in edizione integrale e rivista, garantendo al lettore specialista l’accesso ai testi nella loro interezza.

La collana GNOSI, pur nella particolarità degli argomenti trattati, rispecchia il rigore accademico della saggistica di Marco Valerio Edizioni, offrendo un’ampia scelta di testi classici e spesso introvabili da decenni affiancati da opere moderne ma altrettanto autorevoli e articolate, come La grande sintesi della tradizione esoterica di Guido Da Todi e il più recente Introduzione al Buddismo Theravada.

La filosofia che anima la collana è il rispetto della tradizione e la ricerca delle fonti originali, unica garanzia per lo studioso e l’appassionato per avvicinarsi ai percorsi iniziatici con consapevolezza e completezza di informazione.


Il buddhismo esotericoLa biblioteca teosofica, all’interno della collana GNOSI, raggiunge con Le lettere dei Mahatma ad Alfred Percy Sinnett il considerevole numero di trenta titoli specialistici e completi. L’ultima fatica editoriale, 702 pagine in due volumi non vendibili separatamente integra il percorso di lettura dalle basi ai percorsi specialistici di approfondimento.


La scienza occulta ha i propri metodi di ricerca precisi e arbitrari quanto quelli della sua antitesi, la scienza fisica. La seconda ha le sue leggi come la prima; e colui il quale vuole varcare i confini del mondo invisibile non può stabilire in anticipo in qual modo procedere…
I misteri non sono mai stati né potranno mai essere alla portata della grande massa, no, fino al giorno auspicato in cui la nostra filosofia religiosa diventerà universale.
Scritte in un arco temporale che va dal 1880 al 1884, le “Lettere dei Mahatma” ad Alfred Percy Sinnett rappresentano uno dei testi fondamentali della letteratura teosofica.
Un illuminante scambio di “lettere” avvenuto tra i Mahatma o Maestri di Saggezza e il direttore del giornale anglo-indiano che si pubblicava ad Allahabad in India e la fondatrice della Società Teosofica Helena Petrovna Blavatsky.
ALFRED PERCY SINNETT (1840 – 1921), giornalista; visse tra l’Inghilterra e l’India, dove diresse per alcuni anni il giornale governativo The Pioneer. Presidente della Società Teosofica in Gran Bretagna. Tra le sue opere più rilevanti Il mondo occulto (1881), Karma (1885).

Sempre a settembre 2010 esce la nuova edizione di un altro classico della letteratura esoterica, Il messaggio di Hazrat Inayat Khan.

Il messaggioPrima della Manifestazione che cosa esisteva? Dhat, il veramente Esistente, l’Unico che è. In quale forma? Senza forma. Come che? Si sarebbe portati a dire: Come niente. La sola definizione, infatti, che si possa tentare di formular con parole è: come Assoluto. Nella terminologia Sufi questa esistenza è designata con la denominazione Ahadiyat. Una consapevolezza scaturì dall’Assoluto, la consapevolezza dell’esistenza. Di nient’altro l’Assoluto poteva essere conscio che non fosse dell’esistenza. Questo stadio è dai Sufi denominato Wahdat.

Sperimentare e diffondere la conoscenza dell’unità, la religione dell’amore e della sapienza, così che gli antagonisti delle fedi e delle credenze possano da se stessi cadere, il cuore umano traboccare d’amore, e tutti gli odi provenienti dalle distinzioni e dalle differenze essere definitivamente estirpati.
Scoprire la luce e il potere latenti nell’uomo, segreto di tutta la religione, forza del misticismo, essenza della filosofia, guardandosi dall’interferire negli usi e nelle credenze altrui.
Aiutare ad avvicinare, con lo scambio del pensiero e delle idee, i due opposti poli del mondo, l’Oriente e l’Occidente, così che per se stessa la fratellanza universale possa costituirsi, e l’uomo possa andare incontro all’uomo al di sopra delle strette frontiere nazionali e di razza.
Sono questi i tre insegnamenti fondamentali di Hazrat Inayat Khan, illustrati in questo libro più volte pubblicato e poi dimenticato.

HAZRAT INAYAT KHAN nacque nel 1882 a Baroda, sulla costa occidentale dell’India inglese. Divenne presto popolare nel suo Paese, che abbandonò a ventotto anni per dirigersi prima in America e poi in Europa, in un pellegrinaggio di conferenze e incontri pubblici. Rientrato in India nell’autunno 1926, morì l’anno successivo a Delhi, lasciando dietro sé un vasto seguito di discepoli.


Aldo Rosa, un poeta dell’affabulazione, fa vibrare Vigone

pancalera

Da qualche tempo però aveva un pensiero nella testa: ora aveva raggiunto i diciotto anni, lavorava peggio di una bestia e non aveva ancora la bici.

Così una volta che sia lui che suo padre stavano appoggiati al manico della zappa per asciugarsi il sudore tirò la pietra.

“Tutti i miei amici hanno la bicicletta – disse piano – adesso è ora che anch’io cominci a portarmi alle feste e sono troppo grande per far-mi menare dagli amici sul tubo: che figura ci fac-cio davanti alle figlie?”





Aldo Rosa

Aldo Rosa, fotografia di E. Toniato


Aldo Rosa, oltre che scrittore di racconti evocativi, è noto critico d’arte e collaboratore dell’Eco del Chisone, vive a lavora a Vigone, nell’area di Pinerolo, in provincia di Torino.



La bici di Matteo raccoglie una serie di racconti ambientati a Vigone, nella bassa Pinerolese. Luogo di contadini, di lavoro arido, ma anche grande centro culturale fin dal Medioevo, dove il critico d’arte ha trovato le radici per l’ispirazione del suo ormai ultradecennale lavoro in campo letterario e giornalistico