L’ignorante dialettico

In questi ultimi anni si è assistito alla comparsa di un nuovo tipo umano: l’ignorante-dialettico. Un tempo la persona incolta, cosciente della sua inadeguatezza culturale, parlava poco, avendo difficoltà ad esprimersi. Oggi, s’incontrano un sacco di persone incolte ma che, grazie ai talk-show televisivi, hanno acquisito una parlantina sciolta.

Convinti che dialettica equivalga a cultura, si credono intelligenti. Ciò li porta spesso a diventare arroganti, prevaricatori. Basta fare la coda allo sportello di un ufficio, dell’ospedale, di una scuola per rendersi conto con quale improntitudine e con quanta veemenza queste persone si credono in diritto di aggredire verbalmente un impiegato, un infermiere, un medico, un funzionario, minacciando denunce, lettere ai giornali e il ricorso a trasmissioni televisive di denuncia spicciola, ecc.
Il tragico è che, talvolta costoro, riescono a raggiungere il loro scopo, scavalcando persone miti ed educate.
In una conversazione l’ignorante-dialettico sulle prime può colpire, appunto per la scioltezza della parlantina, ma se si analizza a fondo il suo discorso, emerge che è privo di profondità quando non addirittura di senso. Tempo fa, visitando una mostra, mi fermai a sentire una ragazza incaricata di dare spiegazioni ai visitatori. Benché sciorinasse una serie di banalità assolute e perfino di scempiaggini, aveva un capannello di ascoltatori che la seguivano religiosamente…
Mi è accaduto di ascoltare una lezione di “Scienza esoterica” assolutamente folle, tenuta da un sedicente “maestro” il quale infarciva il suo discorso con un bric-a-brac di citazioni prese dalla gnosi cristiana, da Marsilio Ficino, da Ermete Trismegistro, dal Buddismo, dal Tantrismo: una pastone insulso, magnificamente recitato da uno che pretendeva di sapere per filo e per segno tutto quello che ci accade dopo la morte, di conoscere le sorti degli spiriti disincarnati, i piani di coscienza dell’Essere. Eppure c’era chi prendeva appunti, registrava la conferenza, domandava precisazioni quando pensava di non aver capito bene…
Alcuni matrimoni falliscono proprio perché uno dei partner aveva scambiato l’ignorante-dialettico per una persona ricca di contenuti, di spessore culturale e umano, per poi accorgersi che, sotto il bel vestito della parlantina, non c’era niente.

In questi ultimi anni si è assistito alla comparsa di un nuovo tipo umano: l’ignorante-dialettico. Un tempo la persona incolta, cosciente della sua inadeguatezza culturale, parlava poco, avendo difficoltà ad esprimersi. Oggi, s’incontrano un sacco di persone incolte ma che, grazie ai talk-show televisivi, hanno acquisito una parlantina sciolta.
Convinti che dialettica equivalga a cultura, si credono intelligenti. Ciò li porta spesso a diventare arroganti, prevaricatori. Basta fare la coda allo sportello di un ufficio, dell’ospedale, di una scuola per rendersi conto con quale improntitudine e con quanta veemenza queste persone si credono in diritto di aggredire verbalmente un impiegato, un infermiere, un medico, un funzionario, minacciando denunce, lettere ai giornali e il ricorso a trasmissioni televisive di denuncia spicciola, ecc.
Il tragico è che, talvolta costoro, riescono a raggiungere il loro scopo, scavalcando persone miti ed educate.

In una conversazione l’ignorante-dialettico sulle prime può colpire, appunto per la scioltezza della parlantina, ma se si analizza a fondo il suo discorso, emerge che è privo di profondità quando non addirittura di senso. Tempo fa, visitando una mostra, mi fermai a sentire una ragazza incaricata di dare spiegazioni ai visitatori. Benché sciorinasse una serie di banalità assolute e perfino di scempiaggini, aveva un capannello di ascoltatori che la seguivano religiosamente…

Mi è accaduto di ascoltare una lezione di “Scienza esoterica” assolutamente folle, tenuta da un sedicente “maestro” il quale infarciva il suo discorso con un bric-a-brac di citazioni prese dalla gnosi cristiana, da Marsilio Ficino, da Ermete Trismegistro, dal Buddismo, dal Tantrismo: una pastone insulso, magnificamente recitato da uno che pretendeva di sapere per filo e per segno tutto quello che ci accade dopo la morte, di conoscere le sorti degli spiriti disincarnati, i piani di coscienza dell’Essere. Eppure c’era chi prendeva appunti, registrava la conferenza, domandava precisazioni quando pensava di non aver capito bene…
Alcuni matrimoni falliscono proprio perché uno dei partner aveva scambiato l’ignorante-dialettico per una persona ricca di contenuti, di spessore culturale e umano, per poi accorgersi che, sotto il bel vestito della parlantina, non c’era niente.

 

Questo articolo è stato pubblicato in Nati imparati il da .

4 thoughts on “L’ignorante dialettico

  1. il padrino

    Solo io scrivo su questo forum.Ormai é chiuso?
    Non so pui chi diceva che il problema umano é dovuto alla nosta capacità di elocuzione.Vero pero;il globo é coperto da un bla bla infinito.Radio, tivu,reunioni,interviste,canzoni,chiacchiere,se un messagio ci fosse mandato da qualsiasi posto dell’universo non arriverebe mai fino a noi.

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    1. Redazione

      Egregio lettore, non tutti gli articoli sono spesso visitati e commentati dagli altri lettori. Noi della redazione, in genere, non interveniamo a stimolare il dibattito se non chiamati direttamente in causa dagli interlocutori. Grazie e buona lettura.

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  2. Maria Cornetta

    Sembrerò polemica, ma accanto all’ignorante dialettico c”è un altro tipo d’interlocutore che non ha nemmeno il pregio di essere fantasioso: è l’intellettuale “a staffetta”, come l’ho ribattezzato. Mi spiego: troppe volte in alcuni blog c’è il saccente di turno che, tra una banalità assoluta e l’altra, “pianta” il paletto di citazioni illustri copiate pedissequamente da testi di personaggi altrettanto illustri perché se il suo discorso ne fosse privo, si scoprirebbe che non ha detto nulla. Ha bisogno di “stampelle” per procedere da un concetto vuoto all’altro e lo maschera benissimo “piantando” questa o quella frase celebre (che neanche gli appartiene). Le assicuro che non solo sono più arroganti, sono pure più noiosi!

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  3. Maria Cornetta

    Lo spazio che mi è stato concesso dev’essere solo quello di qualche “pezzo” del puzzle che compone la conoscenza, perché ognuno possa ap- portare il suo contributo.In questo modo, più ricco di singole tessere e più fedele alla verità (oltre che democratico e veramente COLTO) risulterà l’insieme. E’ per questo che colgo l’occasione di quest’ultimo contatto per augurarvi buon lavoro e ringraziarvi per aver accolto il mio pensiero.

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