Dario Seglie ed Enrico Comba (a cura di)
L’Universo degli Indiani d’America

35,00 €

Cosmologia, vita quotidiana e sopravvivenza dei popoli delle grandi pianure

Volume in grande formato, riccamente illustrato con foto d’epoca

Guerrieri dalle lunghe trecce, dai costumi sgargianti di colori e ornati di penne su cavalli lanciati al galoppo: queste immagini si affollano inevitabilmente nella nostra mente quando pensiamo agli “indiani” americani. I popoli nativi delle Americhe, e in particolare quelli del Nord, hanno stimolato in misura considerevole l’immaginario europeo determinando il sorgere di storie, e di fantasie, che fin dai tempi della colonizzazione si sono accumulate nelle relazioni di viaggio e nelle opere scientifiche per diventare poi parte della cultura popolare.

Dai “selvaggi” americani che costituirono un elemento ricorrente nella letteratura del Sei e Settecento, ai “primitivi” che sembravano costituire il campo di studio ideale per la nascente scienza antropologica, fino alle idealizzazioni del saggio “uomo in armonia con la natura” che compare nelle pubblicazioni contemporanee ispirate alla New Age, il Nativo Americano continua a rimanere celato dietro la maschera creata dalla cultura occidentale. Questa tende a evidenziare e contrastare soltanto alcuni tratti, mentre altri rimangono nascosti e indefiniti.

Dario Seglie

Dario Seglie

Il libro intende documentare la cultura dei popoli delle Grandi Pianure, l’enorme area erbosa che attraversa, da Nord a Sud, tutto il continente e costituisce il cuore dell’America settentrionale: i Mandan, Hidatsa, Lakota, Crow, Blackfoot, Arapaho e Cheyenne. Per queste popolazioni, l’introduzione del cavallo, giunto in America con i primi colonizzatori spagnoli e diffusosi rapidamente e, più tardi, delle armi da fuoco, consentì il pieno fiorire di quella “Cultura delle Pianure” così come ci è stata trasmessa dalle informazioni raccolte nel corso del XIX secolo.

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Il CeSMAP di Pinerolo, Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica, è stato fondato nel 1964 per proseguire gli studi archeologici nel territorio delle Alpi Occidentali e nel Pinerolese che erano iniziati fin dal secolo precedente ad opera di studiosi dell’Accademia Reale delle Scienze di Torino.
Le direttive generali e di studio del CeSMAP furono impresse dall’insigne archeologo Piero Barocelli, Direttore del Museo Nazionale Preistorico di Roma, da Carlo Carducci, Soprintendente Archeologico del Piemonte e da Diego De Castro, decano dell’Università di Torino e Direttore dell’Istituto Statistico Nazionale di Roma.
Da allora ad oggi, la competenza ed il campo d’azione del Centro pinerolese sono stati in continua espansione, sia sul territorio delle Alpi Occidentali sia nei quattro angoli del mondo; nel 1988 a Darwin in Australia ha partecipato alla fondazione della Federazione Internazionale delle Organizzazioni di Arte Rupestre, l’IFRAO, che è ora il più alto ed autorevole forum mondiale per l’ Arte Rupestre e l’Archeologia Cognitiva, di cui è Italian Representative.
Nel 1995 il CeSMAP ha organizzato, sotto l’alto patronato della Presidenza della Repubblica Italiana e con gli auspici della Federazione, il primo Congresso Mondiale di Arte Rupestre IFRAO in Europa, a Torino. Il CeSMAP, a riconoscimento del suo grande impegno internazionale, è stato insignito dall’UE del Premio Europa della Cultura e designato quale Ufficio di Rappresentanza IFRAO-UNESCO e IFRAO-ICOM, presso la Direzione Generale di Parigi.
Il Museo di Arte Preistorica di Pinerolo possiede la più vasta collezione internazionale di Arte Rupestre, oggi visibile solo in piccola parte in attesa della sua definitiva sistemazione nel Palazzo Vittone, prossima sede del Museo dell’Arte Rupestre Mondiale sotto l’egida dell’IFRAO e dell’UNESCO, con la Sezione Sahariana sotto l’egida del Ministero per gli Affari Esteri e del Museo Archeologico e Antropologico del territorio Pinerolese, sotto l’egida della Soprintendenza Archeologica del Piemonte.

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Dal 2002 ad oggi, il CeSMAP — sotto l’egida del Ministero degli Esteri italiano, della Regione Piemonte e del Ministero per la Cultura del Marocco — attua missioni internazionali in Africa per la costituzione del Parco Nazionale di Jbel Sarhro, posto tra l’Atlante ed il deserto del Sahara, nel Sud–Est marocchino.

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