P. Merlin, F. Panero, P. Rosso
Società, culture e istituzioni di una regione europea

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Società, culture e istituzioni di una regione europea
L’area alpina occidentale fra Medioevo ed Età moderna

in appendice
L. Bellone
Le minoranze linguistiche dell’area alpina occidentale

L’area alpina occidentale considerata coincide con la macroregione che — attorno ai massicci del Mercantour/Argentera, del Pelvoux, del Gran Paradiso, del Monte Bianco/Monte Rosa e delle Prealpi del Delfinato e della Savoia — si sviluppa lungo l’asse nord sud che collega Ginevra a Tolone e quello est ovest tracciabile fra Torino e Grenoble. Per tutto il Medioevo i costanti contatti fra i due versanti alpini sono assicurati dai valichi che già nell’Antichità mettevano in comunicazione le località delle Alpi occidentali con la Cisalpina e le Gallie.
Probabilmente una posizione centrale continua a essere mantenuta dal Moncenisio, fino a quando, nel tardo Medioevo si intensifica notevolmente il traffico di transito del Sempione, grazie al moltiplicarsi degli scambi commerciali fra Vallese e Lombardia.
Solo nella seconda metà del Seicento il Moncenisio torna a essere un passo di transito importante, sia per la politica territoriale dei Savoia sia per la crisi dell’impero commerciale della famiglia vallese degli Stockalper, che a lungo avevano valorizzato il Sempione.
Si evidenziano così nella macroregione almeno tre “aree-cerniera” di sicuro interesse per le relazioni economiche e culturali fra la regione alpina occidentale propriamente detta, la Provenza con il Lionese, la Svizzera e la Pianura padana, che hanno consentito al territorio alpino non solo di superare quelle forme di relativo isolamento che la realtà geografica finiva per comportare, ma di proiettarsi verso una ricca prospettiva di contatti internazionali che nei secoli favoriscono movimenti migratori, circolazione di nuove idee, scambi commerciali e progetti di aggregazione politica.
Soltanto nel corso dell’Età moderna e con un’accelerazione tra Sei e Settecento, la nuova stagione politica, economica e culturale inaugurata in Europa dall’azione accentratrice dei principi, allenta progressivamente la struttura del territorio di matrice medievale. Il nascente assolutismo persegue infatti la continuità territoriale, favorisce la polarizzazione su una città capitale in area subalpina, punta alla difesa dello Stato con moderni apparati difensivi sui confini.

Gli Autori svolgono attività di ricerca e di docenza presso il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne dell’Università di Torino (www.dipartimentolingue.unito.it).

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