Prefazione

Le Bucoliche furono scritte da Virgilio tra il 42 e il 39 a.C. e sono 10 carmi per lo più in forma di dialogo tra pastori e mandriani. Esse riflettono un ideale di vita semplice e agreste, di un desiderio di isolamento, di pace, di ozio, proprio in un periodo turbolento in cui infuriavano le guerre civili.
Il modello preso come riferimento è quello di Teocrito, ma Virgilio inserisce notazioni della terra natia come le rive del Mincio ricche di tenere canne.
Indimenticabili sono gli scorci di paesaggio, soprattutto i tramonti, quando da lontano fumano i casolari delle case e le ombre degli alti monti si allungano, mentre arriva Vespero e la rugiada è graditissima alle greggi che, pasciute di tenere erbe, ritornano agli ovili.
La traduzione è molto fedele al testo originale.