Piccoli consigli: la sinossi

Dopo il curriculum dello scrittore, l’altro incubo di chi propone il proprio manoscritto a una casa editrice è la sinossi.

Per sinossi si intende il compendio (riassunto) di un’opera che permette di poter avere quasi sott’occhio, o comprendere con un’occhiata, le parti più importanti di essa

Le regole variano da casa editrice a casa editrice. Per Daniele Bonfanti, ad esempio, deve essere lunga circa due cartelle. Per noi, invece molto meno. Non abbiamo tempo di leggere due cartelle. Una basta e avanza.

Lo sappiamo bene che condensare in una sola cartella, venti righe al massimo, una trama intera appare impresa ardua. Di più ancora, se considerate che in quelle venti righe dovrete anche farci apprezzare l’intreccio, l’ambientazione e la capacità di descrizione dei personaggi.

D’altra parte, se volete diventare scrittori, dovete sapere ANCHE come si fa una sinossi. Non sapete? Ah, dura la vita.

Vediamo dunque qualche esempio in positivo e qualche, immaginario, esempio da NON imitare.

Questa non è una sinossi televisiva, ma cinematografica. Secondo alcuni sono due cose completamente diverse. Ora capiremo anche perché.

Potere, soldi e sangue. In un mondo apparentemente lontano dalla realtà, ma ben radicato nella nostra terra, questi sono i “valori” con i quali gli abitanti della provincia di Caserta, tra Aversa e Casal di Principe, devono scontrarsi ogni giorno. Quasi sempre non puoi scegliere, quasi sempre sei costretto a obbedire alle regole del Sistema, la Camorra, e solo i più fortunati possono pensare di condurre una vita “normale”.

Gomorra è un viaggio nel mondo affaristico e criminale della camorra si apre e si chiude nel segno delle merci, del loro ciclo di vita. Le merci “fresche”, appena nate, che sotto le forme più svariate – pezzi di plastica, abiti griffati, videogiochi, orologi – arrivano al porto di Napoli e, per essere stoccate e occultate. E le merci ormai morte che, da tutta Italia e da mezza Europa, sotto forma di scorie chimiche, morchie tossiche, fanghi, addirittura scheletri umani, vengono abusivamente “sversate” nelle campagne campane, dove avvelenano, tra gli altri, gli stessi boss che su quei terreni edificano le loro dimore fastose e assurde – dacie russe, ville hollywoodiane, cattedrali di cemento e marmi preziosi – che non servono soltanto a certificare un raggiunto potere, ma testimoniano utopie farneticanti.

A differenza della sinossi cinematografica, quella editoriale deve essere completa. Deve raccontare tutta la storia, compreso il finale. All’editore interessano tutte le parti del manoscritto e non deve essere preso come un “lettore interessato” a cui non si deve svelare come va a finire il libro. Se dobbiamo pubblicare un testo, dobbiamo capire come va a finire la storia, quale messaggio è sotteso, se ci sono tesi nel saggio e così via.

Proviamo dunque insieme:

In questo libro è narrata la storia di due ragazzi che si amano. Ambientata nella Lombardia del diciassettesimo secolo, durante l’occupazione spagnola, la storia è una pretesto per raccontare le vicende storiche del tempo e insieme per lanciare un messaggio ai lettori dell’Ottocento, perché comprendano il valore della Patria e della Famiglia. I due giovani saranno ostacolati da un potente locale e saranno costretti a separarsi, vivendo avventure rischiose, rapimenti, fughe, ma grazie all’aiuto di un monaco e complice l’epidemia di peste scoppiata proprio in quegli anni, riusciranno alla fine a riunirsi e a costruire una famiglia, pur se in esilio. Il potente cattivo e i suo sgherri finiranno per morire a causa dell’epidemia di peste.

Un po’ noiosetta la storia, che ne dite? Figuratevi come avrebbe potuto entusiasmarsi un eventuale editore se gli fosse stata propinata una simile sinossi.

Proviamo allora ad abbozzarla in modo un poco più moderno…

Due giovani popolani nello scenario violento dell’Italia del Seicento, durante l’occupazione spagnola. Un parroco pavido e un feudatario potente che vorrebbe trasformare la ragazza nella sua amante e, dietro di lui, un panorama umano di monache corrotte e assassini prezzolati.

Avventure rischiosi, rapimenti, fughe rocambolesche con l’aiuto di un monaco. Sullo sfondo la tragedia della peste.

Forse abbiamo esagerato. Anzi, sicuramente abbiamo esagerato, trasformando un classico della letteratura in un romanzo d’appendice. Ma l’effetto pugno nello stomaco l’abbiamo ottenuto. Non è detto che il redattore gradisca, ma è certo che il riassuntino precedente lo avrebbe scartato. Talvolta occorre saper rischiare.

Voi cosa ne pensate?

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