Descrizione
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Ora è il momento di far parlare la musica. Salgo con un balzo sul podio. Si fa strada il silenzio.
Osservo l’orchestra.
Sono tutti schierati. Un mio cenno col viso. Ebbene sì, siamo pronti: così paiono dirmi.
Bene, ci siamo. Finalmente.
Dispiego verso di loro la mano sinistra e la bacchetta stretta tra il pollice, l’indice e il medio della destra.
Pronti gli archetti sui violini, viole, violoncelli e contrabbassi: un rumore sottile e dolce.
Si comincia.
È la sera di sabato 10 agosto 2002. L’ultima recita della Traviata di Verdi al Festival di Salisburgo. Nel suo camerino, Enrico Liverani, direttore d’orchestra di fama internazionale, sconvolto da una lacerante crisi personale, decide improvvisamente di smettere con la carriera artistica.
Interrompe i contatti con il mondo circostante e si ritira in una casa sulle colline dell’estremo ponente ligure, a pochi chilometri dal confine con la Francia. In cerca di se stesso, delle sue radici, di una risposta alle proprie domande.
E i frammenti dell’Ottava sinfonia di Anton Bruckner, echi di un passato e di un entroterra vissuto nella solitudine, che affiorano spesso nella sua mente. Al punto tale da spingerlo a studiare quella mastodontica composizione.
Poi, un giorno, la svolta: una strana lettera arrivata nell’ufficio del suo commercialista, l’unico vero contatto rimasto con il mondo circostante.
Da questo episodio si sviluppa una serie di colpi di scena che condurranno ad esiti imprevedibili. Sarà proprio il suo ritorno sul podio in un concerto sinfonico a Lucerna nell’agosto 2005 a svelargli la verità che ad ogni costo cercava di rimuovere dalla propria vita. E a riconciliarsi col mondo che lo circonda.
Un romanzo esistenziale che parla del precariato delle nostre vite.
Un romanzo che ci conduce dentro lo svolgimento di un concerto sinfonico, nella ricerca di raccontare e descrivere attraverso la musica un sofferto cammino spirituale.
Un romanzo che parla anche del precariato lavorativo, visto attraverso lo scenario poco conosciuto dell’attuale sistema internazionale della musica classica e lirica, diviso tra fondazioni, festival primaverili ed estivi, orchestre giovanili, produzioni tv, pay-per-view, video-on-demand e home video, nel vortice di un mercato mondiale in radicale e vorticoso cambiamento.
Davanti ai nostri occhi. E alle nostre orecchie.
Achille Maccapani (Rho, 1964) vive e lavora a Ventimiglia.
Ha pubblicato i romanzi Taci, e suona la chitarra (Frilli, 2005 – XXII Premio letterario Città di Cava de’ Tirreni), Delitto all’Aquila nera (Zona, 2007) e Confessioni di un evirato cantore (Frilli, 2009).
Collabora a “Italia Oggi” ed è redattore di “La poesia e lo spirito”.
DALLA RECENSIONE DI ROBERTO RUSSO SU www.booksblog.it
http://www.booksblog.it/post/6346/bacchetta-in-levare-di-achille-maccapani
Dopo averlo apprezzato in Confessioni di un evirato cantore, ho avuto il piacere di leggere il nuovo romanzo di Achille Maccapani dal titolo Bacchetta in levare. Oltre ad una prosa ampia e godibilissima che rende la lettura del romanzo estremamente piacevole, la presenza della musica la fa da padrone. Direi quasi che la pagina del romanzo è sia narrazione che pentagramma.
Piccola perla è la biblioaudiovideografia posta a fine libro in cui tra libri, video, partiture musicali e cd si intravede il grande lavoro che c’è dietro la stesura di un romanzo.
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