Pubblicare con noi

Consigli, suggerimenti, proposte e polemiche

Vi consigliamo di dare almeno una scorsa agli articoli di questa sezione prima di procedere all’invio di manoscritti.

 

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Anche quest’anno, come a fine 2013, purtroppo, dobbiamo chiudere le porte telematiche per qualche mese…

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La casella di posta elettronica della redazione di una casa editrice trabocca per ovvie ragioni di manoscritti in allegato. Se una casa editrice pubblica narrativa, è quasi naturale che giungano [...]

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Esiste un libro, Virgole per caso, che ha per argomento proprio l’uso della punteggiatura sbagliata. Scritto da Truss Lynne, una giornalista stufa, come me, di leggere, anche presso i suoi colleghi, [...]

7 thoughts on “Pubblicare con noi

  1. Pingback: Il romanzo che non vogliamo; il romanzo che vorremmo | marcovalerio

  2. Francesco Bova

    Caro Marcovalerio, ho letto con interesse la rubrica “Pubblicare con noi” che reputo divertente, brutale e pragmatica. Ne condivido lo spirito e le finalità. Mi permetto,però, una breve disamina sui cosiddetti editori indipendenti, quelli che si vantano di non chiedere un euro di contributo al povero autore, ma che lo costringono – alla stregua di un venditore ambulante – a “piazzare” a prezzo pieno la sua “opera” durante le presentazioni pubbliche e a cercarsi biblioteche, librerie, sale comunali, ecc. Ritengo questa pratica una sorta di “pagamento in natura”: non compro alcuna copia del mio libro, ma necessariamente devo venderli per conto dell’editore, il quale risparmia la percentuale a grossisti e librai! Di, fatto la vera distribuzione “capillare” è a carico dell’autore. Il tuo pensiero, caro marcovalerio?

    1. Redazione

      Caro Francesco, si permetta tranquillamente. Tuttavia non ci chieda di esprimere il nostro pensiero su altri editori. Non ci interessano le prassi degli altri editori. Per quanto ci riguarda, i nostri autori hanno la facoltà di acquistare, per contratto, i libri dell’intero catalogo con lo stesso sconto delle grandi catene librarie. Se lo desiderano. Altre prassi ci sono sconosciute e non ci riguardano. Peraltro, gli autori che “tempestano” le biblioteche, le librerie, le sale comunali di richieste per presentare la propria opera in genere non entrano a fare parte della scuderia marcovalerio. In linea di massima riteniamo che i libri si debbano vendere ai lettori, non crede? Provi a porre la sua domanda ad altri, non a noi. Grazie. Magari, avesse letto alcuni articoli di questa pagina, invece di affrettarsi a scrivere, non avrebbe neppure posto la domanda.

      1. Francesco Bova

        Caro Marcovalerio,intendevo solo allargare il dibattito ad altri lettori:un semplice e banalissimo forum! Ho un lavoro ed il mio sostentamento è assicurato dalla mia professione e per questo motivo scrivo per passione, per necessità, per piacere, pure per ambizione. Ho in testa il mito dell’editore impegnato che coccola, che protegge, che stimola, che striglia i propri scrittori. Un buon libro nasce pure da uno scambio tra editore e scrittore. Sa nella testa io ho ancora Pavese, Silone, Mastronardi,ecc. Ho avuto la grande fortuna di conoscere Primo Levi e Alda Merini: questi sono i miei esempi!. A presto Marcovalerio, con simpatia.

      2. Redazione

        Allarghi pure tranquillamente il dibattito. I tempi dell’editoria sono mutati, purtroppo. Spesso gli autori percepiscono stimoli e strigliate come indebita ingerenza. In nome della democrazia culturale, la figura dell’editore viene spesso percepita come uno stampatore dotato di reti di vendita. La “vendita” è il principale argomento delle lettere di accompagnamento ai manoscritti.
        Cesare Pavese a Einaudi

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