Federico De Roberto
Spasimo

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pagine 264

Un giallo pieno di colpi di scena scritto da uno dei maestri del Verismo. L’assassinio della contessa D’Arda, in una villa sul lago di Ginevra, dà il via a un’indagine serrata, condotta dal­l’esperto ma anche spregiudicato giudice Francesco Ferpierre. Sullo sfondo, un affresco della società di fine Ottocento.
La soluzione del caso sarà tutt’altro che scontata e riuscirà a tenere con il fiato sospeso il lettore fino all’ultima pagina.
Pubblicato nel 1896 a puntate sul Corriere della Sera, questo piccolo capolavoro è stato dimenticato per oltre un secolo.

Federico De Roberto (Napoli 1861 – Catania 1927), giornalista e critico letterario, fu amico di Verga e Capuana. Visse a lungo a Milano, dove frequentò gli ambienti della Scapigliatura.
I suoi romanzi non ebbero grandissimo successo fra i contemporanei. Stroncati dalla critica, furono rivalutati successivamente. Il suo capolavoro è I Viceré (1894).

Il giorno della tragedia i due amanti si trovavano insieme; anzi le stesse grida del principe Zakunine, con la detonazione dell’arma, fecero accorrere i servi esterrefatti, agli occhi dei quali si presentò una vista tremenda: la contessa, ai piedi del suo letto, giaceva esanime, con la tempia destra rotta da un proiettile e il revolver presso alla mano. E quantunque lo spettacolo della morte, della morte repentina e violenta, sia tale che nessun altro lo avanza nell’orrore, pure la commozione più forte non era prodotta negli astanti dalla trapassata, ma dal superstite. […] Livido e disformato, con i capelli irti sulla fronte madida di sudore gelato, gli occhi folli, le labbra, le mani, tutta la persona tremante come per febbre, il principe Alessio incuteva paura.

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