Alberto Rosati
Toscana e mafia
nel sistema Italia

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La Toscana non è terra di mafia per natura, ma proprio per la tradizione civile che la contraddistingue più d’altre regioni corre il rischio di sottovalutare il fenomeno; e perciò di restarne vittima. L’interesse della mafia per un territorio ricco di opportunità e, sino a qualche decennio addietro, pressoché incontaminato, sta crescendo. Occorre mettere al più presto in opera progetti di contrasto credibili, al passo coi tempi e, soprattutto, coordinati fra loro.

Un excursus fra appalti pubblici e corruzione, riciclaggio, traffico di droga e di rifiuti. Senza dimenticare il caso Monte Paschi. Fino alla decisione della Commissione Parlamentare Antimafia di riunirsi, proprio a febbraio 2017, a Firenze, insieme a tutti i prefetti della Regione.

«In Toscana non c’è un settore particolare a rischio di infiltrazioni da parte delle mafie. Lo sono tutti quelli dove ci sono interessi e soldi.»

Alberto Rosati nasce a Porto Empedocle (AG). Laureato cum laude in Giurisprudenza alla Federico II, insegna per un ventennio al liceo scientifico “Leonardo” di Agrigento, occupandosi di studi e ricerche sulla mafia. Trasferitosi in Toscana, si dedica alla saggistica. Ha curato la pubblicazione di Epitteto, 1976; D. Hume, La conoscenza filosofico-scientifica, 1978. Ha pubblicato: Nei labirinti della memoria, 1984; La città del diavolo (osservazioni sul potere), 1984; Rette parallele, 1986; Mafia e cultura mafiosa, 2014.

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