Farhad Bitani
L’ultimo lenzuolo bianco
L’inferno e il cuore dell’Afghanistan

12,00 €

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La storia di Farhad è lo spazio di un dialogo che si fonda a un livello molto originale, nella profondità di quelle evidenze ed esigenze che costituiscono la stoffa dell’esistenza umana.

In questa profondità, dove la coscienza dell’essere umano comunica con la propria origine, nasce la possibilità dell’incontro libero e pacifico con l’altro. I fondamentalismi soffocano questa profondità con una miriade di falsi valori e così impediscono il dialogo tra le culture e la pace. Con la sua testimonianza, Farhad indica il recupero della coscienza come strategia vincente nella lotta al fondamentalismo.


Ci manca, forse, un libro tra i tanti che sono stati scritti, memorialistica bellica,analisi geopolitica, anche storia di afgani raccontate da loro stessi, certo. Ci manca un onesto libro di viaggio sugli afgani, nel senso di un libro di viaggio interiore: limpido semplice puro.

È per questo che quando andrò in Afghanistan per raccontare la ritirata, l’ennesima, dell’occidente, porterò con me questo libro di Farhad Bitani.Perché raramente ho sentito, in un libro che parla di molte cose, l’odore della guerra: fumo, sudorepane stantio e immondizie. È l’odore delle cose che non sono più e non sono ancora morte.

Dalla prefazione di Domenico Quirico


Farhad Bitani, classe 1986, ex-capitano dell’esercito afghano. È nato e cresciuto immerso nella guerra. Durante la sua infanzia ha vissuto la guerra da vincitore, perché suo padre era uno dei generali che hanno sconfitto il potere sovietico; più tardi ha vissuto la guerra da perseguitato, perché suo padre era nemico dei talebani, che detenevano il potere. In seguito ha vissuto la guerra da militare, combattendo egli stesso contro i talebani. Ha compiuto i suoi studi in Italia, in Accademia e alla Scuola di Applicazione, poi in un giorno di vacanza del 2011, è accaduto un fatto che ha cambiato la sua vita. Ha lasciato le armi, si è trasferito definitivamente in Italia come rifugiato politico e ha deciso di spendere la propria vita per costruire la pace.


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