Marco Civra
Il “Quinto” Vangelo
e gli scritti apocrifi attribuiti a Tomaso

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pagine 162

Il ritrovamento, nel 1945, a Nag Hammadi, di cinquanta codici copti, contenenti alcuni vangeli fino ad allora sconosciuti, ha mobilitato l’attenzione degli studiosi per decenni. Fra i testi più interessanti, il vangelo attribuito all’apostolo Tommaso. Una raccolta di parole del Messia, di chiara impostazione gnostica. Per alcuni, una rivelazione eccesionale, tale da far parlare del ritrovamento del quinto vangelo. Per la Chiesa cattolica, un testo importante della letteratura apocrifa, citato fin dai primi secoli della cristianità e condannato dal vescovo di Lione, Ireneo. Per la prima volta in italiano, l’analisi comparata con i vangeli sinottici e il testo originale in copto. Perché ogni lettore possa trarre le proprie conclusioni.

Pubblicato nel 2001, ristampato decine di volte, il saggio divulgativo di Marco Civra sul cosiddetto “quinto” vangelo è uno dei titoli di maggiore successo della collana Gnosi di Marcovalerio Edizioni. Un percorso di lettura dichiaratamente rivolto non agli specialisti, che possono trovare opere di elevato livello esegetico, ma più semplicemente ai credenti e agli appassionati di storia delle origini del Cristianesimo. Un percorso per capire perché sono stati scritti i vangeli apocrifi, quale era il clima culturale dell’epoca, perché alcuni vangeli sono stati accettati dalla Chiesa e altri considerati non ispirati.

Marco-Civra-a-FrancoforteHo scritto questo breve lavoro in pochi mesi, nel 2001, come risposta al moltiplicarsi di saggi divulgativi che insistevano nel definire questo testo “l’unico vero” Vangelo, secondo lo stile pubblicistico che tenta di propinare ai lettori innovative verità al solo scopo di vendere copie, oppure lavori di autorevoli archeologi che, tuttavia, riducevano la propria analisi al brivido della scoperta, accantonando il lato spirituale. Non mi sarei aspettato, come è accaduto, che negli anni successivi un lavoretto divulgativo venisse contrapposto alla campagna organizzata contro la Chiesa dalla moda “esoterica” rilanciata da Dan Brown con il romanzo Il Codice da Vinci, né tantomeno che venisse citato nelle bibliografie di autorevoli teologi. Questo libro resta soltanto un modo piacevole e leggero per prendere consapevolezza del clima culturale nel quale è maturata la dottrina cristiana, come la conosciamo oggi, e della ricca e variegata umanità delle comunità cristiane del primo e secolo secolo dell’era volgare.

Marco Civra, nato nel 1961, giornalista, è stato consulente per l’informazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri e docente per il “Progetto Apollo” presso l’Università di Firenze. Curatore di libri storici e di pubblicazioni in campo pedagogico, in quest’opera conferma il suo valore di divulgatore attento al rigore scientifico.

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