Vittorio Mathieu, Aldo Rizza
Filosofia
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INDICI DEI SEI VOLUMI

Volume I

Se un botanico vuole spiegarvi di che cosa tratta la sua scienza, vi presenterà fiori e piante. Un fisico vi sottoporrà qualche fenomeno elementare. Un matematico, non trattando di cose che cadono sotto i sensi, avrà modo tuttavia di farvi intendere gli scopi della sua disciplina servendosi di qualche operazione intuitiva. Il filosofo non ha nessuno di questi vantaggi. Né vi può mostrare in natura gli oggetti intorno a cui verte propriamente la sua indagine, né ha da insegnarvi la forma, intuitiva o no, di qualche operazione. E, anche se muove da cose o operazioni che si incontrano nella concreta esperienza, non vuole presentarvele semplicemente come dati di fatto: vuole farvi percepire un loro senso più profondo.

Volume II

A partire dalla fine del II secolo, ha inizio un processo di avvicinamento tra il pensiero cristiano e quello pagano, attraverso anche una riscoperta e il tentativo di un nuovo commento a Platone. Il neoplatonismo, inoltre, riuscirà a riunire in uno (un’unità non priva di profonde differenziazioni) tutto il pensiero antico, mentre offrirà al Cristianesimo gli strumenti intellettuali per l’indagine teologica, per la difesa della fede, e per l’enunciazione dei dogmi fondamentali della Chiesa. Non solo le scritture, ma anche la filosofia greca è dunque ormai entrata a far parte dell’elaborazione dottrinale della Chiesa. Dice Clemente: “Dio è sorgente di tutte le cose belle, ma di alcune direttamente [come autore immediato] ed è tale del Vecchio e del Nuovo Testamento; di altre, invece [è sorgente] in conseguenza della natura umana di cui Egli è causa e, in questo modo, lo è della filosofia“.

Volume III

Nella stessa Firenze un frate domenicano, Remigio de’ Girolami (morto nel 1319), citando Aristotele, aveva detto: “La città è più importante della famiglia e dell’individuo, perché la totalità necessariamente primeggia sulle parti.” Inoltre egli riteneva che gli uomini dovessero subordinare il loro interesse personale a tutto vantaggio dell’in­sieme dei cittadini, perché si nasce certamente per sé, ma anche per i propri amici e per la propria patria. Erano concetti già presenti in S. Tommaso. Sulla stessa linea, la “carta” fondamentale della città del Savonarola riflette pienamente lo sforzo di restaurazione spirituale che egli cercava e la sua profonda adesione al pensiero di San Tommaso d’Aquino. Molti avvertirono il profondo fascino della persona e della proposta del Savonarola. La sua cella, il convento di San Marco, furono un luogo d’incontro per moltissimi pensatori ed artisti del tempo (tra gli altri: oltre a Lorenzo e Pico della Mirandola, il Botticelli, Michelangelo e lo stesso Machiavelli che pure diede vita ad una linea di riflessione politica opposta). Neppure la sua condanna e tragica morte spensero l’efficacia del suo insegnamento. Dal punto di vista spirituale gli si richiamarono esplicitamente molti, tra i quali ad esempio: Santa Caterina de’ Ricci e San Filippo Neri fino a Pier Giorgio Frassati.

Volume IV

Questo modo, da fisico, di intendere la matematica contribuì non poco a far prevalere l’immagine di un Newton “empirista”. Ma questo grande fisico aveva interessi molto più vasti. Intanto pubblicò studi di cronologia biblica e, postumo, uscì anche uno scritto sulle profezie di Daniele e sull’Apocalisse. Nella sua opera principale, inoltre, Dio vi appare come Signore del creato e Architetto. Tutti quelli che volevano presentare il grande scienziato come liberatore dell’uomo dalle fumisterie teologiche e filosofiche del passato si trovarono ben presto in difficoltà di fronte alla vasta produzione “religiosa” di Newton. Nel secolo scorso ci fu chi separò il Newton scienziato dal Newton “teologo”. Il primo sarebbe il grande artefice della visione scientifica del mondo; il secondo sarebbe la vittima di un esaurimento nervoso, che pare lo avesse perseguitato sin dal 1693. Ma questa “riduzione” di Newton non poteva durare a lungo, anche perché le sue opere scientifiche non sono altro che la punta di un iceberg che poggia su una sterminata quantità di scritti mai pubblicati.

Volume V

Il mutamento che avvenne in Europa tra la fine del Settecento e i primi anni del secolo successivo – anche se annunciato e preparato da molti eventi lontani e vicini – esplose repentinamente, travolgendo gli assetti precedenti con la forza di un uragano. Scrivendo al re di Polonia, Rousseau ha come un presentimento angoscioso circa ciò che si va preparando: “Non c’è più nessun mezzo di salvezza se non un grande rivolgimento, che sarebbe quasi altrettanto temibile quanto il male che esso potrebbe risanare; costituirebbe quindi un delitto degno di punizione il desiderare ardentemente che tale rivolgimento avvenga”. Il nuovo periodo, inaugurato dalla Rivoluzione francese, ricco di avvenimenti esteriori e fecondo di produzioni geniali, porta con sé non soltanto elementi nuovi in questo o quell’aspetto della vita, ma anche un mutamento profondo di mentalità. Sul piano politico, la Rivoluzione francese poneva bruscamente fine a un moto evolutivo di estrema lentezza, cominciato con la dissoluzione dell’impero romano, e lo sostituiva con una concezione della vita associata prospettata secondo un ideale astratto di perfezione, che sarebbe dovuto valere definitivamente.

Volume VI

Già nell’Ottocento avanzano dottrine secondo cui la scienza non basta a conoscere il reale in tutte le sue dimensioni. Per Bergson la scienza ricostruisce la realtà, che è movimento, mediante una successione di immagini statiche (come il cinematografo). Cominciava, insomma, la battaglia contro lo scientismo e le sue pretese. Lo spiritualismo, che in Germania è una soltanto delle forme in cui si manifesta la reazione al positivismo, in Francia, anche per la vastità del successo del positivismo stesso, si può dire che assommi in sé questa reazione tutta intera: anche perché la filosofia tedesca dell’Ottocento è dominata dalla figura di Kant – interpretata nelle più diverse maniere – mentre in Francia, con la sola eccezione di Renouvier, l’influsso kantiano rimane del tutto marginale. Il classico tedesco che fornisce il modello più seguito dalla filosofia francese è Leibniz: e Leibniz può stimolare soluzioni spiritualistiche per il suo principio della monade, fondamento primo di ogni realtà, il cui modo di agire va concepito per analogia con l’attività del nostro spirito.

Gli autori

Vittorio Mathieu (Varazze 1923), dopo essere stato assistente di Augusto Guzzo, ha insegnato a Trieste ed è stato ordinario di Filosofia a Torino.Ha ricoperto l’incarico di vice presidente del Consiglio direttivo dell’Unesco. È socio dell’Accademia delle Scienze di Torino e dell’Istituto Accademico di Roma. Membro dell’Accademia dei Lincei ha anche collaborato con l’Istituto di Studi Filosofici di Napoli. Presiede l’Istituto Castelli di Roma. Aldo Rizza (Firenze 1940), è preside del Liceo P. G. Frassati di Pianezza (TO). Ha insegnato Filosofia della Scienza presso la Federazione Istituti Studi Teologici di Torino e attualmente è docente di Storia della Filosofia e Antropologia filosofica presso il corso di laurea di Psicologia della Comunicazione (affiliato alla Pontificia Università Salesiana) del Rebaudengo di Torino. Allievo di Augusto Del Noce è stato tra i fondatori della Fondazione Augusto Del Noce di Savigliano.

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