Descrizione

€ 38,00
pagine 442
Il romanzo più noto del prolifico scrittore ligure, pubblicato la prima volta nel 1886.
Ducato di Modena, 1857. Il giovane conte Gino Malatesti, patriota inviso al governo, è mandato al confino tra i monti di Querciuola. Accolto da una famiglia del luogo, si ripromette di custodire il proprio cuore; ma la grazia della loro figlia, bella e ingenua montanara, ha ragione di ogni proposito. Anton Giulio Barrili intreccia esilio, ideali risorgimentali e sentimento in un caldo romanzo d’amore, arguto e appassionato, sullo sfondo delle valli dell’Appennino.
Liberi corpo 18: collana a grandi caratteri per ipovedenti e sussidio per la dislessia, testata e certificata secondo gli standard internazionali di lettura accessibile.
Anton Giulio Barrili (Savona 1826 – Carcare 1908) fu soldato nell’esercito piemontese e garibaldino. Giornalista, direttore di quotidiano, deputato al Parlamento del Regno. Nominato nel 1894 professore di letteratura all’Università di Genova, nel 1903 ne divenne Rettore. La sua produzione letteraria è vastissima e spazia dalle novelle al teatro, saggi teatrali e oltre cinquanta romanzi.
Il vecchio prete aveva ignorato fino allora tutte quelle combinazioni sapienti con cui la società elegante aggiusta ogni cosa, confidando perfino di aver nascoste altrui le sue piaghe, perchè le ha dissimulate a se stessa. Indovinando il vero, Don Pietro si turbava profondamente, pensando che Elena Malatesti potesse un giorno indovinarlo anche lei. Quale sventura, se la giovane contessa giungesse a sapere di qual mercato fosse stata vittima, a quali convenienze l’avesse sacrificata sua madre! Anima candida nella sua semplicità montanara, Don Pietro Toschi non si sarebbe persuaso mai che la contessa Elena sapesse, immaginasse già tutto, e non ci vedesse niente di strano.





