Le settimane sono trascorse. Ci riferiamo alla figura del nuovo Pontefice, cui la nostra casa editrice ha dedicato un saggio collettivo, curato da Patrizio Righero, giornalista e direttore del quindicinale cattolico Vita diocesana. L’entusiasmo per la figura di Jorge Mario Bergoglio non si attenua, ed è questo un segnale significativo.
Le svariate presentazioni del volume sul territorio sono state, inaspettatamente, ben più di un rito celebrativo, che pure ha contribuito ad un successo eccezionale del libro, ristampato cinque volte in cinque settimane, recensito positivamente da critici cattolici e non. In cinque settimane, mentre il Pontefice faceva germogliare i semi di una rivoluzione della Chiesa, semi per buona parte gettati dal suo Predecessore, abbiamo assistito alla silenziosa marcia di avvicinamento delle masse cristiane a un pastore che, anche dai più semplici, è stato percepito come il “vescovo di Roma”, primus inter pares,
Alcune questioni centrali sono state rapidamente chiarite, e lo sottolinea ad esempio Marco Margrita, uno dei coautori del volume. “Il primo equivoco che abbiamo voluto smontare — sottolinea — è stato il tentativo di avvicinare a forza le prese di posizione del cardinal Bergoglio sulla povertà alla teologia della liberazione. Sul fronte opposto, abbiamo cercato di dimostrare che la forza della sua personalità non ha messo e non metterà in secondo piano il suo ruolo istituzionale. Pensiamo al gesto compiuto dal Pontefice, quando si è inchinato di fronte al popolo dei fedeli: nessuna cessione sui valori e nessuna discontinuità con il percorso dei suoi predecessori. La sua biografia testimonia tutto questo.”
La domanda che serpeggia, sul piano culturale, è oggi il riemergere della tendenza gnostica all’interno della Chiesa. Una domanda che pare allarmare parte degli intellettuali cattolici. Un dibattito che ha attraversato la Chiesa nel corso di due millenni, quello fra prevalenza della grazia o della gnosi, e che in qualche modo Francesco ha superato.
Vescovo e Capo di stato, innovatore nella più salda tradizione, popolare nella collegialità e solo nella sua responsabilità, umile e colto. Francesco ha già segnato, in poche settimane, la strada della Chiesa. La sintesi, e con essa il richiamo alla coralità di tutte le voci, di tutti i carismi, spesso e giustamente diversi in una comunità di fedeli così ampia, in un unico coro.
“La scelta di ispirare il proprio pontificato alla figura di San Francesco d’Assisi — racconta Patrizio Righero — è stata rivelata con estrema semplicità dallo stesso Papa. Una battuta di un cardinale: ricordati dei poveri. E la vicinanza ai poveri, insieme all’attenzione all’ambiente, sono due caratteristiche che subito sono balzate all’attenzione.”
Il Francesco d’Assisi che molti di noi hanno nel cuore, ed è un fenomeno che accomuna tutte le figure tanto note quanto poco conosciute nel profondo, è ben diverso dalla figura storica del Santo. Tutt’altro che il giullare di Dio, tutt’altro che uomo semplice. Personalità in realtà complessa: “Era cocciutissimo — spiega Patrizio Righero, che proprio sul santo d’Assisi si è laureato in teologia — e non di rado giungeva allo scontro con i confratelli. La sua biografia è ricca di episodi forti, in tal senso. Così come la povertà, scelta non come atteggiamento e mai da esibire.”
Altri due elementi fondamentali della biografia di San Francesco d’Assisi riportano alla scelta del nuovo Pontefice: il rapporto con l’ambiente come “creazione di Dio” e la grande apertura e attenzione alle altre fedi. All’epoca del santo di Assisi, il Cantico delle creature nacque come risposta al dualismo dei catari, alla distinzione fra dimensione spirituale e dimensione materiale.
Piccola spiacevole novità per gli aspiranti scrittori. Da tempo ormai, il numero di manoscritti proposti alla nostra piccola casa editrice supera di gran lunga la capacità di lettura della redazione. Anche a dedicare tre minuti a manoscritto, dovremmo avere giornate di sessanta ore. Quindi abbiamo messo un filtro molto, ma molto cattivo. Se volete che il vostro manoscritto sia realmente letto, DOVETE obbligatoriamente citare un testo da noi pubblicato. A vostra scelta.
La chiave per superare la ghigliottina della non lettura è questa: cita la prima riga di pagina 51 di un qualsiasi nostro titolo, indicando autore e titolo dell’opera.
Se volete inviarci il vostro manoscritto in allegato email potete farlo tranquillamente. Lo leggeremo certamente anche se, a causa della grande mole di materiali che riceviamo, i tempi di lettura sono in ogni caso molto lenti, anche dell’ordine di svariati mesi.
In ogni caso, vi anticipiamo che, per l’impossibilità di gestire migliaia di email, risponderemo soltanto in caso di interesse alla pubblicazione e che non forniremo valutazioni sul testo nel caso sia respinto. Certi della vostra comprensione.
Se avete cercato, come spesso accade, “invio manoscritti” con il motore di ricerca interno e l’unica cosa che vi interessa è trovare la mail dove sparare il vostro manoscritto a raffica, spiacenti, qui non la troverete. È il nostro antipatico modo di dirvi che la vostra fretta non coincide con i nostri criteri di selezione. La nostra email è chiaramente indicata, proprio sotto la voce “invio manoscritti” nella pagina dei contatti. Il primo criterio di selezione, per chi vuole scrivere ed essere potenzialmente pubblicato, è saper leggere. Grazie
Sabato 20 aprile, alle ore 16, presso il Museo Regionale dell’emigrazione di Frossasco, sarà presentato il libro “Dalla fine del Mondo. Il cammino di Papa Francesco” edito da Vita e Marcovalerio.
Dopo il saluto delle autorità e del presidente del Museo, Michele Colombino, interverranno alcuni degli autori: don Omar Larios Valencia, Marco Margrita, Massimo Damiano e Patrizio Righero. Moderatore, il coordinatore del Museo, Giorgio D’Aleo. Durante il pomeriggio sarà anche proiettato un video che raccoglie le immagini più suggestive dei primi giorni di pontificato di Jorge Mario Bergoglio. Tra un intervento e l’altro sono previsti alcuni interventi musicali a cura di Giovanni, Giorgio, Vittorio e Massimo Damiano.
I TedTalks, per chi non li conoscesse, sono brevi e divertenti filmati didattici, della durata di pochi minuti, diffusi gratuitamente, nei quali esperti, ricercatori e personaggi noti raccontano esperienze e presentano brevissime lezioni (talks, appunto) su quasi ogni genere di materia. Alle volte sono argomenti molto triviali, come l’arte di allacciarsi le scarpe (e ciononoostante vi assicuriamo che dopo aver visto questo apparentemente ridicolo filmato abbiamo scoperto di aver raggiunto il mezzo secolo di vita senza aver mai imparato realmente come allacciarci le scarpe in modo sicuro), altre volte temi etici e filosofici. Con una caratteristica che fa naturalmente inorridire i cattedratici italiani: sono lezioni brevi ma interessanti, divertenti e istruttive. Esattamente l’opposto della maggior parte delle trombonate accademiche italiane.
Insomma, per dirla in tutta franchezza, sono proprio come i libri di Marcovalerio: interessanti ma sperabilmente anche leggibili.
Alle volte, queste lezioni dall’apparenza leggera aprono scenari inattesi. Come questo. Lo hanno visto oltre un milione e duecentomila persone.
Cosa abbiamo imparato da 5 milioni di libri
di Jean-Baptiste Michel e Erez Lieberman Aiden
Ecco cosa dicono i due ricercatori americani.
Erez Lieberman Aiden: Tutti sanno che un’immagine vale mille parole. ma noi di Harwardci stavamo chiedendo se fosse davvero così. (Risate) Perciò abbiamo messo insieme un gruppo di esperti, provenienti da Harvard, dall’MIT, dall’American Heritage Dictionary, dall’Encyclopedia Britannica e persino dal nostro gentile sponsor, Google. E ci abbiamo rimuginato sopra per circa quattro anni. E siamo giunti ad una conclusione sorprendente.Signore e signori, un’immagine non vale mille parole. In effetti abbiamo scoperto alcune immagini che valgono 500 miliardi di parole.
Jean-Baptiste Michel: Come siamo giunti a questa conclusione? Erez e io stavamo pensando ai diversi modi di ottenere una grande rappresentazione visiva della cultura umana, della sua storia e dei loro cambiamenti nel corso del tempo. Col passare degli anni sono stati scritti tantissimi libri, così abbiamo pensato: da questi milioni di libri é leggerli tutti.>. Se esiste una scala per misurare il grado di grandiosità delle cose, leggere tutti quei libri si piazza molto, molto in alto. Il problema è che c’è anche un asse X di cui tenere conto, l’asse della praticità. Sul quale si piazza molto, molto in basso
Molte persone tendono ad usare un approccio alternativo, che consiste nel prendere solo alcune fonti e leggerle molto attentamente. Estremamente pratico, ma non altrettanto grandioso. La cosa ideale da fare é riuscire ad arrivare nella parte grandiosa ma al contempo pratica di questo grafico. Si scopre che c’è un’azienda dall’altra parte del fiume chiamata Google, che alcuni anni prima aveva avviato un progetto di digitalizzazione che avrebbe potuto rendere quest’ultimo approccio possibile. Per questo progetto hanno digitalizzato milioni di libri. Ciò significa che una persona può utilizzare metodi computazionali per leggere tutti questi libri solo cliccando su un pulsante. -Questo- é sia molto pratico che assolutamente grandioso.
ELA: Lasciate che vi racconti qualcosa sulla provenienza dei libri. Da tempo immemore sono esistiti gli autori. Questi autori hanno sempre avuto l’ardente desiderio di scrivere libri, Cosa che divenne considerevolmente più facile con lo sviluppo della macchina tipografica alcuni secoli fa. Da allora, gli autori sono riusciti in 129 milioni distinte occasioni, a pubblicare libri. Ora, se quei libri non sono andati persi nel corso della storia,allora si trovano da qualche parte in una qualche libreria, e molti di quei libri sono stati reperiti dalle biblioteche e digitalizzati da Google, che ad oggi ha scansionato 15 milioni di libri.
Ora, quando Google digitalizza un libro, lo converte in un formato digitale molto pratico.Ora oltre ad avere i dati abbiamo anche i metadati. Abbiamo informazioni su cose come dove il libro fu pubblicato, chi era l’autore, quando venne pubblicato. E quel che facciamo è esaminare tutte quelle informazioni ed escludere tutto all’infuori dei dati della miglior qualità. Quello che resta è una selezione di cinque milioni di libri, 500 miliardi di parole,una riga di caratteri mille volte più lunga del genoma umano — un testo che, se venisse trascritto, coprirebbe la distanza tra qui e la luna, andata e ritorno per 10 volte — un autentico frammento del nostro genoma culturale. Ovviamente ciò che abbiamo fatto una volta messi di fronte ad una cosa così spaventosamente esagerata… (Risate) è stato ciò che qualunque ricercatore con un po’ di amor proprio avrebbe fatto. Abbiamo preso una pagina di XKCD e abbiamo detto: “Fatevi da parte. Qui stiamo per fare la scienza.”
JM: Ovviamente stavamo pensando: limitiamoci a mettere questi dati a disposizione di chiunque e lasciamo loro a “fare la scienza”. Ora stiamo pensando: “Quali dati possiamo divulgare?” Quello che vorremmo fare é prendere i libri e divulgare il testo integrale di questi cinque milioni di tomi. Google, e Jon Orwant in particolare, ci rivelarono una piccola equazione che dovremmo imparare. Se hai cinque milioni di libri hai anche cinque milioni di autori, e cinque milioni di querelanti fanno un’enorme causa legale. Perciò, anche se sarebbe stato davvero davvero grandioso, di nuovo, sarebbe stato anche molto molto poco fattibile. (Risate)
E così cedemmo di nuovo e ripiegammo sull’approccio più fattibile e un po’ meno grandioso. Ci dicemmo:” Ok, invece di divulgare il testo integrale divulgheremo le statistiche sui libri”. Prendete per esempio “Un barlume di felicità”. Sono quattro parole, noi lo chiamiamo un “quattro grammi”. Riveleremo quante volte uno specifico “quattro grammi” è apparso nei libri nel 1801, 1802, 1803, fino al 2008. Questo ci dà una serie temporale di quanto frequentemente questa particolare frase è stata usata nel tempo. Lo facciamo con tutte le parole e frasi che appaiono in quei libri, ottenendo così una grande tabella con due miliardi di righe che ci raccontano il modo in cui la cultura è cambiata.
ELA: Questi due miliardi di righe noi le chiamiamo due miliardi di n-grammi. Cosa ci raccontano? Gli n-grammi individuali misurano le tendenze culturali. Lasciate che vi faccia un esempio. Prendiamo il verbo irregolare “to thrive”, prosperare e immaginiamo che vi voglia dire che ieri ho prosperato. Potrei usare questa forma regolare. O, in alternativa, potrei usare questa forma irregolare. Hanno lo stesso significato, quale dovrei usare?Come scoprirlo?
All’inirca sei mesi fa l’approccio migliore in casi come questo era rivolgersi, ad esempio, a questo psicologo dalla favolosa capigliatura e chiedergli: “Steve, tu sei un esperto di verbi irregolari. Cosa dovrei fare secondo te?” E lui avrebbe detto: “Be’ la maggioranza delle persone usa thrived, ma alcune persone usano throve”. E tu sapevi anche, più o meno,che se fossi dovuto tornare indietro nel tempo di 200 anni e domandare al seguente luminare dalla capigliatura ugualmente favolosa, (Risate) “Tom, secondo te cosa dovrei dire?” Lui avrebbe detto: “Be’, di questi tempi la maggioranza della gente usa throve, ma alcuni usano thrived”. Quelli che intendo mostrarvi ora sono dati grezzi. Due righe da questa tabella di due miliardi di voci. Ciò che state vedendo è la frequenza anno dopo anno nell’uso di “thrived” e “throve” nella storia. Ora queste sono solo due righe fra due miliardi. Perciò l’intera collezione di dati è un miliardo di volte più grandiosa di questa diapositiva.
JM: Ora, ci sono molte altre immagini che valgono 500 miliardi di parole. Questa, ad esempio. Se semplicemente prendete la parola influenza, vedrete i picchi nel momento in cui sapevate che c’erano grandi epidemie di influenza che stavano mietendo vittime in tutto il mondo.
ELA: Se ancora non foste convinti, il livello del mare si sta innalzando, così come i livelli di anidride carbonica nell’atmosfera e la temperatura globale.
JM: Potreste inoltre voler dare un’occhiata a questo particolare n-grammo, giusto per poter dire a Nietzsche che Dio non è morto, anche se forse sarete d’accordo nel dire che avrebbe bisogno di un migliore agente.
ELA: Si può arrivare anche a concetti abbastanza astratti con questo metodo. Ad esempio, lasciate che vi racconti la storia dell’anno 1950. Durante buona parte della storia, a nessuno gliene fregava nulla del 1950. Nel 1700, nel 1800, nel 1900, a nessuno importava. Negli anni Trenta e Quaranta a nessuno importava Improvvisamente, a metà degli anni Quaranta, cominciò ad esserci del fermento. La gente si rese conto che il 1950 stava per arrivare, e poteva essere grandioso. (Risate) Ma nulla fece interessare la gente al 1950 come l’anno 1950. (Risate) La gente se ne andava in giro ossessionata. Non riuscivano a smettere di parlare di tutte le cose che fecero nel 1950, di tutte le cose che stavano pianificando di fare nel 1950, di tutti i sogni di cose che che volevano realizzare nel 1950. A conti fatti il 1950 fu così affascinante che negli anni a seguire la gente continuò a parlare di tutte le cose stupefacenti che accaddero, nel ’51, nel ’52 e nel ’53.Alla fine nel 1954 qualcuno si svegliò e si rese conto che il 1950 era in qualche modo passato di moda. (Risate) E improvvisamente la bolla esplose.
E la storia del 1950 è la storia di ogni anno che abbiamo in archivio, con una piccola variante, perché ora abbiamo questi bei diagrammi. E dato che abbiamo questi bei diagrammi, possiamo misurare le cose. Possiamo dire: “Quanto velocemente la bolla esplode?”. E si scopre che possiamo misurarla in maniera precisissima. Equazioni vennero dedotte, grafici furono realizzati ed il risultato definitivo é che scopriamo che la bolla esplode sempre più velocemente col passare di ciascun anno. Stiamo perdendo interesse nel passato più rapidamente.
JM: Ora un piccolissimo consiglio sulla carriera. Per quanti di voi che desiderano essere famosi, possiamo imparare dalle 25 figure politiche più famose, autori, attori e così via.Ad esempio, se volete diventare famosi da giovani, dovreste fare gli attori perché in quel caso la fama inizia a crescere con l’avvicinarsi dei trent’anni siete ancora giovani, è davvero meraviglioso. Se invece potete attendere un po’, potreste diventare degli autori,perché in quel caso raggiungerete vette altissime, come Mark Twain, ad esempio. Estremamente famoso. Ma se volete raggiungere il massimo dovreste rinviare le gratificazioni e, ovviamente, diventare un politico. In questo caso diventereste famosi verso la fine dei cinquant’anni, e molto molto famosi da andando avanti con l’età. Anche gli scienziati tendono a diventare famosi in età molto più avanzata. Biologi e fisici, ad esempio, tendono ad essere quasi tanto famosi quanto gli attori. Un errore che non dovreste commettere è quello di diventare dei matematici. (Risate) Se lo faceste potreste pensare: “Oh, fantastico! Realizzerò il mio miglior lavoro tra i venti e i trent’anni.” Ma, indovinate un po’? A nessuno importerà nulla.
ELA: Ci sono annotazioni più serie tra gli n-grammi. Ad esempio, ecco la traiettoria di Marc Chagall, un artista nato nel 1887. Questa sembra essere la normale traiettoria di una persona famosa. Diventa sempre più famoso, tranne quando si considerano gli n-grammi tedeschi. Se date uno sguardo in Germania, vedrete qualcosa di assolutamente bizzarro, qualcosa che non si vede praticamente mai, ovvero il fatto che diventa estremamente famoso e poi tutto a un tratto la sua fama precipita raggiungendo il punto più basso tra il 1933 e il 45, prima di recuperare terreno in seguito. Ovviamente quello che stiamo guardando è il fatto che Marc Chagall era un artista ebreo nella Germania nazista.
Ora questi segnali sono davvero tanto evidenti da non rendere necessario il sapere che qualcuno è stato censurato. Possiamo arrivarci tranquillamente usando teorie dei segnali davvero elementari. Ecco un modo facile per farlo. Ci si può ragionevolmente aspettareche la fama di una persona in un dato periodo di tempo sia approssimativamente la media della sua precedente fama e di quella successiva. Questo è un po’ quello che ci attendiamo. Ora, confrontiamo questo con la fama che osserviamo. E semplicemente dividiamo l’una per l’altra per produrre qualcosa che noi chiamiamo indice di repressione.Se l’indice di repressione di una persona è molto, molto, molto piccolo quella persona potrebbe benissimo star venendo censurata. Se è molto ampio, forse sta traendo beneficio dalla propaganda.
JM: Adesso potete dare un’occhiata alla distribuzione degli indici di repressione sull’intera popolazione Ad esempio, in questo caso: questo indice di repressione è quello di 5,000 persone estratte da libri inglesi in cui non risulta alcuna repressione. La distribuzione sarebbe questa, fondamentalmente distribuito attorno all’1. Ciò che si osserva è sostanzialmente identico alle aspettative. Questa è la distribuzione come vista in Germania; é molto diversa, spostata più a sinistra. La gente ne parlava due volte meno di quanto avrebbe teoricamente dovuto. Ma, cosa molto più importante, la distribuzione è molto più larga. Ci sono molte persone che finiscono nella parte più a sinistra della distribuzione di cui si parla circa 10 volte meno di quanto si sarebbe dovuto. Ma al contempo molte persone sulla parte più a destra che sembrano beneficiare della propaganda. Questa immagine è il marchio della censura nella storia dell’editoria.
ELA: Culturomica; è così che chiamiamo questo metodo. E’ un po’ come la genomica.Eccetto per il fatto che la genomica è uno spiraglio sulla biologia attraverso la finestra della sequenza di basi nel genoma umano. La culturomica è simile. E’ l’applicazione dell’analisi su larga scala di una raccolta di dati allo studio della cultura umana. Qui, invece che attraverso la lente di un genoma, è attraverso la lente di frammenti digitalizzati di registrazioni di carattere storico. La cosa esaltante della culturonomica è che chiunque può praticarla. Perché chiunque può praticarla? Chiunque può perché queste tre persone,Jon Orwant, Matt Gray e Will Brockman di Google videro il prototipo dell’Ngram Viewer. e dissero: “E’ così divertente. Dobbiamo renderlo disponibile al pubblico”. Quindi in due settimane giuste giuste, le due settimane precedenti alla pubblicazione del nostro saggioprogrammarono una versione dell’Ngram Viewer per il vasto pubblico. Così anche voi potete digitare una qualsiasi parola o frase alla quale siete interessati e vedere il suo n-grammo immediatamente; oltre a spulciare esempi di tutti i vari libri in cui appare il vostro n-grammo .
JM: Questo programma venne utilizzato un milione di volte durante il primo giorno di rilascio, e questa è la migliore di tutte le interrogazioni. Tutti vogliono essere best-qualcosa: best seller, best player… Ma si scopre che nel 18esimo secolo, alla gente non importava assolutamente nulla. Non volevano affatto essere “best-qualcosa”, volevano essere “beft-qualcosa”. Quello che è successo è, ovviamente, solamente un errore. Non è che si sforzassero di essere mediocri. Semplicemente un tempo si usava scrivere la S in maniera differente, un po’ come la F. Questa cosa Google al momento non la capì,quindi lo riferimmo nell’articolo scientifico che abbiamo scritto. Ma alla fine questo è solo un avvertimento sul fatto che, pur essendo molto divertente, interpretare questi grafici richiede molta cautela e bisogna farlo seguendo le regole base della scienza.
ELA: Le persone hanno usato questo strumento in un sacco di modi spassosi. (Risate) In realtà, non avremo nemmeno bisogno di parlare, ci limiteremo a mostrarvi tutte le diapositive restando in silenzio. Questa persona era interessata alla storia della frustrazione. Ci sono diversi tipi di frustrazione. Se sbatti un dito del piede, è un “argh” con una A. Se il pianeta Terra viene annientato dai Vogon per fare spazio a un passaggio interstellare, quello è un aaaaaaaargh” con otto A. Questa persona studia tutti gli “argh”composti da uno fino a otto A. E si scopre che meno frequenti “argh” sono, ovviamente, quelli che corrispondono a cose che sono più frustranti; tranne che, stranamente, all’inizio degli anni 80. Noi pensiamo che possa avere qualcosa a che fare con Reagan.
JM: ci sono molti utilizzi per questi dati, ma la cosa che più importa è che la registrazione storica stia venendo digitalizzata. Google ha iniziato a digitalizzare 15 milioni di libri. E’ il 12% di tutti i libri che siano mai stati pubblicati. E’ una porzione enorme della cultura umana. C’è molto di più nella cultura: ci sono i manoscritti, ci sono le riviste, ci sono cose che non sono testo, come l’arte e la pittura. Tutte cose che, casualmente, si trovano nei nostri computer, nei computer di tutto il mondo; E quando la digitalizzazione sarà completa, trasformerà il modo che abbiamo di comprendere il nostro passato, il nostro presente e la cultura umana.
Grazie infinite a tutti.
A parte le amenità, questo è uno dei pochi utilizzi intelligenti che si possono fare dell’immane quanto per il resto perniciosa opera di digitalizzazione massiva dei libri operata da Google Books. Non una biblioteca dell’oblio, ma un motore che genera nuovo sapere. Lo strumento Ngram Viewer di Google si presta a ricerche storiche e sociali interessanti. A voi viene qualche idea? Noi ci stiamo pensando. Per la verifica dei processi storici di censura, ad esempio, suggeriti dai due ricercatori con l’esempio di Marc Chagall in Germania. Molti altri potrebbero essere gli spunti, e magari ci torneremo sopra.
Il carrello acquisti di marcovalerio è stato snellito, per facilitare i nostri lettori. Da oggi, non sarà più necessario cliccare sulla casella di spunta delle condizioni generali di acquisto, che sfuggiva a molti utenti bloccando la procedura, Sarò sufficiente procedere con il chekout per andare direttamente alla pagina di pagamento. Le condizioni generali e l’informativa sulla privacy, obbligatoria per legge, vi verranno inviate automaticamente tramite email.
Vi ricordiamo che, dopo aver aggiunto al carrello i vostri acquisti, è necessario scegliere la pagina checkout per terminare l’acquisto. Se avete problemi o notate anomalie, segnalatecelo per favore.
“La verità è tutta intorno a noi, solo che siamo stati educati a non vederla”. Bende Invisibili è più di un saggio sul marketing. In una società che ha posto i consumi al centro della vita, questo libro è una guida alla consapevolezza.
Il modello di sviluppo basato sulla rincorsa ai fatturati si è rivelato fallimentare, tanto per l’economia quanto per la qualità della vita delle persone.
“Uno stratega ha l’obbligo morale di generare benessere, nel pieno rispetto del mercato, e quindi delle persone”.
Attraverso esempi concreti, con un linguaggio puntuale dal punto di vista scientifico e tuttavia chiaro per i profani, Il Manifesto del Marketing Etico rivoluziona la visione delle strategie aziendali: è tempo di incrementare gli utili prima del fatturato; è tempo di guardare alla persona prima che al consumatore.
Più utili significa più benessere e la possibilità di poter investire in prodotti migliori, e con prodotti migliori non occorre “giocare sporco”. Vuoi continuare semplicemente a guardare o vuoi iniziare a vedere?
Pubblicare con Edizioni Marcovalerio non è facile. Ogni giorno decine di manoscritti non richiesti giungono nella nostra redazione e, per la quasi totalità, finiscono nel grande cesto della raccolta carta.
Hai un saggio nel cassetto? Leggi prima la premessa antipatica agli aspiranti autori della nostra casa editrice.
In ogni caso segnaliamo che non prendiamo in considerazione: romanzi, racconti, poesie, fiabe.
UNA PREMESSA ANTIPATICA PER FARVI MEDITARE
Ogni casa editrice e’ afflitta da decine di manoscritti (o dattiloscritti). Per la maggior parte sono impubblicabili per le seguenti categorie di ragioni:
1 – conoscenza dell’ortografia e della sintassi da parte dell’Autore al di sotto di ogni speranza di revisione
2 – assoluto non interesse dell’opera (in testa i libri di poesie, seguiti dalle autobiografie autocelebrative dello stile ‘la mia vita è un romanzo’
3 – quando l’opera potrebbe anche meritare la pubblicazione, non appena l’editore dice all’Autore “parliamone” ecco scattare la sindrome Dante Alighieri che si traduce in:
a – si però mi date cento milioni di anticipo sui diritti d’autore
b – sì però mi rifiuto categoricamente di apportare qualsiasi correzione
c – sì però mi garantite almeno diecimila copie vendute
d – voglio una copertina in oro zecchino con un quadro di Picasso e che apriate una nuova collana tutta per me
4 – l’opera è meritevole, l’Autore sembra sano di mente, ma ecco scattare la sindrome della “revisione infinita”. L’Autore, non appena corregge le bozze, scopre che il capitolo 1, 2, 3 e gli altri dodici seguenti vanno riscritti. Alla seconda tornata di bozze pretende di aggiungere altre ottocento pagine, quindi rivede tutte le note, alla fine blocca tutto perché sta aspettando la prefazione di Umberto Eco (il quale, senza che l’editore ne sapesse nulla, ha ricevuto cento telefonate, duemila lettere e quindici copie delle bozze con il perentorio invito a scrivere la prefazione da parte dell’Autore). Al nome di Umberto Eco potete sostituire quello del Pontefice, di George Bush jr o di altro a vostro piacimento.
Dulcis in fundo, l’Autore pretende ottocento copie in regalo da distribuire a tutti gli amici, togliendo così cento possibili acquirenti (gli altri settecento useranno comunque il libro come materia prima per scaldarsi davanti al camino). Infine telefona due volte al giorno all’editore per avere notizie del suo libro. Naturalmente alla ventesima telefonata, l’editore decide di annullare la pubblicazione o, se il libro è già stato pubblicato, di ritirarlo dal catalogo.
Caso numero 5 (rarissimo)
Viene proposto un testo dignitoso, meglio se un saggio piuttosto che un romanzo. Mai e poi mai un libro di poesie (quelle le potete pubblicare a vostre spese oppure le pubblicheranno i vostri nipoti post mortem nel caso abbiate ricevuto il Nobel).
È scritto bene, è interessante e non è la copia di un romanzo già pubblicato (capita otto volte su dieci, credete, anche inconsciamente). Il testo è inoltre fornito su supporto magnetico, magari con un’attenta correzione preliminare. Corredato di liberatoria e disponibilità a fare l’autore (con la a minuscola), lasciando che l’editore faccia il proprio mestiere. L’autore esordiente si accontenta di cinque copie saggio.
Magari la sua sarà un’opera unica, senza seguito. Magari da questa opera prima nascerà un vero Autore, che pubblicherà successivamente altri libri con grande soddisfazione e con grandi Editori.
Se ritenete di appartenere al caso numero 5, qualche probabilità di essere pubblicati, senza necessariamente dover fare ricorso a strani percorsi alternativi, ce l’avete. Magari il vostro libro resterà mesi sulla scrivania dell’editore, ma alla fine vedrà la luce.
In bocca al lupo, e con una preghiera. Se appartenete ai casi 1, 2, 3 e 4, dimenticatevi questo sito. Cestiniamo qualche decina di testi ogni giorno. Se ritenete di appartenere al caso 5, rileggete il vostro libro. Poi rileggetelo ancora. Quando avete finito, rileggetelo ancora una volta. Quindi chiedetevi: “io sarei disposto a spendere diecimila euro per pubblicarlo?”. Ecco, la stessa domanda se la deve porre l’editore. Con la differenza che quel libro neppure l’ha scritto. Se siete sicuri, ma proprio sicuri, che la risposta sia positiva, andate a leggere la pagina di istruzioni relativa alla proposte di pubblicazione, quindi inviate un’email così articolata:
1 – Nome cognome indirizzo telefono titolo di studio, curriculum in dieci righe tassative
2 – Presentazione dell’opera in venti righe tassative
3 – Allegato in formato word, meglio rtf, in caratteri umanamente leggibili /minimo corpo 12, meglio corpo 14)
Se la risposta è NO, mettetevi il cuore in pace, e provate con qualcun altro. Se è SI, allora sarete invitati a inviarci l’opera, per la sua valutazione, con dichiarazione allegata di questo tenore (è un esempio):
“Invio la seguente opera di cui dichiaro di essere autore (titolo, genere, caratteristiche) per una valutazione NON IMPEGNATIVA. È inteso che avrete il diritto di NON pubblicarla e che nessuna richiesta da parte mia potrà essere a qualsiasi titolo avanzata per la mancata pubblicazione dell’opera inviata.
Non ci impegnamo in alcun modo a garantirvi una risposta. Vi contattaremo solo ed esclusivamente in caso di interesse alla pubblicazione. I nostri tempi di eventuale risposta possono essere dell’ordine anche di diversi mesi.
Speriamo di non avere urtato le sensibilità di qualche Autore con la A maiuscola. Se siete autori con la a minuscola, sarete sempre i benvenuti. Ogni editore sogna di incontrare un autore almeno una volta l’anno.
Ah, dimenticavamo una cosa importante: manoscritti, dattiloscritti, floppy disk, cdrom, in ogni caso NON saranno restituiti. NON inviate raccomandate per nessuna ragione, i manoscritti verrebbero immediatamente cestinati. Usate i pieghi: costano meno.
Non usate lo strumento dei “commenti” per inserire le vostre proposte. I commenti sono pubblici. Andate alla pagina dei contatti.
Un’opportuna integrazione a questo testo
Questa “premessa antipatica” ha raccolto negli anni numerosi commenti, spesso irritati, e numerosissime citazioni sul web, facendo non di rado gridare all’atteggiamento spocchioso degli editori contro gli autori. È, come dice il titolo, una premessa, per quanto antipatica e provocatoria, che come tale può suscitare una reazione negativa. Peraltro motivata.
Può apparire crudele e indisponente che un editore “maltratti” chi scrive in questo modo, prima ancora di aver letto i manoscritti che giungono in redazione. Anzitutto dovete comprendere che il flusso delle proposte, con il crescere delle dimensioni della nostra casa editrice, ha raggiunto livelli pressoché insostenibili. Leggere venti o trenta manoscritti la settimana è un carico di lavoro accettabile. Leggerne e valutarne cinquecento diventa oggettivamente impossibile. L’intera redazione dovrebbe smettere di occuparsi del proprio lavoro primario, che è e resta l’editing dei libri in corso di pubblicazione, la loro promozione, la gestione dei contatti con la stampa, l’organizzazione delle presentazioni e lo scouting.
Diventa quindi inevitabile porre dei paletti, anche molto rigidi. Paletti che, ci rendiamo conto, l’aspirante scrittore in qualche modo cerca di aggirare, proponendo una raccolta di poesia come se fosse un romanzo lirico, oppure una serie di racconti brevi come se fossero un saggio e così via. Questo, però, si traduce in un’ulteriore perdita di tempo prezioso, che viene sottratto alla lettura.
Un ottimo esempio di manoscritto che il redattore ordinario non leggerà oltre la prima riga
Il tempo dedicato alla prima lettura del vostro manoscritto si riduce costantemente. Questo non significa che il vostro lavoro sarà valutato nei pochi minuti della prima lettura, ma significa purtroppo che in quei pochi minuti potrà essere scartato e mai raggiungere il traguardo della seconda o della terza lettura, necessarie per valutarlo. Errori clamorosi di grammatica e sintassi nelle prime dieci righe sono mortali. Almeno la prima pagina, abbiate cura di correggerla con attenzione.
Quanto ai tempi e alle modalità di risposta, dovete avere presente che, comunque, il passaggio dalla prima frettolosa scorsa del vostro manoscritto, per capire se rientra nelle linee di interesse quanto a genere ed argomento, all’eventuale seconda o terza lettura, quando la pila dei manoscritti è nell’ordine delle decine, può richiedere giorni, settimane o, nei periodi in cui l’attività redazionale è concentrata sulle fiere, sulle preparazioni universitarie o prenatalizie, anche mesi. Talvolta i manoscritti giacciono più di un anno in attesa.
Inviare manoscritti nel mese di agosto o nelle vacanze natalizie accumula centinaia, quando non addirittura migliaia, di email giacenti. Con tutta la buona volontà, smaltire tali arretrati è impossibile e il tasto di cancellazione talvolta è l’unica possibilità per sbloccare un server di posta intasato. Guardate quindi il calendario con attenzione e se avete concluso il vostro lavoro nei periodi di vacanza oppure in corrispondenza delle grandi fiere internazionali (Francoforte in testa) o in autunno, tenetevolo nel cassetto o sul disco rigido, attendendo per inviarlo il momento in cui presumibilmente in redazione ci sarà il tempo per leggerlo.
La fretta è sempre cattiva consigliera, per voi come per noi. Se anche il vostro lavoro fosse interessante e meritevole di pubblicazione, se anche fosse un vero capolavoro, le ferree leggi della distribuzione libraria impongono dei tempi di valutazione e preparazione che non possono essere disattesi. Le case editrici pianificano le pubblicazioni con mesi di anticipo. Noi sappiamo già cosa pubblicheremo in primavera e, in buona parte, anche nel prossimo autunno. Alcuni libri sono già stati programmati per il prossimo anno. Voi avete fretta, è vero, ma tre, quattro, talvolta anche sei o dodici mesi di attesa sono il tempo necessario per organizzare e gestire ogni nuova pubblicazione, almeno in una casa editrice seria. Le eccezioni esistono, è vero, ma riguardano autori consolidati o libri che vengono “progettati” in concomitanza di avvenimenti particolari. Anni fa, l’elezione dell’attuale Pontefice, ci fece realizzare, stampare e distribuire un tascabile in 24 ore. Ma si tratta di casi isolati.
Noi non correggeremo il vostro lavoro. Non è questo il compito di un editore. Vogliamo testi pronti per la pubblicazione, non bozze da rivedere. Se un lavoro viene respinto con un messaggio dettagliato, che vi spiega i punti deboli dell’opera, non chiedeteci di intervenire per correggerli. Per questo esistono agenzie qualificate, oppure l’umile lavoro dell’autore, spesso difficile perché difficile è ammettere i propri errori. Noi vi consigliamo Sul Romanzo, una struttura giovane ma estremamente qualificata nel campo della narrativa, che mantiene rapporti con svariate case editrici di buon livello, compresa la nostra.
Infine, non dimenticate mai che il nostro scopo è vendere libri. Non siamo i custodi del sapere letterario e non pretendiamo di esserlo. Il giudizio finale sulla pubblicazione è biecamente e tristemente una valutazione economica. Se un libro ha possibilità di vendere copie, allora ci interessa. Se non ha, a nostro parere, e sicuramente spesso sbaglieremo, la possibilità di vendere, quand’anche fosse un capolavoro assoluto da noi misconosciuto, non lo pubblicheremo. Per vostra fortuna, esistono anche altri editori e non è detto che un’opera da noi respinta non possa essere presa in considerazione da un nostro concorrente.
Come postilla, ripetiamo ancora una volta:
non prendiamo in considerazione raccolte brevi di racconti
non prendiamo in considerazione opere liriche
non prendiamo in considerazione opere prepubblicate su piattaforme di editoria on demand o autopubblicazioni sotto ogni forma
non prendiamo in considerazione allocchi|autori che abbiano pubblicato in precedenza con editori a pagamento
Grazie per la vostra benevola comprensione. Commenti e insulti sono sempre possibili e ben accetti. Buoni benzina, ticket restaurant, pacchi di pasta e beni non deperibili ancora di più.
A proposito di Lulu e altre piattoforme per l’autopubblicazione
Sempre più spesso, da quando è nato questo fenomeno, ci troviamo costretti, quando ci viene proposto un manoscritto e lo troviamo interessante, ad effettuare un controllo su piattaforme di autopubblicazione quali Lulu, LampiDiStampa, Ilmiolibro e altri simili. Sappiamo che quanto stiamo per dirvi solleverà molte obiezioni e critiche, ma restiamo ancorati al principio della spiacevole verità che anima il lavoro della nostra casa editrice. Sappiate dunque che, qualora una vostra opera sia presente nel catalogo di piattaforme di autopubblicazione, non esiste alcuna possibilità che le vostre opere siano prese da noi in considerazione.
Vi chiederete la ragione di questa scelta e noi la spieghiamo senza alcun mistero. Un libro autopubblicato con Lulu o con altre piattaforme simili, pienamente legittime, sia chiaro, è a tutti gli effetti un libro già edito. Scaricato una o mille volte è per noi un libro morto. Fosse anche un capolavoro, la scelta di metterlo in rete in questo modo lo rende commercialmente privo di ogni interesse. Noi pubblichiamo libri di cultura, non siamo un’azienda vocata all’appagamento della vanità degli scrittori. Non siete d’accordo? Possiamo comprenderlo. Potete sempre acquisire il marchio e, finanziandolo adeguatamente, proporre una linea editoriale vocata non al mantenimento dei bilanci in pareggio ma all’inevitabile fallimento. Grazie per la comprensione
Co-Fondatore, nel 1964 del CeSMAP-Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica di Pinerolo e, nel 1988, a Darwin, dell’IFRAO – International Federation of Rock Art Organizations, il più importante organismo internazionale per l’Archeologia Cognitiva e l’Arte Rupestre, Dario Seglie è rappresentante (Liaison Officer) della Federazione internazionale archeologica presso l’ UNESCO, direzione generale di Parigi, membro dell’ICOM, International Council of Museums dell’UNESCO e di svariati organismi internazionali.
Docente presso il Politecnico di Torino, Dipartimento di Museografia e incaricato presso il Politecnico di Tomar, Portogallo, per i corsi europei di Archeologia preistorica. Presidente del Consiglio Accademico per il conferimento dei dottorati di ricerca (PhD) dell’Università di Santiago de Compostela e dell’Università dell’Extremadura, Spagna.
Direttore, dal 1985, della Rivista scientifica periodica “SURVEY” di archeologia ed arte rupestre, organo ufficiale dell’IFRAO, edita dal CeSMAP. Membro del Referee di varie Riviste internazionali.
Fin dagli Anni Sessanta ha condotto e diretto campagne di studi e ricerche archeologiche preistoriche, protostoriche e storiche nelle Alpi Occidentali e di Arte Rupestre in Europa (Italia, Francia, Svizzera, Spagna, Portogallo, Svezia, Macedonia, Grecia), nelle Americhe (Arizona, Wisconsin, Perù, Bolivia), in Africa (Namibia, Marocco), in Asia (Cina, India, Siberia-Russia), in Australia (Northern Territory). Autore di numerose pubblicazioni di argomento archeologico, arte rupestre, museologia, conservazione, management, metodologia e didattica dei Beni Culturali.
Marco Civra, 1961, laureato in Pedagogia, ha svolto per trent’anni l’attività giornalistica in Italia, prima come direttore di settimanali locali, per passare successivamente alla Gazzetta del Popolo nel 1982 e al quotidiano politico Il Popolo l’anno successivo. La sua carriera in campo politico comincia nel 1983 all’ufficio stampa della Democrazia Cristiana e dello Snals, il sindacato autonomo dei lavoratori della scuola.Nel 1994 è capo ufficio stampa del Ministero per le Politiche Comunitarie. È consulente per i problemi della comunicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri per i governi Berlusconi I, Dini e Prodi I fino al dicembre 1996, anno in cui lascia l’incarico a Palazzo Chigi. Interviene in delegazioni ufficiali nelle riunioni preparatorie ai vertici europei, in particolare nei settori della sicurezza e della privacy telematica.Editorialista e commentatore parlamentare dal 1996 al 2000, anno nel quale abbandona la scena giornalistica. Opera come esperto nel settore della comunicazione in occasione di grandi crisi ed eventi (crisis management) e conferenziere e divulgatore.Per Marcovalerio Edizioni ha pubblicato non come giornalista in campo politico, campo nel quale ha sempre rifiutato, fino ad oggi, di misurarsi come saggista, ma sui temi legati alla pedagogia e al cristianesimo delle origini. Una passione, quella per la divulgazione, che ne ha contraddistinto tutta l’attività recente.Ha pubblicato:
Una delle caratteristiche più odiose della cultura editoriale in generale, e della saggistica in particolare, è il ricorso alla minzione letteraria. Il gusto perverso di scriversi addosso per far vedere quanto si è bravi. Il risultato sono spesso saggi illeggibili, che allontanano il lettore anziché fargli comprendere l’argomento. Una perversione tutta italiana, che ha contribuito ad allontanare i lettori dai libri.
Nato a Savona nel 1969, Furio Sclano è sul sentiero del kriya yoga dal 1994. Ordinato ministro da Roy Eugene Davis nel 2005, ha tradotto in italiano otto dei suoi libri, pubblicati dall’editore torinese Marcovalerio. È tra i soci fondatori dell’associazione Kriya Yoga Stella, dove ricopre la carica di presidente.
Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web per offrirti l'esperienza più pertinente ricordando le tue preferenze e ripetendo le visite. Cliccando su "Accetta tutto", acconsenti all'uso di TUTTI i cookie. Tuttavia, puoi visitare "Impostazioni cookie" per fornire un consenso controllato.
Questo sito Web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza durante la navigazione nel sito Web. Di questi, i cookie classificati come necessari vengono memorizzati sul tuo browser in quanto sono essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito web. Utilizziamo anche cookie di terze parti che ci aiutano ad analizzare e capire come utilizzi questo sito web. Questi cookie verranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Hai la possibilità di disattivare questi cookie. Tuttavia, la disattivazione di alcuni di questi cookie potrebbe influire sulla tua esperienza di navigazione.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
Cookie
Durata
Descrizione
cookielawinfo-checkbox-advertisement
1 year
Set by the GDPR Cookie Consent plugin, this cookie is used to record the user consent for the cookies in the "Advertisement" category .
cookielawinfo-checkbox-analytics
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
cookielawinfo-checkbox-functional
11 months
The cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
cookielawinfo-checkbox-necessary
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
cookielawinfo-checkbox-others
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
cookielawinfo-checkbox-performance
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
CookieLawInfoConsent
1 year
Records the default button state of the corresponding category & the status of CCPA. It works only in coordination with the primary cookie.
JSESSIONID
session
The JSESSIONID cookie is used by New Relic to store a session identifier so that New Relic can monitor session counts for an application.
PHPSESSID
session
This cookie is native to PHP applications. The cookie is used to store and identify a users' unique session ID for the purpose of managing user session on the website. The cookie is a session cookies and is deleted when all the browser windows are closed.
viewed_cookie_policy
11 months
The cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
wordpress_test_cookie
session
WordPress sets this cookie to determine whether cookies are enabled on the users' browsers.
_GRECAPTCHA
5 months 27 days
Google Recaptcha service sets this cookie to identify bots to protect the website against malicious spam attacks.
Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
Cookie
Durata
Descrizione
CONSENT
2 years
YouTube sets this cookie via embedded youtube-videos and registers anonymous statistical data.
iutk
5 months 27 days
This cookie is used by Issuu analytic system to gather information regarding visitor activity on Issuu products.
UID
2 years
Scorecard Research sets this cookie for browser behaviour research.
_ga
1 year 1 month 4 days
Google Analytics sets this cookie to calculate visitor, session and campaign data and track site usage for the site's analytics report. The cookie stores information anonymously and assigns a randomly generated number to recognise unique visitors.
_ga_*
1 year 1 month 4 days
Google Analytics sets this cookie to store and count page views.
Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
Cookie
Durata
Descrizione
mc
1 year 1 month
Quantserve sets the mc cookie to track user behaviour on the website anonymously.
NID
6 months
Google sets the cookie for advertising purposes; to limit the number of times the user sees an ad, to unwanted mute ads, and to measure the effectiveness of ads.
VISITOR_INFO1_LIVE
5 months 27 days
A cookie set by YouTube to measure bandwidth that determines whether the user gets the new or old player interface.
YSC
session
YSC cookie is set by Youtube and is used to track the views of embedded videos on Youtube pages.
yt-remote-connected-devices
never
YouTube sets this cookie to store the video preferences of the user using embedded YouTube video.
yt-remote-device-id
never
YouTube sets this cookie to store the video preferences of the user using embedded YouTube video.
yt.innertube::nextId
never
YouTube sets this cookie to register a unique ID to store data on what videos from YouTube the user has seen.
yt.innertube::requests
never
YouTube sets this cookie to register a unique ID to store data on what videos from YouTube the user has seen.
__qca
never
The __qca cookie is associated with Quantcast. This anonymous data helps us to better understand users' needs and customize the website accordingly.