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Questa notte ho ucciso un libro

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Questa notte ho ucciso un libro. Togliere la vita a un libro è un processo lento e piuttosto doloroso. Non un atto brutale, d’impulso, ma una pervicace tortura, che può prolungarsi per settimane, mesi persino.

Sia chiaro a tutti: non odio i libri, sono la ragione della mia vita. Qualche volta posso disprezzarli, oppure invidiarli, magari persino strapazzarli violentemente sbattendoli contro un muro, se l’eccesso di refusi o orrori sintattici li rende indegni. Il fatto è che, per sua natura, un libro può essere dato alle fiamme e risorgere, immerso nell’acqua bollente e ricomparire dopo la dissoluzione. Questo perché, notoriamente, un libro vive in migliaia di reincarnazioni, e quand’anche una sola di esse riesca a sopravvivere su uno scaffale, potrà un giorno rinascere e ricomparire nel mondo, portando i germi positivi, o negativi che siano, del suo contenuto.

Non disprezzatemi, vi prego, non condannatemi. Sono soltanto un umile esecutore. Quale colpa ha il boia, se un giudice ha emesso una sentenza capitale? Mi direte che la colpa non si cancella nascondendosi dietro lo svolgimento del proprio lavoro. Non sarebbero in tal caso da assolvere i guardiani dei campi di concentramento che, obbedendo ai superiori, accompagnavano i condannati nelle camere a gas? Non sono forse indenni da colpe i funzionari delle agenzie di esazione che consegnano il foglio verde a un padre di famiglia che appenderà il suo collo a una corda? Gli uni e gli altri dormono nella certezza di aver svolto soltanto il proprio dovere. Servitori fedeli.

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Anche il sottoscritto, redattore ordinario, esegue gli ordini. Non sono io il mandante, sia messo agli atti. Sono un efficiente esecutore del volere del mio direttore (la sua anima nera sia maledetta e costretta a rileggere per l’eternità tutte le opere di Italo Svevo), e non potevo che attenermi al dispositivo della sentenza. Morte.

Lo ricordo ancora, quel piccolo pargolo. Lo cullai fra le braccia, informe, mentre le parole si trasformavano in pagine, le fotografie in immagini splendide. Vidi crescere le bozze nel grembo dell’elaboratore elettronico, sviluppare la copertina sul video luminoso e prendere la sua forma definitiva. Quando nacque, lo ammirammo tutti: il tipografo, il legatore, il redattore ordinario e, sembrerebbe superfluo ricordarlo, l’autore. Non crediate che soltanto l’autore, che dell’opera è padre e madre insieme, possa amare un libro appena nato. Quando ne segue per mesi la crescita da ammasso informe di lettere, grumo di parole, a opera compiuta, il redattore, per quanto assuefatto a mille nascite, è un poco ostetrica e un poco balia.

Eppure questa notte l’ho ucciso. Nessuno se ne accorgerà, per diverso tempo. Neppure l’autore. Il suo pargolo sembra dormire un sonno pacato. Invece, è già un rantolo, l’agonia si è compiuta. Non resta che attendere la putredine.

Uccidere un libro, come vi ho detto, non è facile. Occorrono diversi passaggi, veleni potenti e una lucida determinazione. Prima di tutto è necessario fare scomparire tutte le copie. Nel caso di un vecchio titolo, rugoso e muffoso, l’operazione è senz’altro più facile, e si riduce alla distruzione di pochi esemplari. Un’esecuzione che può essere compiuta a mano, persino con un paio di forbici. Se il pargolo è ancora vitale, ramificato in ampie tirature, l’operazione richiede mezzi superiori, macchine di movimentazione, una pianificazione ben strutturata. Viktor Brack ha scritto un utile vademecum al proposito. Essenziale è procedere allo sterminio delle copie. Non basta consegnarle a un qualunque irresponsabile addetto, che potrebbe anche farle ricomparire su una bancarella dei libri usati, offrendo una pericolosa via di sopravvivenza, per quanto non priva di stenti, al condannato. La distruzione deve essere fisica, violenta e definitiva. Il taglio a metà in genere è considerato sufficiente. Personalmente prediligo il fuoco, malgrado provochi lamenti accartocciati e lasci talvolta dei residui. Guardare le pagine che si anneriscono e ripiegano su se stesse, con un lamento flebile rilasciando gli ultimi respiri cellulotici, mentre le fiamme divorano i fili della legatura e il fumo annebbia le parole, è uno spettacolo per stomaci forti.

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Compiuto il massacro, occorre cancellare la memoria. Annientare il ricordo che quell’opera sia mai esistita, che qualcuno l’abbia elaborata e partorita. Il catalogo dei libri non è certo scolpito su pietra. Nessuno si commuove al necrologio, burocratico e neutrale: “il titolo è esaurito e non verrà ristampato”, è in genere l’avviso che preannuncia il coma. “Il titolo è fuori catalogo” è l’esito successivo. Nessun sospetterà che dietro il naturale esaurimento, la conclusione di una vita editoriale lunga e piena di gioie, incontri e recensioni, si nasconda in realtà l’omicidio efferato. Nessuno baderà all’anno di prima edizione, a quel numero insignificante che distingue un vecchio rugoso volume dalle mille avventure e ristampe dal piccolo e tenero tomo che si era appena affacciato sugli scaffali, con la copertina morbida e lucida, senza macchie e screpolature. Carta fresca, eppure già marcita.

Un titolo esaurito non è che una lapide vuota, un’iscrizione tombale nell’immenso cimitero dell’editoria dimenticata. Il silenzio cala lentamente ma inesorabilmente nei corridoi telematici degli acquisti impossibili. Le ricerche si fanno rare, e i risultati scompaiono. Come le iscrizioni su pietra, dilavate dalla pioggia e dalla dimenticanza, del titolo defunto sparirà anche il ricordo. Come se non fosse mai stato scritto.

Un vero sicario, tuttavia, un assassino consapevole del ruolo affidatogli, non si limita a uccidere le manifestazioni corporee del libro e la sua memoria. La distruzione comporta mesi di devota applicazione, una ferocia determinata e non condita da odio, ma praticata con il distacco mistico dell’inquisitore, proteso ad estirpare il male a qualsiasi costo. Perché i libri, per quanto annientati, lasciano spore dove meno ce lo si potrebbe aspettare. Qualche fuggiasco troverà rifugio in una libreria sperduta di periferia, altri riposeranno nelle biblioteche. E qui occorre attivare azioni coordinate di guerriglia.

Ottenere in prestito il volume, per distruggerlo e non farlo ritornare a scaffale, è una via, ma lascia tracce. Alcuni sicari nel secolo scorso ne sostituivano l’interno, lasciando la copertina originale. Ottimo sistema per rendere impossibili ulteriori letture, ma la memoria del libro, il titolo nel catalogo, restava, a rischio che qualcuno scavasse fra le polverose catacombe culturali e facesse riemergere da chissà dove una cellula isolata dalla quale riprodurre l’intero corpo.

Il dominio dei calcolatori elettronici, dei passi magnetici, delle tessere codificate, ha trasformato l’atto anarchico ed eroico della distruzione a pistolettate nella sala di lettura della Biblioteca Nazionale in un sottile processo di spionaggio futurista. Non occorre neppure procedere a rimuovere il corpo. Intrufolarsi nel sistema, cancellare i dati dal catalogo, è sufficiente per condannare all’oblio il titolo. Quella sequenza di parole ordinata, quel dna replicabile per diffondere nuovamente il libro, quel libro, nel mondo, resterà sepolta per sempre in scaffali automatici, in una torre di Babele muta.

Questa notte ho ucciso un libro. Non ne sono responsabile e non mi potete condannare. Non ci sono prove del mio coinvolgimento. Ho agito su commissione. Sono solo un tecnico, ho eseguito gli ordini. In fondo, devo pur guadagnarmi da vivere, io non faccio domande. Sono solo un redattore ordinario. Se volete vendicarvi, se volete processare il vero responsabile, prendetevela con il mandante. Non si nasconde neppure, emette le sue condanne fissando dritto negli occhi l’autore. Strapperebbe il cuore a un neonato di fronte alla madre, raccontano i suoi accoliti. Non è un essere umano, è un direttore editoriale. Il suo nome è Andrew Harlan.

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Presentazione del libro di Leo Rainaudo ad Avigliana

Giovedì 29 maggio alle ore 21, presso l’Auditorium Scuola Media “D. Ferrari” di Avigliana (via Cavalieri di Vittorio Veneto, 3), sarà presentato il libro “Diciassettemila prigionieri un solo Leonida – Memorie di un alpino sul fronte greco albanese (1940-1941)” edito da Vita. L’incontro è promosso dalla città di Avigliana.

Interverranno alla presentazione il figlio dell’autore, Lorenzo Rainaudo, il curatore, Massimo Damiano e il direttore di di Vita editrice, Patrizio Righero. Saranno presenti anche il sindaco di Avigliana, Angelo Patrizio e il capogruppo dell’ Ana di Avigliana, Ezio Giovanardi. Durante la serata, ci sarà animazione musicale a cura del Coro Valsusa di Bussoleno.

RainaudoAvigliana

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Vittorio Mathieu

Vittorio MathieuVittorio Mathieu è nato a Varazze (Savona) il 12 dicembre 1923. Allievo di Augusto Guzzo all’Università di Torino, si laurea in filosofia teoretica nel 1946, con una tesi dal titolo Della distinzione kantiana fra fenomeno e cosa in sé.  Libero docente nella stessa materia nel 1956, dal 1958 è stato incaricato e dal 1961 ordinario di Filosofia teoretica all’Università di Trieste. Primo vincitore del concorso di Storia della Filosofia del 1960, dal 1967 è stato ordinario di Filosofia, poi di Filosofia morale, nell’Università di Torino.  Dal 1987 è Socio Nazionale dell’Accademia dei Lincei; vice-presidente del Comitato Premi della Fondazione Internazionale Balzan; membro del Consiglio nazionale per la Bioetica istituito presso la Presidenza del Consiglio del Governo italiano; Presidente del Comitato scientifico della Fondazione Ideazione. Dal 1972 al 1980 è stato membro del comitato per le Scienze Storiche, Filosofiche e Filologiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR); dal 1976 al 1980 è stato membro, poi vicepresidente, del Consiglio esecutivo dell’UNESCO; dal 1994 al 1997 è stato il rappresentante italiano nella Commissione consultiva del Consiglio Europeo contro il razzismo e la xenofobia.

Massimo conoscitore italiano dell’opera di Bergson, cui ha dedicato un’importante monografia, Bergson, il profondo e la sua espressione (1954, 1971), e di cui ha curato l’edizione italiana dell’Evoluzione creatrice e dell’Introduzione alla metafisica (presso Laterza). Grande studioso di Kant, in particolare dell’Opus Postumum, cui ha dedicato La Filosofia trascendentale e l’Opus postumum di Kant (Torino, 1958), successivamente tradotto in tedesco; ha curato l’edizione italiana (parziale) dell’Opus Postumum (Bologna, 1963); ha operato una fondamentale revisione della traduzione Gentile – Lombardo Radice della Critica della Ragion Pura (Roma-Bari, 1958) e ha curato la traduzione della Critica della Ragion Pratica e della Fondazione della Metafisica dei Costumi.  Ha dedicato una monografia al carteggio Leibniz- Des Bosses sul problema del “vinculum substantiale” (Leibniz e Des Bosses, Torino, 1960).  Ha scritto una popolare Introduzione a Leibniz, del quale ha curato anche i Saggi di Teodicea e un’importante edizione degli Scritti Politici e di diritto naturale. Le sue opere maggiori sul rapporto tra scienza e filosofia sono L’oggettività nella scienza e nella filosofia moderna e contemporanea (1960) e Il problema dell’esperienza (1963).  Numerose le raccolte di saggi: sull’ermeneutica (L’uomo animale ermeneutico, 2000) e la filosofia del diritto (Luci ed ombre del giusnaturalismo, 1989), Dialettica della libertà (1970), La speranza nella rivoluzione(1972), Perché punire (1980), Cancro in Occidente (1983), Filosofia del denaro (1985), Elzeviri swiftiani (1986). Numerose pure le opere di estetica, dall’importante voce Romanticismo dell’Enciclopedia Filosofica Sansoni, ai libri Dio nel Libro d’ore di R. M. Rilke, 1968, La voce, la musica, il demoniaco (1983), Goethe e il suo diavolo custode (2002).  Ricordiamo infine la Storia della Filosofia, Brescia, 1965; Perché leggere Plotino, Milano, 1992;   Per una cultura dell’essere, Roma, 1998;Le radici classiche dell’Europa, Milano, 2002.

Approfondimenti sul suo pensiero e sulla sua figura

MathieuDebernardi

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Salone del Libro di Torino 2014

Si precisa che, come già avvenuto negli anni scorsi, il marchio Marcovalerio e gli altri marchi distribuiti dal Centro Studi Silvio Pellico non partecipano, salvo rare eccezioni dovute all’elevato livello culturale delle manifestazioni, a fiere o mercati del libro di interesse squisitamente locale. Pertanto, non è prevista alcuna nostra presenza al cosiddetto salone del libro di Torino 2014, o a presunti “saloni off”. Le nostre presentazioni e iniziative proseguono sul territorio come d’abitudine. Ove troviate nostre pubblicazioni in stand istituzionali, si tratta di iniziative personali che non hanno ottenuto alcun riconoscimento da parte del comitato direttivo della casa editrice.

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Libri per ciechi (e ipovedenti) esenti da copyright: firmato il trattato di Marrakech 

Il documento contiene eccezioni alla proprietà intellettuale per i libri destinati a persone con disabilità visiva, a patto che si rispetti il diritto d’autore. Al via le ratifiche. Oggi solo il 5% dei libri pubblicati è accessibile. 

BRUXELLES – Si avvicina il giorno storico in cui si stabilirà il principio secondo cui i libri in versione accessibile per i non vedenti (ovvero in audio, Braille, caratteri ingranditi o versione elettronica) saranno esenti da Copyright. A gennaio avevamo riportato di come ci fossero speranze, sotto la presidenza greca dell’Unione Europea, che l’UE stessa firmasse il Trattato di Marrakech che contiene eccezioni alla proprietà intellettuale per i libri destinati ai ciechi, agli ipovedenti e agli impossibilitati alla lettura su formato cartaceo. E la firma è puntualmente arrivata il 30 aprile, salutata con entusiasmo dalla European Blind Union, l’organizzazione che rappresenta i non vedenti europei, e dal Commissario per il Mercato Interno, il belga Michel Barnier.

Il trattato di Marrakech, adottato nel giugno 2013 dall’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale, prevede un’eccezione obbligatoria al Copyright per le associazioni di ciechi e ipovedenti e per le biblioteche che producano, distribuiscano e rendano disponibili libri in formati accessibili, a patto che tali associazioni si premurino di rispettare il diritto d’autore, facendo in modo che i testi prodotti e distribuiti siano destinati a un pubblico di soli disabili visivi o persone che non possano leggere su carta. Inoltre il trattato sancisce che tali libri possano essere scambiati, a livello transnazionale, fra organizzazione e organizzazione. Ciò vuol dire, ad esempio, che se un ente autorizzato (ci si riferisce così alle associazioni nel trattato) in Argentina dispone di decine di migliaia di libri in Braille o audio in spagnolo, questi libri potranno essere distribuiti legalmente a tutti i ciechi che, in America Latina, in Spagna o nel mondo, conoscano quella lingua. Ciò ovviamente, a patto che i paesi coinvolti nella libera circolazione dei testi abbiano ratificato il trattato. In altre parole, il Trattato di Marrakech è un vero e proprio documento che regola l’import-export di libri accessibili.

La European Blind Union stima in 285 milioni i ciechi in tutto il mondo e afferma che solo il 5% dei libri che vengono pubblicati è oggi disponibile in versione accessibile. L’obiettivo dell’UE, per bocca del direttorato generale Mercato Interno della Commissione, è raggiungere il 100%. Il Trattato di Marrakech – una volta ratificato dagli Stati membri – sarà di beneficio soprattutto ai non vedenti e ipovedenti dei paesi in via di sviluppo, laddove la carenza di libri accessibili è più drammatica.

Ma cosa succede dopo la firma? Ora inizierà il processo di ratifica da parte dei singoli paesi che fanno parte dell’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale, e una volta che almeno venti fra essi avranno completato tale processo, il trattato entrerà ufficialmente in vigore e sarà vincolante. “La nostra campagna non finisce qui – ha dichiarato Wolfgang Angermann, presidente dell’Unione Europea dei Ciechi – ora dobbiamo spingere tutti gli Stati membri dell’Unione Europea a ratificare il trattato nel minor tempo possibile. Ci complimentiamo con la presidenza greca dell’UE per il passo avanti fatto con la firma, ma ora starà alla prossima presidenza italiana di spingere tutti i ventotto paesi europei a un’immediata ratifica. Infine non è solo importante che il trattato venga ratificato in Europa. Deve entrare in vigore nel maggior numero di paesi possibile in tutto il mondo perché solo così se ne aumenterà esponenzialmente l’efficacia e si porrà fine alla carestia endemica di libri che affligge ciechi e ipovedenti”.

Maurizio Molinari

Se vuoi leggere l’articolo originale clicca qui:
http://www.pressin.it/leggi.php?idarticolo=37038

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Press-IN è un servizio offerto dall’associazione Lettura Agevolata Onlus
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I ricami di Valentina Sardu a Fili Magici

Il 23 – 24 – 25 Maggio 2014, a Vinovo, in provincia di Torino, si svolge la quarta edizione di “Fili Magici”. In una cornice spettacolare, il Castello della Rovere, i più rinomati designer e artisti del mondo del ricamo espongono le proprie opere.

FILIMAGICI

La 4° edizione di “Fili Magici”, si presenta ancora più ricca e varia delle precedenti. 64 espositori, di cui 55 italiani e 9 francesi, esporranno una cinquantina di tecniche di ricamo e merletto. Avrete la possibilità di ammirare capolavori frutto dell’abilità, della fantasia, della passione e della padronanza tecnica degli artisti presenti, di acquistare libri, kits, schemi, tessuti, filati e di iscrivervi ai numerosi ateliers. Le arti d’ago saranno affiancate da altre espressioni artistiche quali l’alta gioielleria, l’elegante pittura su porcellana, la sontuosa decorazione delle uova stile Fabergé, la fantasiosa lavorazione della ceramica raku e del feltro. Inoltre, per la 1° volta in Italia, verranno esposte le «Bannières brodées pour Gigny, Baume, Cluny…». Questo progetto nacque nella regione del Jura (Francia) nel 2009 in occasione della commemorazione dei 1100 anni dalla fondazione dell’Abbazia di Cluny ad opera dei monaci delle due abbazie del Jura. Il progetto ha coinvolto più di 400 ricamatrici e sarte volontarie di Francia, Svizzera e Germania. Più di 400 immagini molto allegre, ispirate ai monumenti e alla vita del Medio Evo, sono state create appositamente per questo progetto. Le 26 Bannières rappresentano la nascita e l’espansione del potere dell’abbazia di Cluny sull’Europa del Medio Evo. Tra i 1040 quadrati ricamati a punto croce che le compongono, molti rappresentano siti cluniacensi italiani. L’avventura continua: molte nuove Bannières sono state ricamate in Francia, Svizzera e Italia (Amici del San Pietro di Carpignano). http://www.meta-jura.org/realisations/bannieres-brodees-1-25.htm Fili Magici è un’occasione rara, da non perdere, per tuffarsi in un fantastico mondo di, citando Gozzano, “piccole cose di ottimo gusto”.

Valentina-SarduMa, soprattutto, è l’occasione per conoscere di persona una delle nostre più amate autrici: Valentina Sardu, creatrice degli schemi della linea Ajisaipress, e curatrice degli splendidi volumi dedicati al ricamo rinascimentali e della riedizione dell’Enciclopedia dei Lavori Femminili di Therese De Dillmont.

BROCHURE-filimagici-1 BROCHURE-filimagici-2

Orari e luoghi Vinovo (Torino): Castello della Rovere, Sala Don Gerardo, Ala Comunale Venerdì 23 maggio 2014 ore 14,30 – 19,30 Sabato 24 e Domenica 25 maggio 2014 ore 9,30 – 19,00 entrata € 5,00 (gratuito per i minori di 15 anni) Informazioni: www.amoilricamo.it

Lo stand di Ajisai lo trovate nell'ala comunale, Sala don Gerardo, via San Bartolomeo
Lo stand di Ajisai lo trovate nell’ala comunale, Sala don Gerardo, via San Bartolomeo
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Una giornata… yoga

Roy Eugene Davis autografa i libri
Sesto San Giovanni, aprile 2014, II congresso europeo di Kriya Yoga
Sesto San Giovanni, aprile 2014, II congresso europeo di Kriya Yoga

Un’esperienza interessante e stimolante, quella vissuta all’Hotel Barone di Sassj, Sesto San Giovanni, lo scorso 26 aprile. Occasione d’eccezione, anzi doppio grande evento: il congresso europeo di Kriya Yoga, organizzato dall’Associazione Kriya Yoga Stella, sotto la guida di Furio Sclano, e la presenza eccezionale in Italia di Roy Eugene Davis, fondatore del Center for Spiritual Awareness.

Roy Eugene Davis e Marco Civra a Sesto San Giovanni, MI, 26 aprile 2014
Roy Eugene Davis e Marco Civra a Sesto San Giovanni, MI, 26 aprile 2014

Marcovalerio Edizioni, che da anni pubblica le opere in italiano del maestro statunitense, unico discepolo vivente del filosofo e mistico indiano Paramahansa Yogananda, non poteva non essere presente.

I libri di Marcovalerio Edizioni al Congresso Europeo del Kriya Yoga, aprile 2014
I libri di Marcovalerio Edizioni al Congresso Europeo del Kriya Yoga, aprile 2014

Il nostro marchio, da sempre dichiaratamente di ispirazione cattolica, ha negli anni costruito un percorso di ricerca estremamente aperto, selezionando testi di qualità in tutti gli ambiti spirituali, anche quelli apparentemente lontani dal Cristianesimo. Un percorso di ricerca e documentazione, di valorizzazione della prima fondamentale istanza dell’uomo: la ricerca spirituale, appunto. Perché, come sosteniamo, è essenziale cercare un sentiero di crescita personale e percorrerlo con coerenza e impegno fino alla fine. Scopriremo, forse, di poterci incontrare in un’unica grande piazza.

I partecipanti al Congresso Europeo di Kriya Yoga erano naturalmente quanto mai interessati alla ricca produzione di Marcovalerio — ben 11 i titoli attualmente disponibili in italiano del maestro Davis, grazie al lavoro di Furio Sclano — e si sono accalcati di fronte al piccolo banco di libri allestito per l’occasione, e poi accodati pazientemente di fronte a un ancora più paziente Roy Eugene Davis per ottenere l’autografo del loro maestro.

Roy Eugene Davis autografa i libri
Roy Eugene Davis autografa i libri

Il nostro incontro con Roy Eugene Davis è stato tanto inatteso, quanto prolungato. L’interesse dimostrato al grande sforzo che la nostra casa editrice, in un contesto del settore in Italia quanto mai critico, ci ha ripagati del grande lavoro compiuto in questi anni, e soprattutto ci motiva a proseguire in un cammino di scelte redazionali talvolta difficili, nelle quali la logica dei ricavi non è mai diventata una discriminante, ma l’impegno a costruire un percorso culturale ampio, strutturato, aperto, ma comunque organico e orientato, nella collana “Gnosi” come nella saggistica e nelle rare scelte di narrativa, a costruire un’immagine di lettori e di uomini e donne impegnati nella società ma prima ancora consapevoli che senza una solida formazione personale e spirituale non è possibile dare al proprio impegno e ruolo sociale un significato e un valore positivo.

Un doveroso grazie a Roy Eugene Davis e a Furio Sclano, cui dobbiamo le traduzioni dei libri del maestro in Italia.

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Alcune parole sulle violazioni di copyright

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I nostri ebook e molti dei nostri contenuti, specialmente quelli realizzati dal marchio Ajisai e dedicati ai ricami sono apprezzati in tutto il mondo. Accade spesso che li ritroviamo, nelle continue tracciature, copiati illegalmente su forum e blog specializzati.All’inizio, supponendo la buona fede di coloro che avevano deciso di copiare questi files con i propri amici, abbiamo spiegato loro che questo non è corretto, richiedendo la rimozione bonariamente.Sfortunatamente, quasi nessuna delle nostre richieste è stata ascoltata, spesso anzi provocando risposte irritate. Le copie illegali di libri e schemi si sono moltiplicate, costringendoci infine ad avviare tutte le necessarie azioni legali.

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Per questa ragione, siamo spiacenti di informare che, a causa delle continue e sistematiche violazioni, i nostri ebook non saranno ulteriormente acquistabili nelle nazioni canaglia dove la protezione dei diritti d’autore non viene garantita. Fra queste: Russia, Cina, Vietnam e tutte le Nazioni dell’Europa orientale.

Inoltre, poiché purtroppo anche l’Italia primeggia nella pirateria, ed essendo in questo caso più facile perseguire i reati e le violazioni, non solo procederemo alla denuncia penale immediata e senza alcun preavviso per ogni file piratato che troveremo su un server, identificando il responsabile attraverso l’account indipendentemente dal fatto che il file copiato sia stato depositato su un server straniero, ma procederemo anche in sede civile con la rivalsa economica. Indifferenti al fatto che questo possa provocare la rovina economica del responsabile e della sua famiglia.

Dietro ogni libro, ogni ebook ci sono migliaia di ore di duro lavoro che devono essere rispettate. Ci sono persone che mettono il proprio impegno. Condividere abusivamente un file su cui ci sono dei diritti è esattamente rubare. Danneggia l’autore, danneggia l’editore, danneggia tutte le persone che hanno lavorato a quell’opera, fino al punto di distruggere un intero settore produttivo e provocare povertà nelle famiglie.

Se amate la cultura, se amate i libri, non uccideteli. La pirateria sta distruggendo il lavoro e l’intera industria culturale.


 A few words about copyright violations

Our embroideries are appreciated all over the world and we often happened to find illegal copies of our designs on some cross stitch forums and blogs. At first, believing in the good faith of those who decided to share these patterns with their friends, we tried to explain that this is not correct, and we requested the removal of the illegal files.
Unfortunately, none of our requests has been heard. The illegal copies of the files have multiplied, and now we are forced to take legal actions.

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Furthermore, we are very sorry to inform that due to these continuous copyright violations, our embroidery patterns will be no longer available in some countries, such as Russia, China, Vietnam and Eastern Europe area.

Behind every design there are thousands of hours of hard work that must be respected. Sharing a copyrighted embroidery chart is exactly like stealing, and hurts the designer, the publisher and all the other people involved.

If you love books, and if you’re always looking for new and creative works, please support the publishing industry and buy original.

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Nudo di banca. Presentazione il 5 aprile 2014 a Voghera

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Banche al centro. Del mirino, delle polemiche, delle responsabilità. Quali le colpe del sistema finanziario nella crisi attuale dei consumi e dello stato delle piccole e medie imprese? Ne discute con i lettori Sergio Martini, il 5 Aprile 2014, alle ore 17,00, presso la Libreria Ticinum di via G. Bidone, 20 a Voghera (PV)

Seguirà un dibattito sul tema: “Competenza e Relazione nel rapporto con la banca moderna

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Vetrioli sparsi. La filosofia del tutto gratis e l’editoria a pagamento

vetrioli1Questo articolo fu pubblicato nel 2010 da Sul Romanzo. All’epoca scatenò commenti, polemiche accese e un curioso dibattito sull’evoluzione dell’editoria. Sono trascorsi quattro anni e, incredibilmente, il motore delle ricerche su questo sito dava ogni giorno alcune richieste per un articolo scomparso. Abbiamo così chiesto all’autore di attualizzarlo e renderlo nuovamente disponibile. Cosa è cambiato da allora?

C’erano una volta il politicamente scorretto e anche la vanity press. Un povero, sano scrittore, desideroso di gloria casereccia o comunque di vedere stampati i propri endecasillabi zoppicanti, senza particolari problemi si rivolgeva a onesti editori a pagamento che, dietro compenso, provvedevano a trasformare gli ululati del poeta in un vero libro degno di essere regalato agli amici, ai parenti e persino di comparire nelle recensioni del Gazzettino di Caccavecchia Alta.

Gli editori a pagamento erano gente in fondo piuttosto seria che, per qualche migliaio di euro attuali, impaginava decentemente gli strazi agonizzanti, eliminava o almeno proponeva di eliminare gli errori di ortografia più evidenti, assemblava una copertina con tanto di quadro celebre riprodotto a sbafo, e sfornava un bel librozzo su carta patinata.
Sani tempi antichi, prima che internet sparigliasse le carte. Poi venne la rete e con la rete i blog contro l’editoria a pagamento. Come? – scrissero i nuovi profeti della letteratura – pagare per pubblicare il vostro poema in terzine quadrettate con rime contestate? Spetta all’editore pagare il vostro capolavoro. Voi, gli Autori, rigorosamente con la A maiuscola, dovete pretendere di essere pagati.

vetrioli2Ecco allora la battaglia lanciata da un figlio d’arte quale Ettore Bianciardi, su riaprireilfuoco.org (blog ora scomparso). dove avreste letto le lamentele della scrittrice Adriana Maria Leaci: «Per mancanza anche mia, purtroppo, durante l’editing ho fatto caso solo alle modifiche proposte senza andare a rileggere i contenuti, che sono rimasti con gli errori di battitura che avevo inoltrato per la selezione[…]», perché naturalmente lo scrittore non deve abbassarsi a controllare l’ortografia dei propri capolavori. E chi sponsorizzava riaprireilfuoco.org? Marcello Baraghini, patron di Stampa Alternativa, editore del libro di Miriam Bendia, Editori a perdere.

Cambiamo pagina dunque, e visitiamo il citatissimo (già nel 2010) blog di Linda Rando, “Writersdream.org”. Qui le ormai copiatissime liste EAP, sulle quali l’autrice rivendica giustamente un copyright, promuovono i buoni e bocciano i cattivi. Scomparse, poi riattivate, poi nuovamente scomparsi, ora non campeggiano più in prima pagina, ma sono pur sempre consultate. I buoni sono quelli che si fanno pagare sì, però non per pubblicare, perché quello è brutto, ma solo per l’editing. insomma per gli orrori di ortografia. anzi, no, perché quelli vanno in purgatorio. Molto meglio non pagare proprio l’editore: se proprio non sapete scrivere, il vostro periodare ricorda un motore fuso con il cambio rotto e la vostra padronanza dell’italiano è pari alla vostra umiltà, allora pagate soltanto un’agenzia letteraria. L’editore vi pubblicherà gratis. a pagarlo sarà l’agenzia, ma la faccia l’avete salvata.

Su writersdream.org campeggiava un tempo la pubblicità dei libri di un editore, Montag, prontamente rimosso dopo la pubblicazione di questo articolo, nel 2010. E poco sotto un altro annuncio: «Hai un manoscritto nel cassetto? Ebbene, mandacelo! Writer’s Dream seleziona manoscritti di ogni genere e lunghezza per la pubblicazione con la casa editrice Simplicissimus Book Farm». E siamo a tre.

A fare eco a Linda Rando si aggiungeva poco più in là Andrea Mucciolo, con galassiaarte.it, quattro anni fa suo nuovo blog, ora divenuto il portale di una casa editrice e… di un’agenzia di servizi editoriali. Scriveva all’epoca Mucciolo: «Buongiorno, ho appena creato un nuovo portale: “Come pubblicare un libro” ovvero: “Come pubblicare senza farsi gabbare dagli editori”, e da altre persone poco corrette che bazzicano questo ambiente. Ho inserito i primi contenuti, come ad esempio: avvertenze sugli editori a pagamento, come presentarsi alle case editrici, il book on demand e altro ancora: www.comepubblicareunlibro.com» Una pagina ricca di consigli che, alla fine, rimanda a una seria casa editrice: Galassia Arte, guarda caso.

Andrea Mucciolo promuoveva il suo libro, Come diventare scrittori oggi.

In calce al blog, una bella dicitura per il copyright: tutti i diritti di riproduzione riservati (all’epoca) a Eremon edizioni. Se sappiamo fare di conto siamo a cinque.

Di manuali scritti da scrittori che scrivono su come scrivere avevamo già Io scrivo di Simone Navarra, edito da Delos Book. sì, proprio quelli dei premi letterari, una decina l’anno, che trovate su www.delosbooks.it/premi/ e ai quali potete iscrivervi su www.delosstore.it/iscrizioni/, con tariffe variabili da 5 a 50 eurini. Delos Book è anche la rivista “Writers Magazine” che, pagando, vi spiega come pubblicare gratis o a poco prezzo. se l’aritmetica non è un’opinione siamo a sei.

Ciliegina sulla torta, perché i vetrioli sono per tutti, e mai esclusi i presenti, il seguitissimo blog Sul Romanzo, all’epoca di sulromanzo.blogspot.com e oggi autorevolissimo Sulromanzo.it, curato nientepopodimeno da Morgan Palmas che ospita questo articolo sulla neonata webzine omonima. interviste agli editor, compreso l’autore di questo vetriolo e, naturalmente, banner sparato sul suo libro Scrivere un romanzo in cento giorni. Edizioni Marcovalerio questa volta, un tempo mio datore di lavoro per inciso. e siamo a sette.

E se per gli altri cinque giuriamo sull’assoluta buona fede in mancanza di informazioni, per quanto riguarda il settimo abbiamo i dati diretti. La campagna di stampa contro l’editoria a pagamento, nel 2010, non incrementò neppure di un punto percentuale le vendite del saggio pubblicizzato. In compenso provocò un inatteso incremento del quattrocento per cento del numero di manoscritti, non richiesti, inviati in allegato email.

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In questi quattro anni, di diari di scrittori mancati che si sono messi a raccontare come non siano riusciti a pubblicare, ne sono stati pubblicati diversi. Magari qualcuno, meno pigro, potrebbe segnalarli in calce, così da costituire una biblioteca dei libri pubblicati sulla non pubblicazione.

Se venissero passati sotto un software di sintesi vocale, gli ululati degli scrittori spaventerebbero un branco di lupi selvatici.

Morgan Palmas, consapevole della sua colpa, si è ritirato nel frattempo in clausura letteraria e, per espiare, da quattro anni ormai, legge un libro al giorno.

Emanuele Romeres vive ancora in uno scantinato, tra il fetore dei ratti e il gocciolio dei tubi.

E se leggere, semplicemente leggere, fosse la strada giusta per diventare scrittori?

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