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La rivista RicAmare
dedica la copertina
al blackwork di Valentina Sardu

RicAmare - Marzo 2016
RicAmare – Marzo 2016

I ricami di Valentina Sardu approdano su RicAmare, con una serie di nuovi disegni realizzati in esclusiva per la nota rivista.

Primo appuntamento sul numero di Marzo, in edicola da oggi, con il disegno “Amaryllis“, protagonista anche in copertina.
Il modello, ricamato personalmente da Valentina, sarà in mostra alla fiera di Bergamo Creattiva, dal 3 al 6 Marzo 2016, presso lo stand della rivista (stand 64, padiglione B), dove sarà anche possibile acquistare tutti gli altri schemi della nostra autrice.

 

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I manoscritti dell’orrore…
ortografico

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adagioIl redattore ordinario invecchia, sbava, digrigna i denti. Beh, direte voi, quale novità? Ormai chi segue la mia rubrica astiosa sa che non sono altro che un incartapecorito rabbioso, relegato a lavorare fra il guano dei piccioni. Per vostra disgrazia, e il vostra è riferito a voi maestri della letteratura, romanzieri aspiranti che già vi definite nelle lettere di accompagnamento quali scrittori, il mio ingrato e vomitevole compito è leggere, leggere, e ancora leggere le vostre proposte di pubblicazione.

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Da giorni, in questo tiepido gennaio che colpisce i miei bronchi marci, trascorro le mie inutili e frustranti giornate aprendo gli archivi della posta elettronica, dove per cinque mesi si sono accumulati i vostri allegati. Otto secondi netti a manoscritto. Tanti ne bastano ormai per rabbrividire, sussultare, essere tentato di imprecare. Eppure mi accontento di poco, pochissimo a dire il vero. Provate ad accontentarmi.

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Provate a scrivere beh e non , o peggio be’, distinguete un’interiezione da un belato. Se poi siete dei raffinati e volete sottolinearlo, scrivete po’ e non , qual è e non qual’è. Esiste il quale ma non la quala, fantomatico uccello da cucinare in padeglia, che non è un piatto tipico spagnolo.

Nun s’è n’è pu’o piu dell’itagliano, si stinge il quore a leggere cueste cose.

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In fondo non sono pretese eccessive. Sarebbe sufficiente utilizzare il correttore ortografico automatico, quello che sottolinea in rosso le parole grammaticalmente scorrette. Potreste persino riuscire a ingannarmi per dieci pagine, anziché farmi desistere alla quarta riga.

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Vi devo rivelare un segreto: sono sottopagato per cercare a tutti i costi di pubblicarvi e questo significa una grande condiscendenza nei confronti della sintassi talvolta zoppicante, della totale mancanza di conoscenza della consecutio temporum, persino della sciatteria che vi spinge a mettere uno spazio prima della virgola e non dopo, del fatto che non abbiate minimamente idea della differenza fra la copula (che in questo caso non è un invito a fare sesso) è ed é, o peggio e’. Non parliamo quando la copula è all’inizio del paragrafo: confessate, non avete la minima idea di quali tasti pigiare per ottenere la È maiuscola. Bisogna usare contemporaneamente tre tasti: alt, maiuscolo e, ovviamente, “e”. È pur vero che possedete soltanto due indici, ma in questo caso fate uno sforzo. Sono errori che commetto anch’io, e che facilmente si correggono in modo automatico. Non occorre un redattore, basta un bonobo ammaestrato.

bonobo

Io vorrei selezionarvi. Sogno quei rari momenti, sempre più rari, in cui posso calarmi dalla scala tarlata della malsana soffitta e correndo nel fango fino all’ingresso del lungo viale alberato che conduce al lussuoso ufficio del direttore editoriale, o percorrere leggiadro il giardino fiorente che conduce alla sua arcana biblioteca, per inginocchiarmi ai suoi piedi ed esclamare gioioso:

“Sua reverenza eccellenzosa, avessi scovato infine uno pubblicabile manoscritto, anche se dattiloscritto, ovvero computerscritto.”

Vi supplico, è ormai una questione di vita o di morte. La mia, mica la vostra. Dal momento che vengo pagato a cottimo, dieci euro per ogni manoscritto pubblicabile, devo scovarne almeno uno la settimana per poter sopravvivere a pane e acqua. Ricevessi un centesimo per ogni vostro errore, sarei ricco. Prima di pigiare il tasto “invia” con il vostro preziosissimo allegato, fermatevi un secondo. Chiedete almeno un parere al vostro gatto.

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P.S. (post scriptum, che significa “scritto alla fine” o “scritto in calce” (senza riferimenti all’edilizia): le parole in rosso indicano errori. Non sono in italiano. Questo nel caso voleste giustamente commentare. Come sempre, insulti, accuse veementi, parolacce sono ben accette. Beni alimentari non deperibili, scarpe vecchie, vestiti dismessi, ancora di più. Il vostro beneamato redattore ordinario.

 

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I bestseller
Marcovalerio del 2015

Come ogni anno, stiliamo la classifica dei libri più venduti negli ultimi dodici mesi, riproponendovi i piccoli successi editoriali della nostra casa editrice. Anche il 2015 riserva sorprese e conferme, dimostrando che i lettori premiano i libri ben strutturati e che, in qualche modo, la tanto sbandierata crisi dell’editoria è in verità una crisi dei “lettori deboli”.

In testa alla classifica un titolo del marchio Vita Edizioni, il piccolo volumetto dedicato a Papa Francesco.

PAP-9788875473532

Al secondo posto, stabile nella classifica dei libri più venduti da oltre un decennio, un classico assoluto della spiritualità, Il Regno di Dio è in voi di Leone Tolstoi.

TOL-9788888132341

Al terzo posto, a sorpresa, un romanzo storico che ricostruisce la storia rocambolesca di Ciccilla, figura tragica e sanguinaria del brigantaggio calabrese, che terminò la sua vita nella fortezza di Fenestrelle, in Piemonte, L’ultima brigantessa di Rocco Giuseppe Greco.

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Saldamente in classifica anche quest’anno il piccolo manuale di esordio di Valentina Sardu, nel frattempo divenuta un’affermata autrice di craft con i suoi schemi di ricamo apprezzati in tutto il mondo. Il suo tascabile dedicato al Furoshiki, l’antichissima arte giapponese di annodare i foulard raccoglie consensi continui.

FCR - 9788875473136Al quinto posto un saggio impegnativo, scritto da Andrea Scartabellati, in tema con il centenario dell’inizio della Prima Guerra Mondiale. Dalle trincee al manicomio racconta il dramma dimenticato di decine di migliaia di reduci dalle atrocità della guerra, devastati e spesso abbandonati a se stessi.

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Un ricordo di René Girard

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girardIl 4 novembre 2015, René Girard si è spento nella sua casa di Stanford all’età di 91 anni. Nato ad Avignone la notte di Natale del 1923, nel 1941 riceve il baccalaureato in filosofia al Liceo della medesima città. Si diploma nel 1947 all’Ecole des Chartes, a Parigi, in archivistica e paleografia. Nel 1947 lascia la Francia per stabilirsi negli Stati Uniti: dal 1950 al ’52 è Philosophy Doctor in Storia all’Università dell’Indiana, dal 1952 al ’53 è alla Duke University, dal 1953 al ’57 al Byrn Mawr College, dal 1957 al ’68 alla Johns Hopkins University, dal 1968 al ‘76 alla State University of New York di Buffalo, dal 1976 all’’80 ancora alla Johns Hopkins University. Infine, dal 1981 Girard è alla Stanford University, in California, col ruolo di Andrew B. Hammond Professor of French Language, Literature and Civilization. Oltre a innumerevoli onoreficenze conferitegli in tutto il mondo, nel 2005 Girard viene eletto Membro della prestigiosa Académie Française.
Padre della “teoria mimetico-vittimaria”, sviluppata in testi divenuti ormai classici come Menzogna romantica e verità romanzesca (1961), La violenza e il sacro (1972), Delle cose nascoste sin dalla fondazione del mondo (1978), Il capro espiatorio (1982), L’antica via degli empi (1983), Vedo Satana cadere come la folgore (1999), Il sacrificio (2003) e Portando Clausewitz all’estremo (2007), solo per richiamare i più noti, Girard è stato spesso considerato il “Darwin delle scienze umane”, in quanto ha offerto una visione unitaria e sistematica della genesi della cultura e del processo di ominizzazione. La straordinaria forza del sistema girardiano e la sua originalità, ad un tempo epistemologica, ontologica ed etica, scaturisce proprio dal fecondissimo nodo concettuale che unisce la tematica del desiderio mimetico e quella della violenza collettiva – i cosiddetti meccanismi di capro espiatorio – nel complesso fenomeno del sacro.

Com’è noto, a partire da Delle cose nascoste, Girard afferma che nella scrittura giudeo-cristiana è all’opera una forza contraria a quella che cerca costantemente di occultare il meccanismo del sacro violento e che tende allo svelamento di tale menzogna. Soltanto la Bibbia è in grado di decifrare le rappresentazioni persecutorie e il religioso nella sua totalità. Ne deriva una scelta inevitabile e urgente, che Girard articola nelle sue ultime opere con toni sempre più apocalittici: abbandonare il mondo e l’umanità alla catena infinita dei conflitti mimetici oppure intraprendere l’arduo percorso della rinuncia alla violenza e del perdono. Soltanto chi sceglie questa seconda difficile alternativa segue il messaggio evangelico: “È venuto il tempo di perdonarci l’un l’altro. Se non lo faremo ora, non ne avremo più il tempo.”

claudio cvQuesto articolo è stato gentilmente scritto dal Claudio Tarditi, autore del volume 
"Al di là della vittima. 
Cristianesimo, violenza 
e fine della storia"
pubblicato da Marcovalerio Edizioni.
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I AM 15
La festa per i 15 anni
della nostra casa editrice

Immagine di grandi dimensioni del blog

Marcovalerio Edizioni il 1° agosto ha compiuto 15 anni.

Il marchio Marcovalerio Edizioni festeggia 15 anni di presenza libraria. Non sono moltissimi, è vero, ma è un risultato importante in questi difficili tempi di crisi per l’editoria. Così, per festeggiare, abbiamo deciso di aprire le porte. A partire dalle 16,00, sabato 1 agosto 2015, amici, lettori e autori hanno potuto visitare tre mostre eccezionali, mangiando e bevendo in compagnia, incontrando gli autori che hanno reso grande il nostro marchio.

 


CORTILE NORD – INGRESSO DA VIA VITTORIO EMANUELE II, 29

MOSTRA DI RICAMI BLACKWORK E PUNTO CROCE
Le realizzazioni di Valentina Sardu per Ajisaipress


BIBLIOTECA – INGRESSO DA VIA VITTORIO EMANUELE II, 29

MASCHERE DELL’HIMALAYA E DEL TIBET
Una selezione eccezionale di maschere sacre tibetane antiche
dalla Collezione Proserpio

 


CORTILE SUD – INGRESSO DA VIA VITTORIO EMANUELE II, 29

IN THE NAME OF GO(L)D
Immagini degli scenari di guerra in Siria, Somalia, Libia
del fotografo internazionale Ugo Lucio Borga


Cristina Menghini, autrice del libro “Favoloso, quando le fiabe le raccontano i bambini“. Dolcetti, merendine per tutti i bambini e i ragazzi presenti e gioco delle favole con l’autrice.

Massimo e Giovanni Damiano in concert.

Furio Sclano, autore del libro “La soluzione spirituale ai problemi della vita” e traduttore italiano dei libri di Roy Eugene Davis, ha offerto gratuitamente un assaggio di meditazione kriya yoga

Spizzichi e aperitivi, musica e chiacchiere, con gli autori di Marcovalerio.

Riso, risa, pasta e altro, in compagnia di Jacopo Fontaneto, enogastronomo e storico della cucina, ma soprattutto del grande chef Samuele Bettini, del Fogher di Camponagara VE.

Un minuto dopo il tramonto, proiezioni su grande schermo, storie e avventure di libri, di scrittori.

Musica, cibo, birra e vino fino a notte fonda

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Pinerolo. Il 23 e 24 maggio
torna “Kulturanda”

Kulturanda

Nell’ambito della rassegna culturale “Maggio Libri” organizzata dalla Città di Pinerolo, l’Associazione Turistica “Pro Loco Pinerolo” promuove il suo annuale incontro culturale. Sabato 23 maggio avrà inizio la quindicesima edizione di “Kulturanda”, incontro con i libri e gli autori del pinerolese, e terminerà domenica 24 maggio.

FAV-9788875474065La manifestazione di sabato 23 avrà inizio alle ore 16 si terrà presso la sede della Pro Loco (piazza Vittorio Veneto 8, Pinerolo). Verranno presentati i seguenti libri: “Favoloso. Quando le storie le raccontano i bambini” di Cristina Menghini e “Discepolo Muto” di Patrizio Righero.
MUT-9788875473976Domenica 24 avrà alle ore 15:30, sempre presso la sede Pro Loco Pinerolo, sarà presentato il libro “Le tribulassion d’Avuss” di Carlin Pòrta, con la presenza dell’autore. L’ingresso è libero.

AVU-9788875474003Alla chiusura della manifestazione la Pro Loco offrirà un rinfresco.

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App per le città
e i territori smart

Smart city è un approccio culturale in grado di generare, in modo “intelligente”, condizioni infrastrutturali, tecnologiche e di governance per produrre opportunità di lavoro, promuovere benessere sociale, aumentare la qualità della vita e favorire lo sviluppo sostenibile.

Ebbene sì, parliamo di app
e di smartphone… 
ma non solo

La diffusione degli smartphone dei tablet ha profondamente modificato il nostro modo di comunicare, ma anche e soprattutto il nostro modo di rapportarci ai servizi, alla mobilità, al territorio. I servizi di geolocalizzazione rappresentano la base per tutta una serie di applicativi che permettono di interagire facilmente e rapidamente. La connettività diffusa e permanente ci permette di rapportarci in tempo reale con la realtà circostante. I sistemi di interazione, dagli ormai “vecchi” ma pochissimo sfruttati qrcode, i codici a barre bidimensionali che ogni smartphone è in grado di leggere captando informazioni complesse con una semplice fotografia, ai sistemi di pagamento di prossimità, hanno accelerato i processi. Pagare un parcheggio in città, scaricare una guida audio in un museo e ascoltarla, effettuare una chiamata di emergenza sanitaria fornendo automaticamente la propria posizione, sono tutte applicazioni ormai diffuse, anche se talvolta poco conosciute dagli utenti.

I nostri telefoni di ultima generazione sono spesso pieni di giochi, divertenti e un poco inutili, quando potrebbero diventare ottimi strumenti di lavoro, permettendoci di risparmiare tempo e denaro. E sono anche strumenti con i quali le aziende e soprattutto chi governa potrebbero fornire servizi avanzati e graditi ai cittadini. Questo ebook, che potete scaricare per leggerlo comodamente su un tablet o sul vostro personal computer è una raccolta di app intelligenti, smart appunto, che offrono servizi di elevata qualità e permettono un’interazione rapida, reciproca ed economicamente vantaggiosa, fra cittadini, imprese e pubblica amministrazione. L’invito agli amministratori è provarle e comprenderne le grandi potenzialità. L’invito ai cittadini è di trovare un po’ di spazio nel loro magnifico e tecnologico smartphone, magari a scapito di qualche brano musicale o di un gioco, per iniziare a scoprire quante cose si possono fare con un iphone, un android o un windows phone.

Commenti, segnalazioni di nuove app, sono quanto mai graditi.


Questo ebook dinamico, destinato ad essere aggiornato periodicamente, proprio per la sua natura smart, è la naturale integrazione del volume

Luigi Pinchiaroglio
Appunti di viaggio verso le città e i territori smart

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pubblicato nel mese di marzo 2015. Raccoglie e recensisce le applicazioni mobili, le cosiddette app, che specificamente propongono soluzioni smart per la qualità della vita, la sviluppo, la tutela dei cittadini, l’ordine pubblico, la salute.

I contenuti di questo articolo sono liberamente scaricabili in formato ebook, periodicamente aggiornato.


 Mica tutto è smart…
ci sono vecchie cose molto smart e nuove cose molto dumb

Piccola premessa, che potete saltare tranquillamente se lo scopo per cui state leggendo queste righe è cercare la prossima app con la quale intasare il vostro telefono.

Il concetto smart ci sembra oggi legato esclusivamente alle nuove tecnologie, come se l’unico modo di realizzare un progetto intelligente fosse creare un progetto nuovo. In realtà molte attività vecchissime, assolutamente non tecnologiche, sono smart nel senso più profondo. Uno dei pilastri del concetto smart è la partecipazione. Quella vera, in cui lo scambio di informazioni sia attivo da entrambi i lati e non solo a senso unico,

Facciamo qualche esempio concreto.

Se una pubblica amministrazione realizza un sito internet bellissimo, pieno di effetti speciali, con tanto di streaming televisivo per trasmettere in diretta i consigli comunali, notiziario in tempo reale sui cantieri aperti, ma non apre un canale attraverso il quale i cittadini possano segnalare disfunzioni, problemi, o una banale buca in una strada, non ha intrapreso un verso percorso smart. Peggio, se attiva questi strumenti e poi non li utilizza, affidando la lettura dei messaggi a impiegati disinteressati che non consulteranno mai i messaggi o non avranno la capacità di sintetizzare, nel flusso certamente caotico e magari eccessivo di informazioni poco utili, quelle davvero importanti.

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expoDi numeri verdi dove non risponde nessuno, servizi di assistenza ai clienti con tempi di attesa di settimane, pagine facebook abbandonate, app per consultare gli orari dei mezzi pubblici basate su stime costruite a tavolino, la Rete internet è stracolma. Persino di servizi di mappe che hanno spedito gli automobilisti a galleggiare in mezzo ai torrenti. Tempo fa, in una metropoli, attivarono con grande dispendio di denaro e di pubblicità, un servizio smart per segnalare ai ciechi la giusta fermata del tram. Calcolando i tempi programmati e non quelli reali. I ciechi scendevano tranquillamente… alla fermata sbagliata.

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L’idea che si possano condividere passioni e interessi, scambiando liberamente un’ora del proprio tempo e della propria competenza, è assolutamente vecchia. Le banche del tempo sono un’iniziativa concreta e molto vivace, attiva in molte realtà urbane. Non è necessario un sito internet per incontrarsi. Anzi, per scambiare del tempo, è indispensabile condividerlo, personalmente piuttosto che virtualmente. Un sito internet potrà essere utile per elencare le competenze disponibili in quella particolare banca del tempo, non certo per scambiare tempo virtuale.

 

E se ora siete interessati, andate a scaricare l’ebook

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Sotto questo cielo…

Foto di Manuel Lai
Foto di Manuel Lai

Sotto questo cielo, cupo e limpido insieme, con le nuvole basse che ci sovrastano nelle notti autunnali.

Sotto queste montagne, che nelle albe invernali galleggiano magicamente sulla nebbia come mura sospese nel nulla.

È qui che nascono i libri di Marcovalerio, i saggi e i romanzi, i classici e i testi spirituali, le pagine che affollano la nostra mente come sogni e che come visioni si moltiplicano in copie che giungono nelle librerie, nelle biblioteche del mondo e, talvolta, nelle vostre case di lettori.


Foto di Manuel Lai
Foto di Manuel Lai

Queste sono le Terre d’Acaia, le vallate aspre che scendono dall’altopiano che prende il nome dal generale Catinat, le cui truppe seminarono morte e distruzione alla fine del XVII secolo e che ancora oggi sono ricordate nelle celebrazioni della Battaglia della Marsaglia.

Le pianure celtiche, un tempo ricoperte di foreste e oggi distese di granturco, attraversate da Giulio Cesare per scrivere le pagine della sua conquista, dove romani, galli e poi longobardi vissero gli uni accanto agli altri, prima nemici e poi nel grande crogiuolo del Medioevo.

La vallate ombrose dove i Valdesi trovarono la pace dopo secoli di persecuzioni, costruendo sulla rovine dei terremoti, pietra su pietra, negli “inversi”, i versanti gelidi dove il sole non batte d’inverno.


Foto di Manuel Lai
Foto di Manuel Lai

Lungo gli antichi percorsi, ormai perduti, delle strade romane, che da nord a sud unirono per tutto il Medioevo gioielli d’arte oggi dispersi nei campi e lungo strade bianche e ciclabili, i nostri redattori e collaboratori si incontrano e incontrano gli autori, che approdano in queste pianure così periferiche e lontane dal clamore delle riviste e dei blog letterari, dalle classifiche e dalle vetrine.


Foto di Manuel Lai
Foto di Manuel Lai

Abbiamo scelto la strada lunga, la strada impervia. Non ci incontrate alle fiere, da anni. Non ci vedete nelle pile dei successi del momento. Non troverete i nostri tomi accalcati nelle stazioni di servizio. I libri Marcovalerio dovete cercarli. Non sono libri da sfogliare, ma da leggere e masticare, lentamente e faticosamente come una capra affronta le foglie più aspre disdegnando le insalatine morbide e spiluccando con caparbietà e fatica il suo pasto.


Foto di Manuel Lai
Foto di Manuel Lai

Non siamo irraggiungibili. Le nostre porte sono sempre aperte. E qualche viandante lettore giunge fino a qui, talvolta. Potete ordinare i nostri libri e, se non vi piacciono, protestare con decisione. Con tanta decisione da ottenere il diritto di cambiare il titolo che vi ha deluso. Non è una strada pianeggiante, neppure per voi, perché vi chiederemo di motivare la vostra stroncatura.

I libri sono compagni infidi. Non sempre vi danno ciò che vi aspettavate da loro. Talvolta aprono porte che non avevate notato, altre volte botole che avevate consapevolmente ignorato. 


Su sentieri conosciuti o verso mete ignote, i libri vi indicheranno la via

Foto di Manuel Lai
Foto di Manuel Lai
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Ugo Lucio Borga

Ugo Lucio Borga (1972), è uno scrittore e fotogiornalista italiano. Si occupa di conflitti armati, temi sociali, umanitari e ambientali. I suoi reportage, realizzati in Africa, Asia, Sud America, Medio Oriente ed Europa orientale, sono stati pubblicati da innumerevoli testate nazionali e internazionali tra le quali Time magazine (USA), TimeLightbox The Guardian, The Observer, The Independent (England), Die Zeit, Die Welt, Frankfurter Rundschau, Zurker Zeitung, Brigitte , Cicero (Germany), La Vanguardia Magazine, Zazpika magazine (Spain), La Croix, Courrier international (France), Die Presse (Austria), Tyzden (Slovakia), Haaretz (Israel) Gazeta Wyborcùza (Poland), Alpha Magazine ( UAE), Woz (Switzerland), Africa Magazine, Diario, Espresso, Il Giornale, Il Manifesto, Eyesopen, Sole24Ore, GQ, Africa, Vps, Panorama, PeaceReporter, Rolling Stone, il Riformista, Sportweek, La Stampa, Vanity Fair, il Venedrì di Repubblica, Corriere della Sera, Mondadori (Strade Blu), RAI-3, Rainews24, Sky Thg24 Jetlag, Channel4, Radio24, RadioRSI.

È presidente dell’Associazione Six Degrees che racconta i conflitti etnici, religiosi e razziali, anche legati ai flussi migratori e alle marginalità sociali ed economiche del mondo. Six Degress promuove la cultura del giornalismo e della cultura globale attraverso corsi, seminari, conferenze e mostre.


Ugo Lucio Borga is an italian writer and photojournalist represented by Paola Meliga Art Gallery. His work has always focused on the wars, even those forgotten, humanitarian crises, social and environmental issues in Africa, South America, Middle East, Asia, Europe.

Has made depth reportages worldwide covering, among others, the Arab Spring, the civil war in the Democratic Republic of Congo, Central African Republic, Somalia, Libya, Syria, South Sudan, religious clashes in northern Lebanon, the Eritrea dictatorship, the Ukraine war, the Iraq war against the Islamic State.

His articles and reports have appeared in many newspapers, magazines, TV and radio including Time magazine (USA), TimeLightbox The Guardian, The Observer, The Independent (England), Die Zeit, Die Welt, Frankfurter Rundschau, Zurker Zeitung, Brigitte , Cicero (Germany), La Vanguardia Magazine, Zazpika magazine (Spain), La Croix, Courrier international (France), Die Presse (Austria), Tyzden (Slovakia), Haaretz (Israel) Gazeta Wyborcùza (Poland), Alpha Magazine ( UAE), Woz (Switzerland), Africa Magazine, Diario, Espresso, Il Giornale, Il Manifesto, Eyesopen, Sole24Ore, GQ, Africa, Vps, Panorama, PeaceReporter, Rolling Stone, il Riformista, Sportweek, La Stampa, Vanity Fair, il Venedrì di Repubblica, Corriere della Sera, Mondadori (Strade Blu), RAI-3, Rainews24, Sky Thg24 Jetlag, Channel4, Radio24, RadioRSI.

In 2011 he received the first prize “Novinarska Journalism Award” for a series of stories about the rebels during the Libyan war.

He’s president of Six Degrees Association – – which aims to tell the wars, the ethnics, religious and racials conflicts, political and social instability, issues related to immigration situations, poverty, marginalization and discrimination in all parts of the world. Six Degrees also pursues the aim of spreading the culture of independent and ethics information, to promote photojournalism and culture through training courses, workshops, conferences, exhibitions.

He published the books:

Il sudario di latta-taccuini di Guerra-MarcoValerio Edizioni

Soldat 1- war in Ukraine- Musumeci Editore

UgoLucioBorga

Ha ampiamente coperto gli eventi legati alla “Primavera Araba”, le guerre civili in Rebubblica Democratica del Congo, Repubblica Centrafricana, Somalia, Libia, Siria, Eritrea e gli scontri settari nel nord del Libano.

Nel 2009 ha realizzato un documentario esclusivo sulla guerra in Somalia per il canale inglese Channel 4.

Nel 2011 ha ricevuto il Novinarska Cena Journalism Award per il servizio realizzato in Libia nel corso della guerra civile.

È tra i fondatori, insieme alla compagna e collega Loredana Taglieri e la fotografa Sophie Anne-Herin, dell’Associazione Six Degrees, che ha lo scopo di raccontare le guerre, i conflitti etnici, religiosi e razziali, le situazioni d’instabilità politica e sociale e le problematiche connesse all’immigrazione, alla povertà, all’emarginazione e alla discriminazione in ogni parte del mondo. Six degrees persegue anche lo scopo di diffondere la cultura di un’informazione indipendente ed etica, di promuovere il foto-giornalismo e la cultura dell’immagine d’autore attraverso corsi di formazione, laboratori, conferenze, mostre.

Dal 2012 fa parte dell’Agenzia Echo Photo Agency.

Il suo lavoro e’ rappresentato dalla Galleria d’Arte Paola Meliga di Torino.

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Niente manoscritti,
per favore.
Fino all’anno prossimo

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Anche quest’anno, come a fine 2013, purtroppo, dobbiamo chiudere le porte telematiche per qualche mese…

Non è bello, non è piacevole, lo sappiamo. Molti di voi si arrabbieranno non poco. Se volete, lo spazio dei commenti è sempre a disposizione per insultarci pesantemente. Tuttavia non abbiamo scelta. Complice la crisi e la disoccupazione, complice forse la depressione, il volume dei manoscritti che intasa la casella email della redazione ha superato da mesi il livello di guardia. Per ogni ordine di libri, arrivano cinque proposte di pubblicazione. È un rapporto ormai insostenibile. Con l’arrivo della pausa di agosto, il rapporto è raddoppiato, addirittura.

Vi rendete conto che non riusciamo più a leggere tutto questo materiale. Non riusciamo neppure a rispondervi. Solo per incollare una risposta standard, solo per cancellare le email senza leggerle, ci vorrebbero ogni giorno alcune ore. È uno sforzo che non siamo in grado di reggere.

Diventeremo, almeno per alcuni mesi, molto scortesi. Tanto più scortesi con coloro che, senza neppure visitare il nostro sito, non diciamo senza neppure aver mai acquistato un libro della nostra casa editrice, come avviene nella maggior parte dei casi, ma addirittura senza essersi informati minimamente, attraverso la lettura del blog e della sezione “pubblicare con noi“, continueranno a inondare la casella di posta con i loro allegati. Non vi risponderemo e non vi leggeremo. Peggio, vi inseriremo nel filtro antispam.

I libri in lavorazione, quei manoscritti che abbiamo letto e selezionato nel 2013 e nel primo semestre del 2014, attendono con ansia di essere riletti, corretti, discussi e, sperabilmente, pubblicati. Continuare a ricevere nuovo materiale ci impedirebbe di dedicare energie alle opere meritevoli che giacciono in redazione.

Siate comprensivi, oppure no. Naturalmente, i redattori sono sempre pronti a farsi corrompere per forzare il blocco. Come sapete, accettiamo buoni pasti, pizze surgelate, scatolette e beni non deperibili, scarpe usate e pannoloni. Uova marce e pomodori, no grazie. Nel frattempo, per ingannare l’attesa, perché non leggete qualcosa? Ci sono persino degli ebook gratuiti, se proprio non volete spendere.

Il vostro ineffabile e adorabile redattore ordinario